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Giugno 2018
eventiesagre.it
Giugno 2018
Numero Evento: 21167323
Eventi Mostre
Nel Mare Dell’intimità. L’archeologia Subacquea Racconta L’adriatico
Più Eventi Collaterali
Date
Dal: 01/12/2017
Al: 01/05/2018
Dove:
Logo Comune
Ex Pecheria Riva Nazario Sauro, 1
Friuli Venezia Giulia - Italia
Contatti
Tel.: 040 3226862
Fonte
Candotti - Studio Sandrinelli Srl
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Nel Mare Dell’intimità. L’archeologia Subacquea Racconta L’adriatico

Più Eventi Collaterali

Da Venerdì 01 Dicembre 2017 a Martedì 01 Maggio 2018 - dalle ore 11:30
Salone Degli Incanti - Ex Pecheria Riva Nazario Sauro, 1 - Trieste (TS)

Nel Mare Dell’intimità. L’archeologia Subacquea Racconta L’adriatico - Trieste

MOSTRA “NEL MARE DELL’INTIMITÀ. L’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA RACCONTA L’ADRIATICO"
CON L'ARRIVO DELLA FEDELE RICOSTRUZIONE DELLA SEZIONE TRASVERSALE DELLA IULIA FELIX DI GRADO
AL VIA L'ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA 

Un carico di conserve e di vetro, che era stato destinato al riciclo già due millenni fa, prima di inabissarsi al largo della laguna di Grado. È il tesoro della Iulia Felix, nave da carico romana del II secolo d.C., ritrovata a 16 metri di profondità nel 1987, assieme a circa 600 anfore. Il vascello, lungo 18 e largo 6 metri, ha un valore inestimabile sia per l’architettura navale che per l’archeologia.

Una riproduzione storicamente fedele della sezione trasversale del bastimento arriverà a Trieste:

VENERDì 1 dicembre (indicativamente tra le ore 11.30 e le 12 - chiameremo per confermare orario più preciso)
al Salone degli Incanti - ex Pecheria

Riva Nazario Sauro, 1

grazie alla mostra Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriaticodove sarà esposta insieme a una parte del suo carico originale. La ricostruzione è realizzata dall’ERPAC – Servizio catalogazione, formazione e ricerca, così come l’analisi, lo studio e la catalogazione dei materiali organici e inorganici del carico, nell’ambito di un accordo con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Grado per l’apertura e la valorizzazione dell’istituendo Museo nazionale dell’archeologia subacquea della città. La riproduzione, a cura di Rita Auriemma, Dario Gaddi, Carlo Beltrame, è stata  progettata dal maestro d’ascia chioggiotto Gilberto Penzo ed eseguita nel cantiere nautico Casaril di Venezia.

IL CARICO E IL RICICLO  La nave di Grado costituisce un caso emblematico di commercio di redistribuzione e riutilizzo, per l’eccezionale carico di salse e conserve di pesce di produzione locale, presumibilmente aquileiese, contenuto entro più di 600 anfore in gran parte riutilizzate, provenienti da varie regioni del Mediterraneo: Egeo orientale, Tripolitania, Tunisia, Campania, Emilia Romagna, alto Adriatico. Il riutilizzo delle anfore è evidente per due fattori: l'omogeneità della merce in tutte le anfore - pesce, anche se di qualità diverse (sardine e sgombri) e diversamente preparato (salsa “fior di garum” e pesce sotto sale) e la presenza di tappi tutti “ritagliati” da pareti di anfore degli stessi tipi di quelle componenti il carico. Le anfore, giunte per varie vie e da posti diversi in un emporio, erano state svuotate del contenuto originario (vino egeo, olio tripolitano e tunisino, vino adriatico, ecc.) e immagazzinate per essere reimpiegate dal produttore della merce. Solo le anfore più piccole, che occupavano gli spazi di risulta della stiva, erano prodotte in loco, nelle officine dell’Istria, e contenevano la salsa, il garum, com’è indicato nelle iscrizioni dipinte – vere e proprie etichette – sul collo dei contenitori.

A bordo del relitto è stata trovata una botte piena di vetro in frantumi, evidentemente destinato alla rifusione. La pratica era economicamente vantaggiosa: il vetro riciclato ha una minore temperatura di fusione e consuma quindi meno combustibile. Infine, lo studio meticoloso dello scafo ha permesso di ipotizzare che prima di essere una nave oneraria, mercantile, per il trasporto di pesce lavorato, quest’imbarcazione fosse stata una navis vivaria, adibita cioè alla pesca e al trasporto di pesce vivo, e quindi provvista di un serbatoio. Il relitto è quindi davvero un paradigma del riutilizzo: delle anfore, del vetro, della botte, e addirittura della nave! 

L’ARMAMENTO Bitte, borelli, caviglie da impiombatura, bozzelli, carrucole e pulegge. Nomi che subito evocano la navigazione e che costituiscono, assieme alle cime, la parte dell’armamento velico rinvenuto all’esterno e sotto lo scafo della Iulia Felix. Servivano a manovrare la nave, in tutto e per tutto analoghi agli strumenti delle barche contemporanee di fattura tradizionale. Le cime, tutte a tre trefoli, erano di diversi diametri, a seconda della funzione: lo testimoniano gli spezzoni di numerosi metri di lunghezza rinvenuti a bordo della nave. Sono stati recuperati anche tre borrelli di varie misure, che allora come oggi servivano a giuntare le cime. Anche le bitte sono tre - due fisse e una mobile - di cui una è di particolare pregio in quanto raffigura l’effige intagliata di un busto femminile. Carrucole e pulegge servivano con ogni probabilità a manovrare il pennone della vela quadra dell’albero di maestra. Fondamentale lo scandaglio in piombo, il cui fondo cavo serviva a trattenere i sedimenti per capire profondità e natura del fondale marino.

LA RICOSTRUZIONE L’Adriatico e l’arte nautica scorrono non solo nel relitto della Julia Felix ma anche nelle vene dell’autore della sua ricostruzione. Gilberto Penzo, maestro d’asce, è nato nel 1954 a Chioggia, dove suo padre installava e riparava motori di barche da pesca. Sempre qui, sulla punta meridionale della laguna di Venezia già teatro delle Baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni, si affacciava anche il cantiere navale della famiglia materna di Penzo, dove si edificavano sandoli, batei a pisso, bragossi e trabaccoli, oltre che imbarcazioni di tipo moderno. Ha detto il maestro d’asce a proposito della copia della Iulia Felix: «Abbiamo operato una ricostruzione quasi perfetta della sezione trasversale. L’attenzione all’esattezza storica è curata sin nei minimi dettagli, alcuni dei quali sono addirittura invisibili all’occhio esterno».

LA MOSTRA La Iulia Felix sta per riprendere la sua rotta ideale attraverso lo spazio e il tempo. Il 1 dicembre la sua riproduzione arriverà infatti a Trieste, dando così il via all’allestimento della mostra Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico. Quest’ultima sarà aperta al pubblico il 17 dicembre all’ex Pescheria - Salone degli Incanti e metterà per la prima volta assieme reperti provenienti non solo dall’area dell’Alpe Adria, che interessa le antiche Aquileia e Tergeste, ma anche dall’intero bacino adriatico. Musei archeologici di Italia, Croazia, Slovenia e Montenegro contribuiranno facendo pervenire a Trieste più di un migliaio dei loro tesori. 

La Julia Felix conduce non solo a ritroso nel tempo, ma rivolge uno sguardo al futuro: l’originale diventerà il fulcro del Museo nazionale di archeologia subacquea di Grado: “La splendida occasione di condivisione, ancor più e prima che di collaborazione, con l’ERPAC e con il Comune di Grado - afferma il direttore del Polo museale del Friuli Venezia Giulia Luca Caburlotto - consente di dare nuovo interesse, nuovo valore scientifico e nuovo impulso operativo al costituendo museo, per il quale sono giunti finanziamenti ministeriali aggiuntivi”.

La mostra, curata da Rita Auriemma, è organizzata dal Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC - Ente regionale Patrimonio Culturale FVG e Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Polo Museale Regionale del Friuli Venezia Giulia, la Federazione Archeologi Subacquei, il Croatian Conservation Institute,  l'ICUA-International Centre for Underwater Archaeology e altri partner italiani e stranieri.


Nel Mare Dell’intimità. L’archeologia Subacquea Racconta L’adriatico - Trieste

 

“NEL MARE DELL’INTIMITÀ…DI SERA"

Visto il successo, si replica l’iniziativa dedicata ai bambini dai 6 ai 10 anni alla scoperta delle “mille e una notte dell’Adriatico”.

Prenotazioni aperte!

Un’opportunità straordinaria per vivere gli spazi del Salone degli Incanti in un orario inconsueto e scoprire i segreti della mostra Nel mare dell’intimità. L'archeologia subacquea racconta l’Adriatico: è quella che verrà offerta nuovamente venerdì 13 aprile 2018 (prenotazione obbligatoria) dalle ore 19.30 alle 23.30 a un massimo di venti piccoli esploratori dei mari dai sei ai dieci anni. L’iniziativa a cura dall'Immaginario Scientifico di Trieste è inserta nel calendario dell’offerta didattica dedicata a bambini e ragazzi collegata all’esposizione organizzata dal Servizio di catalogazione, formazione e ricerca dell’Erpac e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste. Le prenotazioni sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili. 

Un programma variegato che inizia con l’arrivo dei bambini alle ore 19.30. Subito una visita speciale guidata ricca di anedotti e racconti fantastici che sveleranno ai bambini molti dei segreti custoditi per anni nel Mare Adriatico e le mille storie raccontate dai reperti antichi esposti in mostra. Alle ore 21 un momento di pausa per gustarsi, insieme ai compagni d’avventura, una sfiziosa cena al sacco offerta da Eataly, per poi rituffarsi in un laboratorio ludo-didattico alla scoperta delle antiche tecniche di costruzione navale. Utilizzando materiali semplici e facilmente reperibili i bambini potranno realizzare un prototipo che potranno portarsi a casa per continuare a indagare e sperimentare. Tra le 23 e le 23.30, dopo tante avventure, è previsto il rientro a casa.

Per prenotarsi telefonare al numero 040 224424 (int.1) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

L'evento è garantito con un numero minimo di 10 partecipanti fino ad un massimo di 20.

Costo dell'iniziativa a bambino € 25.

Info: www.nelmaredellintimita.it


Nel Mare Dell’intimità. L’archeologia Subacquea Racconta L’adriatico - Trieste

"Nel mare dell’intimità”
Eventi collaterali – Presentazione libri

DOMANI, giovedì 19 aprile ore 17.00 – Salone degli Incanti di Trieste

UN MARE... DI LIBRI!

Aquileia e l’Adriatico al centro dell'appuntamento collegato a "Nel mare dell’intimità”, con la presentazione del volume sugli scavi di Canale Anfora ad Aquileia e delle edizioni italiana e inglese del catalogo della mostra "Nel mare dell’intimità”. Ospite l'archeologa francese Marie-Brigitte Carre del Centre Camille Jullian dell'Università di Aix-Marseille.

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Giovedì 19 aprile alle ore 17.00 l’Auditorium del Salone degli Incanti di Trieste ospiterà, nell’ambito degli eventi collaterali della mostra "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico", la presentazione di due volumi in un appuntamento dal titolo "Un mare di libri" che vedrà la partecipazione dell'archeologa francese Marie-Brigitte Carre del Centre Camille Jullian dell'Università di Aix-Marseille. 

Si parte con Materiali per Aquileia. Lo scavo di Canale Anfora (2004-2005) un libro curato da F. Maselli Scotti, P. Maggi, S. Pesavento Mattioli, E. Zulini (Scavi di Aquileia IV, Trieste 2017, Editreg), pubblicato con il sostegno della Fondazione Aquileia, e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio e il Polo Museale del Fvg e con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. Il libro descrive gli scavi archeologici eseguiti dalla locale Soprintendenza nel 2004-2005 che hanno indagato l’alveo di Canale Anfora (Aquileia) proprio nel tratto più vicino alla città. Il canale era una delle vie d’acqua che costituivano il sistema portuale di Aquileia in epoca romana e consentiva l’arrivo diretto delle navi cariche di merci all’importante emporio dell’Adriatico settentrionale. Lo studio ha permesso di ricostruire le fasi del suo uso e abbandono, avvenuto a partire dalla fine del I e del III secolo d.C., fino al completo riempimento nel IV secolo. Gli oggetti di ceramica e di vetro rinvenuti, le anfore, gli attrezzi, le suppellettili in legno, una parte dei quali esposti nella mostra "Nel mare dell’intimità", forniscono una preziosa testimonianza sulla vita quotidiana e sulle importazioni di merci e di derrate alimentari per un lungo arco di tempo. Di particolare interesse è il ritrovamento dei resti di un’imbarcazione costruita con la tecnica della cucitura.

A seguire la presentazione in anteprima dell'edizione inglese del catalogo della mostra "Into the sea of intimacy. Underwater archaeology tells the Adriatic. Exhibition catalogue" (Roma 2017, Gangemi Editore) a cura di Rita Auriemma. Un ricco volume di oltre trecento (300) pagine che, attraverso la voce narrante dell’archeologia subacquea, riporta i tanti racconti dell’Adriatico, le storie che il mare custodisce nei suoi fondali o lungo le rive. Un catalogo agile e intuitivo nella lettura. I contenuti, come per la versione italiana, sono suddivisi seguendo i macro-temi dell'esposizione: lo spazio Adriatico, i porti e gli approdi, le navi, le merci, gli uomini, le attività, le guerre, i luoghi sacri, le migrazioni. Il catalogo della mostra è disponibile in edizione in lingua italiana e in edizione in lingua inglese presso il bookshop della mostra e in tutte le librerie e i rivenditori on-line, sia in versione cartacea che e-book. Per maggiori informazioni sulla distribuzione si rimanda al sito dell'editore www.gangemieditore.it

Si segnala che la visita della curatrice alla mostra che si svolge prima degli eventi è sospesa.

Info: www.nelmaredellintimita.it – tel. 040 3226862 (ore 9-19)



    News Evento

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    Data ultimo aggiornamento pagina 2018-04-19 11:29:37
    Inserito da Michela Gesualdi
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