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Ottobre 2021
eventiesagre.it
Ottobre 2021
Numero Evento: 21157293
Teatro Teatro
Teatro Out Off
46^ Stagione
Date:
Dal: 21/09/2021
Al: 06/02/2022
Dove:
Logo Comune
Via Mac Mahon, 16
Lombardia - Italia
Contatti
Tel.: 02.34532140
Fonte
Ippolita Aprile
Scheda Evento
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Teatro Out Off

46^ Stagione

Da Martedì 21 Settembre 2021 a Domenica 06 Febbraio 2022 -
Teatro Out Off - Via Mac Mahon, 16 - Milano (MI)

Teatro Out Off - Milano

Con il diffondersi del Covid-19, nel mondo del teatro è calato il sipario. Alla luce dell’incertezza che il settore teatrale ha vissuto durante tutta la fase più complessa dell’emergenza sanitaria, il Teatro Out Off presenta la nuova stagione attraverso una immagine emblematica e significativa: la polena. Proprio come la polena, figura mitica in grado di sfidare i mari in tempesta e di proteggere i marinai dalle forze avverse, il Teatro Out Off affronta con coraggio le ripercussioni negative che la pandemia ha avuto sul settore teatrale e protegge il bisogno di cultura dell’intera società proponendo una nuova stagione interamente dedicata al suo pubblico, che tornerà a far vivere il Teatro con la presenza fisica e gli applausi dal vivo.

L’ampia e radicale crisi che ha coinvolto il mondo del teatro ci impone una profonda riflessione che deve riguardare l’identità e la continuità con il passato, ma deve saper guardare anche alla nuova realtà e al futuro. Il progetto per la prima parte della stagione 2021\2022 è pensato per dare continuità ad alcuni progetti intrapresi nel 2021, ma che non hanno potuto essere rappresentati davanti al pubblico, e per rispondere alla necessità di proiettare la nostra progettualità oltre la barriera del presente attraverso il coinvolgimento dei giovani. Nella nuova stagione vogliamo continuare a lavorare per andare verso quello che vorremmo diventasse il teatro: un Hub culturale, incrocio di culture ed esperienze artistiche, incubatore sociale, luogo di informazione, discussione e laboratorio didattico.

Teatro Out Off
Stagione 2021-22 (prima parte)

La prima parte della 46ª stagione del Teatro Out Off si apre il 21 settembre con “Tutta casa, letto e chiesa” di Dario Fo e Franca Rame per la regia di Lorenzo Loris e interpretato da Monica Bonomi.
Uno spettacolo storico sulla questione femminile che continua a mantenere una dirompente forza di contestazione oltre che una straordinaria comicità.

La “casa” è stata al centro delle nostre vite negli ultimi mesi e qui è il centro del primo monologo comico.
La casa è il luogo dove si consumano i conflitti più aspri ed è il punto di partenza per ogni riflessione femminista, negli anni ‘70 come oggi.

Al termine dello spettacolo, per tre sere (23 settembre, 30 settembre, 7 ottobre) gli spettatori sono invitati a “non scappare”, ma a fermarsi ancora in sala e approfondire le tematiche del testo: il ruolo della donna nella società, come è cambiato in questi anni e quali sono le politiche e le misure che si possono mettere in atto. Tre momenti di riflessione con figure di rilievo come Alessandra Kustermann, ginecologa e direttrice dell'unità operativa complessa del pronto soccorso della Mangiagalli, il magistrato Fabio Roia presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, l’attrice e autrice Monica Faggiani per il collettivo Amleta, la giornalista, autrice e interprete Livia Grossi, la giornalista e scrittrice Valeria Palumbo.

La nuova stagione prosegue con la XXIIIª edizione di Danae Festival (dal 14 al 24 ottobre), che propone all’Out Off una selezione di artisti e artiste che si muovono nell’ambito di diverse discipline, dalla danza al video, dalla performing art al teatro alla ricerca sonora: il coreografo greco-svizzero Ioannis Mandafounis, l’artista croato Boris Kadin, il nucleo artistico Habillé d’Eau guidato da Silvia Rampelli, il poliedrico musicista Fabio Bonelli, il coreografo Jacopo Jenna, la coreografa e regista Elisabetta Consonni. La terza edizione della sezione Laterale, uno sguardo che oltrepassa la forma spettacolo avrà ospiti Marta Ciappina e Silvia Mai.

La casa è al centro anche del lavoro del giovane regista Andrea Piazza, che porta in scena, dal 2 al 21 novembre, “Le serve” di Jean Genet, tradotto da Franco Quadri, con due giovani attrici, Giulia Amato e Maria Canal. Il cast è arricchito dalla partecipazione di un’attrice di esperienza come Monica Bonomi, protagonista di numerosi spettacoli dell’Out Off. Ispirato a un fatto di cronaca che negli anni ’30 sconvolse la Francia, quando una ricca signora venne atrocemente uccisa con la figlia dalle due domestiche di casa. La spietata e viscerale favola nera di Jean Genet, nella viva e precisa traduzione di Franco Quadri, ci parla con una forza senza pari in questo periodo che ha visto tutti noi sacrificare parte della propria libertà per il bene comune e che vede ora i membri più deboli ed esposti della società, soprattutto i giovani, guardare in un futuro pieno di incertezze.

Roberto Trifirò, dal 30 novembre al 19 dicembre in prima nazionale, propone “Confessioni di un roditore”, liberamente tratto da “La tana” di Franz Kafka. Lo spettacolo, cancellato in seguito alla chiusura dei teatri nel marzo 2020, è stato riprogrammato nel marzo 2021 e nuovamente annullato per le restrizioni della pandemia. La riproposizione a novembre/dicembre 2021 assume un valore simbolico e di riflessione sulle paure fittizie e reali che ci circondano di grandissima attualità che speriamo divenga per tutti un'esperienza catartica e purificatrice. La paura dell’altro, sconosciuto e potenzialmente pericoloso, ha come conseguenza l’isolamento, la vita si trasforma così in una solitaria attività di difesa della propria tana.

La vita vicino a casa, la conoscenza del quartiere e dei suoi abitanti è uno dei lasciti positivi di questa pandemia. Dalla riflessione sull’importanza della prossimità nasce “Incontri Sotto Casa” del Teatro Out Off. In collaborazione con il collettivo di danza del Tempio del Futuro Perduto si sviluppa un lavoro collaterale allo spettacolo “Confessioni di un roditore” ispirato al racconto “La tana” di Kafka. A partire dai temi sulla solitudine e l’isolamento del racconto di Kafka, nasce dunque il “Progetto multidisciplinare “L’AVANZO. Un viaggio nelle solitudini di un quartiere” un racconto corale che vuole essere la rappresentazione di un tessuto umano reale e documentato. Un labirinto di testimonianze e scene di vita quotidiana poeticamente rappresentate.

La crisi dell’individuo e la sua frammentazione in qualcosa d’altro da sé è un tema che ritroviamo nello spettacolo che chiude questa prima parte di stagione: “Uno, nessuno e centomila” (dall’11 gennaio all’6 febbraio in prima nazionale) di Luigi Pirandello con l’adattamento di Renato Gabrielli e la regia di Lorenzo Loris. Vitangelo Moscarda, uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, nella rielaborazione drammaturgica di Renato Gabrielli si triplica, dando vita a tre personaggi distinti. “Non si rappresentano” dice Gabrielli “i personaggi che nel libro circondano il narratore/protagonista Moscarda, bensì tre incarnazioni dei “centomila” Moscarda in cui costui si avverte moltiplicato. Queste figure portano avanti l’azione scenica, evocando a turno i personaggi esterni, alternandosi e spesso contraddicendosi a vicenda nel racconto”.

PROGRAMMA da settembre 2021 a gennaio 2022 - prima parte

dal 21 settembre al 10 ottobre - prima nazionale
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA
di Dario Fo e Franca Rame
dal 12 al 24 ottobre
DANAE FESTIVAL XXIIIa edizione
A cura di Teatro delle Moire

dal 2 al 21 novembre 2021 - prima nazionale
LE SERVE
di Jean Genet
dal 30 novembre al 19 dicembre - prima nazionale
CONFESSIONI DI UN RODITORE
di Roberto Trifirò
liberamente tratto da “La tana” di Franz Kafka

22 e 23 dicembre
INCONTRI SOTTO CASA
L’AVANZO. Un viaggio nelle solitudini di un quartiere
In collaborazione con Tempio Daylight, collettivo di danza del Tempio del Futuro *Perduto

dall’11 gennaio al 6 febbraio 2022
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
di Luigi Pirandello

dal 21 settembre al 10 ottobre (Prima nazionale)
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA
di Dario Fo e Franca Rame
con Monica Bonomi
e con la partecipazione di Tommaso Di Pietro
regia di Lorenzo Loris
scene Lorenzo Loris e Luigi Chiaromonte, costumi Lorenzo Loris
interventi pittorici di Giovanni Franzi
video Davide Pinardi, luci Luigi Chiaromonte
produzione Teatro Out Off
spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

Tre donne esilaranti, diverse e toccanti raccontano la propria quotidianità troppo spesso costellata di violenze e soprusi. Un testo del 1977 che ha fatto la storia del teatro, ma capace di parlare e illuminare generazioni di donne e uomini. Un testo storico che continua a mantenere intatta la sua portata sociale e la sua forza comica.

Lo spettacolo è comico e grottesco perché noi donne sono duemila anni che andiamo piangendo e questa volta ridiamo insieme e ci ridiamo anche dietro e poi perché un signore che di teatro se ne intendeva, un certo Molière, diceva: Quando vai a teatro e vedi una tragedia ti immedesimi, partecipi e piangi, piangi, piangi, poi vai a casa e dici: come ho pianto questa sera! E dormi rilassato. Il discorso politico ti è passato addosso come l' acqua sul vetro. Mentre invece per ridere ci vuole intelligenza, acutezza. Ti si spalanca nella risata la bocca, ma anche il cervello e nel cervello ti si infilano i chiodi della ragione. Franca Rame

Al termine dello spettacolo #nonscappare”: tre incontri di approfondimento

La riflessione sulla donna e sul femminile è quantomai attuale. Il Teatro Out Off ha pensato a tre incontri sui temi dello spettacolo per approfondire con figure di rilievo il ruolo della donna nella società, come è cambiato in questi anni e quali sono le politiche e le misure che si possono mettere in atto. Tre momenti di riflessione con figure di rilievo come Alessandra Kustermann, ginecologa e direttrice dell'unità operativa complessa del pronto soccorso della Mangiagalli, il magistrato Fabio Roia presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, l’attrice e autrice Monica Faggiani per il collettivo Amleta, la giornalista, autrice e interprete Livia Grossi, la giornalista e scrittrice Valeria Palumbo. Intitolati “Non scappare” sono un ironico esortativo a fermarsi e approfondire, a non girare subito pagina su un altro argomento. Senza la velleità di essere esaustivi, vogliono gettare un seme che possa diventare una riflessione autonoma.

Gli incontri saranno: CASA - giovedì 23 settembre / LETTO - giovedì 30 settembre / CHIESA - giovedì 7 ottobre

Lo spettacolo è composto da tre monologhi distinti per tre donne molto diverse tra loro.
Il primo intitolato, Una donna sola, è dominato dall’estro spiritoso di una casalinga che sembra disporre di tutto ciò che vuole all' interno del suo nucleo familiare, ad eccezione della cosa più importante: il rispetto della propria dignità femminile. La secondo monologo, Abbiamo tutte la stessa storia, è la raffigurazione di un rapporto sessuale fra un uomo e una donna. C’è anche una favola che attraversando i topos narrativi più noti (il lupo, la strega ecc.) mette a confronto una brava bambina e la sua bambola parlante che si esprime in modo scurrile. Queste due figure sono di fatto la stessa persona. La mite bambina è la parte che subisce e la bambola quella che invece si ribella. Infine l'ultimo brano, fulminante, agghiacciante e risolutivo che servendosi di una lingua antica del Cinquecento, è ripreso dalla Medea di Euripide.

Dal 12 al 24 ottobre 2021
DANAE FESTIVAL XXIII EDIZIONE
A cura di Teatro delle Moire

La XXIII edizione di Danae Festival propone all’Out Off una selezione di artisti e artiste che si muovono nell’ambito di diverse discipline, dalla danza al video, dalla performing art al teatro alla ricerca sonora: il coreografo greco-svizzero Ioannis Mandafounis, l’artista croato Boris Kadin, il nucleo artistico Habillé d’Eau guidato da Silvia Rampelli, il poliedrico musicista Fabio Bonelli, il coreografo Jacopo Jenna, la coreografa e regista Elisabetta Consonni. La terza edizione della sezione Laterale, uno sguardo che oltrepassa la forma spettacolo avrà ospiti Marta Ciappina e Silvia Mai.

www.danaefestival.com

Dal 2 al 21 novembre (Prima nazionale)
LE SERVE
di Jean Genet
traduzione Franco Quadri
regia Andrea Piazza
interpreti Giulia Amato, Monica Bonomi, Maria Canal
dramaturg Ciro Ciancio
scene e costumi Andrea Piazza
luci Luigi Chiaromonte / assistente alle luci Ciro Ciancio
musiche originali allievi Istituto di Ricerca Musicale della C. S. di Musica Claudio Abbado
produzione Teatro Out Off
spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

Claire e Solange sono due cameriere modello al servizio di una ricca Madame, ma ogni volta che la donna esce di casa le due ragazze iniziano a giocare alla serva e alla padrona. Questo rituale quotidiano, consumato tra i vestiti e i gioielli di Madame, è scandito dal ticchettio di una sveglia: prima che l’orologio suoni (e che la donna rientri in casa) chi fa la serva deve riuscire a uccidere la padrona. Un giorno, però, il gioco non si interrompe e inizia a sovrapporsi alla realtà.

Lo spettacolo vedrà impegnati nella composizione delle musiche di scena gli allievi di Alessandro Ponti dell’IRMus (istituto di ricerca musicale) della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. Questa nuova produzione del Teatro Out Off sarà un'occasione importante per continuare il rapporto di collaborazione con la C.S. Paolo Grassi con cui è stato realizzato nel 2018 e 2019 “Nuovi Incroci” la rassegna di spettacoli diretti da giovani registi del secondo anno del corso di regia, su testi di autori europei contemporanei emersi dal progetto FabulaMundi. Proprio in questo contesto è stato individuato il regista Andrea Piazza che aveva presentato “Non rimpiango nulla” del rumeno Székely Csaba.

Ispirato a un fatto di cronaca che negli anni '30 sconvolse la Francia, quando una ricca signora venne atrocemente uccisa con la figlia dalle due domestiche di casa, la spietata e viscerale favola nera di Jean Genet, nella viva e precisa traduzione di Franco Quadri, ci parla con una forza senza pari in questo periodo che ha visto tutti noi sacrificare parte della propria libertà per il bene comune e che vede ora i membri più deboli ed esposti della società, soprattutto i giovani, guardare in un futuro pieno di incertezze. I tre personaggi di Genet sono animali cresciuti in cattività che aspettano tremanti davanti alla porta aperta, sono gli esseri accecati e terrorizzati dal sole all’uscita dalla caverna platonica: in scena assistiamo alla radicale e dolorosa impossibilità di uscire dai limiti che la società ha imposto loro e che essi stesse fanno di tutto per consolidare. Un'impossibilità che sconfina in una tragica e forse inevitabile autodistruzione.

Per citare Janis Joplin, “It’s hard to be free”: in quanti modi ci neghiamo la possibilità di vivere la libertà?Andrea Piazza

Andrea Piazza, laureato con lode in regia presso la Paolo Grassi di Milano, è stato assistente di Graham Vick (Il flauto magico, MOF 2018). Nel 2019 ha debuttato all’Out Off con la prima nazionale di Non rimpiango nulla di Csaba Székely in collaborazione con PAV Fabulamundi. Con All You Can Hitler vince Richiedo Asilo Artistico del Festival Invisible Cities Contaminazioni digitali 2020, mentre è finalista al Premio Scintille 2020 con Che cosa sono i morti di Francesco Toscani. Nel 2021 ha fondato la compagnia Ensemble Teatro che ha formato con alcuni compagni di corso neo diplomati alla Paolo Grassi tra i quali vi sono le interpreti de “Le serve” Giulia Amato e Maria Canal e il dramaturg Ciro Ciancio.

dal 30 novembre al 19 dicembre (Prima nazionale)
CONFESSIONI DI UN RODITORE
di Roberto Trifirò
liberamente tratto da “La tana” di Franz Kafka
regia e interpretazione di Roberto Trifirò
scenografia e costumi Stefano Sclabas
musiche originali Matteo Tomasetti / luci e fonica Luigi Chiaromonte
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
produzione Teatro Out Off
spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

La cosa più bella nella mia tana è il silenzio. / Lo so è illusorio.
Da un momento all'altro potrebbe essere interrotto. / Per adesso però c'è.
Striscio per ore nelle mie gallerie e sento solo / il fruscio di qualche bestiolina che faccio subito tacere stringendola tra i denti. / Nel resto tutto è silenzio. (…)
Intanto il nemico mi si avvicina / da qualche parte scavando lento e silenzioso.

Elaborazione di Roberto Trifirò da “La Tana” di Franz Kafka

“Confessioni di un roditore” di e con Roberto Trifirò avrebbe dovuto debuttare il 10 marzo 2019 ma lo spettacolo venne annullato per l’emergenza Covid. Nei giorni precedenti, durante l’allestimento in teatro con il precipitare della situazione per quello che stava succedendo a Codogno e nel resto della Lombardia ci siamo resi conto che quello che lo spettacolo raccontava era esattamente quello che stavamo vivendo nell’emergenza pandemia. Il misterioso “narratore” di Kafka, che cerca di isolarsi e di difendersi da un nemico invisibile rinunciando alla libertà, sembrava non solo una metafora surreale, ma la realtà. Nell’illusione che tutto finisse presto abbiamo programmato lo spettacolo nella primavera del 2020, ma com’è noto in quei mesi nessun teatro ha potuto riaprire e lo spettacolo è dovuto nuovamente essere annullato. Il testo di Kafka, diventato ormai scaramantico, sembrava farci riflettere con ironia e senso del ridicolo sulle nostre angosce più profonde preparandoci, con la piena assunzione della responsabilità a cui siamo stati chiamati tutti in questo anno e mezzo di chiusura, a desiderare di uscire presto e insieme agli altri dalla “tana”.

Il teatro riflettere sempre la condizione dell’uomo ma la coincidenza di questo testo con l’isolamento a cui tutti siamo stati chiamati ha assunto un significato ulteriore per cui abbiamo voluto riproporre lo spettacolo in una situazione diversa, per fortuna meno drammatica, per guardare ed esorcizzare le nostre paure.

Il teatro vive della sua eccezionalità e capacità di essere nel presente, e quando riesce a farlo è un miracolo per tutti.

LA TANA

La storia viene raccontata in prima persona da un narratore di cui si sa molto poco, si comprende però che si tratta di una creatura che possiede entrambe le caratteristiche, umane e animali (un misto tra un roditore e un architetto): in principio viene annunciato il completamento della propria tana, un elaborato sistema di cunicoli costruiti nel corso di un'intera vita. Egli ha duramente lavorato e s'è impegnato molto per costruirla; spera vivamente che ciò gli permetterà finalmente di poter vivere in pace, totalmente isolato dal mondo esterno.

Eppure, nonostante tutti gli accorgimenti architettonici difensivi, vive nel costante terrore di essere attaccato da un misterioso ed invisibile nemico il quale pare aver l'intenzione di voler invadere il proprio rifugio. Nel tentativo d'evitar una tale intrusione, si mette a costruire vari passaggi che non conducono ad altro che a vicoli ciechi; trasforma sempre più la tana in un labirinto, perennemente alla ricerca di nuove idee per ampliar in complessità la propria abitazione e renderla sempre più sicura.

Un giorno incomincia a sentire un suono misterioso, che egli descrive come un sibilo all'interno della tana, cerca allora subito di trovar la fonte di questo insolito rumore mai udito prima; secondo la prima ipotesi che fa il rumore potrebbe essere causato da piccoli animali che vivono in tane vicine o parallele alla sua. Inizia quindi a scavare dei cunicoli esplorativi al fine di cercar l'origine del suono; ma il sibilo non si ferma, cosicché la ricerca del protagonista si fa sempre più ossessiva.

Questo persistere del disturbo lo fa giungere alla conclusione che vi dev'essere un'unica ed ostile creatura vicina alla sua tana, e che questa non può altri che aver l'intenzione di ucciderlo. Diviso tra la paura e la rassegnazione, attende in posizione difensiva l'arrivo del nemico. La storia s'interrompe bruscamente all'interno d'una frase: "Tutto invece è rimasto immutato..."

NOTE AL TESTO

Dopo la seconda guerra mondiale, nella maggior parte delle lingue si è affermato un nuovo aggettivo ispirato alle opere di Franz Kafka: Kafkiano.

Non è facile definire questo termine, entrato nei dizionari e nelle enciclopedie: si riferisce a una “atmosfera oppressiva”, a un “mondo da incubo”, a una situazione “misteriosa, inquietante e minacciosa”, a “un’organizzazione schizofrenica razionale, in forma labirintica, dove l’individuo è sconcertato e smarrito” Spesso nella maggior parte dei dizionari si pone l’accento esclusivamente sull’aspetto sinistro, trascurando la dimensione ironica, che dovrebbe invece essere parte essenziale nell’impiego comune dell’aggettivo kafkiano.

Ebbene “La tana” (1923-24) racconto incompiuto (uno dei suoi ultimi), e da cui ho tratto (rimanendo fedele alla struttura del suo svolgimento ma ponendo l’accento sull’ humor nero e sulla patologia paranoica di un anziano protagonista schizofrenicamente sdoppiato nell’identità: R1, R2) “Confessioni di un roditore” essendo uno dei più grandiosi tentativi di claustrazione (intendendo per claustrazione il confinamento in sé stesso di un individuo che si sottrae a qualsiasi contatto col mondo esterno) mai compiuti in letteratura, può considerarsi a pieno diritto “kafkiano.

Il protagonista di “Confessioni di un roditore” è una figura sdoppiata: R.1 è la voce monologante dell’entità pensante di un uomo paranoico vicino alla vecchiaia, R.2 racchiude quell’entità pensante e quella voce nel corpo di un animale non identificato; animale egoista, astuto, vorace, crudele, misantropo, narcisista, che molti anni prima, nella sua giovinezza, si è costruito, sotto il livello della terra, la sua tana.

Nulla ci permette di affermare che al di fuori di essa esista un mondo reale, col quale dobbiamo stabilire dei rapporti; avvertiamo ad ogni passo di muoverci nello spazio chiuso, astratto ed echeggiante di un’entità pensante che ci avvolge da ogni parte come in carcere. Siamo carcerati anche noi, vittime di una parola monologante e solitaria, che racconta, commenta, si rivela, si maschera, avanza ipotesi, demolisce ipotesi, tenta possibilità, fa calcoli laboriosi, in un delirio fantastico e intellettuale che si sostituisce all’universo creato. Roberto Trifirò

Roberto Trifirò, attore e regista. Come attore ha lavorato con i registi italiani e stranieri più importanti tra cui Bob Wilson, Aldo Trionfo, Luca Ronconi, Sandro Sequi, Stefan Braunschweig, Pier'Alli, Cesare Lievi, Mina Mezzadri, Federico Tiezzi, Monica Conti, Lorenzo Loris, Andrèe Ruth Shammah.

INCONTRI SOTTO CASA

22 e 23 dicembre
L’AVANZO
Un viaggio nelle solitudini di un quartiere

Testimonianze, video, performance, danza a cura di Tempio Daylight, collettivo di danza del Tempio del Futuro *Perduto
A cura di Desirè Balena, Silvia Fontana, Ilaria Giardina e Stefano Ghidetti, a partire dallo studio e analisi del testo “La Tana” di Kafka

“L’avanzo di un periodo cupo e ombroso ma mai completamente privo di luce, l’avanzo come raccolto prezioso per proseguire altrove. Si avanza, senza escludere alcuna sensazione, alcuna gioia, alcun dolore.” Tempio Daylight

A partire dai temi sulla solitudine e l’isolamento del racconto “La tana” di  Kafka nasce un progetto multidisciplinare.  Dalla danza, alle video interviste, alla musica per raccontare  le storie delle persone del quartiere che ispireranno le scene, i movimenti e la drammaturgia. Un labirinto di testimonianze e scene di vita quotidiana poeticamente rappresentate.

Parole e volti che si fonderanno in un’unica drammaturgia e troveranno espressione corale nei movimenti, nei suoni, nei crescendo, nei piano, nei quadri scenici interpretati dai performer del Collettivo Tempio Daylight e Tempio del Futuro *Perduto.

dall’11 gennaio 6 febbraio 2022 (Prima nazionale)
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
di Luigi Pirandello
ideazione e progetto Lorenzo Loris e Roberto Traverso
adattamento Renato Gabrielli
con Gaetano Callegaro, Stella Piccioni, Mario Sala
regia di Lorenzo Loris
musiche originali realizzate da Filippo Ferrari, Alessandro Papaianni, Pietro Rodeghiero allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado del corso di composizione di Alessandro Ponti
interventi pittorici di Giovanni Franzi
video Davide Pinardi
luci Luigi Chiaromonte
coproduzione Teatro Out Off – MTM Manifatture Teatrali Milanesi
spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

Vitangelo Moscarda, uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, nella rielaborazione drammaturgica di Renato Gabrielli si triplica, dando vita a tre personaggi distinti. “Abbiamo cercare di trasformare” dice Gabrielli “quello che effettivamente è un monologo, in un dialogo. Il risultato è un dialogo interiore tra diversi aspetti della stessa figura narrante, che nella nostra ipotesi si divide in tre”. L’azione scenica parte dall’ultimo capitolo del romanzo, quello in cui il protagonista è rinchiuso in Istituto, qui dalla sua memoria emergono voci che evocano come in un lungo flashback tutta la sua vita.

Dalle note sull’adattamento di Renato Gabrielli

Il nostro Uno, nessuno e centomila si basa esclusivamente e fedelmente su brani del romanzo di Pirandello, non “riscritti”, né semplificati o attualizzati. Il materiale verbale è stato però riorganizzato in un montaggio drammaturgico volto a valorizzare teatralmente il processo di scomposizione della personalità che sta al centro dell’opera narrativa. Non si rappresentano cioè i personaggi che nel libro circondano il narratore/protagonista Moscarda, bensì tre incarnazioni dei “centomila” Moscarda in cui costui si avverte moltiplicato. Queste figure portano avanti l’azione scenica, evocando a turno i personaggi esterni, alternandosi e spesso contraddicendosi a vicenda nel racconto.

Moscarda Uno è il titolare del corpo di Moscarda e della sua aspirazione a un’impossibile autenticità e comunione con la natura. È la figura centrale, su cui fa perno l’azione scenica. Tenderebbe a uno stato di quiete solitaria, che è continuamente disturbato o sconvolto dalle intromissioni di Moscarda Due e Moscarda Tre. Moscarda Due, voce critica e beffarda, è l’”estraneo inseparabile da me”. Giudica e contraddice Moscarda Uno a ogni pie’ sospinto. Nella rievocazione di alcuni episodi, assume provvisoriamente l’identità di altre figure maschili. Moscarda Tre, donna, tende sempre a provocare, disorientare, eccitare Moscarda Uno. Dà anche corpo e voce alle importanti figure femminili del romanzo.

La struttura drammaturgica è circolare. Lo spettacolo comincia in uno spazio vuoto: l’aperta campagna fuori dall’ospizio in cui Moscarda Uno si è lasciato confinare. Siamo alla fine del romanzo. Moscarda Uno sfoglia placidamente un libro, in presunta comunione con la natura. Ma il suo poetico abbandono a un vivere irriflesso è disturbato da Moscarda Due e Tre, che rammentano a Uno il suo stesso nome, e poi frammenti di tratti anagrafici suoi e degli altri personaggi. La memoria e il racconto s’impongono a Uno quasi suo malgrado. Due e Tre ricostruiscono la sua storia, ripercorrendo, con qualche elisione, lo sviluppo narrativo del romanzo, fino a tornare all’epilogo nell’ospizio. Diversamente dalla situazione iniziale dello spettacolo, quella finale vedrà però Moscarda Uno liberarsi dall’invadenza di Due e Tre, mentre la scena nuovamente si svuoterà d’ogni traccia di memoria – e della sofferenza che alla memoria s’accompagna.

Questo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena nel maggio del 2020, purtroppo il persistere dell’emergenza ci ha costretto ad annullare lo spettacolo. Volendo lanciare un segnale di speranza, nel maggio 2020 si sono svolte sul web una serie di iniziative dal vivo e registrate sullo spettacolo e su Pirandello. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione degli attori, Davide Pinardi, Harriet Carnevale e Giacomo Carson, che guidati dal regista Lorenzo Loris, ciascuno collegato dalla propria abitazione, ha letto i dialoghi del copione. Oltre alla messa in rete dei video si sono svolti, sempre sui social, quattro brevi conferenze con l’obiettivo di approfondire Pirandello dal un punto di vista letterario, storico, filosofico in relazione alla nostra contemporaneità: “La letteratura in scena” con Lorenzo Loris (regista), Davide Pinardi (scrittore e sceneggiatore) e Roberto Traverso (drammaturgo); “Dal testo alla musica” con Alessandro Ponti docente di composizione, Katia Maggioni - corsi IRMus (ricerca musicale) e gli allievi Filippo Ferrari, Alessandro Papaianni, Pietro Rodeghiero della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, autori delle musiche di scena dello spettacolo; “Dal romanzo al teatro” con Lorenzo Loris, Renato Gabrielli (drammaturgo), Davide Pinardi e Roberto Traverso; “Dal saggio l’Umorismo” con Lorenzo Loris, Davide Pinardi e lo studioso Federico Francucci docente e ricercatore di letteratura contemporanea e moderna all’Università di Pavia. 

INFORMAZIONI
Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, Milano
(uffici via Principe Eugenio 22)
02 34532140 - info@teatrooutoff.it
www.teatrooutoff.it

Biglietti
Intero - 20 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00
Ridotto - under26 e over65 - 10 Euro

Abbonamenti (escluso Danae Festival)

  • OutCard - 50 € - 4 ingressi
  • J&S Card - Junior (under26) & Senior (over65) - 25 € - 4 spettacoli
  • Passepartout - Tutti gli spettacoli a 6 € con tessera “Passepartout” dal costo di 10€, per acquisto consultare gli orari di ufficio. Abbonamento non acquistabile on-line, ma solo presso il teatro.

Orari spettacoli
da martedì a sabato ore 19.30 / domenica ore 16.00 – salvo diverse indicazioni
Le mostre programmate sono aperte al pubblico da martedì a sabato dalle ore 18

Orari biglietteria
prenotazioni 02 34532140
lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20; sabato ore 16 >20
Ritiro biglietti Uffici via Principe Eugenio 22 - Lunedì > venerdì ore 11 > 13;
Botteghino del teatro, via Mac Mahon 16 da martedì a venerdì 1 ora prima dello spettacolo, sabato h 16 >21, domenica h 15 >17
acquista online direttamente dal nostro sito www.teatrooutoff.it   

Bistrot del teatro
Aperitivo con buffet prima dello spettacolo, dalle 18. Per chi abita o lavora nei dintorni, il Bistrot è aperto anche a pranzo dalle 11.30 e a cena (prenotazione obbligatoria)
Bistrot del teatro  tel. 0249782503  3393732169  bistrotdelteatro2.0@gmail.com

Come arrivare
Parcheggio convenzionato, Garage Govone, via Mac Mahon 9 – 2€ all’ora Tel. 0233609770
Trasporti pubblici  Metro 5 fermata Cenisio, tram 12-14 bus 78
Accesso disabili con aiuto

Social
FB @teatrooutoff
IG @teatrooutoff
IN TeatroOutOff
TW TeatroOutOff1  

STAFF

Direzione
Fondatore Mino Bertoldo mino.bertoldo@teatrooutoff.it
Regista stabile Lorenzo Loris loris.tresoldi@teatrooutoff.it

Produzione e organizzazione
Adriana Rossetto adriana.rossetto@teatrooutoff.it

Ufficio stampa e comunicazione
Ippolita Aprile ippolita.aprile@gmail.com

Promozione
Martina Bruno martina.bruno@teatrooutoff.it

Segreteria
Mery Salvati mery.salvati@teatrooutoff.it

Amministrazione
Rossana Ferrari rossana.ferrari@teatrooutoff.it

Direttore di sala
Fabio Gilardoni

Responsabile tecnico
Luigi Chiaromonte

Affitto sala
Adriana Rossetto info@teatrooutoff.it

Collaboratori
Stefano Sgarella, regista video streaming
Daniela Gardinazzi, scenografa
Nicoletta Ceccolini, costumista
Giovanna Frigerio, collaboratrice biglietteria
Cristina Belsole, web master e web designer
Carlotta Cernigliaro - coop. Buonsegno - progetto grafico



    News Evento

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    Data ultimo aggiornamento pagina 2021-09-20 17:33:25
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