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Luglio 2020
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Luglio 2020
Numero Evento: 21142852
Eventi Festival
Todays Festival
6^ Edizione
Date:
Dal: 28/08/2020
Al: 30/08/2020
Dove:
Logo Comune
Piemonte - Italia
Contatti
Cell.: +39.349.3172164
Fonte
TODAYS Festival
Scheda Evento
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Todays Festival

6^ Edizione

Da Venerdì 28 a Domenica 30 Agosto 2020 -
Torino (TO)

Todays Festival - Torino

Riceviamo e Publichiamo 

La Città di Torino e la Fondazione per la Cultura Torino con rammarico annunciano l'annullamento dell'edizione 2020 di TOdays festival. La tutela della salute e della sicurezza dei cittadini in questo particolare momento di emergenza costituiscono infatti la priorità, e nel contempo le nuove norme che ci impongono il distanziamento sociale poco si conciliano con un festival che ha fatto della condivisione, dell'esperienza diretta e della fruizione collettiva il suo punto di forza fin dalle origini.

L'edizione di quest'anno – già in buona parte progettata a annunciata – avrebbe portato a Torino tre giorni di grande qualità artistica, dalle produzioni cittadine d'eccellenza alle date uniche italiane di artisti internazionali, oltre a momenti di confronto, incontro, dialogo tra le diverse forme d'arte.
Un lavoro prezioso, che coinvolge a vario titolo tante realtà del territorio a cui va un ringraziamento e un pensiero in un contesto tanto difficile che crea, con la sospensione dei festival, un vuoto occupazionale che ci auguriamo possa in tempi brevissimi essere colmato da una nuova vitalità.

Proprio in questo contesto, TOdays non vuole semplicemente dare appuntamento al prossimo anno, ma ha un obiettivo di più ampio raggio, in questi mesi che ci separano dall'estate 2021: valorizzare, attraverso nuove idee e nuove modalità a cui stiamo lavorando, la rete di collaborazioni – una vera e propria comunità – che negli anni si è creata e radicata intorno al festival, per sostenere e promuovere quella filiera della produzione artistica e musicale della nostra città e del nostro territorio che tanto ha patito e patisce il contesto economico-sociale causato dall'emergenza sanitaria.

“La cifra fortemente innovativa di TOdays ha trovato terreno fertile nella costellazione di partner che collaborano alla sua realizzazione; professionalità e capacità che hanno consentito a tante idee creative di divenire realtà concreta e confermare TOdays come un’eccellenza della Città”, commentano la Sindaca Chiara Appendino e l’Assessora alla Cultura Francesca Leon. “Dunque, oggi, pur rinviando l'evento, ci apprestiamo a rinnovare e ad amplificare l’impegno della Città e del Festival, insieme al suo Direttore artistico e allo staff della Fondazione per la Cultura che ringraziamo, affinché possa rilanciare l’idea che è alla base di un progetto che non potrebbe esistere senza quell’intreccio di artisti, operatori, tecnici e il pubblico che hanno reso unico il nostro Festival”.

Nel ringraziare infine doverosamente il fedelissimo pubblico di TOdays, comunichiamo a quanti hanno già acquistato il biglietto che dai prossimi giorni sui canali del festival saranno disponibili tutte le informazioni necessarie per chiedere – attraverso il proprio rivenditore ufficiale – il rimborso dei titoli, possibile fino al 1 Settembre 2020. L'appuntamento sotto al palco è dunque rimandato alla prossima estate: siamo già al lavoro per confermare molti degli artisti che quest'anno non potrete vedere a Torino e per costruire un' eccezionale edizione 2021 che possa ricompensarci per la lunga attesa.

“Tempi difficili creano uomini e donne forti, è questa la nostra esperienza– commenta il direttore artistico Gianluca Gozzi – Ai dottori spetta curare il male, ma alla cultura e all'arte curare la paura: così se fermarsi è un istinto, andare avanti è una scelta, trasformando le difficoltà in sfide e vitalità e avanzando con forza e determinazione in un cammino di bellezza. Non vediamo l'ora di accogliervi il prossimo anno e, fino ad allora, vi inviamo il nostro affetto e vi ringraziamo del grande sostegno. Abbiate cura di voi e degli altri, create empatia, infondete coraggio per abbattere i muri che abbiamo di fronte. La risposta alla crisi è creare!”

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Torna per la sua sesta attesa edizione: TODAYS Festival a Torino dal 28 al 30 agosto 2020, si conferma come uno dei festival italiani più raffinati e irrinunciabili della stagione, con una line up ambiziosa, capace di mescolare icone storiche nell’olimpo dei più grandi e nuove eccellenze internazionali proiettate al futuro.

TODAYS non è solo musica: è passione, è la gioia di ritrovarsi insieme e provare il brivido di un’accordo che parla proprio di te.
È più di un semplice festival, una terra promessa che le promesse le mantiene, dove ascoltare la musica che ti piaceva tantissimo, quella che ti piace oggi e quella che ti piacerà.

 

Nell'ambito degli eventi del cartellone “TORINO CITTÀ DEL CINEMA 2020” siamo onorati di annunciare che la prima ospite confermata in concerto a TODAYS Festival sarà: GRACE JONES.

La piu grintosa, ribelle e travolgente cantante, modella, attrice, musa leggendaria, e vulcanica icona di stile della musica e della cultura pop che rivive oggi piu che mai, sarà in una esclusiva UNICA DATA ITALIANA per il suo concerto-evento che si

preannucia già storico, solo a Torino Venerdì 28 Agosto a TODAYS Festival. Trent’anni fa aveva detto: «Sono la donna di domani!». Quindi di sempre.
E oggi, forse ancora piu di ieri, GRACE JONES è una scatenata forza della natura, alla quale tutto è permesso!

VENERDÌ 28 AGOSTO 2020
sPAZIO211 open air mainstage
Parco Sempione, Via Francesco Cigna 211 – Torino (It)
apertura porte: ore 17:30/ inizio concerti: ore 18

INGRESSO SINGOLO: EURO 30 + d.p.

+ altri artisti da annunciare

Prevendite attive a partire dalle ore 12 di GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO
www.ticketone.it

TODAYS. Il festival
28_29_30 AGOSTO 2020

biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p.
biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp

abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.
abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

Informazioni e prevendite biglietti singoli ed abbonamenti:
Ticketone –www.ticketone.it– ph: 892 101
e presso tutti i punti vendita autorizzati
Prevendite attive a partire dalle ore 12 di GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020
Biglietti e abbonamenti: TicketTOdays20

Anticonformista, trasgressiva e camaleontica!
Non bastano certo questi tre aggettivi per descrivere GRACE JONESartista e cantante dal successo mondiale straordinario e interprete di sperimentazioni pop, attrice e modella giamaicana richiestissima e figura iconica che con la sua bellezza androgina ha ridefinito l’estetica di un intero decennio, e con la sua musica è stata in grado di passare con disinvoltura dai successi della disco music solare degli anni 70, dalla superba commistione di stili e le cupe atmosfere new wave degli anni d'oro, al più recente magnetico e selvaggio ritorno sulle scene.

Grace Jones ufficialmente è nata 70 anni fa, anche se è difficile conciliare il suo aspetto iconograficamente sintetico e le sue esibizioni live sui più importanti palchi di tutto mondo con la sua età: nata in Giamaica il 19 maggio 1948, da allora attraversa tutti i tipi di controcultura, alimentando la sua attitudine alla ribellione. Prima di diventare una cantante di successo internazionale, Jones era stata una modella scappata da un’adolescenza difficile.

A 18 anni, scappa dalle attenzioni violente e oppressive di uno zio fanatico religioso per raggiungere i genitori nello Stato di New York insieme ai fratelli Bishop Noel Jones (suo gemello, poi attore) e Christian. La sua infanzia influì molto sul carattere ribelle e provocatorio, che mostrò fin dall’inizio degli anni Settanta, quando lavorava per le piu importanti riviste e case di moda tra New York e Parigi, imponendo il suo look, fino a riuscire a conquistare l’attenzione di stilisti quali Yves Saint LaurentClaude Montana e Kenzō Takada. Con il suo corpo statuario e il suo carisma quasi selvaggio sfila per loro e posa per le copertine di magazine come Elle e Vogue davanti all’obiettivo dei più grandi fotografi, da Helmut Newton a Guy Bourdin, in foto diventate pezzi memorabili della cultura pop degli anni Ottanta.

Organizzatrice di feste memorabili, disturbatrice e provocatrice di eventi formali, nel 1977 decide dii debuttare sulla scena musicale e si presenta al pubblico cantando in compagnia di leoni e leopardi: la notorietà arriva da subito con le sue famose rivisitazioni in chiave disco di pezzi evergreen, tra le quali la famosissima e acclamata cover del classico di Edith Piaf "La Vie En Rose". Firma con la storica Island Records che, ammaliata dalla sua presenza scenica, produce i primi tre album “Portfolio” (1977), “Fame” (1978) e “Muse” (1979), successi planetari che in poco tempo accrescono la sua fama a vera e propria icona musicale. In questi anni Jones è ospite dei più importati club internazionali e del famoso nightclub Studio 54 di New York, soprannominata "la pantera" diventa la beniamina degli ambienti radical chic della Grande Mela, sessualmente provocante ed estremista in uno stile statuario, frequenta i locali più alla moda, dove conosce e diventa amica di Karl Lagerfeld, Keith Haring e Andy Warhol, di cui divenne musa ispiratrice per i ritratti più iconici.

Verso la fine degli anni 70, Jones si accosta all’emergente ondata new wave ridefinendo il suo stile. In collaborazione con i produttori della Island Records - Chris BlackwellAlex Sadkin e Compass Point All Stars - registra gli album acclamati dalla critica “Warm Leatherette” (1980) e “Nightclubbing” (1981). I lavori includono le celebri cover e rivisitazioni dance dei brani di Sting ("Demolition Man"), Iggy Pop e David Bowie ("Nightclubbing"), Roxy Music ("Love is the Drug"), Astor Piazzolla (“I’ve Seen That Face Before - Libertango” - utilizzato nella colonna sonora del film “Frantic”) e Tom Petty ("Breakdown"). I due album contengono anche i brani originali "A Rolling Stone", "Feel Up" e la hit "Pull Up to the Bumper", giunta al secondo posto della Billboard Hot La Dance Club per sette settimane e nella Top 5 single della U.S. R&B chart, con un testo molto esplicito, e che secondo Richard Vine del The Guardian fu “una di quelle rare canzoni capaci di replicare la sensazione di essere in una discoteca”.
In quello stesso periodo vive un rinnovamento non solo musicale ma anche estetico ideato insieme all’artista e compagno Jean-Paul Goode, che scatta le foto delle sue copertine più famose. Jones riplasma la sua immagine con un look severo e androgino, i capelli a spazzola e abiti dal taglio maschile. Attira diverse critiche con la sua apparizione in topless sulla rivista Playboy e con i suoi ritratti nudi in gabbia.

L’album seguente “Living My Life” (1982), con influenze reggae, contiene la hit "My Jamaican Guy". Nel 1985 collabora con il grande produttore pop Trevor Horn per il collage musicale "Slave to the Rhythm", e nel 1986 con Nile Rogers per “Inside Story”, che contiene la hit, in vetta alla Billboard 100, “I’m Not Perfect (But I’m Perfect For You)” scritta insieme a Bruce Wooley. Nel 1989 pubblica "Bulletproof Heart" con il brano al primo posto della U.S. Hot Dance Club Play "Love on Top of Love (Killer Kiss)" prodotto da David Cole e Robert Clivilles della C&C Music Factory. Il suo incontestabile successo è merito di un timbro vocale particolare e di uno spirito apertamente provocatorio, apprezzato dalla comunità LGBT prima e da un pubblico più ampio poi, merito delle copertine e dei videoclip visionari e avanguardisti, di una coerenza senza compromessi e di uno stile eclettico e sopra le righe, che a partire dalla disco music l’ha vista esplorare i territori della new wave, del funk, del pop, del reggae, seguita dai più importanti produttori.

All’inizio degli anni Ottanta, Jones ha una relazione con la sua guardia del corpo svedese, Dolph Lundgren, noto come l’Ivan Drago di Rocky IV. Negli anni ’80 debutta come attrice, diventando celebre per i suoi ruoli cinematografici in film come “Conan il distruttore” (1984) con Arnold Schwarzenegger, dove interpreta una guerriera amazzone, grazie al quale riceve una candidatura ai Saturn Award come miglior attrice non protagonista, “007 - Bersaglio mobile” (1985) con Roger Moore, imponendosi come nuova bond girl e riuscendo a ottenere un'altra nomination ai Saturn Award, “Il principe delle donne”, il thriller “Vamp” (dove interpreta il ruolo di regina dei vampiri e ottiene una terza candidatura ai Saturn Award) e “Boomerang” (1992) con Eddie Murphy (per il quale ha registrato la canzone "7 Day Weekend").

Dopo un lungo periodo di pausa, Jones ritorna sulle scene nel 2008 con l'album “Hurricane” che riscuote un ottimo successo di critica, con contributi di uno dei maggiori esponenti del trip hop inglese Tricky, e dell’acclamato compositore Brian Eno.

Nel 2014 partecipa alla colonna sonora del film “Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1” con il brano “Original Beast”.
La sua autobiografia, “I’ll Never Write My Memoirs”, è stata pubblicata nel 2015 vincendo NME Award al miglior libro.

Nel 2017 collabora con i Gorillaz di Damon Albarn nel brano Charger, prende parte ad alcuni dei più importanti festival musicali al mondo come il Primavera Sound a Barcellona tra hula hoopbody painting e costumi di scena e riceve una nomination agli UK Festival Award per la categoria Headline Performance Of The Year e Momento Più Memorabile.
Nel 2018 ha pubblicato il film evento documentario sulla sua vita, dal titolo “Grace Jones: Bloodlight and Bami”, per la regia di Sophie Fiennes: un viaggio elettrizzante attraverso la carriera pubblica e la vita privata, ospitato in anteprima italiana ala XXXV edizione del Torino Film Festival. Nel 2019 sotto il cielo stellato degli Champs Elisée, nella fashion week parigina la Jones sfila durante lo show di Tommy Hilfiger e Zendaya, calcando la passerella con una incredibile empatia di fronte agli occhi della platea entusiasta puntati sul suo corpo longilineo, per nulla segnato dal tempo che scorre. Grace Jones è stata più volte nominata ai Grammy Awards e anche agli MTV Music Awards, e ai Q Music Awards, vincendo il premio Idol.
Nel 2020 curerà e suonerà allo storico festival inglese Meltdown nel mese di giugno, diretto in precedenza, da CureDavid BowieNick CaveMorrisseyMassive Attack e tanti altri e ad agosto sarà in data unica italiana a TODAYS Festival a Torino.

A guardarla viene da pensare che potrebbe vivere per sempre “Non mi sento mai vecchia, mi sento piu saggia”, ha dichiarato lei, che non ha perso per nulla la voglia di provocare “Non seguo gli scandali, li creo”.
Grace Jones è un’artista più che mai viva e potente, che apre un altro capitolo di shock ed eccessi e suona piu moderna di sempre e che con la sua marmorea silhouette e una personalità empatica e integra si pone come modello da rincorrere per le nuove generazioni di popstar.


 

Dopo l'annuncio dell'unico concerto italiano della icona GRACE JONES che suonerà il 28 agosto a Torino, TODAYS è felice di annunciare un'altra musa indie fuori dal tempo ANGEL OLSEN.
La cantautrice che orchestra i sentimenti, obliqua, magica e anacronistica, tremendamente sospesa è una universale eroina riconosciuta tra le artiste più importanti in circolazione. Già headliner nei più importanti festival dell'anno da Roskilde al Lowlands, salirà sul palco di TODAYS venerdì 28 agosto per un concerto sontuoso, epico, orchestrale!

VENERDÌ 28 AGOSTO 2020
sPAZIO211 open air mainstage
Parco Sempione, Via Francesco Cigna 211 – Torino (It)
apertura porte: ore 17:30/ inizio concerti: ore 18

INGRESSO SINGOLO: EURO 30 + d.p.

+ GRACE JONES
+ altri artisti da annunciare
Prevendite attive www.ticketone.it

TODAYS. Il festival
28_29_30 AGOSTO 2020

biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p.
biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp

abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.
abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

Informazioni e prevendite biglietti singoli ed abbonamenti:
Ticketone –www.ticketone.it– ph: 892 101
e presso tutti i punti vendita autorizzati
Prevendite attive a partire dalle ore 12 di GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020
Biglietti e abbonamenti: TicketTOdays

Quello della discesa nelle tenebre è un tema ricorrente e sempiterno, che ritroviamo costante nel tempo, attraverso la storiala letteratura e il cinema: il protagonista si tuffa, e sprofonda sempre di più. E sopra di lui l’abisso. E poi c’è una scala bianca che sale sempre verso l’ignoto, ogni gradino, ogni curva, richiede più audacia e più sicurezza rispetto a quello precedente.

È questo il viaggio di Angel Olsen.

Partita da un folk sognante e introspettivo, la cantautrice del Missouri ha saputo ritagliarsi in breve tempo uno spazio originale imponendosi come una istituzione del cantautorato femminile a stelle strisce. Merito di una vocalità magica e di un eclettismo notevole, che spazia dal twee-pop dei 60's al garage, dalla tradizione country al più vitale indie-rock.

L'arte della Olsen si presenta densa, imponente, un torrente lirico capace di piegarsi a ogni singola sfumatura emotiva, supportato da una delle voci più caratteristiche e versatili dell'ultimo decennio.

Angel Olsen nasce il 22 gennaio 1987 in quell'antico baluardo sudista sulle rive del Mississippi, nel profondo Sud degli States. A tre anni viene adottata da una famiglia affidataria che si era presa cura di lei da poco dopo la sua nascita. Il rilevante scarto di età con i genitori le lascerà un segno profondo: "Poiché ci sono così tanti decenni di differenza tra noi, mi sono interessata a come era la loro infanzia - ha raccontato Angel - Ho fantasticato su come fosse essere giovani negli anni '30 e '50, più degli altri bambini della mia età".

Ai tempi del liceo, si appassiona ai concerti di gruppi punk e noise e comicia a scrivere la propria musica con pianoforte e chitarra. Due anni dopo essersi diplomata alla Tower Grove Christian High School, Olsen si trasferisce a Chicago e nella windy town cerca di farsi largo tra le nutrite schiere della scena indie. È però un incontro a far svoltare l'intera carriera della Olsen: quello con Will Oldham, ovvero sua maestà Bonnie "Prince" Billy, guru del cantautorato indie-folk americano, che intuisce subito le potenzialità di quell'affascinante e sfrontata fanciulla dalla frangetta scomposta alla Françoise Hardy.

Il suo nome comincia a circolare con insistenza, tanto che è la rinomata Jagjaguwar a pubblicare il suo secondo album: Burn Your Fire For No Witness (2014) che segna un'ulteriore tappa nel processo di affrancamento della Olsen dalle scarne ballate folk degli esordi.
Prodotto da John Congleton (Bill CallahanSt Vincent) e composto dalla cantautrice e chitarrista di St. Louis per la prima volta in versione full-band, l'album nasce da una sessione piuttosto vivida e istintiva: dieci giorni di fuoco nella chiesa sconsacrata di Echo Mountain ad Asheville, in North Carolina, insieme al batterista Josh Jaeger e al bassista Stewart Bronaugh.

Due anni dopo è la volta di My Woman (2016), terzo album a nome Angel Olsen, che si muove verso uno stile decisamente più classico, in un delicato equilibrio con la proposta idiosincratica dell'americana. Ambizioso anche l'obiettivo delle liriche che, uscendo definitivamente dall'asfittica dimensione autobiografica degli esordi, si aprono a un vero e proprio "commentario" sull'essere donna oggi, con un taglio personale e anticonvenzionalmente femminista, nel quale convivono dolore e speranza, furore e lucidità.

Nel 2017 a un anno di distanza esce Phases che segna un momento di riflessione, di quiete e di intimismo dopo l’anno frenetico dell’uscita di My Woman, unanimemente considerato come una delle uscite migliori dell’anno. Contiene una selezione di b-side, demo e brani inediti, e include alcune canzoni provenienti dal lontano passato della cantautrice, inclusa l’inedita Special, registrata nel corso delle session per il precedente My Woman.
Nella raccolta sono presenti, inoltre, il brano Fly On Your Wall composto per la compilation anti-Trump Our First 100 Days, e alcune versioni alternative dei brani contenuti in Burn Your Fire For No Witness (2014). Angel Olsen, da molti definita come la Regina dell’indie folk americano, è diventata uno dei nomi di punta della scena indipendente USA, un’artista con uno stile influenzato tanto dal folk rock, quanto dall’indie e dall’alternative rock degli anni ’90.

Pubblicato lo scorso 4 ottobre sull’etichetta Jagjaguwar, “All Mirrors” è il quarto album della songwriter americana che, dopo quasi dieci anni di brillante carriera, non ha di certo bisogno di essere “consacrata” come una delle artiste più importanti in circolazione.

Il suo ultimo album è stato semplicemente considerato all’unanimità da pubblico e critica come uno dei dischi più belli del 2019, ricevendo recensioni positive dalle più importanti testate musicali e piazzandosi in cima alle classifiche di genere e non.

È un lavoro immenso, complesso, orchestrale, che insieme alla parola “sontuoso” sembrerebbe essere quella più gettonata nelle recensioni per (provare a) tracciare delle linee, dei contorni, a questo lavoro la cui bellezza non è mai del tutto afferrabile.

Quello della Olsen è un volo sia verso l’alto che verso l’interno, in una dimensione introspettiva. Riflesso di una separazione dalle conseguenze non proprio edificanti, All Mirrors è il disco che tramuta quell'esperienza in una magniloquente riflessione sul lato oscuro che si impossessa delle nostre personalità, sul cambiamento e sulle incertezze che ad esso si accompagnano, dotandosi di un linguaggio fastoso, drammatico, che sfrutta al meglio il suggestivo impianto orchestrale, per un disco letteralmente "larger than life".
Un effettivo punto di snodo, in un percorso gia ricco di momenti di rilievo, in cui l’artista ricalibra il suo approccio alla scrittura e alla produzione inaugurando una nuova fase artistica, più matura e consapevole. Sontuosoepicoorchestrale: il nuovo disco dell’artista statunitense proietta il suo sound in un presente cupo che parla con toni drammatici il linguaggio di un pop vintage e, allo stesso tempo, affascinante.

Nel processo di creazione di questo album, ha trovato un nuovo suono e una nuova voce, un'esplosione di rabbia mescolata all'auto-accettazione duramente conquistata: “Sembra come se parte della mia scrittura fosse tornata da qualche punto nel passato, mentre un’altra parte di essa fosse ancora in attesa di esistere” dice.
C’è sempre quel particolare vibrato, sempre così vicino - le frasi semplici e fluide solo all’apparenza, che a un certo punto si espandono diventando enormi idee sull’incapacità di amare e sulla solitudine universale. Ed ecco che qui, all’improvviso, si levano questi mastodontici arrangiamenti di synth e corde come un’apocalittica onda anomala. “Questo disco, da qualsiasi punto di vista in cui lo si guardi” dice la Olsen “dalla realizzazione, ai testi, a come ho affrontato personalmente la sua stesura, riguarda la presa di coscienza del proprio lato più oscuro.
È stato concepito come un disco solista back-to-basics, registrato con il produttore Michael Harris ad AnacortesWashington. Appena completato però, nella sua mente iniziò ad aleggiare una versione più ambiziosa di quella appena scritta. Evoluzione che si deve al lavoro del produttore John Congleton, l'arrangiatore Jherek Bischoff, il musicista / arrangiatore Ben Babbitt e un'orchestra di 14 strumenti.

Vederla dal vivo sarà un’esperienza totalizzante, distruttiva e rigenerante, tra l’angoscia e la beatitudine, lasciandoci ammaliare e condurre da Angel Olsen nelle profondità del suo abisso.

“Angel Olsen‘s latest is her best record yet, a bracing mix of sounds and styles congealing around songs of pain, sadness, and hope” Pitchfork
“The more we see, the more there is to love” NME
The indie world has a new dark lady The Guardian

Read more of ANGEL OLSEN:
https://angelolsen.com
www.facebook.com/angelolsenmusic
www.instagram.com/angelolsenmusic

Guarda il video di “Shut Up Kiss Me”: https://youtu.be/nleRCBhLr3k
Guarda il video di “Windows”: https://youtu.be/0CQSOoFlaxI
Guarda il video di “All Mirrors”: https://youtu.be/Jjt698Zv5jQ


Todays Festival - Torino

Dopo gli annunci dei concerti di GRACE JONES, DAUGHTER e ANGEL OLSEN, TODAYS annuncia l'unico ed esclusivo concerto in Italia di NICOLAS GODIN, metà dello storico duo francese AIR, autori dei più grandi successi degli ultimi vent’anni. Raffinatoleggeromoderno e lontano dalla ripetitività e dalla prevedibilità, a TODAYS presenta il suo nuovo album, creando l’occasione perfetta per poter finalmente ballare di architettura in uno spazio suggestivo di inizio Novecento come l'ex fabbrica INCET.

VENERDÌ 28 AGOSTO 2020

ex fabbrica INCET night mainstage
Via Cigna 96/17 – Torino (It)
apertura porte: ore 23:00 / inizio concerti: ore 23.30

INGRESSO SINGOLO: EURO 15 + d.p.

+ altri artisti da annunciare

Prevendite attive www.ticketone.it

TODAYS. Il festival
28_29_30 AGOSTO 2020

biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p.
biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp

abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.
abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

Informazioni e prevendite biglietti singoli ed abbonamenti:
Ticketone –www.ticketone.it– ph: 892 101
e presso tutti i punti vendita autorizzati

Biglietti e abbonamenti: TicketTOdays

La musica di Nicolas Godin è parte della cultura di massa ormai da decenni.

Godin è infatti il compositore, produttore, polistrumentista e co-fondatore degli Air, lo storico duo francese dietro alcuni dei più grandi successi degli ultimi vent’anni.

Nel 2015sette album e due colonne sonore dopo l’incontro con Jean-Benoît Dunckel, l’altra metà del progetto elettronico, Godin decide di pubblicare il suo primo lavoro solista dal titolo “Contrepoint”, in cui trasforma l’influenza di Johann Sebastian Bach in una ricca serie di sperimentazioni musicali.

Sempre da solista compone la colonna sonora della serie TV francese “Au Service De La France”, e nel frattempo lavora minuziosamente ai brani (e al concept) di quello che sarà il suo secondo album intitolato “Concrete and Glass”, uscito il 24 gennaio 2020 per Because Music.
Nell’album, anticipato dai singoli The BorderCatch Yourself Falling e The Foundation, Nicolas Godin balla con l’architettura e sceglie di farsi ispirare dalla seconda delle sue anime, quella di studioso di architettura all’École Nationale Supérieure d'Architecture de Versailles, realizzando una serie di brani disegnati a partire da punti di riferimento squisitamente architettonici: la composizione parte da una linea puntigliosamente minimalista che si sviluppa seguendo delle calorose curvature pop.

Per Godin, l’album è anche un ritorno all’elettro-pop del periodo formativo e più sognante degli Air, nel quale è presente l’influenza di Le Corbusier, uno dei più grandi architetti moderni, al quale Godin ha reso omaggio componendo brani per le sue mostre in tutto il mondo. Parlando di Concrete and Glass, Godin ha dichiarato: “Ho composto il disco pensando al grande architetto Mies van der Rohe. Ha costruito il Padiglione di Barcellona nel 1929 sulle colline di Montjuic e quell’opera ha spazzato via l’intera storia dell’architettura che l’ha preceduta per aprire un inedito capitolo nella storia dell’umanità. Ho sempre pensato che si dovesse partire da un concetto per scrivere un album, ma che poi si dovrebbe lasciar fare il resto alla musica. Quando la musica prende il controllo si tratta di un buon album. Ho applicato questo principio a tutti i lavori che ho avuto la fortuna di realizzare finora, con un unico mantra: è la musica a decidere”.

Raffinatoleggeromoderno, concepito con assoluta precisione, come la musica degli Air, l'album è impreziosito da un tocco pop circondato da solide mura di synth che poggiano su un terreno di musica d’ambiente e dream pop, Nicolas Godin è completamente a suo agio e realizza meraviglie che lo eleggono uno dei primi protagonisti indiscussi del french touch, mantenendosi in splendida forma con quel suo stile inconfondibile, che possiamo senza ombra di dubbio considerare classico.

Il brano principale, The Border è un ingresso perfetto agli edifici musicali di Godin: agli ampi spazi d’ispirazione ambient si accompagnano leggeri ed eleganti sintetizzatori, vocoder e un saliscendi di bassi. Come con gli Air, Godin riesce ad alleggerire ogni angolo in modo che la musica sembri quasi non risentire affatto della legge di gravità, occupando un posto a mezz’aria.

Oltre alla voce modificata di Godin, l’album contiene diversi featuring di prestigio, tra i quali Alexis Taylor degli Hot Chip, che presta la sua voce in falsetto per uno dei brani più dolci, il pezzo dream pop Catch Yourself Falling. Oltre a Taylor, in “Concrete and Glass” sono presenti l’attivista e cantante Cola Boyy in The Foundation e la voce soul psichedelica di Kadhja Bonet che canta soave e serena sui synth tremolanti di We Forgot LoveKirin J Callinan e la cantante moscovita pop sperimentale Kate NV che ci conduce in modo aggraziato e dolorosamente romantico in Back to Your Heart.

Dalla prima traccia alla sensuale e fumosa traccia di chiusura Cité Radieuse, “Concrete and Glass” è un album che compie innumerevoli percorsi rimanendo però ancorato al suo senso globale. Per Godin, questo lavoro è un'altra pietra miliare in un viaggio musicale iniziato quando l'album di debutto degli Air nel 1998, “Moon Safari”, divenne la leggera e sublime colonna sonora di quegli anni e inaugurò una carriera di enorme successo, spaziando tra colonne sonore squisitamente evocative (“The Virgin Suicides”), espansivo sperimentalismo (“10.000 Hz Legend”), pop lussureggiante (“Talkie Walkie”), tributi collaborativi alla musica giapponese (“Pocket Symphony”) , retro-futurismo dell'era spaziale (“Le Voyage dans la Lune”) e tanto altro ancora.

Nicolas Godin da sempre traduce in musica la sua attitudine ad andare avanti, sempre, senza rinunciare a guardarsi indietro, e attorno: retrofuturismo per palati finiArmoniemodernismo ed essenzialità che ben si legano al minimalismo musicale di Godin, abile ricamatore di cachemire e testimonial di un’eleganza innata.


 

Todays Festival - Torino

Dopo gli annunci dei concerti italiani delle icone GRACE JONES e ANGEL OLSEN, TODAYS accende una nuova scintilla annunciando il ritorno sulle scene per l'unica ed esclusiva tappa estiva nel nostro paese della band inglese DAUGHTER.

Guidati dalla suadente Elena Tonra, il power trio ha appena annunciato la pubblicazione quest'anno del loro nuovo album lungamente atteso. Gia headliner nei piu importanti festival europei da Sziget a Paredes, la band salirà per la prima volta sul palco di TODAYS sabato 29 agosto in un concerto poetico, fluttuante, viscerale, fra romanticismo e inquietudine!

SABATO 29 AGOSTO 2020

sPAZIO211 open air mainstage
Parco Sempione, Via Francesco Cigna 211 – Torino (It)
apertura porte: ore 17:30/ inizio concerti: ore 18

INGRESSO SINGOLO: EURO 30 + d.p.

+ altri artisti da annunciare

Prevendite attive www.ticketone.it

TODAYS. Il festival
28_29_30 AGOSTO 2020

biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p.
biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp

abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.
abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

Informazioni e prevendite biglietti singoli ed abbonamenti:
Ticketone –www.ticketone.it– ph: 892 101
e presso tutti i punti vendita autorizzati
Biglietti e abbonamenti: TicketTOdays

Daughter, composti da Elena TonraIgor Haefeli e Remi Aguilella, arrivano in Italia in esclusiva estiva a TODAYS Festival 2020 con il loro nuovo attesissimo album in uscita quest’anno. Il nuovo lavoro arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo acclamato album in studio “Not To Disappear”, pubblicato a gennaio 2016 via 4AD, e a tre da “Music From Before The Storm”, colonna sonora composta dalla band per il videogioco “Life is Strange Before The Storm”.

Tormentati, inquieti, intensi, i Daughter nascono nel 2010 dalla suadente Elena Tonra (voce), gia al lavoro come solista sotto lo stesso pseudonimo, e Igor Haefeli (chitarra), suo compagno di classe negli studi di musica al college. Nell’aprile del 2011 i due pubblicano il primo Ep di quattro tracce, “His Young Heart” e, a pochi mesi di distanza, “The Wild Youth”. Remi Aguilella (batteria) arriva a completare la line-up alla fine del 2011 e, grazie a questi primi singoli e alle intense prove live fornite, il trio si crea una solida fanbase attirando numerose attenzioni, fra le quali la più importante è certamente quella della 4AD (etichetta di St. Vincent e Bon Iver, tra gli altri) che li mette sotto contratto. Elena Tonra, a tal riguardo, dichiarò: "Non potremmo essere più felici di lavorare con la 4AD, un’etichetta che ha prodotto molte opere per noi ispiratrici e di cui teniamo in grande considerazione l’etica".

A marzo 2013 il trio dà alle stampe l’atteso album di debutto “If You Leave”, prodotto da Igor Haefeli in collaborazione con Rodaidh McDonald (The xx, Adele), Jolyon Vaughan Thomas (Maps), mixato da Ken Thomas (Sigur Ros, M83) negli High Bank Studio e masterizzato da Geoff Pesche negli Abbey Road Studios.

Più che una dichiarazione d’intenti, i dieci brani che compongono quest’opera prima, tra i quali le magnetiche "Youth" e "Tomorrow", sono un’istantanea di un anno nella breve vita dei Daughter. Un disco capace di raccontare al meglio quel disagio che, certe volte, si può provare nel corso di una vita. Ma l’esorcismo compiuto attraverso la voce di Elena Tonra è, al contrario, quanto di più vitale ci possa essere: la giovane inglese è capace di scavare nelle zone piu recondite dell’animo e affrontare a viso aperto quelle angosce esistenziali con cui spesso si devono fare i conti, intraprendendo un viaggio interiore tanto coraggioso, quanto liberatorio una volta giunto alla conclusione.
Nei testi, l'artista scandaglia le profondità della sua psiche per svelare i suoi pensieri più intimi, trovando così consolazione nell’esporre i più profondi demoni interiori. “If You Leave” dimostra una maturità che smentisce la loro giovinezza e il disco viene accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica entrando nella "Top 20" della UK Official Albums Chart. Nel corso del 2013 si esibiscono in oltre 150 date da “tutto esaurito” in quattro continenti, accompagnando band del calibro di Sigur Rós e The National.

Melodie immediate, originalità nei suoni, profondità dei temi trattati, una linea poetica di assoluta coerenza sono i tanti pregi dei Daughter, capaci di fondere il minimalismo musicale con l’incisività lirica e di proporre un suono ricercato e personale, caratterizzato da beat elettronici, glaciali linee di chitarra e l'essenziale precisione ritmica di Remi Aguilella.

A gennaio 2016, anticipato dal singolo “Doing the Right Thing”, i Daughter danno alle stampe il secondo lavoro “Not To Disappear” via 4AD. L’album, contenente anche i singoli “Numbers”, “How” e “No Care”, è stato registrato insieme al produttore Nicolas Vernhes (Deerhunter, War On Drugs, Animal Collective) nei suoi Rare Book Room studio a Greenpoint, Brooklyn. Profondamente audace e diretto, questo secondo lavoro è ancora più coinvolgente del suo tanto lodato predecessore. Il disco trasuda profondità, il suono è infinitamente più ricco, i cardini della band sono ben saldi e quello cui si assiste è un vero senso di apertura a nuove idee.
Il trio riesce ad alternare il cantautorato di livello ad una linea di semplice dream-pop, dando vita a una formula che ha nelle corde della Tonra la pietra focaia dalla quale si dipana la scintilla che infiamma l’intera band. La sua voce è delicata e pura, mentre canta di cuori infranti, sentimenti al capolinea, ansie nei riguardi del futuro.
Il lavoro del co-produttore Vernhes è stato fondamentale in questo processo. "Nicolas è stato meraviglioso", dice Elena Tonra,"Viviamo a Londra, e avevamo iniziato a scrivere le canzoni lì, per noi è stato davvero utile andare in un altro luogo per registrare, solo per avere un cambio di scena. Lavorare con Nicolas è stata una vera e propria iniezione di energia". "Sono un maniaco del controllo, quindi è difficile lasciarsi andare", aggiunge Haefeli, "ma ho trovato molto di me in lui. Ha portato una qualità di registrazione che non sarebbe stata possibile altrimenti”.

“Not To Disappear” è un album drammatico, un caleidoscopio di emozioni, epico e molto più ambizioso del primo lavoro della band. Tra la stampa internazionale c’è chi definisce la loro musica “eterea”, “bella da far male”...
"Per me, la musica è come un Jenga molto fragile", dice Haefel, "Se si sposta un pezzo, allora se ne deve spostare un altro per mantenere l’equilibrio. Elena è un’artista 'pura' - lei riesce a catturare il 'momento'. In questo siamo diversi, opposti, ma penso sia questo a portare un po’ di 'magia'". I testi - sempre opera di Tonra - sono schietti e riflettono ancora piu onestamente il suo pensiero. "Esprimere le proprie emozioni non è una debolezza, ma una vera e propria forza", dice, “In passato ho usato la poesia per nascondere molti di miei pensieri, ma ora non c'è velo”.

Nel 2017 la band viene chiamata a comporre la colonna sonora del videogioco “Life is Strange: Before the Storm”, dal lavoro nasce l’album "Music from Before the Storm" pubblicato il 21 aprile 2018, in occasione del Record Store Day e accompagnato dall'uscita del singolo "All I Wanted".

Nel 2018 Elena Tonra annuncia e pubblica il suo primo album da solista: Ex:Re.

Ora i DAUGHTER hanno annunciato il loro ritorno ufficiale nel 2020 con un nuovo attesissimo album in uscita che potremo ascoltare live in anteprima a TODAYS sabato 29 agosto. La loro musica riesce a prendere l’anima di chi ascolta e a trascinarla in una costante crescita insieme alla canzone stessa. È una sorta di laica elevazione spirituale che non ha bisogno di intermediazioni ecclesiastiche. Dopotutto la musica è una catarsi, una delle migliori strade per dare libero sfogo ai sentimenti, sia per i musicisti sul palco, sia per chi si trova sotto il palco. Il presente è tutto dei Daughter!

Musica per universi paralleli, perfettamente combacianti, dove ogni pieno è messo di fronte al vuoto che crea, e viceversa. Perché, citando i Daughter, “C’è un buco nella terra, qui. E noi stiamo camminando intorno ai margini”.

"Deeper, moodier, bolder, in a world of its own” - The Independent on Sunday ****

Drips real class from every icy hook” - Loud And Quiet 8/10

Emotional dynamite” - The Observer ****
Powerful, affecting, confident” - NME ****


Todays Festival - Torino

Dopo gli annunci dei concerti di GRACE JONESDAUGHTERNICOLAS GODIN degli AIR e ANGEL OLSEN, si aggiungono al già nutrito cast di TODAYS la band nu-shoegaze americana DIIV, uno dei gruppi più intriganti, dirompenti e apprezzati dello scenario indipendente oltreoceano.
Chitarre soniche e melodie sognanti, a TODAYS la band newyorchese presenterà il nuovo album dedicato tutto al tema della rinascita, sabato 29 agosto sul palco con i già annunciati DAUGHTER.

SABATO 29 AGOSTO 2020

sPAZIO211 open air mainstage
Parco Sempione, Via Francesco Cigna 211 – Torino (It)

apertura porte: ore 17:30 / inizio concerti: ore 18

INGRESSO SINGOLO: EURO 30 + d.p.

+ DAUGHTER

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TODAYS. Il festival
28_29_30 AGOSTO 2020

biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p.
biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp

abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.
abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

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Biglietti e abbonamenti: TicketTOdays

La rinascita avviene solo quando tutto è distrutto in mille pezzi!

E i DIIV lo sanno fin troppo bene.

Uno dei gruppi più apprezzati dello scenario indipendente oltreoceano arriva a TODAYS per presentare dal vivo l’attesissimo “Deceiver”, il loro terzo nuovo disco uscito il 4 ottobre per Captured Tracks, dopo tre anni di pausa della band, nato proprio per esprimere il sentimento di purificazione e di resurrezione personale.

Deceiver è la colonna sonora della resurrezione metallica e rumorosa della band composta da Zachary Cole Smith (leader, voce e chitarra), Andrew Bailey (chitarra), Colin Caulfield (basso e voce) e Ben Newman (batteria): arrangiamenti orchestrati alla perfezione e la dura lezione dello shoegaze imparata alla lettera!

ll nuovo album dei DIIV e i singoli apripista Skin GameTaker e Blankenship sono la risposta di Zachary alle sue recenti disavventure personali e al periodo passato in riabilitazione. L’album è stato registrato a marzo a Los Angeles con il celebre Sonny Diperri (noto per il suo lavoro con My Bloody ValentineNine Inch Nails e Protomartyr) che ha aiutato i DIIV a sviluppare e tirare fuori un sound potente e sonico come le note distorte che hanno reso celebre la scena shoegaze e post punk dei tardi anni ’80.

Formati nel 2011 in quel di Brooklyn, come band di supporto per un solo project del leader Zachary Cole Smith (newyorkese di nascita ma cresciuto nel Connecticut), ex- chitarrista negli psichedelici Soft Black e batterista nei ben più noti Beach Fossils, i DIIV si sono rapidamente affermati come una delle formazioni di punta del movimento nu-shoegaze che ha caratterizzato gli anni Dieci. Subito messi sotto contratto dalla nota Captured Tracks, in men che non si dica diffondono due singoli, “Sometime” e “Human”, che delineano un sound influenzato in maniera determinante tanto dalla darkwave di matrice Cure, quanto dalle spirali shoegaze tipiche del decennio successivo.

Il 26 giugno 2012 si concretizza l’album d’esordio “Oshin”, un viaggio allucinogeno costruito su ritmi marziali, jangle chitarristici sgangherati e narcolettici, frammenti melodici calati in dilatazioni sognanti, turbolenze psichedeliche, cascate di tastiere e riverberi cangianti. Oshin riceve recensioni molto positive finendo in moltissime chart specializzate di fine anno e la band suona a supporto del tour inglese dei Vaccines.

Non è avulso ai travagli derivanti dall’abuso di sostanze Zachary Cole Smith, che faceva coppia fissa con la modella e cantante Sky Ferreira quando i due vennero arrestati nel 2013 nei pressi di New York, notizia ripresa con gran rilievo da tutti i magazine specializzati. Nonostante ciò, Smith si trova in una fase di grande prolificità e i tempi sono maturi per iniziare le registrazioni del secondo album: “Is The Is Are”. Prodotto dallo stesso Smith, arriva sugli scaffali dei negozi il 5 febbraio del 2016, debuttando alla posizione numero 81 nella chart di Billboard. Guizzi noise e cavalcate melodiche di scuola Sonic Youth si innestano in un paesaggio onirico di ispirazione kraut. Immergersi in Is The Is Are è un’esperienza totalizzante, un lavoro in grado di assorbire completamente l’ascoltatore, che riesce nell’intento di far guadagnare grande visibilità e stima alla band. A inizio 2017 proprio sul più bello il giocattolo si rompe: attriti, scissioni, cambi di formazione e l'improvvisa cancellazione del tour europeo, a seguito del quale Zachary annuncia al mondo di doversi sottoporre a una cura per combattere le proprie dipendenze. Solo verso fine 2018 i DIIV tornano in pista: partono in un tour come supporto ai Deafheaven e nel frattempo si dedicano alla scrittura e all’incisione di nuovi brani, fino al 4 ottobre in cui si materializza il disco della rinascita, nel quale il leader di mette totalmente a nudo con “brutale onestà”.

Deceiver diviene parte di quel processo di ricostruzione personale messo in atto da Zachary per uscire dalla burrasca personale, comprendere da dove proviene il proprio dolore, scoprire quali ne sono le cause e quali i mezzi migliori per combatterlo.
Sta qui la forza di “Deceiver”, nel saper coniugare disagio e speranza in uno shoegaze nero, profondo e intransigente, che pur cambiando spesso tono e sapore lungo il suo scorrere, suona sempre compatto e credibile.
In Deceiver, parlo del lavoro che ho fatto sulle relazioni personali durante la mia vita, accettando la responsabilità in quei casi in cui questo lavoro è fallito. Conosco ciascuno dei membri della band da più di dieci anni e suoniamo insieme come DIIV da più di cinque, e anche con loro ho dovuto riapprocciarmi” dichiara Zachary Cole Smith, “non è stato un restart, ma un nuovo inizio. Più che ricominciare da zero, è stato come un nuovo inizio. C’è voluto tempo, come ogni altra cosa della mia vita, ma siamo cresciuti e abbiamo imparato come collaborare e comunicare”.

Accolto ovunque da recensioni entusiaste, “Deceiver” è il disco della catarsi, della purificazione: dark e shoegaze vengono fusi abilmente insieme verso un’estetica compatta prossima al capolavoro, confermando la band americana fra le realtà nu-gaze più interessanti e tridimensionali nate e consolidatesi nel corso degli anni Dieci e in pole position per divenire un’eccellenza assoluta nel decennio successivo.

I DIIV non cercano scorciatoie e non scivolano nell’autocompiacimento.
E queste sono cose che fanno la differenza tra artisti che passano e quelli che restano.

“For a record about regret, Deceiver is an unbridled pleasure.” Pitchfork

Read more of DIIV:
https://diiv.net/
www.facebook.com/diivnyc
www.instagram.com/lovealienzzz/

Guarda il video di “Blankenship”: https://youtu.be/YWk1v5YSGUY
Guarda il video di “Doused”: https://youtu.be/KI79GPXAICM
Guarda il video di “How Long Have You Known?”: https://youtu.be/cYHK7ts675g



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