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Giugno 2020
eventiesagre.it
Giugno 2020
Numero Evento: 9124
Eventi Musicali
Albinea Jazz
32^ Edizione
Date:
Dal: 18/07/2019
Al: 20/07/2019
Dove:
Logo Comune
Emilia Romagna - Italia
Contatti
Fonte
Stefano Colli
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Albinea Jazz

32^ Edizione

Da Giovedì 18 a Sabato 20 Luglio 2019 - dalle ore 21:00
Albinea (RE)

Albinea Jazz - Albinea

La 32^ edizione di Albinea Jazz si svolge il 18, 19 e 20 luglio 2019.

La prestigiosa rassegna musicale Albinea Jazz, nata nel 1988, raggiunge quest'anno il traguardo della 32° edizione, confermandosi come tradizionale appuntamento per gli appassionati di musica jazz a livello nazionale.

Organizzato e ideato dal Comune di Albinea (RE) e dal Direttore Artistico Vilmo Delrio in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, il festival persegue l’obiettivo di diffondere la conoscenza della musica jazz - tanto affascinante quanto alle volte controversa e inafferrabile - e al contempo di valorizzare alcuni edifici storici e di interesse artistico del territorio comunale.

Questo incontro tra arte e musica unito ad uno sguardo alla realtà locale e nazionale, al talento degli artisti emergenti e alla ricerca di affermati musicisti di fama internazionale fanno di Albinea Jazz un momento musicale di grande prestigio e di alta qualità.

Informazioni:
www.albineajazz.it
www.comune.albinea.re.it

Laura Bizzarri


Albinea Jazz - Albinea

Si rinnova l’appuntamento con Albinea Jazz

Tre concerti (18-19-20 Luglio) di cui il primo (Giovedì 18 ore 21.30) si terrà proprio qui a Cantina Albinea Canali.

FRANCO D’ANDREA A LIGHT DAY

Dopo aver pubblicato il doppio album dell’ottetto capitanato da Franco D’Andrea, la Parco della Musica Records ritorna a pubblicare un album in solo del pianista meranese. Un ritorno atteso che riserva molte sorprese.

Il solo è il momento di massima introspezione per un musicista: è il confronto con lo strumento, con i suoi limiti, con le strategie per superarli, ma è soprattutto il confronto con se stessi. Nel 1980 Franco D’Andrea incise due album in piano solo, “Dialogues with super Ego” ed “Es”, che segnarono l’inizio di una nuova fase creativa che dura ininterrottamente fino a oggi. Alla ricerca sul materiale, sul suono e sulla combinazione degli elementi, già avviata negli anni precedenti, si affianca un fatto del tutto nuovo: un’esplorazione interiore senza precedenti. Ascoltare quei due dischi è mettersi all’ascolto di un lungo flusso di coscienza che scorre ininterrotto e turbinante. Nel corso degli anni l’esplorazione del mondo interiore e la ricerca e la sperimentazione sui parametri musicali hanno finito per coincidere: il pianoforte si è popolato di colori e di ritmi, ha assunto una dimensione orchestrale, ha recuperato prassi esecutive del primo jazz così come del periodo free; l’interiorità del piano solo è confluita nella musica delle formazioni allargate, che respirano come un solo organismo, mentre l’eterofonia di queste ultime è stata assorbita dal solo. Ascoltare oggi il piano solo di Franco D’Andrea non è più soltanto ascoltare quella dimensione interiore, quel solitario flusso di coscienza dei primi importanti dischi in solo. Franco non è più solo! La sua musica in solo è magicamente collettiva. Evoca un dialogo costante tra i mondi sonori che abitano il profondo dell’artista: la coscienza individuale si confonde con la coscienza collettiva. Nell’estate che ha preceduto la registrazione di “A light day”, Franco D’Andrea ha tenuto diversi concerti in solo. A suo dire sono stati utili a trovare una maggiore leggerezza espressiva (quella a cui allude il titolo), una nuova comunicativa con il pubblico, che in qualche modo ha influenzato il suo modo di suonare ed è entrato a far parte del suo processo creativo. Non più un’artista solo davanti al suo strumento che si confronta con esso, ma un artista che si confronta con sé stesso, con i mondi sonori che ha frequentato, con i musicisti che ha amato e che ama, con i suoi ascoltatori. E tutti partecipano alla creazione. Può un piano solo essere un lavoro corale, collettivo? Nel caso di Franco, in questo caso, si.

Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all'estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 11 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.

Un’unicità la sua, testimoniata da più di duecento brani composti, autorevoli riconoscimenti accademici, centinaia di collaborazioni con musicisti di tutto il mondo, masterclass tenute in diverse scuole e accademie. Fino, ovviamente, alle tante formazioni che ha saputo incendiare con il suo sconfinato talento. Franco D’Andrea ha tracciato con i suoi dischi, i suoi concerti e la sua attività didattica un percorso tutto personale nel jazz, portando avanti una ricerca profonda nell’ambito della musica afroamericana, dando vita a progetti ambiziosi che vanno dal solo ai grandi ensemble, sempre mantenendo una cifra estetica e poetica estremamente originale.

Nato a Merano nel 1941, D’Andrea incomincia a suonare il piano a 17 anni, avendo suonato in precedenza tromba e sax soprano. La sua attività professionale ha inizio nel 1963, con Nunzio Rotondo alla Rai di Roma. Nel 1964 incide il suo primo disco con Gato Barbieri, col quale collabora due anni. Nel 1968 forma, con Franco Tonani e Bruno Tommaso, il Modern Art Trio. Nel 1972 entra nel gruppo progressive jazz “Perigeo”. Nel 1978 forma un quartetto con Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Gianni Cazzola. Al gruppo si uniscono nel 1986 il percussionista Luis Agudo, nel 1989 il percussionista Naco e il trombonista Glenn Ferris, e nel 1991 il vibrafonista Saverio Tasca. All'inizio del 1993 dà vita ad un nuovo trio, Current Changes, col trombettista David Boato e Naco. Il più gruppo più recente è il trio “Franco D’Andrea New Things”, formato dal chitarrista Enrico Terragnoli e dal trombettista Mirko Cisilino. Ma D’Andrea è anche alla guida di un sestetto (con Andrea Ayassot, Daniele D’Agaro, Mauro Ottolini, Aldo Mella e Zeno De Rossi), di un ottetto formato dal suo sestetto a cui si aggiungono Terragnoli e DJ Rocca, di un quartetto che comprende il sassofonista Andrea Ayassot, il bassista Aldo Mella e il batterista Zeno de Rossi, una formazione allargata a 11 elementi, Franco D’Andrea Eleven, e di un progetto speciale dal nome Trio Music, del quale fanno parte: Franco D’Andrea Traditions Today, Franco D’Andrea Electric Tree con Andrea Ayassot e Dj Rocca, Franco D’Andrea Piano Trio con Aldo Mella e Zeno De Rossi. Da diversi anni, pubblica i suoi album con l’etichetta Parco della Music Records. L’ultima sua fatica discografica è il doppio album “Intervals I e II”, che contiene registrazioni in studio e dal vivo con il suo ottetto. Ha al suo attivo una serie di premi, tra i quali: Premio della critica discografica italiana nel 1979 e nel 1981; Premio Radio Uno Jazz nel 1982; 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 11 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”: Premio Top Jazz, indetto dalla rivista Musica Jazz, quale migliore musicista italiano negli anni 1982, 1984, 1985, 1986, 1987, 2005, 2008, 2013, 2014, 2015, 2018. Premio Top Jazz per il miglior gruppo italiano nel 1986, 2011, 2014. Premio Top Jazz per il miglior disco italiano nel 1984, 1986, 2002, 2012, 2018. Top Jazz 2011 della rivista Musica Jazz come “Miglior Pianista”. Nel corso della sua carriera ha suonato con musicisti quali Pepper Adams, Barry Altschul, Gato Barbieri, Don Byas, Conte Candoli, Jon Christensen, Palle Danielsson, Joe Farrell, Dexter Gordon, Johnny Griffin, Slide Hampton, Mark Helias, Daniel Humair, Jimmy Knepper, Lee Konitz, Steve Lacy, Dave Liebman, Albert Mangelsdorff, Hank Mobley, Jean Luc Ponty, Enrico Rava, Frank Rosolino, Max Roach, Aldo Romano, Martial Solal, John Surman, Toots Thielemans, Charles Tolliver, Miroslav Vitous, Kenny Wheeler, Fodé Youla (Africa Djolé), Ernst Reijseger, e molti altri. Ha effettuato tour in Francia, Svizzera, Austria, Germania Est e Ovest, Danimarca, Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Jugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia, Urss, Canada, Usa, Tunisia, Cameroun, Israele, Giappone e Australia. Svolge attività didattica dal 1978: in qualità di docente di piano jazz e di musica d'insieme, insegna all’Accademia nazionale del Jazz di Siena, dirige i Mittel-European Jazz Workshop di Merano e collabora con la Scuola Civica di Musica di Milano, nell’ambito dei Civici corsi di Jazz. Ha inoltre insegnato presso Libera Scuola di musica di Vicenza, nei primi anni ’80 (piano jazz); Centro di professione musica di Milano, dall'86 al 1995 (piano jazz e laboratorio); Centro didattico musicale di Milano, dall'83 all'86 (piano jazz); Conservatorio Bonporti di Trento, dal '93 al 2006 (titolare della cattedra di Jazz). Ha avuto occasione di collaborare a numerosi seminari in Italia e anche all'estero (Master Class alla Thelma Yellin High School of Arts di Tel Aviv; Seminario sull'improvvisazione alla Scuola Amr di Ginevra).È stato membro esterno della Commissione d'esame della Migros School di St. Gallen. È stato membro della Giuria al Concours International de Piano Jazz "Martial Solal" a Parigi nel 1989 e successivamente nel 2006 e nel 2010.

Stefano Colli



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