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Giugno 2021
eventiesagre.it
Giugno 2021
Numero Evento: 21179583
Teatro Teatro
Il Teatro Storchi A Modena
Prossimi Spettacoli
Date:
Dal: 15/05/2021
Al: 05/06/2021
Dove:
Logo Comune
Largo Garibaldi, 15
Emilia Romagna - Italia
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Fonte
Stampa ERT
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
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Il Teatro Storchi A Modena

Prossimi Spettacoli

Da Sabato 15 Maggio a Sabato 05 Giugno 2021 -
Teatro Storchi - Largo Garibaldi, 15 - Modena (MO)

Il Teatro Storchi A Modena - Modena

Ana contra la muerte
(Anna contro la morte)

Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
dal 15 al 23 maggio
dal martedì al sabato ore 19.00
domenica ore 16.00

Anna Gualdo e cinque giovani attrici, che hanno terminato un corso di formazione presso la Scuola Iolanda Gazzerro di ERT, in uno spettacolo commovente capace di affrontare temi dolorosi con semplicità e delicatezza.

A riaprire il Teatro Storchi di Modena da sabato 15 a domenica 23 maggio è Ana contra la muerte (Anna contro la morte), un’inedita versione italiana in prima nazionale del nuovo spettacolo di Gabriel Calderón, uno dei maggiori artisti di teatro uruguaiani che con questo lavoro consolida la sua collaborazione con ERT Fondazione.

In scena, dirette dallo stesso Calderón che firma anche la drammaturgia, Anna Gualdo, interprete fra gli altri di registi come Luca Ronconi, Massimo Castri e ricci/forte, e cinque attrici – Chiara Alonzo, Fonte Fantasia, Paola Francesca Frasca, Lisa Imperatore, Chiara Tomei – selezionate dal corso della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT Perfezionamento attoriale - Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione, che il regista ha condotto nel 2020 insieme al connazionale Sergio Blanco.

Una madre si oppone con tutte le forze alla morte e affronta innumerevoli prove per cercare di salvare la vita di suo figlio malato. Non può permettersi altre cure, ma non può neanche lasciare che suo figlio muoia. Cosa è disposta a fare per salvarlo? Fino a che punto siamo in grado di capirla?

Una storia commovente che traspone sul palcoscenico in maniera semplice le esperienze più complesse della nostra esistenza, per riflettere su temi che risulterebbero dolorosi senza la mediazione del linguaggio teatrale.

Calderón si confronta ancora una volta con temi a lui cari: famiglia, violenza, morte. Ma in questo testo rinuncia all’umorismo e alla fantasia - che sono stati il suo marchio di fabbrica negli ultimi anni - senza però cadere nella solennità. La morte di un figlio in povertà viene messa in scena in modo intelligente pur senza compromessi.

«Da tempo sentivo il bisogno di provare un altro tipo di scrittura – commenta Gabriel Calderón – e dopo il debutto del mio ultimo spettacolo nel 2018, ho sentito la necessità di sperimentare. Per questo, invece di progredire o di lanciarmi sul nuovo, mi sono rivolto alle origini della scrittura teatrale trovando nel dialogo un buon punto di partenza. Ho immaginato tutti i dialoghi difficili che una madre deve affrontare quando è spinta, legittimamente, a fare l’impossibile per salvare la vita di suo figlio. È così che è nato Ana contra la muerte: lo spettacolo ha origine da un’esperienza dolorosa e personale come la morte di mia sorella a 35 anni. Mi sono convinto a cambiare radicalmente la sostanza della mia drammaturgia e a rispettare l’entità e il dolore che l’argomento stesso richiedeva».

Le possibilità di morire sono estremamente alte, ma quelle di non essere mai nati lo sono molto di più. Ogni persona che viene al mondo non è solo un miracolo della natura per i suoi complessi meccanismi biologici, ma è anche un miracolo statistico, poiché le possibilità di non nascere o di una morte prematura sono sempre state contro di noi. Ecco perché rifiutiamo la morte: non per paura, non per dolore, non perché sia innaturale: la rifiutiamo perché gli innaturali siamo noi, perché la morte è la regola che corregge l’eccezione della nostra nascita. La morte ci riporta alla teoria dei minerali e della polvere di stelle che popola altri mondi dove nulla si racconta perché nulla esiste.

Artista vicino a ERT Fondazione, Gabriel Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT prima nel 2018 nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, rappresentato nello stesso anno al Teatro Storchi, e poi nel 2020 nell’ambito di VIE Festival nella lettura scenica L’interessante vita di qualcuno. Sempre di Calderón, il Festival ha ospitato nel 2019 per la prima volta in Italia il suo spettacolo Ex - que revienten los actores. Nel 2020 ha firmato la drammaturgia della produzione ERT La mia infinita fine del mondo con la regia di Lino Guanciale.

Il testo dello spettacolo Ana contra la muerte (Anna contro la morte) è pubblicato nella collana Linea di ERT Fondazione e Luca Sossella Editore.

Gabriel Calderón

Enfant prodige del teatro uruguaiano, nel 2001, a diciannove anni, Calderón ha scritto la sua prima opera, Mi Muñequita (La farsa) ottenendo un enorme successo nel suo paese. È entrato presto in contatto con la cultura europea: nel 2009 è stato drammaturgo residente presso il Royal Court Theatre di Londra e dal 2011 membro del Lincoln Center Theatre Directors Lab e artista residente del Théâtre des Quartiers d’Ivry a Parigi. È oggi riconosciuto come uno dei maggiori talenti della drammaturgia contemporanea.

Nel 2005 ha fondato, insieme a Martin Inthamoussú, la compagnia teatrale Complot, con cui ha creato oltre venticinque spettacoli, coinvolgendo altri artisti come Mariana Percovich, Ramiro Perdomo e Sergio Blanco. Dal 2006 al 2010 è Coordinatore Generale dei Progetti Culturali nella Direzione Nazionale della Cultura del MEC, mentre nel 2011 ha diretto la Segreteria Esecutiva delle Celebrazioni per il bicentenario dell’Uruguay. Negli ultimi anni, con la compagnia Complot, ha partecipato a vari festival internazionali.

Per la scena ha scritto numerose drammaturgie aggiudicandosi diversi riconoscimenti, tra cui Premio Florencio, Iris Award, Premio Morosoli e il Young Talents Award della Bank Boston Foundation nel 2006. Le sue opere sono state rappresentate in Argentina, Brasile, Panama, Perù, Spagna, Francia, Italia e Messico e tradotte in francese, tedesco, inglese, italiano e portoghese.

Ex - que revienten los actores è stato il suo primo lavoro in scena in Italia, presentato a VIE Festival nel 2019 da ERT Fondazione, che nello stesso anno ha pubblicato l’antologia Teatro. Gabriel Calderón (Or-forse la vita è ridicola, 2009; Ex-esplodano gli attori, 2012) nella collana LineaExtra ideata con Luca Sossella editore.

Per ERT, Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, messa in scena nel dicembre 2018 al Teatro Storchi dalla regista uruguayana Margarita Musto con gli allievi del corso Attore internazionale della stessa Scuola.

Nell’ambito di VIE Festival 2020 ha curato la lettura scenica L’interessante vita di qualcuno, un’altra drammaturgia collettiva degli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale.

Con Sergio Blanco, Gabriel Calderón ha condotto nel 2020 per la Scuola Iolanda Gazzerro il corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione.

Nel 2020 ha firmato la drammaturgia della produzione ERT La mia infinita fine del mondo con la regia di Lino Guanciale.

Ana contra la muerte
(Anna contro la morte)
scritto e diretto da Gabriel Calderón
traduzione Teresa Vila          
con Anna Gualdo
e Chiara Alonzo, Fonte Fantasia, Paola Francesca Frasca, Lisa Imperatore, Chiara Tomei
scene Paola Castrignanò
costumi Eleonora Terzi
luci Vincenzo Bonaffini
assistente alla regia Teresa Vila e Daniel Papa De Dios
preparazione al canto Cristina Renzetti
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore di scena e capo macchinista Emiliano Gisolfi
capo elettricista Lorenzo Maugeri
fonico Alberto Irrera
sarta Eleonora Terzi
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Tiziano Barone, Riccardo Betti, Marco Fieni, Sergio Puzzo
scenografe realizzatrici Ludovica Sitti e Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Rebecca Zavattoni
foto di scena Serena Pea
documentazione video Francesca Cappi, Riccardo Frati
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
prima nazionale
durata 1 ora e 20 minuti

Informazioni e prenotazioni Teatro Storchi:

Prezzi dei biglietti € 15 / 12
Biglietteria Teatro Storchi – Largo Garibaldi 15, Modena

Orari apertura al pubblico: martedì, venerdì e sabato ore 10.00 – 13.00 e dalle 16.30 -19 – mercoledì e giovedì ore 10.00 -14.00
biglietteria@emiliaromagnateatro.com | modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.it

Biglietteria telefonica – tel. 059 2136021
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00


Il Teatro Storchi A Modena - Modena

 

dal 25 al 30 maggio 2021
da martedì a sabato ore 19.00, domenica ore 16.00
Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena

Earthbound
ovvero le storie delle Camille
liberamente ispirato a Staying with the trouble di Donna Haraway (© 2016, Duke University Press)
di e con Marta Cuscunà
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Etnorama
con il sostegno di São Luiz Teatro Municipal (Lisbona),

durata 1 ora

Earthbound ovvero le storie delle Camille, il nuovo lavoro di Marta Cuscunà prodotto da ERT Fondazione, CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG, Etnorama con il sostegno di São Luiz Teatro Municipal (Lisbona), debutta in prima nazionale al Teatro Storchi di Modena da martedì 25 a domenica 30 maggio.

Earthbound è un monologo di fantascienza per attrice e creature animatroniche – progettate per essere attivate dal movimento umano –, che trasforma in teatro il pensiero eco-femminista di Donna Haraway, immaginando un futuro prossimo nel quale la manipolazione del genoma umano riporta la vita in aree del pianeta danneggiate dall'uomo.

Oggi essere sull'orlo della catastrofe non è più una metafora: per uscire dall'atteggiamento distruttivo del game over che ci potrebbe cogliere, la filosofa americana Donna Haraway scrive Staying with the trouble (tradotto in italiano con il titolo Chthulucene: Sopravvivere su un pianeta infetto), un saggio speculativo di eco-femminismo che include storie di fantascienza come esempi di futuri possibili, in cui la specie umana unisce le forze ad altre specie per salvare il nostro pianeta e prendersene di nuovo (e meglio) cura. Perché le storie che decidiamo di raccontare, afferma la filosofa, costruiscono prospettive e vie d’uscita dalla crisi planetaria attuale: questo è uno dei racconti possibili del mondo nuovo in cui potremmo trovarci a vivere domani.

Partendo da questo spunto, lo spettacolo mostra una piccola colonia di individui migrati in aree danneggiate dallo sfruttamento umano, per risanarle grazie alla collaborazione con partner non-umani: sono gli Earthbound a cui sono stati impiantati i geni di creature in via d'estinzione con il duplice scopo di conservarne la specie e favorire una nuova prospettiva per l’adattamento dell’uomo con l’ambiente naturale.

“Earthbound” è il neologismo inventato dal sociologo, antropologo e filosofo francese Bruno Latour per rispondere al bisogno contemporaneo di ridefinire la nostra specie in base a un nuovo rapporto con la Terra, superando la frattura tra uomo e natura e riconoscendo che l'ambiente influenza lo sviluppo dell'individuo che esiste grazie a relazioni simbiotiche con altre specie come batteri, virus e funghi. Questo nuovo approccio ci permetterebbe di trovare risposte ai mutamenti ecologici.

Consapevoli che nessuna specie agisce da sola e che non sia possibile distinguere organismo da ambiente, per fronteggiare l'esaurimento delle risorse naturali ormai quasi prosciugate gli Earthbound mirano alla drastica riduzione della presenza umana sulla Terra. “Fate legàmi, non bambini” è il primo comandamento di una politica di controllo delle nascite basata sulla sostituzione parziale dei legami di sangue con quelli di cura: la nascita di un bambino diventa una scelta collettiva, rara e preziosa, di cui l'intera comunità è responsabile e per questo, a ogni nascituro vengono assegnati almeno tre genitori.

In scena, gli Earthbound prendono vita grazie alle creature animatroniche progettate da Paola Villani, realizzate con l’assistente alla regia Marco Rogante: innovando la tradizione del teatro di figura con tecniche di animazione parallele a quelle cinematografiche, la scenografa, che collabora con Marta Cuscunà dal 2015, costruisce i pupazzi personaggi di questa storia ispirandosi alle opere dell'artista australiana Patricia Piccinini, che nel suo percorso di lavoro sull’iconografia d’ibridazione fra corpi umani e animali ha spesso dialogato anche con Donna Haraway.

Proprio per il suo essere incentrato sull'innovazione tecnologica nel settore del teatro di figura, Earthbound è tra i 122 progetti sostenuti da i-Portunus, bando europeo a sostegno della mobilità creativa che ha reso possibile la collaborazione degli artisti italiani con il team di João Rapaz, autore di effetti speciali e film di animazione, negli studi di Oldskull FX di Lisbona.

Si rinnova per questo progetto la collaborazione tecnica con Igus®, azienda leader nella produzione di tecnopolimeri che fornisce la componentistica con cui sono realizzati gli scheletri dei pupazzi messi in scena da Marta Cuscunà, che, per permettere l'animazione generata dal movimento umano, richiedono una componentistica leggera e allo stesso tempo affidabile.

Marta Cuscunà è nata a Monfalcone, piccola città operaia famosa per il cantiere navale dove si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall'amianto.

Studia a Prima del Teatro: Scuola Europea per l’Arte dell’Attore. È attrice in Merma Neverdies, spettacolo con pupazzi di Joan Miró e Zoé, inocencia criminal, diretti da Joan Baixas, Teatro de la Claca (Barcellona). Nel 2009 vince il Premio Scenario per Ustica con È bello vivere liberi! e nel 2012 la menzione speciale Premio Eleonora Duse per La semplicità ingannata. Nel 2016 debutta con Sorry, boys, terzo capitolo della trilogia sulle Resistenze femminili, Premio Rete Critica 2017 (promosso dalla rete dei blog e dei siti indipendenti di informazione e critica teatrale) come miglior spettacolo. Nel 2018 presenta Il canto della caduta, lavoro in cui unisce l'immaginario ancestrale del mito di Fanes ai principi di animatronica utilizzati per la manovrazione dei pupazzi, e ottiene il Premio della Critica, assegnato dall’ANCT, l’Associazione Nazionale Critici del Teatro. Del 2019 è il Premio Hystrio - Altre Muse. Dal 2009 al 2019 ha fatto parte di Fies Factory, un progetto di Centrale Fies.

Per Emilia Romagna Teatro Fondazione ha realizzato con Marco D’Agostin, Chiara Bersani e Sotterraneo il dispositivo ludico Chi vuol essere repubblicano?, in occasione della Festa della Repubblica nel 2020, e nell’ambito della rassegna In Chiostro e dintorni a Bologna ha dialogato, lo scorso 12 agosto, con il genetista Carlo Alberto Redi e la biologa Manuela Monti su biotecnologie e pensieri transfemministi nell’incontro pubblico dal titolo Simbiosimondo.

Earthbound
ovvero le storie delle Camille

liberamente ispirato a Staying with the trouble di Donna Haraway (© 2016, Duke University Press)
di e con Marta Cuscunà
scena Paola Villani
assistente alla regia Marco Rogante
progettazione animatronica Paola Villani
realizzazione animatronica Paola Villani e Marco Rogante
scultura creature animatroniche João Rapaz, Janaína Drummond, Mariana Fonseca, Rodrigo Pereira, Catarina Santiago, Francisco Tomàs, (Oldskull FX-Lisbona)
dramaturg Giacomo Raffaelli
disegno del suono Michele Braga
disegno delle luci Claudio “Poldo” Parrino
direttore tecnico Massimo Gianaroli;
direttore di scena, capo elettricista e fonico Marco Rogante
macchinista Simone Spangaro / Jurgen Koci
scene costruite nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione
Sponsor tecnico igus® innovazione con i tecnopolimeri
Pulegge Marta s.r.l. forniture per l’industria
Costruzioni metalliche Righi Franco Srl
Fili d’acciaio e guaine per freni di biciclette Franza Giuseppe
foto di scena Guido Mencari

un ringraziamento speciale a Giusi Merli che ha gentilmente concesso le sue sembianze per realizzare Camille 1
e a Guqin Wu per aver condiviso con tanta generosità un pezzo della nostra strada

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Etnorama
con il sostegno di São Luiz Teatro Municipal (Lisbona)
con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, i-Portunus, A Tarumba – Teatro de Marionetas (Lisbona), i cittadini e le cittadine che hanno aderito al progetto #iosonoMecenate

(I MECENATI: Carlo Chiarino, Anonimə, Tania Grimaldi, Anonimə, Multiservice di Gloria Vezzoli, Davide Pocchiesa, Eleonora Belloni, Claudio Regeni, Giovanna Rovedo, Omar Manini, Veronica Viotti, Michele Ferrandino, Isabella Sartogo, Roberto Franco, Anonimə, Gianna Gorza, Serena Stocco, Angela Ascari, Laura Cantarella, Agata Cacciola, Anna Zucchiatti, Alessandro Amato, Franco Parlamento, Anonimə)

in collaborazione con Dialoghi - Residenza delle arti performative a Villa Manin 2018/2020

grazie a:
Andrea Macaluso, Antonella Ninni, Barbara Boninsegna, Eleonora Odorizzi, Famiglia Cuscunà/Zucchiatti, Famiglia Villani e dipendenti ditta Marta, Filippo Raschi, Francesco Gritti, Francesco il biciclettaio, Il lavoratorio, Jean-François Mathieu, Laura Marinelli, Maria Magalhaes, Sue Ellen, Chiara Venturini, Samuele Nicolettis per Veleria Onesails, Valentina Fogliani.

Prima nazionale

durata 1 ora

Dimmi cosa vuoi vedere
versione radiofonica dello spettacolo Earthbound ovvero le storie delle Camille
Il Teatro di Radio3
Sabato 5 giugno ore 20.00

di e con Marta Cuscunà

in collaborazione con Al. Di. Qua. Artists - Alternative Disability Quality Artists: Diana Anselmo, Giuseppe Comuniello, Claudio Gaetani, Aristide Rontini
e con Camilla Guarino, Mariella Popolla

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, sabato 5 giugno alle ore 20.00 va in onda su Rai Radio3 all’interno del programma Il Teatro di Radio3 Dimmi cosa vuoi vedere, la versione radiofonica dello spettacolo Earthbound ovvero le storie delle Camille, nata da un laboratorio di ricerca percettiva con l’associazione Al. Di. Qua. Artists - Alternative Disability Quality Artists, con lo scopo di elaborare la descrizione radiofonica dello spettacolo attraverso il processo stesso di ricerca su cosa significhi renderlo accessibile a chi non lo può vedere.

Introduce l’ascolto la conduttrice di Radio3 Laura Palmieri in dialogo con la regista Marta Cuscunà.

Informazioni e prenotazioni Teatro Storchi:
Prezzi dei biglietti € 15 / 12
Biglietteria Teatro Storchi – Largo Garibaldi 15, Modena
Orari apertura al pubblico: martedì, venerdì e sabato ore 10.00 – 13.00 e dalle 16.30 -19 – mercoledì e giovedì ore 10.00 -14.00
biglietteria@emiliaromagnateatro.com | modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.it
Biglietteria telefonica – tel. 059 2136021
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00

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