27 gennaio - Giorno della Memoria 2011
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Il Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, in collaborazione con l'Istituto culturale A. Lazzerini, ha organizzato tre eventi di approfondimento rivolti al pubblico
PRATO, 21 GENNAIO - Il 27 gennaio si celebra in tutta Italia il Giorno della Memoria 2011, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti".
La Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, per la quale in verità il Giorno della Memoria è tutto l'anno, come per le edizioni passate, ha messo a punto, in collaborazione con l'Istituto culturale A. Lazzerini, una serie di iniziative di approfondimento e di riflessione collegate al tema dello sterminio nazista e ai temi più attuali della discriminazione razziale.
La prima iniziativa si terrà giovedì 27 gennaio alle ore 21 (alle ore 14.30 per le scuole secondarie di secondo grado, su prenotazione), alla sala video del Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza. In questa occasione sarà riproposto integralmente il nuovo video-documento "Con i miei occhi. Volti e voci di superstiti dei campi di concentramento e di sterminio nazisti", realizzato a cura della direttrice del Museo Camilla Brunelli e del regista pratese Gabriele Cecconi, che compone il nuovo percorso museale audiovisivo. Il lavoro propone testimonianze di sopravvissuti ai lager nazisti, donne e uomini, ebrei sopravvissuti al genocidio e deportati politici prevalentemente toscani, ma anche sinti e rom, omosessuali e testimoni di Geova. Interverranno alla serata: il presidente della Fondazione, Marco Romagnoli; il presidente dell'Aned di Prato Giancarlo Biagini, il regista Gabriele Cecconi e la dottoressa Chiara Mazzoncini per il Museo della Deportazione. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Domenica 30 gennaio, ore 10,30, presso l'Istituto culturale Lazzerini di Prato, l'attrice Paola Zoppi leggerà alcune pagine toccanti tratte dal libro "Il fumo di Birkenau" (editrice La Giuntina, 1986) scritto da Liana Millu, ebrea sopravvissuta allo sterminio nella sezione femminile del lager di Auschwitz. Il libro raccoglie una delle più intense testimonianze europee su questo campo. La lettura sarà accompagnata da musiche eseguite dal vivo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Il terzo appuntamento si terrà giovedì 3 febbraio alle ore 17,30 presso la sala conferenze del Museo. In questa occasione sarà presentato il volume "Nonostante Auschwitz - il "ritorno" del razzismo in Europa" di Alberto Burgio (edizioni Derive-Approdi, 2010). Interverranno Nicola Labanca, docente di Storia contemporanea presso l'Università di Siena, Marco Aime, docente di Antropologia culturale presso l'Università di Genova, l'autore Alberto Burgio. La presentazione sarà coordinata da Luca Bravi, storico pratese e ricercatore presso l'Università telematica di Chieti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
La Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza, come per l'edizione 2009, si è occupata dell'organizzazione e del coordinamento scientifico del "Treno della Memoria 2011" promosso dalla Regione Toscana. Suo anche il progetto "Un nome, una storia, una memoria".
PRATO, 21 GENNAIO - Per la seconda volta consecutiva la Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza - Luoghi della memoria Toscana " di Prato è stata incaricata dalla Regione Toscana dell'organizzazione e del coordinamento scientifico del "Treno della Memoria 2011", il progetto biennale promosso dalla Regione fin dal 2002 in occasione del "Giorno della Memoria" che, dal 24 al 28 gennaio, condurrà numerosi studenti toscani ad Auschwitz, luogo simbolo della tragedia della Shoah.
Come già avvenuto per la passata edizione del 2009, il Museo di Prato ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto. In modo particolare si è occupato di mantenere i rapporti con ogni scuola superiore toscana e i rispettivi insegnanti, che hanno individuato i ragazzi che parteciperanno al Treno, nonché con le istituzioni pubbliche, in particolare le Province toscane co-finanziatrici del progetto, e l'Azienda della Regione Toscana per il diritto allo studio universitario - Dsu, che ha invece selezionato gli studenti universitari dei tre atenei di Firenze, Pisa e Siena. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo per la perfetta organizzazione prima della partenza.
I numeri dei partecipanti: quasi 800 persone saliranno sul Treno della Memoria che il 24 gennaio partirà dalla stazione di Santa Maria Novella di Firenze diretto in Polonia. Tra questi, 513 sono studenti toscani di scuola superiore; 54 gli universitari; 95 gli insegnanti; gli altri sono amministratori, ospiti e giornalisti. Da Prato, con il contributo della Provincia, parteciperanno 42 alunni e 8 insegnanti. Quest'anno prenderanno parte al Treno della Memoria, tra gli altri, anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l'assessore alla Cultura Cristina Scaletti, la consigliera regionale Daniela Lastri, "l'ispiratore" del progetto Ugo Caffaz, lo storico Giovanni Gozzini. Da Prato partono, oltre a studenti ed insegnanti, il consigliere provinciale Luca Roti, lo storico Luca Bravi, per la Fondazione la direttrice del Museo Camilla Brunelli, le consigliere Sofia Toninelli e Aurora Castellani e vari collaboratori della struttura di Figline. I testimoni superstiti dei lager presenti al viaggio sono le sorelle Andra e Tatiana Bucci deportate ad Auschwitz ancora bambine; il pratese Marcello Martini giovane staffetta partigiana della resistenza toscana, deportato a Mauthausen all'età di quattordici anni; il fiorentino Antonio Ceseri internato in Germania come militare e sopravvissuto alla strage di soldati italiani di Treuenbrietzen.
Il Museo ha inoltre ideato e coordinato il progetto " Un nome, una storia, una memoria", già sperimentato con grande apprezzamento due anni fa. Questa iniziativa è finalizzata alla comprensione di una dimensione più "personale", di "storia individuale" dei deportati ad Auschwitz. Ogni studente, sia di scuola superiore che universitario, il 25 gennaio prossimo, durante la visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, sarà chiamato davanti ad un microfono a pronunciare il nome di una giovane vittima. Questo servirà per avvicinare ciascuno alle singole vicende e a far capire che i morti di Auschwitz non sono solo grandi numeri e massa di corpi indistinti, ma individui, spesso ragazzi e ragazze come loro o anche più piccoli, ebrei magari vissuti nella propria città, persone vicine e reali. Questo consente di riportare l'accaduto ad una dimensione nient'affatto lontana, ma che attiene purtroppo alla sfera del possibile, dell'agire umano.
Quest'anno, ai nomi dei deportati ad Auschwitz scelti per il progetto, oltre ai giovani ebrei arrestati prevalentemente in Toscana e ai deportati politici arrestati soprattutto nei territori del confine orientale dell'Italia, grazie alla collaborazione dello storico Luca Bravi, si sono aggiunti i nomi di "zingari", di etnia sinti e rom, provenienti da vari paesi europei, internati nello Zigeunerlager (campo zingari) di Auschwitz-Birkenau che fu liquidato nella notte del 1 agosto 1944.
Ad ogni studente è stato "consegnato" il nome già prima della partenza, la cui vicenda lo studente può aver approfondito nel corso delle settimane precedenti al viaggio. Sarà un nome da "custodire" e portare con sé in viaggio per poi pronunciarlo a voce alta, durante una sorta di "evento collettivo", prima della cerimonia davanti al Memoriale di Auschwitz-Birkenau, aggiungendo al nome e al cognome, l'età della morte o, più raramente, della liberazione.
Il 2010 è stato un anno di grande affluenza al Museo. Per la prima volta, superata la soglia delle 4.100 presenze. E per il 2011 si prevede un sensibile aumento
PRATO, 21 GENNAIO - Grandi numeri e progetti importanti sono quelli che riguardano il Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato. Questa mattina, la direttrice Camilla Brunelli, il consigliere della Provincia di Prato Luca Roti e la referente per la didattica del museo Chiara Mazzoncini hanno illustrato le varie attività promosse dallo spazio espositivo e i dati del 2010 relativi all'affluenza dei visitatori. Assenti per inderogabili impegni, il presidente della Fondazione Marco Romagnoli, e l'assessore alla Cultura del Comune di Prato Anna Beltrame che ha fatto sentire la sua vicinanza al Museo con una lettera, presentata dalla direttrice, in cui ha sottolineato il valore storico e didattico dello spazio di Figline.
E' stato un 2010 decisamente positivo per il Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato. Per la prima volta dal 2002 - anno della sua inaugurazione alla presenza del Presidente della Repubblica Ciampi - ad oggi, il Museo ha superato i 4mila visitatori nel corso dei dodici mesi. Un traguardo importante, raggiunto grazie al grande impegno profuso nella sua gestione da parte della direttrice Camilla Brunelli e dei suoi collaboratori, Chiara Mazzoncini, Elena Bresci, Enrico Iozzelli e Florian Lust, occupati nell'organizzare iniziative e visite guidate sempre molto apprezzate.
Il 2010 si è chiuso con 4.184 presenze, un dato in forte crescita rispetto al 2009 che ne aveva registrate 3.577.
Dai dati sull'affluenza 2010, emerge che i principali visitatori sono stati gli studenti delle scuole medie e superiori, ben 3.062. Questo testimonia la forte vocazione didattica del Museo, da sempre attento a trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della Shoah, e più in generale della deportazione nei lager nazisti, e il valore della memoria.
Per il 2011 si attende un'affluenza ancora superiore poiché, in base alle prenotazioni di visite guidate già arrivate al Museo, si registra il "tutto esaurito" fino alla fine di maggio.
Le scuole che nel corso dell'anno sono venute al Museo provengono da varie parti della Toscana. Molte quelle pratesi, tra le quali si ricordano le scuole medie Lippi, Tintori, Malaparte, Cironi, le Filippo Mazzei di Poggio a Caiano, le Bartolini di Vaiano; le superiori, fra le quali gli istituti Dagomari e Datini. Altrettanto numerose quelle provenienti dalla provincia di Firenze e di Pistoia, ma anche da Massa Carrara. Non sono mancate poi visite da fuori regione di gruppi di studenti desiderosi di conoscere da vicino anche le vicende toscane e pratesi legate agli scioperi, agli arresti e alle successive deportazioni del marzo 1944.
Il museo nel corso del 2010 ha organizzato numerose iniziative sia all'interno dei propri spazi di Figline di Prato che in altri luoghi pubblici a Prato e altrove.
Dal mese di gennaio, in occasione degli eventi collegati al "Giorno delle Memoria", fino alla fine di novembre ha organizzato circa venti iniziative come spettacoli, presentazioni di libri, incontri con storici, inaugurazioni di nuove mostre, che hanno avvicinato nei locali della Fondazione museale 1.047 persone; oltre mille, sono anche quelle che hanno invece seguito le iniziative promosse dal museo fuori dai propri ambienti.
I dati premiano l'attenzione che il Museo e Centro da anni dedicano ai temi della deportazione e della resistenza.
Ma sicuramente la collocazione decentrata della struttura e la sporadica presenza di mezzi di trasporto pubblico per raggiungerla, sono un deterrente per molti. Ricordiamo infatti che l'unico autobus che raggiunge la frazione di Figline è il numero 12 con frequenza ogni trenta minuti. Il fatto che questo non fermi né alla stazione ferroviaria Centrale né al Serraglio, complica sicuramente i collegamenti e la raggiungibilità dello spazio museale. Da circa due anni è nata una collaborazione con Cap Autolinee pratesi. L'azienda di trasporto urbano mette a disposizione delle classi in visita al Museo dei bus turistici dedicati a tariffe speciali. Per le scuole pratesi, i mezzi prelevano gli studenti direttamente dalla scuola di appartenenza, li conducono al museo e al termine della visita li riportano a scuola; per chi arriva in treno da fuori città, i bus prelevano gli studenti alla stazione centrale e, dopo la visita, li portano nuovamente lì.
Storia e finalità del museo
Il Museo della Deportazione viene inaugurato il 10 aprile 2002, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, grazie all'instancabile lavoro dell'ANED (Associazione ex deportati di Prato) e dell'allora suo Presidente Roberto Castellani, e al Comune di Prato che decide di realizzarlo. È una delle poche strutture in Italia a essere interamente dedicate alla conservazione della memoria della deportazione e di quanti persero la vita nei campi di concentramento e di sterminio nazisti e nelle lotte di Resistenza e Liberazione dal nazifascismo. Nel 2008 è stato riconosciuto Fondazione di interesse regionale con il nome di Fondazione "Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza - Luoghi della Memoria Toscana." I fondatori sono tutti i Comuni della Provincia di Prato, l'ANED e l'ANPI di Prato e la Comunità Ebraica di Firenze. Successivamente si sono aggiunti prima, come fondatore sostenitore, l'Associazione per il Gemellaggio Prato-Ebensee e poi, come fondatore assimilato, la Provincia di Prato. Presidente è Marco Romagnoli, direttore Camilla Brunelli.
La Fondazione ha tra le proprie finalità quella di avvicinare i visitatori, gli studenti e le nuove generazioni alle vicende che hanno caratterizzato la prima metà del Novecento. Attraverso la sua costante attività culturale, didattica e di documentazione la struttura permette, in particolare, di approfondire le tematiche legate alle persecuzioni e deportazioni, ai movimenti di Resistenza e di opposizione al fascismo e al nazismo.
Presso il Museo e Centro vengono organizzate visite guidate, proiezioni di film/documentari, laboratori di indagine sulle fonti storiche. Sono inoltre promosse iniziative e corsi di aggiornamento per insegnanti sui temi legati prevalentemente al periodo della Seconda guerra Mondiale e sono ospitati convegni, conferenze, presentazioni di libri e film, spettacoli teatrali e musicali, mostre temporanee, anche in collaborazione con i maggiori studiosi di storia contemporanea italiani e stranieri. Il Museo e Centro curano iniziative dedicate alla memoria per conto dei fondatori, della Regione Toscana e di altri enti pubblici.
La Fondazione si occupa della progettazione di viaggi studio e di attività legate al "Giorno della Memoria", istituito con la Legge dello Stato n. 211 del 20 luglio 2000, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. La struttura è stata inoltre incaricata per le edizioni 2009 e 2011 del coordinamento e dell'organizzazione del progetto "Treno della Memoria" della Regione Toscana. Il Museo è un luogo vivo, di confronto, che lavora per la conservazione della memoria storica e per la sensibilizzazione dei giovani sui temi della Pace e dei diritti universali dell'uomo.
Breve storia e descrizione dell'edificio museale
Il Museo sorge a Prato, nella frazione di Figline, località divenuta simbolo della Resistenza poiché lì, il 6 settembre del 1944, il giorno stesso della liberazione della città, furono uccisi 29 partigiani da un'unità della Wehrmacht in ritirata. Grazie all'instancabile opera di testimonianza di alcuni superstiti pratesi dell'ANED - Associazione Nazionale ex Deportati, tra cui Roberto Castellani e Dorval Vannini, è stato possibile elaborare un percorso espositivo che raccoglie oggetti appartenuti agli stessi deportati e provenienti dal campo di concentramento e dalle gallerie di Ebensee, uno dei principali sottocampi del lager di Mauthausen, dove morì la maggior parte dei deportati politici pratesi e toscani. Dal 1987 Ebensee e Prato sono legate da un patto di gemellaggio.
Il percorso nel museo della Deportazione è concepito come un viaggio simbolico in un campo di concentramento e di sterminio nazista, quel percorso di sofferenza e di morte compiuto da milioni di donne e di uomini, arrestati per motivi razziali, politici o di "igiene sociale", vittime del progetto nazista attuato durante il secondo conflitto mondiale.
In una prima sala sono esposti pannelli di carattere storico con schede, documenti e cartine sul sistema concentrazionario nazista, sull'organizzazione interna del lager, sulla deportazione dall'Italia, sulla persecuzione degli ebrei in Toscana, sulla vicenda regionale della deportazione politica e altri con testi, foto e cartine dedicate al campo di Ebensee.
Nella seconda sala del Museo, con un suggestivo allestimento scuro di forte impatto realizzato dall'architetto Alessandro Pagliai, si introduce il visitatore al contatto con la realtà e i simboli del campo di concentramento (KZ).
I vari oggetti esposti posseggono un indubbio valore di testimonianza e sono illustrati da didascalie con citazioni tratte dalla memorialistica, da interviste di superstiti prevalentemente toscani e anche dai libri di Primo Levi.
Dal settembre 2010 è stato inaugurato un nuovo percorso museale audiovisivo "CON I MIEI OCCHI - voci e volti di superstiti dei campi di concentramento e sterminio nazisti", realizzato grazie al contributo dell'Unione Europea. Il percorso è composto da sette postazioni video, con trasmissione diretta nelle cuffie distribuite ai visitatori, nelle quali appaiono testimoni, ebrei sopravvissuti al genocidio e deportati politici prevalentemente toscani, ma anche sinti e rom, omosessuali e testimoni di Geova che raccontano le loro esperienze secondo un percorso suddiviso a tappe tematiche in cui vengono narrati vari aspetti della deportazione come l'arrivo, la vita e la morte nel campo, le selezioni e lo sterminio.
Per ulteriori informazioni vedi www.museodelladeportazione.it.
27 gennaio - Giorno della Memoria 2011
Presentazione del Treno della Memoria e delle iniziative organizzate dal Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza per il Giorno della Memoria 2011
Venerdì 21 gennaio, ore 11,30
Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza
via di Cantagallo, 250 - Prato loc. Figline
In occasione del 27 gennaio - Giorno della Memoria 2011, la Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato ha curato, per conto della Regione Toscana, l'organizzazione e il coordinamento scientifico del Treno della Memoria che, dal 24 al 28 gennaio, condurrà centinaia di studenti toscani ad Auschwitz e in altri luoghi simbolo della tragedia della Shoah. Nel corso della conferenza stampa sarà illustrato il ruolo svolto dal museo in questo progetto. Inoltre saranno presentate le iniziative organizzate dal Museo per celebrare la ricorrenza del 27 gennaio - Giorno della memoria 2011.
L'incontro con la stampa sarà anche l'occasione per fornire i dati sull'affluenza dei visitatori che, nel corso del 2010, sono stati oltre 4mila.
Interveranno: il presidente della Fondazione Museo e Centro di Documentazione, Marco Romagnoli; la direttrice del Museo, Camilla Brunelli; il consigliere provinciale Luca Roti, che prenderà parte al Treno della Memoria; l'assessore alla Cultura del Comune di Prato, Anna Beltrame.