Montagne Russe

Eccentrici Dadarò A Mtm Teatro

Da Martedì 20 a Domenica 25 Marzo 2018 - dalle ore 20:30 alle ore 16:00
Corso Magenta, 24 - Milano (MI)

Dopo il successo della scorsa Stagione, "Montagne Russe" passa in Sala Grande... "Una pièce frizzante, intelligente e raffinata per amanti della più arguta e tagliente drammaturgia francese contemporanea" Un uomo e una donna. Un bar a fine giornata e poi un appartamento. Un copione apparentemente già scritto, eppure, minuto dopo minuto, via via più inaspettato e imprevedibile. Una sfida, un gioco delle parti. Ma di quale gioco si sta parlando? E quali carte sono davvero scoperte? Un intreccio di strategie raffinate e crudeli e, allo stesso tempo, un grande vuoto da colmare. Un faccia a faccia da vivere molto da vicino, come spettatori che guardano nella finestra di un dirimpettaio di casa, quasi seduti sul divano di quell’ appartamento che non è il proprio, eppure, in qualche modo, potrebbe anche esserlo...

20<25/03/2018 | MTM Litta "MONTAGNE RUSSE"di Eric Assous* regia Fabrizio Visconti con Rossella Rapisarda E Antonio Rosti scene Marco Muzzolon costumi Mirella Salvischiani disegno luci Fabrizio Visconti musiche originali Marco Pagani produzione Eccentrici Dadarò, coproduzione Arterie C.I.R.T. (*) Sceneggiatore, regista e drammaturgo pluripremiato (si ricorda il Premio Molière, nel 2010 e 2015, e il Gran Premio per il Teatro dell’Académie Française, nel 2014), Assous è un vero e proprio caso in Francia mentre, in Italia, è ancora relativamente poco rappresentato.

La Gare, progetto di ricerca artistica multidisciplinare nato in seno alla Compagnia Eccentrici Dadarò, raccoglie questa sfida e porta in scena uno dei testi più rappresentativi del grande autore francese, proponendosi di contribuire alla scoperta di un talento letterario tra i più importanti oggi viventi. In particolare in “Montagne Russe” (il cui debutto è stato segnato dall’ interpretazione di Alain Delon e Astrid Veillon nel 2004), Assous riesce a veicolare, attraverso una commedia all’apparenza godibilissima per ritmo e capacità inventiva, una tagliente riflessione sul tema dei rapporti familiari e sul valore della responsabilità nei confronti degli altri. La costruzione drammaturgica vive su una tensione dialogica fortissima e a tratti esilarante nello svelare le piccole maschere che ognuno di noi si costruisce per ottenere una compensazione alla propria solitudine, o anche solo alla percezione del tempo che passa, da sempre oggetto di conflitto per l’essere umano e sempre di più in una società votata all’efficienza e alla competitività. La dinamica implacabile impronta il rapporto tra i due personaggi per tutto l’arco del testo viene ribaltata nel finale, in cui si svela il segreto che lega i due protagonisti...