Ilario Fioravanti

Gloria in excelsis Deo

Da Mercoledì 02 Dicembre 2015 a Lunedì 22 Febbraio 2016 -
Palazzo Ducale - Urbino (PU)

Ilario Fioravanti "Gloria in excelsis Deo"

Dal 02 Dicembre 2015 al 22 Febbraio 2016 Palazzo Ducale - Urbino (PU)

ILARIO FIORAVANTI “Gloria in excelsis Deo” a cura di Marisa Zattini

Organizzazione: IL VICOLO - Sezione Arte Via Carbonari, 16 - 47023 Cesena Tel. 0547 21386 - Fax 0547 27479 arte@ilvicolo.com - www.ilvicolo.com

Per Informazioni: Ufficio IAT Tel. 0722 2613 iat.urbino@provincia.ps.it Ufficio Informazioni Turistiche Borgo Mercatale Tel. 0722 2613 turismo@urbinoservizi.it

Ente Promotore: Comune di Urbino Sede: URBINO Palazzo Ducale - Sale del Castellare Oratorio di San Giuseppe Curatore: Marisa Zattini Allestimento: Augusto Pompili Costo unitario biglietto intero

Sala del Castellare € 6,00* “ “ “ Oratorio di S. Giuseppe € 2.50 “ cumulativo per le due sedi € 7,00* * I biglietti potranno essere acquistati in prevendita e daranno, al visitatore, il diritto di ricevere uno sconto del 30% per l’ acquisto dei prodotti presenti al Book Shop Inaugurazione: martedì 1° dicembre 2015

Durata: 2 dicembre 2015 - 22 febbraio 2016

Catalogo: IL VICOLO EDITORE Testi critici: Vittorio Sgarbi, Marisa Zattini Contributi: Giancarlo Biguzzi, Ezio Albrile, Gianfranco Lauretano, Pier Guido Raggini Con poesie di: Gianni Fucci, Tolmino Baldassari, Davide Rondoni, Mariangela Gualtieri, Luigi Riceputi

Martedì 1° dicembre 2015 ad Urbino, nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale, si terrà l’inaugurazione, su invito, della mostra ILARIO FIORAVANTI “Gloria in excelsis Deo”, curata dall’architetto Marisa Zattini, alla presenza di Vittorio Sgarbi, Assessore alla Cultura del Comune di Urbino. Una rassegna dedicata ad un corposo nucleo di opere in terracotta policroma sul tema natalizio voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Urbino che si veste, così, ancor più “a festa” rendendo omaggio ad uno dei più originali protagonisti della scultura italiana del XX secolo.

«Conosco l’opera di Ilario Fioravanti da molti anni. Fioravanti è uno scultore di Cesena, nato nello stesso anno di mio padre, il 1922; l’ho cercato nel suo studio, stimolato da Giovanni Testori, il grande scrittore e critico che, per gli artisti contemporanei, aveva una sensibilità speciale ed era in grado di individuare valori veri in mezzo a tanti fasulli o inventati. Quando l’ho incontrato, Fioravanti stava mettendo insieme blocchi di creta per comporre figure che, pur essendo religiose, mostravano comunque un aspetto caricaturale. […]». Così scriveva nel 2003 Vittorio Sgarbi per introdurre la mostra di Ilario Fioravanti allestita a Spoleto in occasione del Festival dei due mondi e trasferita, poi, a Matera nella Chiesa del Carmine. A dodici anni di distanza altre opere di Ilario Fioravanti “rivivono” la loro scena qui, ad Urbino. Quando si osservano queste terrecotte policrome di arcaica bellezza, dove l’artista ha preservato integra l’essenza di una fragrante religiosità popolare, nella memoria rivivono i modelli di un Niccolò dell’Arca, di un Guido Mazzoni dove «è il sentimento popolare della religione, nella ruvidezza e nella mutevolezza della materia, nella schiettezza elementare della forma, a emergere come una spontanea preghiera» (Vittorio Sgarbi).

«L’arte non è la realtà. È un’emozione, un mutamento, una trasformazione degli elementi. Mutare quello che noi percepiamo e filtriamo. […] L’arte non è vedere, fare una cosa com’è, ma il gesto di far vedere, un’operazione più profonda. Nell’arte, nella mia arte, ci deve essere un’attrazione. Fare scultura, così come realizzare un’opera d’arte, non è proporre la realtà fotografica, ma è invece reinventare», così scriveva Ilario Fioravanti nel 2007.

Filo conduttore di questo evento è il tema, sempre rinnovato, del Natale. Quell’Annuncio che risuona nella profondità del Tempo e perennemente riecheggia, nonostante tutto e tutti. ILARIO FIORAVANTI (Cesena 1922-Savignano sul Rubicone 2012) in modo poetico e inconfondibile ha saputo, nell’arco di una vita, reinterpretare questo tema declinandolo fra annunciazioni, presepi, angeli, pastori, re magi, piatti istoriati, ciotole ad ingobbio, frammenti di affreschi, disegni e appunti tratti dagli inediti diari. Un tema cardine del quale possiamo fare perenne memoria. «Da quando ho cominciato a lavorare, durante il periodo natalizio, ho iniziato una serie di incisioni... e ora continuo, anche con altri manufatti, questo tema... un momento di gioia da donare agli altri... un dono». Sono parole intime, dal tono confidenziale, queste di Ilario Fioravanti che ci partecipano il suo stato d’animo, di uomo e di artista, di fronte ad un evento magico e straordinario qual è il Natale. Il pathos religioso emerge limpido e cristallino anche nel dialogo fra l’artista e S.E. il Nunzio Apostolico Monsignor Pietro Sambi, documentato nel video del 2007 realizzato dalla curatrice - in veste di regista (edizioni multimediali Il Vicolo editore) - nella Chiesa di Montetiffi, nel Montefeltro, congiuntamente a quello che storicizza il dialogo fra il Nostro e il sodale amico Tonino Guerra, svoltosi nell’Oratorio della Madonna della Misericordia, a Pennabilli.

Il Catalogo, edito per i tipi de IL VICOLO [editore], documenterà tutte le opere in mostra, i testi istituzionali, critici e le poesie sui temi natalizi, selezionate, o composte ad hoc, a corredo dei diversi momenti tematici delle opere in mostra.

ILARIO FIORAVANTI (Cesena 1922-Savignano sul Rubicone 2012) è uno dei più interessanti protagonisti dell’Arte Italiana. Fin da giovanissimo, prima con il disegno poi attraverso l’incisione e la scultura, si avvicina alle arti figurative. Nel 1949 si laurea in architettura a Firenze. La professione di architetto non lo distacca tuttavia da una necessità “organica” di testimoniare ogni sua emozione ed esperienza attraverso il disegno. Negli anni Sessanta ritorna alla scultura realizzando una serie di ritratti. Negli anni Settanta-Ottanta Fioravanti si appassiona alle espressioni artistiche arcaiche. Guarda con molto interesse l’arte egizia, le terrecotte della civiltà mesoamericana, le sculture nuragiche, l’arte etrusca e quella africana. Ha esposto in numerose città italiane, fra le quali segnaliamo: Cesena, Milano, Longiano, Matera, Sogliano al Rubicone, Rimini. A Spoleto e Potenza è stato presentato in una ricognizione curata da Vittorio Sgarbi. La sua più ampia monografica (con oltre 120 opere), curata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e dall’architetto Marisa Zattini, risale al 2008, per la città di Cesena. Giovanni Testori va ricordato come il suo mentore più accreditato.

dal 2 dicembre 2015 al 22 febbraio 2016 Orario: dal 2 dicembre 2015 all’11 gennaio 2016 dalle 9.00 alle 18.00 tutti i giorni (feriali e festivi) dal 12 gennaio al 22 febbraio 2016 dalle 9.00 alle 12.30 - dalle 14.30 alle 18.30 tutti i giorni (Martedì chiusura).