eventi sagre e mercatini Eventi di Primavera
Eventi
Fiere
Teatro
Mercatini
Natale
Presepi
Capodanno
Carnevale
Pasqua
Sfilate
Concorsi
Itinerari
Da Visitare
Ricette
Artisti
Viaggi e Vacanze
Comuni
NEWSLETTER
GALLERY
Siti Utili
Eventi Oggi
Elenco Completo
Ultimi Inseriti
I Nostri Banner
Pasqua
Processioni
Il Tuo Evento Su Radio Italia Anni 60
Sienalibri

EVENTIESAGRE (D)
è un marchio depositato
ogni suo utilizzo non
autorizzato non è ammesso

Informazioni su
eventiesagre.it

Responsabile del sito:

Gianfranco Greco
telefono 0541.1831757
mobile 392.1013346
fax 0541.1831757

Eventi e Sagre di
Greco Gianfranco
Via P. Giordani, 2
47900 Rimini RN

info@eventiesagre.it
P.IVA: 03225620404

Provider sevizio housing: Guest

La tua Pubblicità
su eventiesagre.it

Site Map XML
URL List TXT

CSS Valido!

Valid XHTML 1.0 Transitional

[Valid RSS]



** Meteo **
** Meteo **
stemma del comune di Scicli

Scicli   
(RG - Ragusa)  
Sicilia   

  Tutti gli eventi a Scicli
  Tutti gli eventi nella Provincia di Ragusa
  Tutti gli eventi nella Regione Sicilia
Informazioni Turistiche   Bar e Pub a Scicli
  Pizzerie a Scicli
  Ristoranti a Scicli
  Hotel a Scicli
  Campeggi a Scicli
  Attività a Scicli
Loading...
Scicli Sicilia, Italia"
Coordinate: Latitudine: 36° 47′ 0′′ N
Longitudine: 14° 42′ 0′′ E
Altitudine: 108 m s.l.m.
Superficie: 137,57 km²
Abitanti: 25.832 / 31-12-04
Densità: 187 ab./km²
Frazioni: Donnalucata, Sampieri, Cava d'Aliga e Playa Grande 
Comuni contigui: Modica, Ragusa
CAP: 97018
Pref. tel: 0932
Codice ISTAT: 088011
Codice catasto: I535 
Nome abitanti: sciclitani 
Santo patrono: Madonna delle milizie 
Giorno festivo: ultimo sabato di maggio 

 

Storia
Scicli si estende su una larga pianura incastonata all’interno di tre valli strette ed incassate dette “cave” (le valli di Modica, di Santa Maria La Nova, e di San Bartolomeo), scavate da corsi d’acqua torrentizi. Le sue origini sono molto antiche e risalgono, con ogni probabilità, al periodo siculo, quindi circa tre mila anni fa. Il nome Scicli si pensa che derivi da Siclis uno degli appellativi utilizzati per indicare il popolo dei Siculi.
La presenza umana nel territorio di Scicli risale addirittura al periodo eneolitico, come dimostrano i ritrovamenti della Grotta Maggiore situata vicino all’Ospedale Maggiore, datati fra l’età del rame e l’età del bronzo antico (III-II millennio a.C – XVIII-XV sec. A.C).
La caratteristica conformazione del territorio con la presenza di “cave” e grotte carsiche, ha favorito la nascita di numerosi insediamenti rupestri. Oltre a quello preistorico di Grotta Maggiore, ricordiamo anche l’insediamento tardo bizantino del VII sec. d.C. sito in località Castellaccio, e l’insediamento rupestre bizantino (VIII sec. d. C.) e medievale (X-XI sec. d.C.) in località Chiafura, visibile sino ai nostri giorni.
Ritrovamenti archeologici, in particolare i resti di un abitato greco presso la foce dell'Irminio, testimoniano la presenza, o comunque dei contatti di primaria importanza con i greci. Così come Comiso e Ispica, Scicli vanta la propria discendenza dalla Città greca-siracusana Casmene, fondata nel VII sec. A.C. Per motivi topografici l'ipotesi che Scicli possa discendere da Casmene è da considerare comunque non realistica.
Oltre ai resti greci sono state trovate tracce che testimoniano la presenza dei cartaginesi, presenti nell’isola fino alla conquista romana avvenuta nel III sec. AC. Sotto il dominio romano Scicli divenne città "decumana", ovvero città sottoposta al tributo della "decima" consistente nel pagamento di un decimo del raccolto.
Dopo la caduta dell’impero romano Scicli passò ai bizantini è subì, come altre città dell’Isola, le incursioni dei Barbari.
La città antica sorgeva sul colle di San Matteo, dove ancora oggi si trovano i resti di un Castello che rendeva l'antico abitato difficile da espugnare. Una struttura fortificata doveva comunque esistere già nel periodo bizantino come si evince da fonti arabe:

“ l'anno duecentocinquanta (864-65)… I Musulmani, assediata Scicli, la presero”

L'assedio da parte degli arabi fa presupporre la presenza di un sistema di difesa fortificato a salvaguardia dell'abitato. Verso la metà del XIV secolo esistevano due Castelli: il Castellaccio “castrum magnum” ed il Castello dei tre Cantoni “castrum parvum” ambedue in contrada Castellaccio.
Sotto il dominio Arabo, Scicli conobbe un periodo di notevole sviluppo agricolo e commerciale e lo storico arabo Edrisi nella prima metà del XII secolo, esaltò la prosperità economica di Scicli con queste parole:

“rocca di Siklah, posta in alto sopra un monte, è delle più nobili, e la sua pianura delle più ubertose. Dista dal mare tre miglia circa. Il paese prospera moltissimo: popolato, industre, circondato da una campagna abitata, [provveduto] di mercati, a’ quali vien roba da tutti i paesi. [Qui godesi] ogni ben di Dio ed ogni più felice condizione: i giardini producono tutta sorte di frutte; i legni arrivano di Calabria, d’Africa, di Malta e di tanti altri luoghi; i poderi e i seminati sono fertilissimi ed eccellenti sopra tutt’altri; la campagna vasta e ferace: ed ogni cosa va per lo meglio in questo paese. I fiumi [del territorio], abbondanti di acqua, muovono di molti molini.”

Si fa risalire all’anno 1091 la liberazione definitiva di Scicli dal dominio saraceno per opera di Ruggero d’Altavilla e il passaggio al dominio normanno. A questa battaglia, avvenuta nella Piana dei Milici è legata la leggenda della Madonna delle Milizie. Si narra che la battaglia finale, avvenuta nel marzo 1091, fu vinta dai Cristiani per l'intercessione della Vergine Maria scesa su un bianco cavallo a difesa di Scicli. Nella località dell’avvenimento venne costruita la chiesetta della Madonna dei Milici.
La battaglia è ricordata ogni anno con la Festa delle Milizie, una delle principali attrazioni folcloristiche di Scicli.
I Normanni (1090-1195) introdussero il sistema feudale già diffuso altrove, e Scicli ed altre città vicine, furono considerate cittá demaniali. Nel 1093 Scicli viene ricordata come dipendente dalla diocesi di Siracusa.
Ai Normanni successero gli Svevi (Arrigo Imperatore di Svezia si impossessò del trono di Sicilia nel 1195). Nel 1255 durante la lotta dei Papi contro la casa Sveva, Papa Alessandro VI concesse alcuni territori tra cui Scicli, Modica e Palazzolo, a titolo di Feudo, a Ruggiero Fimeta “Rogerio Finente de Leontino” che si era ribellato agli Svevi. Ruggiero non arrivò mai a prendere il possesso della città perché fu sconfitto.
Anche sotto gli Svevi, Scicli conservó il privilegio di cittá demaniale. La sua storia segue quella della Sicilia, per cui con la caduta dei Svevi avvenuta nel 1266, passò sotto la dominazione Angioina, mal tollerata, a causa della politica di Carlo I d'Angiò che, diversamente dai suoi precedessori normanni e svevi, considerava il Regno di Sicilia territorio di conquista e di vantaggi economici e finanziari. La politica di Carlo D’Angiò fu causa di un’insurrezione in tutta la Sicilia, nota come i Vespri Siciliani. Il 5 aprile 1282 Scicli, insieme a Modica e Ragusa insorge contro le guarnigioni francesi del luogo cacciandole e ponendosi sotto la protezione di Pietro III d'Aragona.
Fu sotto la dominazione aragonese che si formò la contea di Modica, e Scicli ne venne a far parte, seguendone le sorti sotto i Mosca (1283- 1296), i Chiaramonte (1296-1392), i Cabrera (1392-1477) e gli Enriquez-Cabrera (1477-1742). Dal 1535 al 1754 Scicli fu anche capoluogo di Sede d’Armi (circoscrizioni militari che erano dieci in tutta la Sicilia) e nel 1860, con un plebiscito, proclamò la sua annessione al Piemonte.
Scicli, con un passaggio graduale dal colle al piano, assunse la sua forma topografica tra il XIV ed il XVI secolo. La popolazione era aumentata notevolmente ma la peste del 1626 la ridusse drasticamente di quasi due terzi portandola da 11000 a 4000 abitanti circa. Dopo la peste, anche grazie ad agevolazioni economiche a favore di chi decideva di risiedere in città, si ebbe un nuovo sviluppo demografico, ma il tremendo terremoto del 1693 causò 3000 morti e la distruzione di gran parte della città. Da quelle macerie, Scicli rinacque in chiave barocca, e oggi è caratterizzata da numerosi edifici settecenteschi.


Gli appuntamenti
  • Festa delle Milizie: I festeggiamenti, che hanno inizio ogni anno, a fine maggio, durano una settimana. Il momento più significativo della festa è la rappresentazione teatrale, il sabato, di una "moresca" a ricordo di una battaglia avvenuta nel 1091 per la liberazione della Sicilia dal dominio saraceno; nella rappresentazione, che si tiene ogni anno da tempo immemorabile, si fronteggiano i Turchi (i Saraceni) capeggiati dall'Emiro Belcane e i Cristiani (i Normanni) guidati dal Gran Conte Ruggero d'Altavilla. Nella rappresentazione, vengono ricreati gli ambienti suggestivi della lotta e attori popolari con abiti d’epoca e armi, recitano sulle strade ripercorrendo i momenti più importanti della battaglia, che si conclude con l'intervento miracoloso della Vergine Maria (detta "delle Milizie" o "dei Milici"), che, scesa dal Cielo in groppa ad un Bianco Cavallo, libera la città dall'assedio straniero. La tradizione vuole che Maria Santissima delle Milizie rappresenti l'Addolorata, molto venerata dagli sciclitani, cui sono anche dedicate due processioni e due culti (nella Chiesa di Santa Maria La Nova e nella chiesa di San Bartolomeo).
  • Il Gioia: Al culmine della Settimana Santa, il giorno di Pasqua viene festeggiata la Resurrezione di Cristo, detto l'Uomo Vivo, al grido di "Gioia", da cui per antonomasia il Gioia (con l'articolo al maschile). La statua lignea del Cristo, opera settecentesca attribuita a Civiletti e custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora. Di recente il cantautore Vinicio Capossela ha dedicato una delle sue canzoni a questa caratteristica festa.
  • La Cavalcata di San Giuseppe: il sabato precedente il 19 marzo (o quello successivo) dalla Chiesa di San Giuseppe parte una suggestiva processione di cavalli e cavalieri, detta la Cavalcata di San Giuseppe, per le vie della città di Scicli. Figuranti che rappresentano San Giuseppe e la Vergine Maria guidano il corteo che passa nei vari quartieri in cui vengono allestiti dei falò, dei fuochi detti Pagghiari, dove i cavalieri e la gente che segue la cavalcata accende dei fasci di stoppie dette ciaccàre. I cavalli sono bardati con manti di violaciocche, dette bàlicu, di vari colori' e gigli selvatici (spatulidda) composti a modo (nelle settimane precedenti) per rappresentare scene religiose o simboli della città (leone rampante, stemma, San Giuseppe, Gesù, la croce...). Campanacci, sonagli, testiere, ed altri ornamenti completano le bardature.
    Il 19 marzo la stessa processione si fonde a quella religiosa di San Giuseppe. La rappresentazione vuole ricordare la Fuga in Egitto di Giuseppe e Maria, dopo l'editto di Erode. La sera del sabato della Cavalcata nel sagrato della chiesa di San Giuseppe si svolge una Cena in cui si bandiscono prodotti tipici per raccogliere offerte per la parrocchia e i poveri, e i cavalli e cavalieri della Cavalcata presenziano alla Cena, alla fine della quale verranno premiati i migliori manti infiorati.
  • Sagra della seppia di Donnalucata, località balneare in provincia di Ragusa, si svolge nel fine settimana che precede il 19 marzo in occasione dei festeggiamenti di San Giuseppe, principalmente in Via Pirandello che in quei giorni si popola di bancarelle e di gente. Lungo la strada sono allestiti gli stands dove è proposto un menù che va dall'antipasto ai vari secondi, tutti a base di seppie pescate al largo di Donnalucata e perciò freschissime e cucinate secondo la tradizione locale.
    Sempre all'interno dei festeggiamenti, una sfilata di cavalli, mutuata da quella, più antica, che si tiene nel centro cittadino di Scicli, ricorda la fuga della Sacra Famiglia in Egitto guidata dal Santo, manifestazione che, secondo la tradizione locale, è chiamata "la Cavalcata".
    I cavalli sono bardati con delle gualdrappe fatte con foglie di palma e fiori (violaciocche), con campanacci e sonagliere; al termine si celebra il concorso con la premiazione per la bardatura migliore.
  • 1 maggio: Sagara del Pomodoro o festa del grappolino a Sampieri. Festa del pomodoro a grappolo di produzione locale. Oltre al pomodoro spazio viene dedicato agli altri prodotti orticoli e ai formaggi.
  • Il sabato del villaggio, in primavera, festa del Villaggio Jungi, parte integrante di Scicli
  • Carnaluvaru ra Stratanova: il Carnevale da anni viene festeggiato in Corso Umberto, detto dagli scilitani "A Stratanova" (la strada nuova) e si svolge con manifestazioni, sketches in maschera, sfilate e carri allegorici.

il Meteo versione Beta

Stazione Metereologica: Catania / Fontanarossa, Italy:

Informazione meteo per Catania / Fontanarossa, Italy. La situazione meteo è di 6 minuti fa, delle 08:20 UTC. Vento alla velocità di 2.1 metri al secondo da direzioni variabili.. Temperature di 23 °C, temperatura di rugiada a 12 °C. Sensazione termica 25 °C. Pressione atmosferica di 1015 hPa. Umidità relativa di 49.9%. Nuvolosità: assenza di nuvole sotto 1500 metro ed assenza di cumulonimbi. Visibilità totale di maggiore di 10 chilometri.

Current weather in Catania / Fontanarossa, Italy Current wind in Catania / Fontanarossa, Italy Current temperature in Catania / Fontanarossa, Italy

The raw METAR is LICC 260820Z VRB04KT CAVOK 23/12 Q1015

PHP Weather


Se vuoi aggiungere, correggere, modificare informazioni riguardanti "Scicli" invia una mail a segnalazione@eventiesagre.it.

Link sponsorizzati:
Hotel Ombretta Mare a Marebello di Rimini
(C) 2009-2010 eventiesagre.it - Eventi Fiere Mercatini Sagre Mostre Manifestazioni e Ricette tipiche in Italia! - Privacy & Policy - Email: info@eventiesagre.it - Gianfry '70