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Giugno 2020
eventiesagre.it
Giugno 2020
Numero Evento: 21082686
Teatro Teatro
Teatro Elicantropo Di Napoli
24^ Stagione Teatrale 2019/2020
Date:
Dal: 17/10/2019
Al: 26/04/2020
Dove:
Logo Comune
Campania - Italia
Contatti
Tel.: 081296640 Pomeriggio
Cell.: 349 1925942 Mattina
Fonte
Raimondo Adamo - Teatro Elicantropo
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento

Teatro Elicantropo Di Napoli

24^ Stagione Teatrale 2019/2020

Da Giovedì 17 Ottobre 2019 a Domenica 26 Aprile 2020 - dalle ore 21:00
Teatro Elicantropo - Napoli (NA)

Teatro Elicantropo Di Napoli - Napoli

Giovedì 17 ottobre 2019, Teatro Elicantropo di Napoli
al via la Stagione Teatrale 2019/2020

Le creazioni sceniche, le ospitalità e gli eventi che daranno vita alla 24esima stagione del palcoscenico partenopeo, dedicata, quest’anno, a Loredana Simioli

L’inaugurazione della stagione teatrale 2019/2020 del Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 17 ottobre 2019 alle ore 21.00, sarà affidata a Carlo Cerciello, che ‘porterà’ in scena Imma Villa in Erodiade di Giovanni Testori, coprodotto da Teatro Elicantropo e Elledieffe, aprendo, così, il sipario sulla ventiquattresima stagione dello spazio eventi partenopeo, con l’obiettivo, come in passato, di continuare a offrire spazio e vetrina ad artisti e compagnie provenienti da tutta Italia.

La vivacità del “piccolo” palcoscenico si rafforza con maggiore energia e rinnovato impegno, orientata, come sempre, alla drammaturgia contemporanea, alla formazione e valorizzazione di giovani talenti artistici attraverso il Laboratorio Teatrale e il progetto di Perfezionamento Professionale 2018/2021, approvato e riconosciuto dal MIBACT. Proseguirà, dunque, anche nella prossima stagione, l’avviamento alla professione degli allievi più bravi del Laboratorio Teatrale, in collaborazione con due grandi realtà teatrali italiane, la Elledieffe di Luca De Filippo e il Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore di Roma.

Le linee programmatiche del Teatro Elicantropo di Napoli confermano la sua vocazione al teatro politico d'impegno civile e sociale, rivolto al contemporaneo, all’analisi e alla denuncia delle tragedie dei nostri tempi, affrontando i più svariati temi di profonda e scottante attualità.

“Ancora una stagione teatrale – sottolinea il direttore artistico Carlo Cerciello - voluta fortemente dagli artisti, dalle giovani compagnie e dal nostro pubblico, dedicata, quest’anno, alla nostra cara amica Loredana Simioli. Il nostro non vuole essere solo un omaggio alla sua memoria, ma un vero e proprio tributo di stima e di affetto per la donna, l’attrice e l’allieva del nostro Laboratorio Teatrale, che frequentò negli anni in cui era già piuttosto popolare, a dimostrazione della sua profonda passione per il teatro, il suo costante e tenace desiderio di approfondimento, la sua perenne curiosità di conoscere e vivere ecletticamente lo spettacolo nelle sue molteplici espressioni”.

La programmazione sarà caratterizzata, come sempre, da alcune fra le più espressive realtà italiane, portate in scena, fra gli altri, da Imma Villa, Angelica Bifano, Alice Fusaro, Matteo Francomano, Giorgia Cerruti, Davide Giglio, e ancora Roberto Azzurro, Alessandra Fallucchi, Carmen Di Marzo, Valeria Sacchi, Souphiène Amiar, Fabiana Fazio, Vittorio Viviani, Stefano Scognamiglio, Sara Sole Notarbartolo, Paolo Vanacore, Giovanni Battista Storti, Alessandro Machìa, unitamente alla presenza di attori e attrici giovani.

Dopo l’appuntamento inaugurale diretto da Carlo Cerciello, in scena fino al 17 novembre, la programmazione del Teatro Elicantropo di Napoli proseguirà, sabato 23 novembre (fino al 15 dicembre e, ancora, dal 2 al 12 gennaio), con Audizioni, liberamente ispirato ai testi di Gloria Calderón Kellett, con Valentina Dalsigre Cirillo, Mariachiara Falcone, Fabiana Fazio, Ianua Coeli Linhart, Cecilia Lupoli, per la regia di Carlo Cerciello.

A gennaio, da giovedì 16 (fino al 19), Ortensia T presenta Musica, Maestro! di Manlio Santanelli, diretto e interpretato da Roberto Azzurro. Ancora a gennaio, dal 23 al 26, Produzione Indipendente presenta Mis(s)Take, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Fabiana Fazio, e dal 30 (fino al 2 febbraio) Alessandro Machìa porta in scena Pietà di Fabrizio Sinisi, con Alessandra Fallucchi, presentato da Zerkalo.

La Piccola Compagnia della Magnolia presenterà, dal 6 al 9 febbraio, Mater Dei con Giorgia Cerruti e Davide Giglio, per la regia di Giorgia Cerruti, cui seguirà, dal 20 febbraio all’8 marzo, un ritorno in scena, Scannasurice di Enzo Moscato, con Imma Villa e la regia di Carlo Cerciello, presentato da Teatro Elicantropo e Elledieffe.

La programmazione del mese di marzo proseguirà, dal 12 al 15, con Mamma son tanto felice perché di e con Angelica Bifano, con la regia di Giovanni Battista Storti, e presentato da Smart Milano.

Dal 19 al 22 marzo, l’Associazione Culturale “I3atro” presenterà Carmen Di Marzo in 14 Wo(Man) scritto e diretto da Paolo Vanacore, e, a seguire, dal 26 al 29 marzo, Chiaradanza proporrà lo spettacolo Nel Maelstrom liberamente tratto da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, con Valeria Sacchi e Souphiène Amiar, che firma anche la regia.

La programmazione del mese di aprile prenderà il via, giovedì 2 (fino al 5), con Macbeth no budget dall’indicibile Dramma Scozzese di William Shakespear, un duetto che si crede un concertato scritto e diretto da GR, con Alice Fusaro e Matteo Francomano, presentato da Piccolacompagniaitaliana.

Ancora ad aprile, dal 9 al 12, Cultural Video presenterà Bufaland di e diretto da Stefano Scognamiglio, con Florence Omorogieva, Becky Collins Doe, Jennifer Omigie, Boubacar Dahaba, Moses Imose Oronsaye, Basquiat Mbala.

Dal 16 al 19 aprile, Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore proporrà Quel copione di Shakespeare “le novelle italiane che il Bardo ha copiato”, ideazione, adattamento e regia di Vittorio Viviani.

A chiudere la stagione teatrale, dal 23 al 26 aprile, il consueto appuntamento con la rassegna Oltre la linea 2020, percorsi di danza contemporanea, teatro danza e teatro, con le coreografie di Elena D’Aguanno, Sabrina D’Aguanno, Emma Cianchi, per il segmento danza, e la regia di Sara Sole Notarbartolo per l’allestimento teatrale. La kermesse è presentata da Itinerarte e Akerusia Danza, con la direzione generale di Rosario Liguoro.

Teatro Elicantropo di Napoli, stagione teatrale 2019/2020

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni
al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio)
web www.teatroelicantropo.com


Teatro Elicantropo Di Napoli - Napoli

Giovedì 6 febbraio 2020, Teatro Elicantropo di Napoli
Mater Dei di Massimo Sgorbani

Originale versione concerto e voce per l’ultima creazione scenica della Piccola Compagnia della Magnolia, da un testo inedito del drammaturgo milanese

Sarà il Teatro Elicantropo di Napoli a ospitare, giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 9), Mater Dei di Massimo Sgorbani, ultima creazione scenica firmata Piccola Compagnia della Magnolia in una particolare versione concerto per voce e suono, che si avvale della performance vocale creata al microfono da Giorgia Cerruti, in scena con Davide Giglio, accompagnati dal sound designer e fonico Luca Martone e la composizione sonora originale di Guglielmo Diana.

Mater Dei è un testo scritto ormai qualche anno fa come proposta per un festival teatrale sul mito. Quel festival fu, poi, annullato e il testo è rimasto inedito, mai rappresentato.

Libera variante sul tema del mito, Mater Dei ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario.

La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori, quali la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica, propria dei legami di sangue, e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo.

Mater Dei - così l’autore in una nota - è nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici ne ho aggiunto un tredicesimo, ed è intorno a quest’ultimo e, per l’appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che va in scena”.

Chi parla è la madre, vittima molti anni prima della violenza di un dio che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l'ha posseduta con la forza.

Una sorta di rivisitazione del mito di Giove ed Europa dove la donna, invece che essere rapita, è stuprata e ingravidata dal dio autoritario e passionale.

La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l'ultimo. L'ultimo è un dio mancato, debole, troppo umano, cui la madre ha dedicato la sua vita per nasconderlo e proteggerlo.

Ora però qualcuno sta arrivando a prenderlo qualcuno intenzionato a “correggere l'errore”, e nel tempo di quest'attesa si svolge l'azione drammatica.

Mater Dei - secondo Giorgia Cerruti - è un’opera rara, oggi, nel panorama della drammaturgia contemporanea. Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista, che fa brillare la natura profonda dei metalli. La parola non è svilita a segno, ma ci regala l’ebbrezza dell’incomprensione”.

Mater Dei di Massimo Sgorbani
6 ˃ 9 febbraio 2020 @Teatro Elicantropo Napoli
Inizio spettacoli ore 21.00 (da giovedì a sabato), ore 18.00 (domenica)
Info e prenotazioni al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio)

Giovedì 6 ˃ domenica 9 febbraio 2020
Teatro Elicantropo Napoli

(repliche da giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)

Piccola Compagnia della Magnolia
presenta

Mater Dei
concerto per voce e suono

testo inedito di Massimo Sgorbani
con Giorgia Cerruti e Davide Giglio

assistente alla creazione Fabrycja Gariglio
musiche originali e sound design Guglielmo Diana
fonico Luca Martone, maschera Michele Guaschino
regia, spazio e costumi Giorgia Cerruti

Spettacolo realizzato con il sostegno di Armunia, e di Residenza I.DRA.
e Teatro Akropolis nell’ambito di CURA # Residenze Interregionali 2018
in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi/Torino Creazione Contemporanea

Due anni fa la Compagnia conosce Massimo Sgorbani, nascono un’amicizia e una curiosità reciproche e genuine. Il cassetto che custodiva l’opera - inedita e mai rappresentata - viene così aperto.

Veniamo invasi da un flusso di parole laico, erotico, scandaloso, ipnotico, che oscilla in-stabile tra la paura di regredire nel Caos e l’affermazione del Mito.

La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori. La compagnia nel suo percorso artistico ha proposto più volte temi e forme linguistiche che condividono con Mater Dei molte affinità: la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica propria dei legami di sangue e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo. Mater Dei si colloca tematicamente e stilisticamente come prosecuzione di senso all'interno di questa ricerca, ma per la prima volta la Compagnia affronta la drammaturgia di un autore vivente.

Mater Dei è un’opera a mio avviso rara oggi nel panorama della drammaturgia contemporanea: Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista che fa brillare la natura profonda dei metalli; la parola non è svilita a segno ma ci regala “l’ebbrezza dell’incomprensione” (citando l’autore).

Giorgia Cerruti

“ Mater Dei è nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici io ne ho aggiunto un tredicesimo, ed è intorno a quest’ultimo e, per l’appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che oggi andrà in scena.

Il tredicesimo figlio non parla, o quasi. Dirà una sola parola prima che cali il buio finale, il silenzio, e non perché sia muto, ma perché, in qualche modo, è estraneo al mondo della parola. Quel mondo appartiene tutto alla madre che, forse reduce a sua volta da anni di silenzio, inizia a straparlare, raccontare. “ Mythos”, mito, significa racconto, discorso, qual-cosa che ha che fare con la parola, la messa in forma verbale della realtà. Ma, curiosando nell’etimologia, il termine “mythos” attinge a una radice che rimanda al muggito, al verso animale non ancora fatto parola.

Ecco, il tredicesimo dio più che altro “muggisce”. Parla pochissimo, come del resto tutti gli dei che si manifestano soprattutto attraverso atti. Perfino Dio, quello con la “d” maiuscola, è ben poco loquace, perfino lui, nel roveto ardente, parla per bocca di un angelo. E, sul filo del paradosso, affida il suo messaggio a Mosè, il balbuziente che con la parola ha poca dimestichezza .

Sull’asse che dal silenzio passa al muggito e al racconto scorre il rapporto tra madre e figlio, tra la “mater” e il “deus” bisognoso di qualcuno che parli per lui, che lo racconti. Un dio nascosto, occultato, un dio ma forse la realtà stessa che, per diventare discorso, “mythos”, necessita di una rimozione. A ben vedere qualcosa di simile la diceva anche il signor Kant: la realtà, per essere intellegibile, deve essere, se non rimossa, “tradotta” (balbettata?), altrimenti rimane oscura. Ma la “traduzione” non dice mai fino in fondo la realtà, per rivelarla è costretta a “velarla” di continuo. Il caos, l’inesprimibile, il “cuore di tenebra” restano a fondamento di ogni possibilità di parola, e vanno di conti-nuo nascosti e, se occorre, deportati affinché prenda vita il discorso, il racconto. Perché al dio muto subentri l’uomo parlante.

E questo, per concludere, è il racconto di un figlio indegno della madre, o forse di una madre indegna del figlio. Decidano gli spettatori. Grazie a Roberta Torre.”

Massimo Sgorbani

“Un toro bianco, era. Che la luce del sole lo faceva ancora più bianco, tutto, tutto bian-co tranne gli occhi, e quegli occhi mica lo so dire di che colore erano, erano neri ma an-che blu ma anche rossi ma anche color dell’oro, erano una cosa che si muoveva e non stava ferma, tutto fermo tranne quegli occhi, pieni di api, di calabroni, di uccelli, occhi pieni di tutte le cose che non c’erano più, e forse non c’erano più proprio perché quegli occhi le avevano guardate.”

Mater Dei - Massimo Sgorbani

Massimo Sgorbani, drammaturgo e sceneggiatore. Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e diplomato in Drammaturgia presso la Civica Scuola d’Arte Drammati-ca “Paolo Grassi”. Insieme a Angelo Longoni ha scritto sceneggiature per il cine-ma e la televisione. Nel 2001 ha vinto il Premio Speciale della Giuria Riccione, con Angelo della gravità. Nel 2003 si è classifica-to secondo al Premio Fersen con Il tempo ad Hanoi, e ottiene la “segnalazione di continuità” al Premio Riccione per Le cose sottili nell’aria. Autore del testo Tutto scorre, spettacolo vincitore di uno dei premi Fondi la Pastora nel 2004. Nel 2008 ha ricevuto il premio Franco Enriquez per la drammaturgia. Nel 2006 è stato tra i docenti del master di scrittura creativa “L’arte di scrivere” dell’Università di Siena. Da anni collabora con la compagnia di marionette “Teatro appeso a un filo”, per la quale ha scritto e diretto diversi a-dattamenti di opere liriche.

Giorgia Cerruti e Davide Giglio fondano la Piccola Compagnia della Magnolia nel 2004 e da allora si dedicano in via esclusiva alla vita di troupe, conducendo un lavoro di ricerca sull’arte dell’attore dai contorni antinaturalistici, dove si combinano tra loro partiture fisiche e vocali dense e energiche.

Giorgia Cerruti, attrice e regista,si forma per due anni con Antonio Diaz – Floriàn al Théatre de l’ Epée de Bois/ Cartoucherie di Parigi. Successivamente i due artisti affinano la ricerca grazie a mo-menti di studio con Enrique Pardo, Linda Wise, Danio Manfredini, Roberto Latini, Philippe Hottier, Claudio Morganti, Eugenio Allegri, Michele Di Mauro, Judith Malina, Gabriele Vacis, Claudio Collo-và, Oskaras Korsunovas, Declan Donnellan. Da 6 anni conducono cantieri di formazione per gio-vani attori in Italia e in Europa e organizzano campus di alta formazione per attori, ospitando ma-estri internazionali.

Piccola Compagnia della Magnolia è una troupe, un gruppo di lavoro permanente e indipendente diretto da Giorgia Cerruti. L’ensemble compie dal 2004 una rigorosa e ap-passionata indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca, affrontando con sguardo contemporaneo il proprio fare teatro, riappropriandosi dei classici o sperimentando negli ultimi lavori scritture originali e drammaturgie contemporanee, inseguendo una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, tenendo al centro del lavoro un tempo sacro abitato da figure poetiche. Magnolia crea i propri lavori attraverso una ricerca che trova il suo fulcro nell’attore e nella composizione dell’immagine. Accanto al lavoro di creazione, la Compagnia si occupa anche di pedagogia teatrale conducendo seminari e organiz-zando inoltre campus di alta formazione con maestri della scena internazionale. I lavori della Piccola Compagnia della Magnolia sono distribuiti in Italia e all’estero, presso nu-merosi festival e stagioni internazionali.

“La nostra ricerca, lunga e difficile ma appassionante, cerca di negare al Teatro certi approcci cinematografici che non gli appartengono, recuperando ciò che gli compete per convenzione: l’artificiosità di un momento rituale estraneo al quotidiano; un tempo “altro” in cui ci si riunisce – pubblico e attori – per cercare il vero nella finzione”.



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