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Marzo 2021
eventiesagre.it
Marzo 2021
Numero Evento: 21168414
Da Visitare Ville e Castelli
Itinerari Storici e Culturali
Antico Presente
Prossime Visite
Date:
Dal: 05/03/2021
Al: 26/03/2021
Dove:
Logo Comune
Lazio - Italia
Contatti
Fonte
Maria Giulia Catemario
Scheda Evento

Antico Presente

Prossime Visite

Da Venerdì 05 a Venerdì 26 Marzo 2021 -
Il 05/03/2021 Tarquinia (VT)
Il 06/03/2021 Oriolo Romano (VT)
Il 07/03/2021 Canepina (VT)
Il 12/03/2021 Sutri (VT)
Il 19/03/2021 Caprarola (VT)
Il 26/03/2021 Barbarano Romano (VT)

Antico Presente - Barbarano Romano

Le bellezze della Tuscia come terapia contro il Covid

Quest’ultimo anno è stato difficile per tutti, ma per alcune categorie professionali è stato molto più duro e complicato a causa del sovraccarico di lavoro, condizioni difficili in cui si è dovuto farlo, spese impreviste per gli adeguamenti e chiusure prolungate. Anche noi guide turistiche e ambientali siamo tra le categoria più colpite e abbiamo visto cancellare in un colpo di spugna le prenotazioni di un anno intero di lavoro, i progetti legati ad esso e l’incertezza della ripresa.

E’ proprio per questo che vogliamo fare qualcosa, consapevoli di essere una piccola goccia nel mare, iniziando con un messaggio forte e chiaro: non possiamo aiutare tutti, ma tutti siamo in grado di aiutare qualcuno!

Ecco perché noi di Antico Presente vogliamo donare a chi ha sofferto di più un momento di svago, offrendo quello che sappiamo fare meglio: escursioni e visite guidate nella Tuscia, la straordinaria terra tra Orvieto e Roma, ricco di bellezze naturalistiche, storiche, archeologiche e artistiche. Un’evasione di qualche ora dai problemi della quotidianità e un’occasione ulteriore per conoscere meglio il nostro ricco patrimonio e soprattutto per ripartire dalle grande risorse che esso detiene.

Antico Presente ringrazia chi si è più speso e regala una coccola a tutti coloro che si sono sentiti maggiormente colpiti dalla pandemia o dalle sue conseguenze, come ad esempio gli operatori sanitari, chi lavora nella ristorazione, chi organizza eventi, il mondo del teatro e dello sport, a chi ha perso il lavoro, ma anche a tutti coloro che non riusciranno più a partire.

A partire dal mese di  marzo organizzeremo quattro uscite infrasettimanali al mese, di venerdì pomeriggio che saranno GRATUITE per tutti coloro che si sono sentiti maggiormente colpiti dalla pandemia o dalle sue conseguenze. Per ogni uscita la metà delle nostre disponibilità sarà per loro, mentre tutti gli altri, che vorranno seguirci e contribuire alla nostra iniziativa, pagheranno la solita quota di 10,00 euro.

Coloro che  parteciperanno gratuitamente non pagheranno la visita guidata ma solo il biglietto d’ingresso ai musei ove richiesto (e noleggio radioline con auricolari dove necessario).
E’ sufficiente inviare un’email a info@anticopresente.it per iscrivervi alla nostra newsletter e ricevere le informazioni e indicazioni di partecipazione alle visite proposte.  

Ecco il calendario per il mese di marzo 2021
· Venerdì 5 marzo alle ore 15.00. Tarquinia (VT) – visita della necropoli dei Monterozzi e del Museo. Ingresso 10,00 euro. Durata 3 ore
· Venerdì 12  marzo ore 14.00.  Sutri (VT) – visita del Parco Archeologico con Anfiteatro, Necropoli, Mitreo e le vie cave lungo la via Francigena. Ingresso 8,00 euro. Durata 3 ore
· Venerdì 19 marzo ore 14.00 – Palazzo Farnese a Caprarola (VT). Ingresso 5,00 euro + 2 euro noleggio radioline. Durata 3 ore
· Venerdì 26  marzo – Escursione al Parco Marturanum a Barbarano Romano (VT), con le sue profonde forre e monumentali necropoli rupestri etrusche in piena fioritura primaverile. Nessun costo d’ingresso. Durata 3 ore

Fai quello che puoi, con quello che hai nel posto in cui sei!

Per informazioni e prenotazioni
Sabrina 339 5718135 - info@anticopresente.it - www.anticopresente.it


I volti di Tarquinia (VT): museo e necropoli sito Unesco

Questa uscita fa parte della nostra iniziativa “Le bellezze della Tuscia contro il Covid!” ed è GRATUITA per tutti coloro che si sono sentiti maggiormente colpiti dalla pandemia o dalle sue conseguenze, come ad esempio gli operatori sanitari, chi lavora nella ristorazione, chi organizza eventi, il mondo del teatro e dello sport, a chi ha perso il lavoro, ma anche a tutti coloro che non riusciranno più a partire e che pagheranno SOLO il biglietto d’ingresso ai musei ed eventuale noleggio di radioline con auricolari ove richiesto. Vogliamo donare a chi ha sofferto di più un momento di svago, una sorta di coccola, offrendo quello che sappiamo fare meglio.

L’antica città, conosciuta con il nome di Tarchna, sorgeva nella parte più elevata di un colle poco distante dall’attuale centro abitato, dove oggi si trovano le rovine dell’Ara della Regina, un tempio utilizzato per la celebrazione di riti e preghiere, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici di tutta Tarquinia. Tra le rovine di questo grande tempio (del IV secolo a.C.), è avvenuto il ritrovamento di una delle più importanti opere di arte etrusca: la lastra raffigurante i Cavalli Alati (alta 1.15m e larga 1.25m), che insieme ad un altra raffigurante una biga andata sfortunatamente perduta, ornava il frontone del tempio.

Dell’antica gloriosa città, oggi silenziosa e volta di fronte alle mute necropoli, un tempo la vita scorreva palpitante, tra fiorenti commerci, abili artigiani e generosi raccolti, nell’ estasi religiosa e nell’adorazione dei defunti.

Il tempo ha tentato di cancellare e imprigionare nei sepolcri le loro gesta e la loro cultura, ma la storia ha salvato i segreti di questa vivace e grandissima civiltà: Antica capitale d’Etruria, ricordata come una delle più vaste e potenti città dell’età classica, Tarquinia è la fonte più importante di testimonianze dell’antico popolo Etrusco.

La nostra visita inizierà nella Necropoli di Monterozzi, Patrimonio Unesco, con ciò che resta  del popolo villanoviano che proprio qui ha preceduto quello etrusco, per poi proseguire con la conoscenza diretta degli abitanti dell’antica città, all’interno delle loro tombe. Sì, avete capito bene, li conosceremo proprio, vedremo i loro volti e quelli dei loro famigliari. Vedremo le vesti che indossavano, la moda, le acconciature, i gioielli e i loro oggetti, ma entreremo nel vivo delle loro abitudini, certezze, paure, rituali e persino in alcuni aspetti della sfera sessuale.

Affacciandoci nei profondi ipogei, rimarremo stupiti dai vivaci colori, dalla ricchezza di dettagli, ma soprattutto dalle immagini reali di persone, per la maggior parte semisdraiati su triclini, che in atmosfera ed abiti festosi, sembrano averci aspettato per farci partecipare al loro eterno banchetto, tra musici, giochi e danze. Sono dei preziosi “scatti” di oltre duemila anni, che mostrano con esattezza notizie e consuetudini a noi sconosciute.

La serie straordinaria di tombe dipinte, rappresenta il nucleo più prestigioso della necropoli, che resta per questo aspetto, la più importante del Mediterraneo, tanto da essere definita 'il primo capitolo della storia della pittura italiana'. L’uso di decorare con pitture i sepolcri delle famiglie aristocratiche, è documentato anche in altri centri dell’Etruria, ma solo a Tarquinia il fenomeno assume dimensioni così ampie e continuate nel tempo: esso è, infatti, attestato dal VII al II secolo a.C.
Le immagini che vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana quasi a voler sottolineare, riflettendo una credenza comune a tutti i popoli primitivi, la continuità della vita oltre la morte all’interno di quella tomba che ne rappresentava la casa eterna.

Ci sposteremo nell’attuale centro storico prevalentemente medioevale, per raggiungere una delle più belle e interessanti strutture, quella del  Palazzo Vitelleschi, realizzato a partire dal XV sec. e attualmente adibito a Museo Nazionale Etrusco. Qui sono custoditi i tesori della Necropoli, i ricchi corredi funebri e sarcofagi, con espressioni artistiche di altissimo livello che spaziano dalla scultura, all’oreficeria e ceramica arricchite persino di oggetti provenienti dalla Grecia e dall’antico Egitto.
Sarà qui che vedremo quale poteva essere un corredo funerario principesco, con quali manufatti  si preparava un simposio, con quali gioielli venivano decorate le donne, con quale tecnica si simulavano gli oggetti in metallo e con cosa si facevano le protesi dentarie.  Ammireremo i volti di pietra nei sarcofagi che mostrano il reale defunto e ci emozioneremo di fronte ai famosi “Cavalli Alati” che sembrano pronti per spiccare il volo, sulle ali del mito.

Visita guidata a cura di Antico Presente

Guida
Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale AIGAE

Dati tecnici
Durata 3 ore

Appuntamento
Venerdì 5 marzo 2021 ore 15.00 alla Necropoli di Monterozzi, via Ripagretta a Tarquinia (VT).

Equipaggiamento
Abbigliamento comodo, un cappello e acqua

Condizioni

  • Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.

  • La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.

  • Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

  • Metà delle nostre disponibilità sarà riservata a coloro che si sono sentiti maggiormente colpiti dalla pandemia o dalle sue conseguenze.

 Nota Covid
Ai sensi delle vigenti disposizioni per l’emergenza da COVID-19, per la partecipazione all’attività è OBBLIGATORIO che ciascun partecipante:

  • sia dotato di propria mascherina protettiva;

  • sia dotato di flaconcino di gel disinfettante non autoprodotto;

  • mantenga rigorosamente la distanza interpersonale di 2 metri. Nei sentieri in natura la mascherina andrà indossata nei momenti in cui non sarà possibile rispettare tale distanza;

  • è vietato scambiarsi oggetti di qualsiasi tipo (cibo, acqua ecc).

Quota individuale

  • GRATUITO per coloro che si sono sentiti maggiormente colpiti dalla pandemia o dalle sue conseguenze che pagheranno solo il biglietto d’ingresso  alla necropoli e al museo €10.00 

  • Noleggio auricolari con radiolina dove è necessario

  • Tutti gli altri, oltre al biglietto d’ingresso di 10,00 euro, pagheranno € 10,00 per la visita guidata.

  • La quota è comprensiva della polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000.

  • I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai  la visita guidata ma solo gli ingressi ove richiesti.

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Dal fiume leggendario alla Mola di Oriolo R., percorrendo la Via Clodia

Cammineremo in un territorio, tra pascoli, colline e il fiume Mignone, che fin dall’antichità bene si prestava allo sviluppo di attività agricole e pastorali perché  prive di alture adatte ad insediamenti naturalmente difesi. Anticamente il paesaggio era caratterizzato da una fitta selva che, con il passare del tempo e in seguito ai disboscamenti, cambiò radicalmente lasciando il posto alle coltivazioni e all’allevamento del bestiame. E’ facile incontrare, ancora oggi, gregge di pecore e di vacche maremmane brade al pascolo.

Qui passava un diverticolo della via Clodia, di cui rimangono alcuni tratti di basolato, che arrivava all’area archeologica etrusca di Fontiloro al confine con il comune di Vejano. Oggi, rimangono solo  pochi resti immersi nel folto della vegetazione;  un monumento rupestre della prima metà del 1 secolo d.C. a profilo modanato ricavato sul ciglio di una castellina tufacea interpretabile come un Auguraculum (altare) e tre massicci pilastri realizzati in blocchetti regolari di tufo, resti  di quello che un tempo era un ponte.

Ma è la presenza dell’acqua che favorì lo sviluppo di queste terre! Il territorio di Oriolo Romano è ricco di sorgenti, alcune anche termali, che  hanno favorito l’agricoltura anche per la presenza di affioramenti di banchi di tufo, che contribuiscono alla conservazione di acqua e al mantenimento di un sottosuolo umido.
Questa presenza di acqua creò le condizioni per lo sviluppo di un’area produttiva nel Cinquecento con la costruzione di una mola, di una ferriera e la lavorazione di lino.

Ed è proprio la mola la meta della nostra escursione! “Oltre di questo per comodità delli habitatori si è fatto una mola da grano, con una vasca da pugnar i panni de lana nel loco dove l'acqua del Biscione entra nel Mignone discosto dall'Oriolo due miglia e mezzo, e è bisognato serrare il fosso del Mignone con muro grosso in fondo palmi trentadue per alzar d'acqua palmi trentaquattro. Si è speso in questa fabbrica scudi duemila-duecento, e si suole affittar centosettantacinque rubie di grano”  Così nel 1591  Giorgio Santa Croce l’ideatore del borgo ideale di Oriolo Romano descriveva la mola nel documento “Descrizione dell'origine e principio del Castello detto Oriolo”. Pensate che la mola è stata in funzione fino al 1911!

Oggi, il paesaggio è di estrema suggestione e bellezza. Il rumore di una cascata ci accoglie; è il fiume Mignone (conosciuto da Enea secondo il poeta Virgilio, quando l’eroe andò a cercare alleati tra gli Etruschi di Cerveteri e Tarquinia) che si getta dal vecchio muro della diga di contenimento formando un piccolo lago che nelle calde giornate estive t’invoglia ad un bagno non solo di freschezza ma anche purificatore.
Più avanti, una polla di acqua sulfurea fa sentire il leggero gorgoglio del suo getto, annesse vi sono due piccole piscine costruite dall’Università Agraria nel 1980, tutto intorno c’è del giallo e l’odore di zolfo è intenso, ma ben presto ci si abitua.

E poi, quasi a dominare i resti della diga, un  acero campestre di stupefacente bellezza, soprattutto nella vitalità del suo tronco e nell’espansione dei suoi rami, in particolare in autunno quando ci offre una macchia di colore con le foglie che si tingono di tonalità che vanno dell’arancio bruciato al giallo uovo.

Escursione a cura di Antico Presente

Guide
Sabrina Moscatelli guida turistica e guida ambientale escursionistica A.I.G.A.E e M.Giulia Catemario, Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E.

Dati tecnici
Il percorso di facile/media difficoltà  con una lunghezza di 8 km e un dislivello di 250 metri. Durata 5 ore compreso la pausa per il pranzo. Durante il percorso vi sono due guadi. Portarsi un asciugamano per asciugarsi i piedi dopo i guadi.

Appuntamento
Sabato 6 marzo 2021 ore 10.00 di fronte alla Stazione di Oriolo Romano. Ci sposteremo poi con le macchine per raggiungere il luogo d’inizio della nostra escursione.

Equipaggiamento
Abbigliamento sportivo, giacca impermeabile, scarponcini da trekking, acqua e pranzo al sacco. Utili i bastoncini. Portarsi un asciugamano per asciugarsi i piedi dopo i guadi.

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Nota COVID
Ai sensi delle vigenti disposizioni per l’emergenza da COVID-19, per la partecipazione all’attività è OBBLIGATORIO che ciascun partecipante:
- sia dotato di propria mascherina protettiva;
- sia dotato di flaconcino di gel disinfettante non autoprodotto;
- mantenga rigorosamente la distanza interpersonale di 2 metri. La mascherina andrà indossata nei momenti in cui non sarà possibile rispettare tale distanza;
- è vietato scambiarsi oggetti di qualsiasi tipo (cibo, acqua ecc).

Quota individuale
€13,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di €5.000.000.
I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai la quota di partecipazione ma solo gli ingressi ove richiesti.

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Il borgo e la piana dei giganti lungo i castagneti di Canepina

Un cammino in prossimità del cratere del vulcano Di Vico, tra le bellezze artistiche e quelle naturali di un paesino nel cuore dei monti Cimini, culla di antiche tradizioni e circondata da secolari castagneti e giovani noccioleti. La nostra esperienza coinvolge anche altri importanti aspetti di questo territorio, un tempo attraversato da mulattiere che collegavano i vari centri con il ricco bosco. La maggior presenza,  e conseguente “traffico”, era generato dal via vai di asini, usati per il lavoro della terra, trasportare la legna, i raccolti e le persone. Sono stati proprio questi animali i veri abitanti del luogo nel corso dei secoli ed è con loro che cammineremo insieme nei boschi.

Raggiungendo il punto d’incontro vi troverete a percorrere la Cassia Cimina, dove la vista spazia da una parte sulla caldera vulcanica che ospita le acque del lago di Vico e una delle più belle riserve naturali del Lazio, e dall’altra nella valle del Tevere, con le sue forre, i calanchi e i borghi della Tuscia rupestre. Partiremo da Canepina, un tempo Canapina per essere ancora nel XVII sec. una vasta piantagione di canapa, che sfruttava la presenza di molti corsi d’acqua per la sua lavorazione.

Passeggiando per l’antico centro storico del borgo di Canepina, si resta colpiti e meravigliati dalla ricchezza di monumenti e di Chiese che adornano le strette vie del paese. Su tutto il paese e la valle del Tevere domina dall’alto la torre del Castello degli Anguillara risalente  all’XI secolo e costruito per vigilare la piana del Tevere da dove si temevano attacchi offensivi; oggi dimora storica del Lazio. I Farnese, invece, avevano costruito nel XVI secolo un palazzo nel centro per paese destinato all’amministrazione dei loro beni nel territorio canepinese. E quella funzione è rimasta ancora oggi in quanto il palazzo è sede dell’amministrazione comunale.

Tra le numerose chiese che visiteremo quella della Collegiata è la più importante. Non si sa con certezza la data di costruzione ma sappiamo che nel 1492 fu restaurata da Sangallo il giovane, su modello della chiesa della Madonna della Quercia di Bagnaia a Viterbo. Perché? Lo scopriremo visitandola! Proprio di fronte alla piazza del Comune troveremo la chiesa di San Pietro e Paolo edificata nel 1612. Ma anche nel nostro cammino tra i castagneti incontreremo la piccola chiesa di Santa Corona, la più antica del paese che esisteva già nel 1200, e quella della Madonna delle Grazie, del XVII sec.,  che si staglia, bianca, sull’altra sponda della valle ed è visibile da ogni parte del paese.

Oggi, dalla canapa, si è passati ai castagni che ricoprono tutto il suo territorio collinare-montuoso e il castagno è diventato il “monumento naturale” di Canepina in quanto  i suoi frutti oltre ad essere l'immagine e il simbolo del paese, rappresentano il fulcro dell'economia Canepinese: pensate che metà del territorio è coltivato a castagno da frutto. Qui si coltiva la qualità “Marrone fiorentino”, chiamato comunemente marrone, la migliore d’Italia; dalla polpa dolce, resistente  ai processi industriali e la cui  maturazione avviene intorno alla seconda decade di settembre per un periodo di circa 20 giorni. 

Lasciato il paese, percorreremo inizialmente una strada carrozzabile tra i castagni e rimarremo da subito affascinati dalla maestosità degli alberi, dalla luce che filtra e dal silenzio che ci avvolge. Cammineremo su un manto di foglie dorate e accartocciate e ci perderemo tra castagni secolari fino  ad arrivare alla maestosa piana dei “giganti” dove ci fermeremo per il pranzo prima di ritornare al nostro punto di partenza.

Ma non lo faremo da soli! La nostra passeggiata avverrà in compagnia di gentili asinelli, che a differenza di un tempo, non lavoreranno, ma ci accompagneranno nei loro luoghi, per farci rivivere un pochino l’atmosfera e l’ambiente di un tempo. Questi asini, infatti, normalmente vivono liberi in questi boschi, contribuendo a tenere puliti i castagneti. Con la cadenza del passo degli asini ed al rumore degli zoccoli, continueremo a camminare in un percorso ad anello, per raggiungere nuovamente il punto di partenza, e concludere la nostra immersione a 360 gradi in questo incredibile luogo, logisticamente vicino alla “civiltà”, ma lontano dalla nostra realtà.

Escursione a cura di Antico Presente

Guide
Sabrina Moscatelli Guida Turistica abilitata e Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E e M.Giulia Catemario, Guida Ambientale Escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E.

Dati tecnici
Il percorso ad anello di facile/media difficoltà  con una lunghezza di 10 km e un dislivello di 450 metri. Durata 6 ore compreso la pausa per il pranzo. Finiremo intorno alle ore 16.00

Appuntamento
Domenica 7 marzo 2021 ore 10.00 alla parcheggio di Canepina in vicolo Bottari. 

Equipaggiamento
Abbigliamento sportivo, giacca impermeabile, scarponcini da trekking, acqua e pranzo al sacco. Utili i bastoncini.

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Nota COVID
Ai sensi delle vigenti disposizioni per l’emergenza da COVID-19, per la partecipazione all’attività è OBBLIGATORIO che ciascun partecipante:
- sia dotato di propria mascherina protettiva;
- sia dotato di flaconcino di gel disinfettante non autoprodotto;
- mantenga rigorosamente la distanza interpersonale di 2 metri. La mascherina andrà indossata nei momenti in cui non sarà possibile rispettare tale distanza;
- è vietato scambiarsi oggetti di qualsiasi tipo (cibo, acqua ecc).

Quota individuale
€15,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di €5.000.000 e accompagnamento degli asini.
I ragazzi fino a 16 anni pagano solo €8,00.



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