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Ottobre 2021
eventiesagre.it
Ottobre 2021
Numero Evento: 21168414
Da Visitare Ville e Castelli
Itinerari Storici e Culturali
Antico Presente
Prossime Visite
Date:
Dal: 25/09/2021
Al: 26/09/2021
Dove:
Logo Comune
Lazio - Italia
Contatti
Cell.: 339 5718135 Sabrina
Fonte
Maria Giulia Catemario
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Antico Presente

Prossime Visite

Da Sabato 25 a Domenica 26 Settembre 2021 -
Il 25/09/2021 Castel Cellesi - Bagnoregio (VT)
Dal 25/09/2021 al 26/09/2021 San Martino Al Cimino - Viterbo (VT)
Il 26/09/2021 Santa Maria In Galeria - Roma (RM)

Antico Presente - Roma

Briganti, cascate e mulini sulle orme degli elefanti a Castel Cellesi (VT)

Tutti conoscono Civita di Bagnoregio, ma non tutti sanno che a pochi chilometri dalla famosa località esiste un piccolissimo borgo “segreto” che nasconde nel fitto del bosco testimonianze uniche: nei resti di un'antica palude prosciugata giace un elefante estinto, cugino del mammut con vicino un cunicolo etrusco ricavato tra strati geologici vulcanici assolutamente interessanti e una chiesa che riproduce il Santo sepolcro di Gerusalemme.
 
Nell’estate del 2013 un contadino trovò resti ossei di un animale che, dopo opere di scavo che sono ancora in corso, hanno riportato alla luce un esemplare di Elephas antiquus, elefante coevo ai mammut preistorici e oggi estinto. L’elefante, che poteva raggiungere fino a quattro metri di altezza al garrese, 10-12 tonnellate di peso, proviene dall’Africa ed è un esemplare di età avanzata della prima metà del pleistocene medio. Oggi è conservato sotto un capannone che verrà aperto eccezionalmente solo per noi.
 
Elefanti a parte, il territorio era rinomato per la presenza di bande di briganti che vennero poi arrestati a fine del 1800 e rinchiusi nel carcere di Bagnoregio. Tra loro il famigerato Brigante Bracherosce, la cui vera identità rimane sconosciuta. Forse, per timore, i suoi contemporanei non hanno mai associato pubblicamente, al soprannome, il suo vero nome. Nella memoria popolare degli abitanti di Castel Cellesi è sempre esistito, in relazione a “Le Grotte di Bracherosce”, probabile covo del brigante, che incontreremo nel nostro cammino.
 
Ma le sorprese non sono finite: non può mancare una cascata di acqua purissima, dove vivono le trote e i resti di un enorme mulino affacciato sul torrente Rio Chiaro con 4 macine che servivano per il grano ma anche per l’olio e per alimentare una ferriera.
 
E cosa dire dell’affascinate borgo di Castel Cellesi con appena 150 abitanti ed edificato dal conte Cellesi nel 1600? A dispetto del nome, il castello non c’è perché il Conte aveva decretato che nessuna costruzione, eccetto quella religiosa, dovesse superare in altezza il proprio palazzo. Il borgo è costituito da una piazza chiusa, costituita dalle case dei contadini del feudo, la quale comunicava con il resto del territorio attraverso la "Porta di Sopra" e la "Porta di Sotto" ricavate dal muraglione che raggruppava le case.
 
Sulla via del ritorno incontreremo una chiesetta del 1674 del tutto particolare con all’interno una ricostruzione dell'Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La chiesa fa da allora parte di un circuito di edifici sacri chiamati "copie" o "memorie" dello stesso. All’interno si trova una roccia inamovibile come quella in cui i fedeli, fin dall'epoca di Costantino e dell'imperatrice Elena, hanno riconosciuto la tradizionale Roccia del Calvario, sede della Crocifissione di Cristo, ai piedi della quale si fa risiedere la Tomba di Gesù.
 
Secoli di storia si sovrappongono in un percorso di nemmeno10 km dal grande fascino e testimonianze uniche.
 
Escursione a cura di Antico Presente.
 
Guide
- Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica AIGAE e
- Maria Giulia Catemario Guida Ambientale Escursionistica AIGAE

Dati tecnici
Il percorso è di difficoltà medio/facile, è lungo circa 9 km con un dislivello di 350 mt circa. Durata massima 6 ore circa compresa la pausa pranzo.
 
Appuntamento
Sabato 25 settembre 2021 alle ore 10.00 a Castel Cellesi (VT).
 
Equipaggiamento
Obbligatorie scarpe da trekking, vestiti adeguati, repellente per insetti, 2 litri di acqua ciascuno, cappello, gel, mascherina e pranzo al sacco. Consigliati i bastoncini
 
Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.
 
Quota individuale
€ 15,00 comprensiva di polizza professionale RC.
 
Informazioni e prenotazione
Sabrina 339 5718135
info@anticopresente.it
www.anticopresente.it


Antico Presente - Roma

Dai monaci dell'Abbazia al Principato di S.Martino al Cimino (VT): visita teatralizzata al palazzo Doria Pamphilj

Apertura straordinaria del Palazzo Doria Pamphilj e visita teatralizzata esclusiva per noi. In questa occasione riusciremo, straordinariamente, a vedere l’interno del Palazzo Doria Pamphilj nella sua migliore veste!

Lo storico palazzo apre i battenti dopo un lungo periodo di chiusura con visite guidate a tema e allestimenti speciali. Questo grazie alla Regione Lazio, che ha affidato la sua valorizzazione a LAZIOcrea e anche grazie al programma Artbonus.
 
Esiste un luogo nella Tuscia a 500 mt sui Monti Cimini, impregnato di storia e di bellezza ambientale, circondato da un monumentale bosco di faggi, querce e castagni, dove, nelle giornate limpide di tramontana, dalla piana di Viterbo si scorge il mare fino all’Argentario.
 
Luogo ameno, fu scelto nel XII sec. dai monaci cistercensi di Pontigny come sede della loro abbazia, costruita seguendo le tipiche forme dell’architettura gotica francese. Nel XVII secolo fu feudo della cognata di Papa Innocenzo X, Olimpia Maidalchini Pamphilj.
 
Non si tratta di un semplice borgo, ma della storia di un vero e proprio Principato, voluto da Donna Olimpia affezionata al borgo, tanto da riceverne il titolo di Principessa di San Martino al Cimino. La nobildonna affidò poi al Borromini la ristrutturazione architettonica e l’artista si occupò anche dei lavori nell’abbazia. Volle inoltre la trasformazione radicale del tessuto urbano con un progetto all’avanguardia per i tempi, realizzato da un architetto militare, consistente di uno dei primi esempi di case a schiera in Italia.
 
In quell’occasione il Palazzo Doria Pamphilj, realizzato in posizione dominante ed accanto all’Abbazia, usato originariamente dai monaci come ospedale, venne trasformato in un sontuoso palazzo signorile utilizzando i materiali provenienti dall’altro palazzo di famiglia di Donna Olimpia, quello di piazza Navona a Roma.
Il Palazzo Doria Pamphilj è costituito da un locale medievale, sottostante il piano stradale, noto come “Cantinone” (l’antico Hospitale dell’abbazia), da un piano rialzato (con la vasta sala Aldobrandini), da un mezzanino e da un piano nobile (con la splendida Sala Olimpia e le altre stanze impreziosite da soffitti lignei e fregi decorati).
 
Grazie alla Compagnia Teatrale Sammartinese "Danilo Morucci", promotrice degli eventi, sarà possibile visitare le sale dell’interno come l'antico Hospitale che accoglieva i pellegrini della via Francigena, la Sala Aldobrandini al piano rialzato e le sale al piano nobile, fra cui quella di Donna Olimpia.
 
Ma non è tutto! Assisteremo al percorso teatralizzato in costume d’epoca. "Ottobrata Sammartinese"
Visiteremo l’interno del Palazzo in un percorso guidato seguendo la narrazione delle vicende che hanno interessato la nascita del Borgo Cimino; gli interpreti in costume metteranno in scena la cosiddetta «Ottobrata Sammartinese» : con la voce narrante dello storico Colombo Bastianelli, ricordano la storia del pontefice Innocenzo X Pamphilj che, i primi giorni di ottobre nel 1653, si mise in cammino da Roma verso San Martino al Cimino. Al termine della sua visita, decise di iscrivere il borgo nell'albo delle città pontificie, descrivendolo con queste parole: “Non un borgo ma una città, non una città ma il mondo!”.
 
Olimpia invece fu senza dubbio un personaggio emblematico del suo secolo, della Roma dei papi nepotisti, dotata di un ingegno e un intelletto certamente superiore. La chiesa non perdonò la donna che per quindici anni governò lo stato pontificio tramite la figura del cognato, pur riconoscendole grandi capacità politico organizzative. Su Donna Olimpia Maidalchini è stato scritto proprio di tutto, bene e male, verità e menzogne; pochi anni dopo la sua morte le vennero attribuite relazioni amorose persino con il cognato papa Innocenzo X, frutto di autentiche maldicenze non provate da nessun documento storico.
 
Storia, architettura e arte in una delle scenografie più esclusive del Lazio!
 
Ricerche e testi di Colombo Bastianelli, storico della famiglia Pamphilj. Consulenza sui costumi di Elisabetta Gnignera, storica del Costume e delle Acconciature medievali e rinascimentali. Rappresentazione a cura della Compagnia teatrale Sammartinese “Danilo Morucci”
 
Durata 2 ore. Spettacolo con posti a sedere lungo il percorso nel rispetto delle normative Covid.E' necessario il Green Pass
 
Appuntamento
Sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 alle ore 17.40 sulle scale d'ingresso all’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino in via Andrea Doria.
 
Equipaggiamento
Abbigliamento comodo, gel e mascherina, Green Pass.
 
Condizioni
Vista l’apertura straordinaria e l’eccezionalità dell’evento i posti sono limitati. Prenotazione obbligatoria e possibilmente anticipata. In caso di disdetta, vista la grande richiesta, si prega di avvisare per offrire ad altri la possibilità persa.
 
Quota individuale
Ingresso con quota di partecipazione “Art Bonus”, € 10,00  a persona.
 
Informazioni e prenotazioni
Sabrina 339 5718135
info@anticopresente.it
www.anticopresente.it


Antico Presente - Roma

La città perduta e maledetta di Galeria, nell’antico agro-romano

Nascosta nella macchia dell'antico agro romano a pochissimi chilometri dalla capitale, in un territorio le cui le dolci alture sono dominate da vecchi casolari tipici della Maremma, si trovano i ruderi di una città perduta e maledetta, con misteri, storie e leggende di un luogo disabitato da più di due secoli. I ruderi del castello sono coperti di fitta vegetazione che convive con le rovine realizzando uno scenario di particolare fascino e di romantiche suggestioni: tutto questo è Galeria Antica, conosciuta come la “città morta”, posizionata su uno sperone tufaceo a picco sul torrente Arrone.
 
L’origine leggendaria dell’abitato è attribuito ad un antico e sconosciuto popolo. La città fu fondata nel periodo di dominazione etrusca col nome di "Careia" e fungeva come avamposto di guardia per i territori meridionali, tra Veio e Cerveteri. Il dominio etrusco fu spezzato dalla conquista dei romani. La posizione sulla Via Clodia spinse questo antico popolo ad edificare qui una stazione di posta che poteva comprendere fabbricati per i viaggiatori, alloggiamenti per i postiglioni e insediamenti per i residenti, che allora vivevano prevalentemente di attività agricole.
 
Decadde e venne probabilmente abbandonata nel corso delle invasioni barbariche, per poi essere ripopolata solo nel medioevo, periodo al quale risalgono le rovine oggi visibili, di quando Galeria era un borgo fortificato per la sua posizione strategica a controllo dell’importante nodo viario tra la Clodia, la Cassia e l’Aurelia.
 
Come tutti i borghi era organizzato intorno alla piazza dove si trovavano il forno, lo spaccio, la casa del governatore, il palazzo baronale e la chiesa. Possenti le fortificazioni solo sulla parte pianeggiante a difesa dell’ingresso in quanto gli altri lati erano difesi naturalmente dalla rupe scoscesa e dal fiume Arrone. Delle tre porte di accesso alla città solo su quella principale nel 1774 fu montato un orologio. Lungo il fiume, tra grandi blocchi di tufo, è possibile vedere i resti i di alcuni mulini ad acqua utilizzati per il grano.
 
A partire dalla metà del 1700 secolo gli abitanti del luogo iniziarono a morire in modo alquanto misterioso, causa oggi attribuita all'epidemia di malaria che in quel periodo infestava la zona. Si è cercato di far rivivere il luogo con opere di restauro e con le coltivazioni del gelso per la produzione di bachi da seta, ma il declino é stato inevitabile. Ciò che incuriosisce, però, è l'abbandono degli abitanti della città a partire dagli inizi del XIX secolo. La gente del luogo fuggì dalla città con particolare precipitosità, tanto da lasciare non solo gli attrezzi e i suppellettili, ma persino i cadaveri sui carri che avrebbero dovuto seppellire lontano dalla città. Fu definita per questo “città morta” e la popolazione si spostò nel vicino borgo di Santa Maria in Galeria e Cesano.
 
Un alone di mistero circonda le passate vicissitudini del luogo e un cimitero improvvisato all’interno dell’abitato, la devastazione furiosa di un fulmine e la leggenda del fantasma chiamato “Senz’affanni” che torna ogni anno tra le antiche rovine, della hanno attirato nel tempo l’attenzione di persone dagli interessi più particolari ed appassionati di magia. Molti i simboli particolari che s incontrano durante la visita, alcuni di origine nordico pagana, in particolare nelle grotte sotto il paese, che corrispondono alle antiche sepolture. Molti i resti di candele sciolti sulle mura, nei pressi dell’arco composto per metà da un residuo di muro e per metà da un albero.
 
Ma l’essere ricoperto da un’intrigata vegetazione, ha permesso il formarsi di un ecosistema di notevole interesse per via della sua varietà, trasformando le rovine di Galeria in "Monumento naturale" e diventare la location e sfondo di tantissimi set cinematografici.
 
Escursione a cura di Antico Presente.
 
Guide
- Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica AIGAE e
- Maria Giulia Catemario Guida Ambientale Escursionistica AIGAE
 
Dati tecnici
Il percorso è di difficoltà facile, è lungo circa 8 km con un dislivello di 250 mt circa e un guado da fare a piedi scalzi o con scarpe impermeabili. Durata massima 6 ore circa compresa la pausa pranzo.
 
Appuntamento
Domenica 26 settembre 2021 alle ore 10.00 a Santa Maria in Galeria (RM).
 
Equipaggiamento
Obbligatorie scarpe da trekking, vestiti adeguati, un asciugamano per i piedi dopo il guado, repellente per insetti, 2 litri di acqua ciascuno, cappello, gel, mascherina e pranzo al sacco. Consigliati i bastoncini
 
Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.
 
Quota individuale
€ 15,00 comprensiva di polizza professionale RC
 
Informazioni e prenotazione
Sabrina 339 5718135
info@anticopresente.it
www.anticopresente.it



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2021-09-20 11:21:53
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