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Novembre 2020
eventiesagre.it
Novembre 2020
Numero Evento: 21168414
Da Visitare Ville e Castelli
Itinerari Storici e Culturali
Antico Presente
Prossime Visite
Date:
Dal: 07/11/2020
Al: 08/11/2020
Dove:
Logo Comune
Piazza Xx Settembre
Lazio - Italia
Contatti
Fonte
Maria Giulia Catemario
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
eventiesagre valdaj

Antico Presente

Prossime Visite

Da Sabato 07 a Domenica 08 Novembre 2020 - dalle ore 09:30
Il 07/11/2020 Piazza Xx Settembre - Bagnaia - Viterbo (VT)
Il 08/11/2020 Parcheggi Liberi In Via Fosso Dell’aiaccia - Monte Argentario (GR)

Antico Presente - Monte Argentario

Le streghe di Montecchio: misticismo ed esoterismo dal borgo alla Montagna Sacra

C’era una strada che in un tempo molto lontano, prima di inerpicarsi sui declivi dei Cimini, toccava un altro piccolo villaggio, l'attuale Bagnaia. Di fronte, nell’esedra tra le alture e precisamente sulla piana “sacra” del piccolo colle di Montecchio, recenti ritrovamenti avvalorano le antiche leggende popolari, che lo volevano abitato da streghe, conosciute come le bellissime “figlie della Luna”.

In occasione del giorno della ricorrenza della commemorazione dei morti, vi proponiamo un percorso a tema che dal borgo di Bagnaia, celebre per la rinascimentale Villa Lante con il suo giardino all’italiana, tra i più belli d’Italia, ci conduce sino alla Piana sacra, luogo mistico e simbolico dei riti iniziatici, luogo di unione tra cielo, terra e sottoterra, luogo di passaggio tra i vivi e i suoi antichi abitanti.

La “scoperta” delle Streghe di Montecchio si deve a Pier Isa della Rupe e al marito Franco Pierini, cittadini di Bagnaia, che per decenni hanno ricostruito un mosaico fatto di documenti, ricordi, leggende, tradizioni locali, testimonianze orali e scritte.

Negli anni ottanta, iniziarono una lunga ricerca che ha dignità di recupero antropologico e culturale, dopo aver ascoltato dai vecchi del paese, sempre la stessa storia: le protagoniste erano streghe bellissime, che avevano abitato e forse ancora abitavano proprio il colle del  Montecchio. Queste creature, secondo i racconti tramandati da secoli attorno al camino acceso, avevano una regina che dettava le leggi seduta sopra un grande trono di pietra,  che nessuno però aveva mai visto.

Anni dopo, i Pierini scoprirono la “piana sacra” e qui trovarono, sepolti dal tempo, quello che le leggende locali definivano “trono della regina Isotta”, poi i muraglioni che circondavano la proprietà di quelle creature, le tombe, le grotte ed altri enormi massi megalitici (costruzioni e incastri) chiaramente lavorati da umani, che era facile mettere in relazione con altre “storie”. 

Ed incredibilmente tutto inizia a mischiarsi:  Il Mons Ciminius con le sue fitte ed impenetrabili foreste e le sue sorgenti appare come un luogo consacrato a varie divinità protettrici dei boschi e delle acque”. L’ultima propaggine o la prima di questi Monti, all’estremo nord, ricade nel territorio di Bagnaia ed è esattamente il Colle di Montecchio. Qui nel 1300 troviamo la presenza delle Disciplinatrici, una confraternita al femminile con poteri amministrativi e sociali, che vantavano il possesso di una zona cimiteriale, così come quella di una propria cappella, realtà raramente segnalata dalla storiografia ed una vera novità nel panorama confraternale all'interno della chiesa Cattolica.

Nel 1500 più a valle ci sarà l’edificazione dei giardini e villa del cardinale inquisitore, al quale era affidato il compito di sanare il territorio ritenuto favorevole alle eresie. La villa doveva rappresentare il manifesto  in pietra della Chiesa in quel periodo, con intorno un grande Barco dove cacciare le “belve feroci”. All’interno del castello di Bagnaia invece, in seguito all’assalto da parte di un gruppo di Lanzichenecchi , in assenza di uomini impegnati in battaglia, la difesa sarà organizzata da un gruppo di amazzoni Bagnaiole e tra di loro una ragazza detta Pucciarella, che nel bel mezzo dello scontro colpisce il capitano lanzichenecco con un mortaio uccidendolo e liberando Bagnaia da sicura distruzione.

Chi erano veramente queste donne dal sangue forte? Chi erano queste donne che in pieno medioevo avevano conquistato questa autonomia che solo secoli dopo conquisterà il mondo femminile? E’ possibile - si domandarono i coniugi Pierini - che l’antichissima leggenda delle Figlie della Luna e delle “streghe” del Montecchio sia una delle ragioni per cui le Disciplinatrici acquisissero quel ruolo e potere inusuali e entrassero in possesso proprio  del Montecchio? Oppure, all’inverso, è stata la presenza delle Disciplinatrici sui quei territori a far nascere le leggende delle streghe Figlie della Luna?

Molte saranno le scoperte che faremo salendo sulla Montagna Sacra, accompagnati da coloro che hanno riportato alla memoria questi luoghi e le antiche abitanti. Il percorso, guidato da Pier Isa e Franco, si apre nella piazza di Bagnaia sotto la medievale Torre della Pucciarella con un’introduzione storica sui legami documentali e obiettivi che rendono molto concrete le tradizioni popolari bagnaiole. Ci si sposta poi in auto ai piedi del Montecchio da dove inizia il vero e proprio percorso esoterico-letterario. Lungo il sentiero che sale nello splendido sottobosco cimino, ci si ferma di tanto in tanto in alcune tappe fondamentali, tra cui la capanna di Bianca e Andrea, il masso di Rita Angelutii (la prima “strega” condannata e bruciata in Italia, nel Viterbese, nel 1347), il Masso della Fertilità, gli occhi della Dea recentemente scoperta con a fianco scolpito il Terzo Occhio ed il Trono.

Escursione a cura di Antico Presente

Guida
Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E. accompagnata da Pier Isa della Rupe

Dati tecnici
Il Percorso di media difficoltà ha una lunghezza di 3 km circa. Durata 4 ore incluso lo spostamento in auto.

Appuntamento
sabato 7 novembre 2020 ore 9,30 a Bagnaia (VT), in piazza XX settembre. Parcheggio gratuito: Viale Fiume, 6, 01100 Bagnaia VT .
Dopo ci sposteremo in auto per raggiungere l’inizio del sentiero che percorreremo a piedi. 

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
Trovate tutte le informazioni riguardo i DPI
http://www.anticopresente.it/contenuti/guide-turistiche-e-ambientali/emergenza-covid-19-619.html 
e il modulo che dovrete firmare per conoscenza in nostra presenza.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Contributo
Quota di partecipazione € 10,00 che include polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000 al quale aggiungere  € 2,00 per il noleggio delle radioline con auricolari.

Informazioni e prenotazioni
Sabrina 3395718135 info@anticopresente.it www.anticopresente.it


Antico Presente - Monte Argentario

I forti spagnoli dell'Argentario, sulle tracce del Caravaggio

Esiste una muraglia che nulla ha da invidiare a quella cinese, a parte la lunghezza. La posizione però ed il panorama sono assolutamente migliori! Si trova a Porto Ercole, ed è proprio da lì che inizieremo la nostra scoperta del territorio, conosciuto da molti per la bellezza delle sue insenature e la limpidezza delle acque, ma pochi si sono soffermati ad ammirare i forti spagnoli, con le originali ed imponenti architetture, che lo circondano.

I tre forti, Forte Filippo, Forte Stella e la Rocca sono stati, per secoli, i baluardi difensivi del piccolo porto contro chiunque volesse effettuare razzie e scorribande, sia dal mare che da terra, e per la loro posizione strategica godono di una vista e sentieri mozzafiato.

La nostra visita inizierà con il Forte Filippo costruito da quattro bastioni e profondamente incassato in un fossato scavato nella roccia. L'unico punto di accesso è rappresentato da un ponte levatoio posizionato nel lato est. La potenza di fuoco delle artiglierie del Forte, era completata dalla Batteria di Santa Caterina, una struttura edificata poco più in basso, che permetteva di far fuoco con tiri radenti e precisi. Sia Forte Filippo che la Batteria di Santa Caterina sono di proprietà privata ma noi cammineremo lungo i profondi bastioni che delimitano il forte da cui si gode uno stupendo panorama.

Ridiscendendo per i sentieri profumati della macchia mediterranea, attraverseremo il piccolo borgo marinaro di Porto Ercole che si svelerà ai nostri occhi come un caratteristico porticciolo dagli odori antichi, con le reti appoggiate sui caratteristici gozzi e con le facce dei pescatori segnate dal vento e dal mare.

Superato il porto saliremo nel cuore antico di Porto Ercole attraverso la porta Pisana; da qui si diramano un dedalo di vicoli e la cinta muraria, che abbracciando l'intero abitato e conducono alla Rocca. In Piazza Santa Barbara, da cui si ammira un bel panorama sul porto, si trova il palazzo del Governatore con la facciata in stile rinascimentale. La Chiesa più antica invece si trova sulla sommità del paese, di origine settecentesca, è stata in parte ricostruita dopo l'ultima guerra ed al suo interno sono conservate le lapidi dei governatori spagnoli dell'antico Stato dei Presidi.

Sarà proprio dentro l’antico borgo che percorreremo le tracce di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, conosciuto come il Caravaggio. La morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio viene definita uno dei grandi gialli della storia dell'arte. Tra le poche certezze sembra esserci la data, il 1610, e località della morte, che viene identificata con Porto Ercole. Il Caravaggio stava scappando perché, accusato della mote di Ranuccio Tomassoni durante una partita al gioco della pallacorda, era stato condannato a morte.  La sua fuga durò 4 anni e si concluse proprio a Porto Ercole, sul Monte Argentario, dove ammalato, morì. 

Risaliremo sull’altro versante fino ad arrivare alla Rocca, complesso fortificato che non rappresenta il frutto di un unico progetto a differenza dell’altro forte. La sua struttura è lo specchio di numerose ristrutturazioni fatte da uomini diversi in un arco di tempo che va dal XIII al XIV secolo. In basso, in direzione del porto, sono tutt'ora visibili i resti di un bastione poligonale che apparteneva alla batteria di Santa Barbara, che, come nel caso della batteria di Santa Caterina, completava le potenzialità di fuoco della Rocca.  

Dalla sommità della Rocca si scorge uno dei più bei panorami del centro Italia, con tutta la costa dell’Argentario  e delle piccole calette di fronte ad una piccola isola chiamata appunto Isolotto.
Vogliamo con questo itinerario fare il pieno di bellezza e sentirci forti e potenti, non per possedere i forti, ma per avere il privilegio che tutto il mondo ci invidia, di poterci andare a passeggiare tutte le volte che vogliamo. Andarci al tramonto però, è un occasione per pochi!

Escursione a cura di Antico Presente

Guida
Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica A.I.G.A.E e Giuseppe Di Filippo Guida Ambientale Escursionistica A.I.G.A.E

Dati tecnici
Il Percorso di media difficoltà è lungo circa 7 km, dislivello 350 mt. Durata 4 ore.

Appuntamento
domenica 8 novembre 2020 alle ore 9.30 all'entrata di  Porto Ercole nei parcheggi liberi in via Fosso dell’Aiaccia (una traversa di fianco alla chiesa).

Equipaggiamento
Abbigliamento sportivo, scarponcini da trekking, pantaloni lunghi, repellente per insetti, cappello per la testa, acqua. Utili i bastoncini.

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità. Trovate tutte le informazioni riguardo i DPI
http://www.anticopresente.it/contenuti/guide-turistiche-e-ambientali/emergenza-covid-19-619.html
e il modulo che dovrete firmare per conoscenza in nostra presenza.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Quota individuale
€ 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai la quota di partecipazione ma solo gli ingressi ove richiesti.

Informazioni e prenotazioni
Sabrina 339.5718135, info@anticopresente.it, www.anticopresente.it



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