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Settembre 2020
eventiesagre.it
Settembre 2020
Numero Evento: 21186650
Teatro Teatro
Feminologica A Bologna
3^ Rassegna Di Teatro Civile Al Femminile
Date:
Dal: 27/08/2020
Al: 15/09/2020
Dove:
Logo Comune
Via Saragozza
Emilia Romagna - Italia
Contatti
Cell.: 333 4774139
Fonte
Ass. Culturale Youkali
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
la bella epoque
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Feminologica A Bologna

3^ Rassegna Di Teatro Civile Al Femminile

Da Giovedì 27 Agosto a Martedì 15 Settembre 2020 - dalle ore 21:00
Anfiteatro Di Villa Spada - Via Saragozza - Bologna (BO)

Feminologica A Bologna - Bologna

FEMINOLOGICA
Rassegna di teatro civile al femminile

Anfiteatro di Villa Spada
ingresso via Saragozza angolo via di Casaglia
27 agosto, 4/9/13/15 settembre

Nell'ambito di “Donne fuori dall’angolo”
Progetto sostenuto dalla regione Emilia-Romagna assessorato Pari Opportunità e di Bologna Estate 2020

“A Villa Spada si fa teatro di comunità. Feminologica è una rassegna che parte dal desiderio di tante realtà del territorio di rendere vivo un monumento dedicato al maternage di massa attuato dalle partigiane durante la guerra di liberazione dal nazifascismo, consegnando quel messaggio di lotta e di solidarietà alle nuove generazioni attraverso la messa in scena della storia delle donne, ancora pochissimo narrata e conosciuta”.
(
Simona Sagone- direttrice artistica Feminologica)

L’Associazione Culturale Youkali APS dà il via alla terza edizione della rassegna di teatro civile al femminile Feminologica nel parco di Villa Spada, presso l’anfiteatro che fa parte del Monumento alle 128 cadute partigiane della Provincia di Bologna. Feminologica vuole essere un discorso sulle donne condotto da donne, da artiste che attraverso il proprio impegno teatrale raccolgono l’eredità delle partigiane che hanno dato un contributo alla fondazione della nostra Repubblica, allargando poi lo sguardo a comprendere tante diverse forme di resistenza delle donne nella storia, come dovere di testimonianza e per la difesa della libertà e dei diritti di tutti e tutte.

La rassegna, inserita nel cartellone di Bologna Estate 2020, è sostenuta quest’anno dalla Regione Emilia Romagna Assessorato alle Pari Opportunità attraverso il progetto “Donne fuori dall’angolo” che vede tra i partner anche Cospe e Sofos divulgazione delle scienze e tra le collaborazioni UDI Bologna, ANPI Saragozza Sezione “Ferruccuio Magnani”, AICS Bologna e le Associazioni culturali Rimacheride Teatro e Medinsud.

Donne fuori dall’angolo è un progetto che si snoda lungo tutto il 2020 e comprende, oltre la rassegna teatrale Feminologica 3, una trasmissione radiofonica in 10 puntate “Donne fuori dall’angolo” in onda, il primo mercoledì di ogni mese su Radio Città Fujiko e laboratori didattici nelle scuole dell’appennino bolognese dedicati al contrasto degli stereotipi di genere e alla promozione delle materie stem presso le giovani.

Feminologica 3 si aprirà il 27 agosto alle ore 21:00 con Medea e Clitennestraa cura dell’Associazione Tra un atto e l’altro con Angela Malfitano. Lo spettacolo parte dalla rilettura delle due figure della mitologia greca compiuta da due grandi autori del ‘900: Dario Fo e Marguerite Yourcenar per approdare a una nuova riscrittura scenica realizzata dalla protagonista.

 Medea è un monologo che la stessa Franca Rame ha aiutato Malfitano a montare all’inizio della messa in scena. Si rifà alla commedia dell’arte e alla tradizione dei “maggi” umbro-toscani. In un meraviglioso italiano rinascimentale, Medea con determinazione vive la sua presa di coscienza. Si confronta con le donne di Corinto e rivendica giustizia per sé, straniera e ripudiata dal marito Giasone come madre e moglie.

Clitennestra, la mitica regina di Micene, moglie di Agamennone, si presenta davanti a un’immaginaria corte di giudizio dopo aver ucciso il marito e l’amante di lui, Cassandra. La rilettura di Marguerite Yourcenar della vicenda ci restituisce una donna forte e innamorata con tutte le sue ragioni e i suoi dolori. Malfitano ha tratteggiato una figura di stupore doloroso e di innocenza, di ironia e candore macchiate da tinte grottesche. La regina Clitennestra si trasforma da barbona di strada ad eroina tragica. La guitta che recita stancamente la sua parte trasforma le sue iniziali leggerezze in parole pesanti. Racconta del tempo dell’abbandono prima, dell’amore per Egisto poi e, infine, del ritorno dalla guerra di Troia di un eroe stanco, di un dio caduto: Agamennone.

Le due figure del mito greco fanno parte del percorso di attrice-autrice di Angela Malfitano richiamate dal suo interrogarsi sul femminile e temi di genere, sul “potere e non potere” delle donne; ma anche dalla ricerca di bellezza. Medea e Clitennestra. riguardate al di fuori del loro tempo, delle caste sociali ed economiche che da sempre hanno dato cornice al loro esistere. Non c’è giudizio, il loro grido ci scuote ancora.

In caso di pioggia lo spettacolo sarà rimandato al 29 agosto.

Il 4 settembre l’appuntamento sarà duplice: alle 19:00 l’incontro La memoria della resistenza al femminilea cura di ANPI Saragozza Sezione “Ferruccio Magnani” con Doda Pancaldi, ingresso gratuito su prenotazione; alle ore 21:00 andrà in scena lo spettacolo “Per il pane, la pace e la libertà” dedicato alle straordinarie azioni quotidianamente svolte durante la guerra di liberazione dai nazifascisti, dalle partigiane di Bologna così come dalle donne partigiane di tante altre città dell’Italia occupata. In scena l’autrice e regista Simona Sagone insieme a Sara Graci e al musicista Mirco Mungari.

Il testo racconta la storia di nonna Lia, rivissuta dalla nipote attraverso il diario della nonna ricevuto in eredità. Attraverso l’immaginaria figura di Lia, divenuta la partigiana Marcella nei terribili anni della guerra e poi tornata ad essere un’onesta operaia fino alla pensione. In scena vengono ricordate tutte le partigiane che allora hanno consapevolmente partecipato a tante azioni pericolose, ma non hanno voluto chiedere, a guerra finita, il riconoscimento come partigiane. In Provincia di Bologna solo 1850 donne chiesero il riconoscimento, sicuramente furono molte di più quelle che parteciparono coraggiosamente alla Resistenza, anche se è difficile stimarne il numero.

Non si è combattuta la guerra solo con le armi in pugno, ma anche preparando a maglia un indumento caldo per i compagni partigiani, offrendo gli ultimi spiccioli per aiutare altre donne rimaste senza sostegni economici, curando malati e feriti negli scontri, rischiando la vita per ottenere razioni supplementari di grassi, sale e zucchero per sfamare figli e genitori anziani.

Come raccontano le testimonianze e i numerosi studi di genere realizzati negli ultimi decenni, in quei giorni ogni donna fu madre di tutti gli italiani ed ebbe il coraggio di lottare per accorciare anche di un solo giorno quella terribile carneficina.

In caso di pioggia lo spettacolo sarà rimandato al 5 settembre.

Il 9 settembre andrà in scena, sempre alle ore 21:00, il Lamento di Luisa Brancaccio sulla morte di sua figlia Isabella di Morratesto di Mirco Mungari con Guido Sodo, Gaia d’Elia e Mirco Mungari alle musiche, Simona Sagone e Luisa Vitali, voci. A cura di Youkali e Made in Sud.

Il lamento nasce per rimettere le donne al centro della Storia e in particolare per dar voce, poetica prima che drammaturgica, a Luisa Brancaccio, madre costretta ad assistere attorno al 1545, nel silenzio, al barbaro omicidio, oggi diremmo femminicidio, della figlia Isabella di Morra, partecipe del destino di generazioni di mogli, sorelle e madri annichilite dalla storia scritta, col sangue delle donne, dai maschi.

In questo breve testo Luisa riprende voce dopo cinquecento anni e finalmente racconta, in un inarrestabile flusso di ricordi e di dolore, la sua verità sulla morte della figlia. La voce di Isabella inframezza il suo racconto, alternando i suoi versi premonitori al ricordo della madre; la figlia rivive nel ricordo, ma appare presente e ineluttabile nella narrazione fuori dal tempo.

La voce di Luisa Brancaccio si amplifica fino a diventare il lamento di ogni donna cancellata dalla violenza della storia; nel buio del nostro presente, la sua figura vuol essere insieme un omaggio e un monito, un fiore sulla tomba di ciascuna donna invendicata, martoriata e obliata da una memoria troppo spesso ostaggio del maschio.

In caso di pioggia lo spettacolo sarà rimandato all’11 settembre.

Il 13 settembre alle 21:00 l’attrice Luisa Vitali sarà protagonista del reading di Associazione RimacherideLe eredità di Vittoria Giunti insieme alla musicista Eleonora Beltramello. La drammaturgia narra la storia di una donna e insieme di un paese e di quello che il suo seme ha prodotto cambiando tanti destini personali, nella semplice profondità del “ciò che è” di cui parlava Brecht.

"Una storia ascoltata quasi per caso, una fascinazione che ha immediatamente stimolato l'urgenza di raccontarla" racconta Luisa Vitali che ha adattato per la scena la narrazione di Gaetano Alessi, il giovane autore del libro “Le eredità di Vittoria Giunti”. Vittoria Giunti nasce a Firenze nel 1917 e cresce in fretta partecipando alla lotta partigiana, diventando dirigente del Partito Comunista e poi componente durante la Costituente di diverse commissioni nazionali tra cui la commissione nazionale per il voto alle donne. Studia matematica e fisica all'università di Roma e diventa assistente all'università di Firenze. Direttrice della Casa della Cultura a Milano, primo Sindaco donna della Sicilia nel 1956 a Santa Elisabetta (Agrigento) e tra le direttrici della rivista “Noi donne”. Muore nel 2006 nella piccola città di Raffadali, nella quale e per le cui sorti ha combattuto fino alla fine.

Lo stile con cui Gaetano Alessi la racconta è semplice e affettuoso, non lascia spazio a malinconie per l'amica/maestra scomparsa ma ne raccoglie la forza, la femminilità e l'intraprendenza. Da questo stile narrativo è partita Luisa Vitali per giungere alla sua Vittoria Giunti sul palcoscenico.

In caso di pioggia lo spettacolo sarà rimandato al 17 settembre.

La breve rassegna si concluderà il 15 settembre con un doppio appuntamento: l’incontro Scrittura in carcere – l’esperienza di UDI a la Dozzaalle 19:00 a cura di UDI Bologna con Katia Graziosi e Alba Piolanti e lo spettacolo finale alle 21:00 “Il fronte delle donne”: un viaggio lungo il fronte interno delle donne nella Bologna del ’15- ’18 attraverso tutte le classi sociali. Lo spettacolo, riallestito in forma teatrale stanziale e presentato nel 2018 in Certosa come itinerante, vedrà in scena Simona Sagone, autrice e regista della pièce, e il polistrumentista Mirco Mungari con la partecipazione dell’attrice Sara Graci.

Lo spettacolo metterà in luce il protagonismo femminile nella vita politica e sociale del Paese come produttrici di pensiero su riviste e giornali, lavoratrici capaci di rivendicare i propri diritti, sindacaliste, “imprenditrici morali” del conflitto coinvolte in opere assistenziali o instancabili ricercatrici di notizie sulle sorti dei soldati con cui le famiglie avevano perso i contatti.

Gli spettatori incontreranno una tranviera anarchica, la socialista Argentina Altobelli prima Segretaria della FNLT, l’insegnante della Regia Scuola Normale Laura Bassi nonché ispettrice generale dell’Ufficio Notizie Gida Rossi, le madrine di guerra Teresa e Ida Follie e la fondatrice dell’Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare Contessa Lina Bianconcini Cavazza. Quest’ultima verrà rappresentata nel giorno della cerimonia solenne di chiusura dell’Ufficio Notizie il 30 giugno 1919 con la consegna di attestati di benemerenza e medaglie alle volontarie da parte dell’allora Ministero della Guerra.

In caso di pioggia lo spettacolo sarà rimandato al 16 settembre.

Per tutta la durata della rassegna “Feminologica” sarà allestito un punto ristoro a cura del Circolo Arci Guernelli e il tavolo dei libri al femminile in collaborazione con Libreria Trame.

Ingresso spettacoli/reading ore 21:00 €10

Incontri ore 19:00 gratuiti

La prenotazione agli spettacoli è obbligatoria per il protocollo sanitario e, al momento della prenotazione, telefonica o tramite mail, è possibile scegliere fra tre modalità di pagamento: bonifico bancario sul conto dell’Associazione Culturale Youkali (Emil Banca: IT96N0707202409032000131803 - almeno 2 gg prima dell'evento); PayPal (il link per l’invio del denaro sul conto PayPal di Youkali verrà inviato dopo la prenotazione telefonica o via mail) o in contanti, la sera stessa dello spettacolo.

Programma completo su www.youkali.it e sulle pagine facebook Feminologica e Associazione Culturale Youkali.

Con il sostegno di
Regione Emilia-Romagna
Nell’ambito di Bologna Estate

Partner
Cospe Onlus – Together for change
SOFOS APS – Divulgazione delle scienze

In collaborazione con
UDI Bologna
ANPI Saragozza “sezione Ferruccio Magnani”
AICS Bologna
Ass. Culturale Rimacheride Teatro
Ass. Culturale Medinsud

Informazioni generali
Ass. Culturale Youkali APS
Via del Pratello n. 97 40122 Bologna
 Tel. +39 333 4774139
www.youkali.it
info@youkali.it
Facebook: Associazione Culturale Youkali, Feminologica
Instagram: @youkalicultura
Twitter: @YoukaliCultura


 

“Bologna ‘15- ‘18- Il fronte delle donne”
15 settembre 2020
ore 21:00

spettacolo in FEMINOLOGICA 3
Rassegna di teatro civile al femminile

Anfiteatro di Villa Spada
ingresso via Saragozza angolo via di Casaglia

Nell'ambito di “Donne fuori dall’angolo”

Progetto a cura di Associazione Youkali APS sostenuto dalla regione Emilia-Romagna assessorato Pari Opportunità e inserito in Bologna Estate 2020

Mettere in scena la storia delle donne per noi di Youkali significa parlare dell’oggi, delle lotte ancora da sostenere, dei diritti ancora non ottenuti, delle conquiste sociali e politiche che non possono essere date per scontate e che ogni giorno vediamo a rischio, quando una bracciante viene sfruttata dai caporali, quando una giovane viene licenziata perché incinta, quando nelle stanze del potere si incontrano solo uomini”. Simona Sagone autrice ed attrice dello spettacolo, Presidente Youkali.

Lo spettacolo “Bologna ’15- ’18 il fronte delle donne” mette in luce il protagonismo femminile nella vita politica e sociale del Paese come produttrici di pensiero su riviste e giornali, lavoratrici capaci di rivendicare i propri diritti, sindacaliste, “imprenditrici morali” del conflitto coinvolte in opere assistenziali o instancabili ricercatrici di notizie sulle sorti dei soldati con cui le famiglie avevano perso i contatti.

La drammaturgia, scritta ed interpretata da Simona Sagone, è concepita come un viaggio lungo il fronte interno delle donne nella Bologna del ’15- ’18 attraverso tutte le classi sociali.

Il prologo è affidato a un audio che verrà diffuso dalle ore 20:30 che riproporrà famosi articoli scritti da donne protagoniste della scena editoriale del primo ‘900 che riassumono il lungo e acceso dibattito tra pacifiste e interventiste rispetto alla guerra di Libia e poi l’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale.

Nel primo quadro gli spettatori incontrano la tranviera Irene Ballanti la cui foto venne pubblicata dal Carlino nell’ottobre del 1916 per narrare, con diffidenza, l’ingresso delle donne in quella professione. Irene è stata immaginata dall’autrice come una pacifista anarchica che frequenta la Camera del Lavoro e si interroga sulle limitazioni imposte alle donne dall’autorizzazione maritale che di fatto impedisce alle donne di prendere decisioni autonome.

Il secondo quadro è dedicato alla socialista Argentina Altobelli, prima Segretaria Generale della Federazione Nazionale Lavoratori Terra e prima donna ad essere nella direzione del Partito Socialista. L’Altobelli interviene a Bologna ad una riunione privata in occasione del 1° maggio 1916 notando come il conflitto stia gravando in particolar modo sulle donne proletarie immesse in massa nel meccanismo della produzione al posto degli uomini finendo per essere sfruttate dai padroni con salari più bassi e orari più gravosi di quelli sostenuti dagli uomini.

La terza personaggia messa in scena è Gida Rossi allora insegnante alla Regia Scuola Normale femminile Laura Bassi nonché ispettrice generale dell’Ufficio Notizie che narra la genesi del monumento ai caduti alla Certosa di Bologna a partire dalla realizzazione di un giardino attorno alle tombe dopo il 4° anniversario dell’ingresso in guerra dell’Italia, giardino ideato e curato inizialmente dalle allieve delle Laura Bassi.

La 4° tappa del viaggio è dedicata alle madrine di guerra Teresa e Ida Folli (interpretata da Sara Graci) e alle lettere dal fronte ricevute dalle due sorelle, ora custodite presso la biblioteca del Museo Civico del Risorgimento che ha consentito a Youkali di proiettarle all’interno di un’animazione realizzata da Sonny Menegatti.

L’ultima protagonista dello spettacolo è la fondatrice dell’Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, la Contessa Lina Bianconcini Cavazza, rappresentata nel giorno della cerimonia solenne di chiusura dell’Ufficio Notizie il 30 giugno 1919 dopo la consegna degli attestati di benemerenza e delle medaglie alle volontarie da parte dell’allora Ministero della Guerra.

I diversi quadri dello spettacolo vedono in scena la stessa autrice e regista Simona Sagone e sono uniti da momenti musicali curati dal polistrumentista Mirco Mungari che intona canti popolari come La bella Gigogin, Nostra patria è il mondo intero, Mamma dimmelo se sei contenta, proseguendo con l’Internazionale e il De profundis.

Segnaliamo i costumi realizzati da Paola Martinelli Arlotti e Monica Ravaglia e le voci registrate di: Alessandro Tampieri, Fiorenzo Fiorito, Mirco Mungari, Sara Graci che completano l’animazione video di Sonny Menegatti.

Il progetto spettacolare di Youkali prosegue idealmente “Zanardi: pane, alfabeto e socialismo” dedicato nel 2017 al centenario del Forno del Pane voluto dal Sindaco Zanardi, primo sindaco socialista della città di Bologna insediatosi a Palazzo d’Accursio il 14 luglio del 1914.

L’amministrazione di Zanardi, in questo testo rimane sullo sfondo come elemento facilitatore dell’ingresso al lavoro delle donne grazie all’apertura degli asili, dei ricreatori domenicali e delle colonie estive; come sostegno importante per l’attività della sezione di Bologna dell’Ufficio Notizie, nonché come fondamentale promotore del sistema di sussidi alimentari in vigore dal 1915 in città che, unitamente ai prezzi calmierati praticati dai così detti Negozi Zanardi, riuscì a sfamare la popolazione evitando rivolte occorse in tante altre realtà italiane.

L’Associazione Youkali ha realizzato lo spettacolo grazie alla collaborazione del Museo Civico del Risorgimento per le ricerche storiche.

Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 19 da un incontro con UDI Bologna “Scrittura in carcere – l’esperienza di UDI a la Dozza” con Katia Graziosi e Alba Piolanti a  ingresso gratuito su prenotazione.

In caso pioggia lo spettacolo sarà rimandato al 16 settembre.

Biglietti spettacolo 10€
Incontro a ingresso gratuito.
Prenotazioni obbligatorie al 3334774139 o info@youkali.it

La rassegna Feminologica -teatro civile al femminile

Feminologica è curata da Associazione Culturale Youkali APS nel parco di Villa Spada, presso l’anfiteatro che fa parte del Monumento alle 128 cadute partigiane della Provincia di Bologna. Un discorso sulle donne condotto da donne, da artiste che attraverso il proprio impegno teatrale raccolgono l’eredità delle partigiane che hanno dato un contributo alla fondazione della nostra Repubblica, allargando poi lo sguardo a comprendere tante diverse forme di resistenza delle donne nella storia, come dovere di testimonianza e per la difesa della libertà e dei diritti di tutti e tutte.

La rassegna, inserita nel cartellone di Bologna Estate 2020, è sostenuta quest’anno dalla Regione Emilia Romagna Assessorato alle Pari Opportunità attraverso il progetto “Donne fuori dall’angoloche vede tra i partner anche Cospe e Sofos divulgazione delle scienze e tra le collaborazioni UDI Bologna, ANPI Saragozza Sezione “Ferruccuio Magnani”, AICS Bologna e le Associazioni culturali Rimacheride Teatro e Medinsud.

“A Villa Spada si fa teatro di comunità. Feminologica è una rassegna che parte dal desiderio di tante realtà del territorio di rendere vivo un monumento dedicato al maternage di massa attuato dalle partigiane durante la guerra di liberazione dal nazifascismo, consegnando quel messaggio di lotta e di solidarietà alle nuove generazioni attraverso la messa in scena della storia delle donne, ancora pochissimo narrata e conosciuta”. Simona Sagone -direttrice artistica di Feminologica

La prenotazione agli spettacoli è obbligatoria per il protocollo sanitario e, al momento della prenotazione, telefonica o tramite mail, è possibile scegliere fra tre modalità di pagamento: bonifico bancario sul conto dell’Associazione Culturale Youkali (Emil Banca: IT96N0707202409032000131803 - almeno 2 gg prima dell'evento); PayPal (il link per l’invio del denaro sul conto PayPal di Youkali verrà inviato dopo la prenotazione telefonica o via mail) o in contanti, la sera stessa dello spettacolo.

Per tutta la durata della rassegna “Feminologica” sarà allestito un punto ristoro a cura del Circolo Arci Guernelli e il tavolo dei libri al femminile in collaborazione con Libreria Trame.

Programma completo su www.youkali.it e sulle pagine facebook Feminologica e Associazione Culturale Youkali.

Il progetto “Donne fuori dall’angolo

Oltre alla rassegna teatrale Feminologica 3, Donne fuori dall’angolo prevede la realizzazione una trasmissione radiofonica in 10 puntate “Donne fuori dall’angolo” in onda il primo mercoledì di ogni mese su Radio Città Fujiko e laboratori didattici nelle scuole dell’appennino bolognese dedicati al contrasto degli stereotipi di genere e alla promozione delle materie stem presso le giovani.

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