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Dicembre 2020
eventiesagre.it
Dicembre 2020
Numero Evento: 21161316
Teatro Teatro
Emilia Romagna Teatro
Prossimi Appuntamenti On Line
Date:
Dal: 26/11/2020
Al: 30/11/2020
Dove:
Emilia Romagna
Italia
Contatti
Tel.: 0592136011
Fonte
Stampa ERT
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Emilia Romagna Teatro

Prossimi Appuntamenti On Line

Da Giovedì 26 a Lunedì 30 Novembre 2020 -
Emilia Romagna - Italia

Emilia Romagna Teatro -

La morte della Pizia - Puntamenti
da giovedì 26 a domenica 29 novembre
online su ERTonAIR

concept Silvia Rigon
progetto video, riprese e montaggio Stefano Triggiani
in collaborazione con il Comune di Castelfranco Emilia

Nei giorni in cui avrebbe dovuto debuttare al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia La morte della Pizia, la nuova produzione ERT dal testo di Friedrich Dürrenmatt con la regia di Silvia Rigon, Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con il Comune di Castelfranco, presenta La morte della Pizia – Puntamenti. Un progetto audiovisivo, ideato da Silvia Rigon, parte della Compagnia permanente di ERT in qualità di regista assistente, e realizzato da Stefano Triggiani, uno dei due videomaker che per tutta la stagione 20-21 documentano le produzioni ERT.

Da giovedì 26 a domenica 29 novembre alle ore 19.30 su ERTonAIR (https://emiliaromagnateatro.com/ert-on-air), sulla pagina Facebook del Comune di Castelfranco Emilia (@cittadicastelfrancoemilia) e di Emilia Romagna Teatro Fondazione (@ErtFondazione), quattro focus della durata di circa 5 minuti ciascuno con il gruppo di lavoro.

Un percorso a tappe che, procedendo per tematiche (costumi, spazio, luci, musica, drammaturgia…), restituisce il lavoro delle ultime settimane di prove al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia, per ampliare l’immaginario e mantenere viva la curiosità intorno allo spettacolo, in attesa di poterlo vedere dal vivo.

La prima pillola video in onda giovedì 26 novembre ospita l’intervento dello storico medievalista Alessandro Vanoli che ha insegnato e collaborato con le università di Bologna, Milano, Tunisi, Cambridge, Amsterdam, Città del Messico e Buenos Aires; venerdì 27 con Silvia Rigon e Tatjana Motta spazio rispettivamente alla regia e alla drammaturgia, che si sviluppa intorno al celebre racconto di Dürrenmatt, una raffinata e ironica riscrittura del mito di Edipo; sabato 28 si parlerà di luci con Roberto Riccò e di costumi e spazio con Eleonora Rossi; e infine domenica 29 si dialogherà sulla musica con Massimo Nardinocchi e sul lavoro attoriale con Simone Baroni e Diana Manea, entrambi parte della Compagnia permanente di ERT e protagonisti dello spettacolo.

Attraverso immagini dal Teatro Dadà, video di backstage e interviste, vengono ripercorsi gli interrogativi sollevati da Dürrenmatt e intorno ai quali è stato pensato lo spettacolo.

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1988 dalla casa editrice Adelphi, La morte della Pizia investe con irriverenza e furia grottesca alcuni dei più augusti miti greci, presentando anche collegamenti con il nostro oggi: l’epidemia che imperversa a Tebe e la difficoltà nel ricostruire la verità dei fatti, tema cardine del racconto.

Silvia Rigon (Milano, 1987), è regista, script supervisor e drammaturga. È la direttrice creativa di Lidelab, un collettivo di artiste indipendenti che crea performance attraverso la commistione di linguaggi (teatro, musica e arti visive) prendendo ispirazione dalla letteratura. I lavori del collettivo sono stati presentati nel 2018 alla Biennale di Venezia nell’ambito della finale del concorso “Biennale Teatro College - direction under 30” e nel 2019 Le mille e una notte ha debuttato al Festival dei 2Mondi Spoleto 62 in collaborazione con La Mama (NY)

Ha lavorato con Lucinda Childs, Marco Balich e Antonio Latella. Silvia Rigon vive il teatro come un modo per esprimere e condividere conoscenza: la sua personale cifra stilistica si basa sullo studio, sulla relazione con gli attori, sulla comunità locale e sul dialogo con le istituzioni scientifiche.

Dal 2020 Silvia Rigon fa parte della Compagnia permanente di ERT in qualità di regista assistente.

Diana Manea

Nata a Sondrio nel 1979, ha frequentato la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diplomandosi nel 2002. Si è formata con i maestri Enrico D’Amato, Luca Ronconi, Franca Nuti, Gianfranco de Bosio, Giulia Lazzarini, Marise Flash, Lydia Stix, Michele Abbondanza, Maria Consagra. Ha lavorato con Massimo Castri, Peter Stein, Roberto Guicciardini, Pietro Carriglio, Serena Sinigaglia.

Dal 2009 lavora continuativamente con Claudio Longhi, che l’ha diretta nei suoi ultimi spettacoli: nel 2016 nel trittico Istruzioni per non morire in pace. Patrimoni. Rivoluzioni. Teatro scritto da Paolo Di Paolo; nel 2018 ne La classe operaia va in paradiso tratto dal film di Elio Petri su drammaturgia di Paolo Di Paolo e nel 2019 ne La commedia della vanità di Elias Canetti.

Ha lavorato ai progetti di teatro partecipato: Il ratto d’Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma), Carissimi Padri… Almanacchi della Grande Pace (1900 – 1915) (dal 2015 al 2017, di Emilia Romagna Teatro e Teatro della Toscana) e Un bel dì saremo – L’azienda è di tutti e serve a tutti (2018-2019, Emilia Romagna Teatro Fondazione).

Dal 2019 è parte della Compagnia permanente di ERT Fondazione.

Simone Baroni

Nato a Parma nel 1994, ha studiato presso il Conservatorio “Arrigo Boito” e presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Parma, conseguendo la laurea in “Beni artistici e dello spettacolo”.

Ha frequentato i corsi della “Piccola Scuola” del Teatro del Cerchio e ha partecipato a seminari con Claudio Autelli, César Brie, Nicoletta Cabassi, Roberto Galiano, Antonio Zanoletti.

Nel 2019 si è diplomato alla Scuola di Teatro “Iolanda Gazzerro” di Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Per ERT ha recitato nel 2019 ne La commedia della vanità di Claudio Longhi e in Nozze di Lino Guanciale; nel 2020 ne Il peso del mondo nelle cose di Claudio Longhi e Wet market.
La fiera della (nostra) sopravvivenza
, dal testo di Paolo Di Paolo e con la regia collettiva della Compagnia permanente di ERT di cui Baroni fa parte dal 2020.


Emilia Romagna Teatro -

Etimologie
a cura di Marino Sinibaldi e Claudio Longhi
promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Gruppo Unipol
con la media partnership di Rai Radio3
modera gli incontri Marino Sinibaldi
interventi di Valeria Della Valle

dal 9 al 30 novembre 2020
in diretta sul canale Facebook di Emilia Romagna Teatro Fondazione

Dal 9 al 30 novembre Etimologie, progetto a cura del direttore di Rai Radio3 Marino Sinibaldi e del direttore di ERT Fondazione Claudio Longhi, dedicato alle parole della lingua italiana e realizzato con il sostegno del Gruppo Unipol e con la media partnership di Rai Radio3, sarà in streaming ogni lunedì sul canale Facebook di Emilia Romagna Teatro Fondazione (https://www.facebook.com/ErtFondazione): importanti personalità del panorama culturale italiano – Vito Mancuso, Donatella Di Cesare, Stefano Laffi, Giorgia Serughetti, Mariapia Veladiano, Domenico De Masi, Silvia Salvatici, Ezio Mauro – si confrontano in quattro incontri su alcuni termini che definiscono la società contemporanea e sull’evoluzione del loro significato in un mondo che cambia.

Emilia Romagna Teatro Fondazione ha ideato anche per la stagione 2020-2021 un calendario di eventi culturali parallelo agli spettacoli, da sempre uno dei segni particolari della carta di identità della Fondazione: appuntamenti pensati per spaziare oltre il palcoscenico e che ora, in un momento in cui la programmazione dei teatri è costretta ad arrestarsi, diventano occasione per provare a tenere saldo il collegamento tra spettatori e teatro. Una scelta che non sostituisce lo spettacolo dal vivo con il web, ma cerca di riprendere online quelle attività già pensate in una forma più agile, proprio in vista dei tempi che stiamo vivendo.

Sulla forza delle parole e sulla loro resistenza o cedibilità nel tempo si concentrano gli incontri con otto voci del pensiero contemporaneo a cui saranno affidate otto parole, introdotte dagli interventi della linguista Valeria Della Valle, che scavano nell’etimologia di ciascun lemma: al teologo Vito Mancuso il “Coraggio”; alla filosofa Donatella Di Cesare il “Popolo”; al ricercatore sociale Stefano Laffi le “Generazioni”; alla ricercatrice e saggista Giorgia Serughetti la “Cura”; il “Lavoro” al sociologo Domenico De Masi, a confronto con la “Scuola”, assegnata alla scrittrice Mariapia Veladiano; la “Memoria” al giornalista Ezio Mauro, accanto ai “Confini”, attraversati dalla storica Silvia Salvatici. Modera gli incontri Marino Sinibaldi.

«Il logos è il principio primo. Preesistente a tutto e capace di sopravvivere a tutto. Anche nei momenti più bui le parole dette, scritte e ascoltate ci fanno sentire vivi, pensanti, dialoganti – afferma Vittorio Verdone, Direttore Corporate Communication e Media Relations Gruppo Unipol –. Il progetto Etimologie ci ha appassionati da subito, sin dalle prime idee che Claudio Longhi e Marino Sinibaldi ci hanno proposto. Come Gruppo Unipol ci riconosciamo nei temi e nei correlativi impegni che evocano le Otto grandi Parole scelte per la rassegna».

L’uso del linguaggio non è mai innocente. Ad analizzarlo con occhio critico se ne esce modificati o si finisce per modificarlo, forzarlo, strumentalizzarlo. Alla radice del linguaggio sta la parola, con tutta la storia che esprime, con le intricate selve di significato che, evolvendo di epoca in epoca, si trova a esplorare, evidenziare, spesso capovolgere.

Etimologie è uno spazio e un tempo dedicato alla riflessione e al confronto, indagando temi sempre più centrali nelle discussioni di oggi alla ricerca della loro potenza semantica, del loro valore e dell’opportunità di farsi termometro del presente in un mondo che non smette di cambiare.

«Il progetto Etimologie nasce nelle prime settimane del 2020 da un’idea e un’illusione. La scadenza cronologica – il primo ventennio del nuovo secolo, anzi il primo ventennio del nuovo millennio – sembrava il momento adatto per provare a mettere ordine all’interno di una serie di campi del sapere e della vita collettiva. Ecologia, Economia, Demografia e Politica sembravano tutte sottoposte a grandi tensioni, in uno stato avanzato di crisi e di cambiamento. Nasceva il progetto di provare ad analizzarlo a partire da una serie di parole, una griglia che aiutasse almeno a definire il campo: Coraggio, Popolo, Generazioni, Lavoro, Cura, Scuola, Confini, Memoria. Parole non casuali ma scelte tra le tante possibili per la loro pregnanza e utilità.

Poi è accaduto quello che è accaduto. Il Tempo è improvvisamente e radicalmente cambiato. Quel piccolo capitale di certezze con cui avevamo avviato il progetto si è dissolto in modo fulmineo e irreparabile. Ma nel drammatico mutamento in corso ci siamo accorti che quelle parole continuano ad avere un senso forte, possono essere utili per definire il perimetro del trauma che stiamo vivendo e forse del mondo che sta nascendo. Nell’angoscia e nell’incertezza che ci dominano, pensare insieme a come cambiano i concetti fondamentali della nostra vita pubblica e privata può aiutare ad affrontare la confusione, a rendere meno opachi i sentimenti e meno indecifrabile il tempo futuro. In senso del tutto diverso dal progetto iniziale ma con la stessa attenzione a coinvolgere competenze che possono chiarire il senso e la profondità delle otto parole chiave».

Marino Sinibaldi

«Stiamo vivendo, ormai da vari mesi, un appuntamento con la Storia, tanto inatteso quanto sconvolgente. Nel tempo sospeso che ci è toccato in sorte, e nello smarrimento che ne è seguito, fatto di ore difficili e cruciali, di passioni contrastanti, tra ripiegamenti interiori e ritrovati slanci di speranza, resta fondamentale continuare a coltivare la curiosità, mantenere vigile lo sguardo su ciò che ci circonda, avere cura del destino della comunità.

La conferma del progetto Etimologie – la cui idea di partenza, come ben ricorda Marino Sinibaldi, appartiene a un orizzonte di eventi affatto diverso da quello attuale: come sembra lontano (e lo è) gennaio 2020! – risponde proprio alla volontà di non lasciarsi sopraffare dall’incertezza e dal garbuglio dei nostri giorni, dando vita a uno spazio condiviso di dialogo e approfondimento che permetta di penetrare nelle pieghe della mutevole contemporaneità dall’ottica di un passato recente con cui non è possibile smettere di fare i conti. Si tratta di un esercizio di lucidità che trova un suo ideale compendio in una folgorazione sanguinetiana: “Le parole sono le mani per le cose che non puoi toccare”. Interrogarsi sulle otto parole chiave scelte, indagarle, osservarne le trasformazioni, masticarle in bocca e nella mente, giocarci concettualmente smontandole e ricomponendole: tutto ciò significa anche, in un periodo di distanziamento, creare vitali connessioni sul senso dell’esperienza della Storia che ci attraversa, a livello individuale e collettivo. È, in fondo, un modo per “toccare” cosa stiamo diventando.

Emilia Romagna Teatro Fondazione è onorata di dare vita a questa iniziativa avendo al suo fianco Rai Radio3, coinvolgendo autorevoli figure dell’universo culturale italiano e potendo contare sull’appoggio del Gruppo Unipol».

Claudio Longhi

CALENDARIO

Lunedì 9 novembre, ore 21.00
CORAGGIO – Vito Mancuso
POPOLO – Donatella Di Cesare

Lunedì 16 novembre, ore 21.00
GENERAZIONI – Stefano Laffi
CURA – Giorgia Serughetti

Lunedì 23 novembre, ore 21.00
SCUOLA – Mariapia Veladiano
LAVORO – Domenico De Masi

Lunedì 30 novembre, ore 21.00
CONFINI – Silvia Salvatici
MEMORIA – Ezio Mauro

 



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