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Dicembre 2018
eventiesagre.it
Dicembre 2018
Numero Evento: 12240
Eventi Festival
Torino Film Festival
36^ Edizione - 2018
Dove:
Dal: 23/11/2018
Al: 01/12/2018
Dove:
Logo Comune
Piemonte - Italia
Contatti
Fonte
Giulia Gaiato
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Italcredi 15 giugno Nazionale

Torino Film Festival

36^ Edizione - 2018

Da Venerdì 23 Novembre a Sabato 01 Dicembre 2018 -
Torino (TO)

Torino Film Festival - Torino

36o TORINO FILM FESTIVAL
23 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE 2018

Torino Film Festival
Via Montebello, 15 – 10124 Torino
Tel. +39 011 8138825 - 820
http: //www.torinofilmfest.org
e-mail: press@torinofilmfest.org

Agis Lombarda


Torino Film Festival - Torino

36. TORINO FILM FESTIVAL | FESTA MOBILE
I CAMMELLI e RAI CINEMA
presentano

RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO
Una storia attuale che va oltre il mondo del calcio 

un film di DANIELE SEGRE

PROIEZIONE UFFICIALE: mercoledì 28 novembre, ore  17.30 - Cinema Massimo 1

Daniele Segre presenta al 36° Torino Film Festival, in prima mondiale nella sezione Festa Mobile, il suo nuovo film RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO (Italia, 2018, 82’), prodotto da I Cammelli con Rai Cinema, in associazione con 13 Productions.

Daniele Segre torna a raccontare il mondo degli ultrà miscelando il repertorio costituito dalle fotografie pubblicate nel libro Ragazzi di stadio (Mazzotta, 1980) e dei suoi due film Il potere deve essere bianconero (1977) e Ragazzi di stadio (1980).
Fra fumogeni, cori da stadio, fuochi d’artificio e bandiere tricolori, i protagonisti del film raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi di oggi partendo dallo striscione “Drughi”, comparso la prima volta nella curva Filadelfia del vecchio stadio comunale di Torino nel 1988.

Sono grato ai Drughi - commenta il regista Daniele Segre - per avermi permesso di entrare nel loro mondo, difficile e controverso. Grazie alla loro fiducia ho potuto, dopo quarant’anni, parlare nuovamente degli ultrà e offrire uno spunto per una riflessione necessaria al fine di capire cosa sta succedendo in Italia, al di là della tifoseria calcistica. Attraverso le storie dei protagonisti, infatti, si affrontano le trasformazioni sociali e ideologiche che il nostro paese ha attraversato in questi decenni. I protagonisti non sono solo i “cinquantenni” personaggi dei miei film precedenti, ma studenti, operai, disoccupati che vivono grazie alla comune fede juventina che, come allora, è l’unica condizione in cui si sentono protagonisti, si riconoscono in un gruppo, in una fede. Lo stadio, che rimane sullo sfondo, è un luogo simbolico che racconto attraverso le vite di chi lo popola. 

RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO è un racconto incalzante che descrive le trasformazioni sociali e ideologiche degli ultrà juventini, i Drughi (2° anello curva sud), che rispettano rigorosamente i ruoli attribuiti dal direttivo del gruppo: dal “leader”, al “vice”, organizzatore delle trasferte e interlocutore delle forze dell’ordine pubblico, al “capoguerra”, al “lanciacori”, agli “striscionisti”.
Una storia attuale che va oltre il mondo del calcio. 

Una produzione I Cammelli S.a.s. con Rai Cinema in associazione con 13 Productions, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte Piemonte Doc Film Fund e Région SUD Provence Alpes Côte d’Azur. Distribuzione, I Cammelli S.a.s.

RAGAZZI DI STADIO, QUARANT’ANNI DOPO
un film di
DANIELE SEGRE
Una produzione
con
in associazione con 13 Productions

CREDITS
Soggetto, regia, montaggio: Daniele Segre
Direttore della fotografia: Emanuele Segre
Suono in presa diretta: Edgar Iacolenna
Riprese: Alessio Nicastro, Emanuele Segre
Direttore di produzione: Alessandro Bernard
Delegato di produzione: Francesca Portalupi
Colorist: Emanuele Segre
Montaggio e mix audio: Domenico De Fazio
Supervisione postproduzione audio: Rodolfo Mongitore
Data manager: Matteo Passerini
Traduzioni e sottotitoli: Marcella Segre
Una produzione: I Cammelli S.a.s. con RAI Cinema, in associazione con 13 production
Ufficio stampa: Giulia Gaiato
Prodotto da: Daniele Segre, Rai Cinema, Cyrille Perez - Gilles Perez per 13 Productions
Realizzato con il sostegno di: Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund e
Région SUD Provence Alpes Côte d’Azur
Distribuzione: I Cammelli S.a.s.

SINOSSI

Un coro da stadio scandito da colpi di tamburo: “I campioni dell’Italia siamo noi”, i Drughi (2° anello curva sud), gli ultrà della Juventus stanno festeggiando nel centro di Torino il settimo scudetto consecutivo vinto dalla squadra bianconera durante il campionato 2017/2018. Fumogeni, fuochi d’artificio, bandiere tricolori ci introducono al gruppo degli “anziani”, quasi tutti diffidati, e al gruppo dei “giovani”.

Nel corso del film i protagonisti raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi di oggi partendo dallo striscione “Drughi”, comparso la prima volta nella curva Filadelfia del vecchio stadio comunale di Torino nel 1988.

Dopo quarant’anni, Daniele Segre ritorna a raccontare il mondo dei tifosi miscelando il repertorio costituito dalle fotografie pubblicate nel libro Ragazzi di stadio (Mazzotta 1980) e dei suoi due film

Il potere deve essere bianconero (1977) e Ragazzi di stadio (1980). Un racconto incalzante che descrive le trasformazioni sociali e ideologiche degli ultrà juventini che rispettano rigorosamente i ruoli attribuiti dal direttivo del gruppo: dal “leader”, al “vice”, organizzatore delle trasferte e interlocutore delle forze dell’ordine pubblico, al “capoguerra”, al “lanciacori”, agli “striscionisti”.

Una storia attuale che va oltre il mondo del calcio.

NOTE DI REGIA

Sono grato ai Drughi per avermi permesso di entrare nel loro mondo, difficile e controverso.

Grazie alla loro fiducia ho potuto, dopo quarant’anni, parlare nuovamente degli ultrà e offrire uno spunto per una riflessione necessaria al fine di capire cosa sta succedendo in Italia, al di là della tifoseria calcistica. Attraverso le storie dei protagonisti, infatti, si affrontano le trasformazioni sociali e ideologiche che il nostro paese ha attraversato in questi decenni. I protagonisti non sono solo i “cinquantenni” personaggi dei miei film precedenti, ma studenti, operai, disoccupati che vivono grazie alla comune fede juventina che, come allora, è l’unica condizione in cui si sentono protagonisti, si riconoscono in un gruppo, in una fede. Lo stadio, che rimane sullo sfondo, è un luogo simbolico che racconto attraverso le vite di chi lo popola.

Il mio film è un viaggio alla scoperta di un universo umano volutamente “contro” in grado di produrre aggregazione e consenso non solo delle fasce sociali ai margini e che non è ancora, così come non lo era quarant’anni fa, analizzato in modo approfondito dai media.

IL REGISTA, Daniele Segre

Daniele Segre, regista (Alessandria 1952), è autore di "cinema della realtà", film di finzione e spettacoli teatrali. Esordisce come fotografo a Torino negli anni Settanta; i suoi primi film si focalizzano su problemi delle realtà giovanili disagiate (Perché droga, 1976; Il potere dev’essere bianconero, 1978; Ragazzi di stadio, 1980) e sulla dignità di vite difficili (Vite di ballatoio, 1984, Ritratto di un piccolo spacciatore, 1984). Produce e realizza i lungometraggi Testadura (1983), Manila Paloma Blanca (1992), Vecchie (2002), Mitraglia e il verme (2004), e il film documentario Morire di lavoro (2008), sugli incidenti nei cantieri edili in Italia. Molti suoi film sono stati trasmessi dalle reti pubbliche e presentate alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e in diversi festival nazionali e internazionali, ricevendo vari riconoscimenti tra cui il premio Giuliani De Negri al Festival di Venezia, il Tulipano d’oro al Festival Internazionale di Istanbul, il premio CICAE al Festival del Cinema Italiano di Annecy, il premio Filmmakers, il premio NICE a New York.

Fonda nel 1981 la società di produzione I Cammelli e nel 1989 l’omonima Scuola Video di Documentazione Sociale (1989/1997). Dal 1996 è docente di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia-Scuola Nazionale di Cinema di Roma. E' stato docente all'Università di Pisa.

Nel 2010 realizza tre film documentari: il ritratto della fotografa genovese Lisetta Carmi (Lisetta Carmi, un’anima in cammino, 2010), quello del critico cinematografico Morando Morandini (Je m’appelle Morando. Alfabeto Morandini, 2010) e quello dell’editore pisano Luciano Lischi (Luciano Lischi, editore, 2010). Nel 2011 realizza Sic Fiat Italia, nel 2012 E' viva la Torre di Pisa e Luciana Castellina, comunista,. Nel 2013 Michelangelo Pistoletto e 76847 Giuliana Tedeschi.

Nel 2014 cura il laboratorio per il Centro Sperimentale di Cinematografia che realizza Sbarre sulla condizione delle carcerate e dei carcerati e della polizia penitenziaria del carcere di Sollicciano (FI) prodotto da Csc production e RAI Cinema trasmesso dalla trasmissione Speciale TG1

Nel novembre 2012 al Quirinale gli viene consegnata la medaglia del Presidente della Repubblica da Giorgio Napolitano; sempre nel novembre 2012 riceve il premio alla carriera “Maria Adriana Prolo”Nel luglio del 2014 viene nominato direttore didattico della sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia – corso di Reportage Audiovisivo.

Nel giugno 2015 gli viene conferito il diploma Honoris Causa dal Centro Sperimentale di Cinematografia per il “Reportage Storico d'attualità”.

Nel 2015 realizza Morituri che completa la trilogia composta da Vecchie e Mitraglia e il verme, Morituri viene invitato al Torino Film Festival nel novembre 2015 e nell'aprile 2016 debutta al Teatro Nobelperlapace di San Demetrio ne' Vestini (AQ).

Nel 2016 realizza Nome di battaglia donna, protagoniste donne partigiane che hanno partecipato alla Resistenza contro i fascisti e i nazisti tra il 1943 e il 1945.

La casa di produzione, I CAMMELLI
Fondata nel 1981, la società di produzione I Cammelli nasce per supportare il progetto di cinema indipendente del regista Daniele Segre. Nel corso di questi trentasette anni di attività, la società ha prodotto video, film lungometraggi, serie tv e documentari a cui sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la qualifica di “Film d’essai” al film documentario Morire di lavoro (2008) e il “Premio Qualità” ai film Manila Paloma Blanca (1992), Mitraglia e il verme (2004) e la qualifica di film di interesse culturale a E' viva la Torre di Pisa (2012). La società ha collaborato con tutte le reti Rai, ha realizzato coproduzioni con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e con associazioni di volontariato e prestigiose produzioni esecutive come quelle con la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea della CRT nel 2005/06. A partire dal 1989 al 1997 ha attivato l’esperienza della “Scuola video di documentazione sociale”, riconosciuta dal Fondo Sociale Europeo, che ha permesso l’inserimento nel mondo della professione di numerosi giovani piemontesi e non solo.
Dal 2015 ha attivato il settore di postproduzione collaborando con le più importanti agenzie di pubblicità che operano a Torino.

Giulia Gaiato



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2018-11-27 18:11:31
    Inserito da Michela Gesualdi
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