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Agosto 2020
eventiesagre.it
Agosto 2020
Numero Evento: 21180066
Eventi Musicali
Pianisti Di Altri Mondi A Milano
Dal Jazz Alle Sonorità Contemporanee
Date:
Dal: 19/01/2020
Al: 22/05/2020
Dove:
Logo Comune
Lombardia - Italia
Contatti
Fonte
Peverelli & Morelenbaum
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Pianisti Di Altri Mondi A Milano

Dal Jazz Alle Sonorità Contemporanee

Da Domenica 19 Gennaio a Venerdì 22 Maggio 2020 - dalle ore 11:00
Milano (MI)

Pianisti Di Altri Mondi A Milano - Milano

Pianisti di altri mondi
dal jazz alle sonorità contemporanee
Rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto
in collaborazione tra la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti

ore 11.00, Sala Grande del Teatro
Domenica 19 gennaio; 9 e 23 febbraio; 15, 22, 29 marzo; 5 aprile

ore 20.30, Bagni Misteriosi
Venerdì 22 maggio

 Teatro Franco Parenti
 Via Pierlombardo 14

Con la nuova collaborazione tra il Teatro Franco Parenti e la Società del Quartetto si vuole offrire un nuovo modo di “fare musica” rivolgendosi ad un pubblico più ampio di quello che tradizionalmente viene ai concerti.

            “Milano è una città culturalmente unica – dice Ilaria Borletti Buitoni presidente della Società del Quartetto - anche perché le istituzioni milanesi sanno collaborare e l’iniziativa Pianisti di altri mondi è il frutto di questo spirito che porterà al Franco Parenti per la Società del Quartetto artisti straordinari con programmi affascinanti”.

            “La collaborazione fra il Teatro Franco Parenti con la Società del Quartetto di Milano sottolinea Andrée Ruth Shammah - porta nel nostro teatro una rassegna musicale di grandi interpreti che rafforza il nostro  costante interesse per la contemporaneità. Ancora una volta il Franco Parenti sarà il punto d'osservazione privilegiato  del panorama creativo internazionale, in una città come Milano, che oggi è il centro della vita culturale del Paese”.

La rassegna si configura come un viaggio straordinario in 8 tappe affidato a 11 musicisti dal mondo. Un percorso, ideato da Gianni Morelenbaum Gualberto, che spinge a varcare frontiere geografiche, stilistiche, temporali, attraverso più linguaggi e sincretismi. Per sfatare il mito di una musica contemporanea incomunicabile e arcigna e la fama ostile che accompagna molta produzione del Novecento musicale e per fare la conoscenza - non senza divertimento e levità - con mondi di grande fascino e complessità, di straordinaria varietà e vivacità. Per seguire gli sviluppi della cultura musicale accademica extra-europea, in particolar modo quella delle Americhe, dal Novecento fino ai nostri giorni.

            Il cartellone è affidato a interpreti di grande notorietà e rilevanza internazionale e unisce impegno, spettacolarità e qualità, esponendo la molteplicità di esperienze che la musica vicina ai nostri tempi sa offrire.

Vijay Iyer (19 gennaio)

Autore e interprete celebrato internazionalmente, spalanca una finestra sulla musica improvvisata che, partendo dal jazz, è diventata uno fra i principali veicoli espressivi della tradizione musicale americana, assimilando una molteplicità di materiali: dalle strutture accademiche agli echi dei song e delle canzoni popolari ai ritmi che il Nuovo Mondo ha saputo estrarre da più e diverse tradizioni.

E’stato fin da giovanissimo un genio della matematica, chiamato a Stanford poco più che adolescente. Ha mollato tutto per darsi alla musica, e in poco meno di un decennio è diventato una star negli Stati Uniti, mescolando la sua tradizione (i genitori sono stati fra i primi a emigrare dall'India) con quella della musica contemporanea e quella improvvisata. Oggi è professore con cattedra a vita a Harvard, ha scritto testi illuminanti di filosofia della musica improvvisata e sui criteri neurologici e antropologici dell'improvvisazione. Elegante di portamento, vagamente altero e professorale, ha uno spiccato sense of humor di marca britannica più che americana. Ha ricevuto la MacArthur Grant (dotazione è 500.000 dollari), che negli Stati Uniti si conferisce a chi è considerato un genio. E’ artista ECM.

Vanessa Wagner (9 febbraio)

Vanessa Wagner mette il suo ben noto virtuosismo al servizio di autori che hanno voluto porsi ai confini fra il linguaggio accademico e la ricchezza dei vernacoli che sincretismi e contaminazioni hanno disseminato lungo tutto il Novecento: l’inclinazione cinematografica di Michael Nyman, il lontano e poetico mondo baltico di Peteris Vasks, l’ipnosi timbrica di Hans Otte, il tratto incantatorio di Meredith Monk, il trascinante sciamanesimo di Moondog, il romantico minimalismo europeo di Wim Mertens, lo ieratico incontro fra linguaggio accademico e l’energia dell’improvvisazione elettrica di Bryce Dessner.

Giovane prodigio, Vanessa Wagner ha studiato a lungo la musica accademica, specializzandosi nel repertorio lisztiano e in quello francese novecentesco, per poi mettere tutto da parte e interessarsi ai rapporti fra strumenti acustici ed elettronica. Lavora da tempo con una celebrità dell'elettronica come il messicano Murcof, creando spettacoli in cui la pagina scritta viene rielaborata contestualmente dall'elettronica. Collabora poi con numerose compagnie teatrali francesi, come quella di Yoann Bourgeois, creando azioni teatrali sulla musica eseguita.

Yonathan Avishai (23 febbraio)

Pianista virtuoso e raffinato il cui talento è stato esaltato da una recente serie di incisioni per una prestigiosa etichetta come la ECM, Yonathan Avishai presenterà un programma che intende illustrare le radici della musica popolare d’autore nel Nuovo Mondo: il ragtime del leggendario Scott Joplin e il tango brasileiro di Ernesto Nazareth, compositore al quale s’ispirarono artisti del calibro di Darius Milhaud e Heitor Villa-Lobos.

Avishai è uno dei più significativi pianisti a emergere dalla ricchissima scena israeliana. Trapiantatosi in Francia, è diventato artista dell'ECM che lo cura in modo particolare. In tempi recenti, Avishai si è particolarmente interessato ai rapporti fra musica popolare del Novecento e le radici in certa musica accademica delle Americhe: Gottschalk, Lecuona, Ernesto Nazareth e gli autori legatisi a Broadway, creando un recital che è vivacissimo intellettualmente e di grande poesia e spettacolarità.

Lisa Moore (15 marzo)

Lisa Moore fa conoscere in modo spettacolare e trascinante il costante connubio fra musica e immagini, fra musica e happening teatrale, che ha caratterizzato molta produzione contemporanea attraverso pagine di Steve Reich, Philip Glass, John Adams, David Lang e della giovane ma già affermatissima Missy Mazzoli. Australiana, Moore è nota per essere stata un giovane prodigio del pianoforte, per quanto si sia dedicata quasi tutta la vita alla musica di ricerca, collaborando con i principali compositori e ensemble di oggi. Ogni suo recital è uno spettacolo anche teatrale perché ha soprattutto investigato i legami fra musica e azione teatrale (a partire dagli happening del Living Theatre) e l'interazione fra musica e azioni visive. Appartiene a una generazione di donne che si sono votate alla musica contemporanea: lei, Ursula Oppens, Vicky Chow, Sarah Cahill, Margaret Leng Tan, Lisa Bielawa, Jennifer Higdon, Gloria Cheng, Meredith Monk, Lera Auerbach, Vanessa Wagner, Ashley Bathgate, Anne Le Baron, Gabriela Lena Frank, Caroline Shaw, Tania J. León, Angélica Negrón, Zoe Keating, Maya Beiser, Anna Thorvaldsdóttir, Missy Mazzoli, Julia Wolfe, Lois V Vierk, Annea Lockwood e molte altre ancora.

Timo Andres (22 marzo)

Compositore e pianista dalle doti espressive e strumentali del tutto fuori dal comune, Timo Andres ci porterà nel cuore della nuova musica dei nostri tempi, riallacciando un rapporto con il pubblico grazie a un’ispirazione ricca e feconda quanto disponibile a dialogare e a farsi ascoltare. Senza steccati linguistici o posizioni preconcette, senza timori nei confronti di un diverso uso della tonalità, senza rifiuti nei confronti di una ricchezza ritmica e melodica. Autori americani di oggi come Philip Glass, John Adams e Nico Muhly si affiancheranno a compositori europei come Louis Andriessen e Donnacha Dennehy e a uno dei padri storici della musica americana, Aaron Copland. Ma non mancheranno pagine di autori che hanno saputo porsi al crocevia fra più culture e stili come Robin Holcomb, Gabriella Smith, Brad Mehldau (che molti conoscono come celebre jazzista) e Frederic Rzewski (ben noto per le sue monumentali Variazioni su El Pueblo Unido Jamás Será Vencido ).

Andres, oltre a essere uno dei più affermati compositori americani, è anche un noto pianista: da un decennio, grazie anche ai legami con la Nonesuch, esplora la musica americana contemporanea e del Novecento. In Italia suoi lavori sono state eseguiti da Sentieri Selvaggi e altri gruppi.

Simon Ghraichy (29 marzo)

Altro affascinante virtuoso oggi nella scuderia discografica della Deutsche Grammophon, Simon Ghraichy rappresenta simbolicamente e persino fisicamente lo spirito della rassegna. Francese di nascita, libanese e messicano di origini, una gioventù trascorsa in Canada, studi musicali fra Parigi e Hensinki, egli presenta un programma affascinante, in cui si esplorano le radici ispaniche della musica del Nuovo Mondo. Partendo da alcune ben note composizioni di Albéniz come Astúrias , Málaga , Jerez e Eritaña , il pianista approderà alla Cuba virtuosistica e post-lisztiana delle danze afro-cubane di Ernesto Lecuona per poi soffermarsi sui ritmi caraibici di Porto Rico, così come immortalati da un compositore originale quanto stravagante come Louis Moreau Gottschalk, per poi concludere con l’immaginifico e coloratissimo Messico ritratto da Arturo Márquez.

 Jason Moran (5 aprile)

            Anche Jason Moran (dieci anni prima di Vijan Iyer) è stato premiato con la MacArthur Grant. Moran fonde l'improvvisazione con la composizione. Lui e la moglie, un mezzosoprano classico di nome Alicia Hall, appartengono, anche come tipi fisici, alla generazione degli africano-americani esemplificati dal film Black Panther: colti, plurilaureati, eleganti, dediti a attività culturali e filantropiche, organizzatori di concerti accademici e non. La loro casa, fotografata da Vogue, è uno studio-museo piena di testimonianze dell'arte africana e africano-americana. Moran è curatore al Whitney Museum, dove ha di recente organizzato una mostra dedicata ai rapporti fra la musica africano-americana e le componenti ebraiche e latinoamericane della società statunitense. Da vari anni è ospite fisso della Biennale di Venezia, dove espone installazioni con Joan Jonas e altri.

            Emmet Cohen, Aaron Goldberg, Danny Grissett, Dado Moroni (22 maggio)

Il viaggio si conclude) con una festosa e coinvolgente celebrazione del jazz e di uno dei suoi profeti: Charlie Parker, leggendario sassofonista, uno dei padri del be-bop e uno fra i più influenti intellettuali del Novecento, di cui ricorre nel 2020 il centenario della nascita. Quattro pianisti fra i più apprezzati protagonisti della scena improvvisata internazionale odierna - Dado Moroni, Aaron Goldberg, Danny Grissett e Emmet Cohen - si alterneranno, su due pianoforti a due, quattro e persino otto mani, per ricordare uno dei linguaggi che hanno cambiato la storia del Novecento. Perché, come sosteneva Egon Schiele, L’Arte non può essere moderna, l’Arte appartiene all’eternità. Ognuno di loro, in particolare il giovane prodigio Emmet Cohen, è un celebrato solista nel mondo del jazz. Rappresentano l'ultima generazione di pianisti americani e africano-americani, a parte l'italiano Dado Moroni.

Biglietti
€ 20
€16 (over 65, under 26)

Abbonamento
8 concerti € 120

Società del Quartetto di Milano – www.quartettomilano.it
Via Durini 2, 20122 Milano
Telefono 02 76005500

Teatro Franco Parenti – www.teatrofrancoparenti.it
Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono 02 59995206

Uff.Stampa Teatro Franco Parenti


Pianisti Di Altri Mondi A Milano - Milano

Domenica 23 febbraio 2020, alle ore 11.00, per la rassegna “Pianisti di Altri Mondi”, promossa dalla Società del Quartetto di Milano in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, si presenterà in una rara occasione solistica il celebrato pianista Yonathan Avishai.  

Avishai è oggi artista applaudito e ben conosciuto grazie a delle straordinarie doti d’improvvisatore, testimoniate da una raffinata opera discografica attualmente curata dalla nota etichetta discografica ECM.
Uno fra i migliori solisti scaturiti dalla ricchissima scena jazzistica israeliana, Avishai si è da lungo tempo trasferito in Francia dopo avere fatto parte, con il trombettista Avishai Cohen, il contrabbassista Omer Avital e il batterista Daniel Freedman, di un gruppo musicale conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come il “Third World Love Quartet”.

Strumentista estremamente sofisticato, eccellente accompagnatore (come dimostrano le sue recenti collaborazioni con il già citato Avishai Cohen), leader di un applaudito trio con il contrabbassista Yoni Zelnik e il batterista Donald Kontomanou, Avishai si presenta al pubblico della Società del Quartetto di Milano e del Teatro Franco Parenti con un recital particolarmente originale, coinvolgente e stimolante, dedicato ai rapporti fra musica popolare del Novecento e le radici musicali delle Americhe, fra jazz, teatro, percussività africana e influenze europee.

Egli esplora perciò la vivace e arguta opera di compositori celeberrimi quali Louis Moreau Gottschalk, Ernesto Lecuona, Ernesto Nazareth, Scott Joplin, nonché di quegli autori legati allo scintillante mondo di Broadway che hanno elaborato la grande letteratura musicale degli “standard” americani. Egli crea così un recital di grande fascino creativo in cui l’improvvisazione si sovrappone alla scrittura con grande poesia, infallibile idiomaticità e trascinante spettacolarità.

Nato a Yafo, Tel Aviv, nel 1977, Yonathan Avishai è uno fra gli artisti più significativi a emergere dalla straripante scena musicale israeliana. Appassionatosi al jazz sin dall’infanzia, già all’età di quattordici anni accompagnava i musicisti americani che si esibivano in Israele, studiando al contempo sotto la guida del noto contraltista e didatta Arnie Lawrence.
Per anni ha fatto parte del più celebre gruppo improvvisativo israeliano, “Third World Love”, a fianco del trombettista Avishai Cohen, del contrabbassista Omer Avital e del batterista Daniel Freedman. Trasferitosi in Francia, ha lavorato frequentemente nel mondo teatrale, guidando al contempo un proprio trio, con il contrabbassista Yoni Zelnik e il batterista Donald Kontomanou. Dopo alcune apprezzate incisioni, si è unito alla scuderia della casa discografica ECM, collaborando inoltre con Avishai Cohen sia dal vivo che in studio di registrazione.

Biglietti: intero €20 - ridotto €16 (over 65, under 26)
I biglietti possono essere acquistati online o alla biglietteria del teatro.

In collaborazione con FAZIOLI
e Peverelli&Morelenbaum Associati

Società del Quartetto di Milano – www.quartettomilano.it
Via Durini 2, 20122 Milano
Telefono 02 76005500

Teatro Franco Parenti – www.teatrofrancoparenti.it
Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono 02 59995206

Nella sezione eventi del sito sono disponibili date, biografie e programmi dei prossimi artisti della rassegna "Pianisti di altri mondi": Lisa Moore, Timo Andres, Simon Ghraichy, Jason Moran.

Il gran finale, che si terrà ai Bagni misteriosi il 22 maggio, vede la partecipazione di Danny Grissett, Emmet Cohen, Aaron Goldberg, Dado Moroni: quattro grandi protagonisti del jazz rendono omaggio al genio di Charlie Parker.

Gianni Morelenbaum Gualberto



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