Processione del Cristo Morto
Gubbio (PG), il 6 aprile 2012
CHIESA DI SANTA CROCE DELLA FOCE
ORE 19.00
Ore 19.00 si svolge la Processione del Cristo Morto curata dalla Confraternita della Chiesa di Santa Croce della Foce. La processione, percorrerà le strade cittadine illuminate dalla luce delle torce, e sarà accompagnata da due cori che eseguono il Miserere, un canto penitenziale a più voci tramandato oralmente.
Info: tel. 075.9220693
ORDINE DELLA PROCESSIONE Uomini delle battistrangole
Uomo con il teschio
Uomo con la croce detta "Albero della Vita"
Uomini con le croci
Uomo con il calice
Uomo con i 40 denari
Uomo con la corda con la quale venne legato Cristo
Uomo con la colonna
Uomo con il gallo
Uomo con i flagelli
Uomo con la corona di spine
Uomo con il bacile
Uomo con la scritta INRI
Uomo con il velo usato da Veronica
Uomo col sudario
Uomo con i chiodi
Uomo con il martello
Uomo con la spugna
Uomo con la lancia
Uomo con le vesti di Gesù Cristo
Uomo con i dadi
Uomo con la scala
Uomo con le tenaglie
Nella parte iniziale del percorso, la statua del Cristo Morto viene deposta a terra in corripondenza del cosidetto "pietrone", antichissima pietra sacrificale pagana di forma ovale, facilmente identificabile nella pavimentazione di Via Capitano del Popolo. Il gesto evidenzia le radici dell'antichissimo popolo umbro, che a Gubbio conobbe una delle principali città-stato. La lunga sosta fa vagheggiare i rituali di purificazione e lustrazione che il sodalizio dei Fratelli Atiedii compiva ogni anno a primavera già in epoca pre-romana, come attestano le Tavole Eugubine.
Oltre a proporre legami cristiani con la pietra del sepolcro di Gesù. Nessun luogo viene dimenticato. Nell'attraversare il centro storico, la processione tocca tutti i conventi cittadini e dedica una sosta particolare alla sofferenza. La statua del Cristo viene trasportata per un attimo nell'ospedale, gesto di conforto e speranza. Eugubini di ogni età seguono il sacro feretro o sostano ai lati del percorso con corale partecipazione e profondo raccoglimento. Parte centrale della processione sono le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Si tratta di due piccoli capolavori dell¿arte locale. Il Cristo deposto è una scultura lignea cinque-seicentesca, mentre la Madonna Addolorata è un manufatto ottocentesco di provenienza faentina.
Il lento incedere della processione viene accompagnato da un canto antichissimo: il "miserere". Il testo latino del canto è ispirato al più celebre dei salmi, composto da David tremila anni fa. Esso esprime profondi sentimenti di pentimento e un desiderio intenso di purificazione. L'autore della musica è ignoto, ma questo antico canto, tramandato oralmente, è miracolosamente sopravvissuto attraverso i secoli. Due gruppi di cantori si alternano nelle strofe: quello che segue la scultura lignea seicentesca del Cristo e il secondo, che si stringe attorno alla statua della Madonna Addolorata. I cantori e i portatori del Cristo Morto vestono un saio bianco con cappa nera. Stessa veste per i portatori e i cantori della Madonna Addolorata, con cappa blu.
E' tradizione accendere grandi falò in varie parti del percorso della processione. Il fuoco come simbolo di purificazione e della richiesta di perdono a Dio. Fuochi e luminarie rendono quindi ancora più suggestiva la sacra rappresentazione. I fuochi vengono accesi in Piazza San Pietro, Via Dante e in Largo San Marziale, mentre le fiaccole disegnano il profilo di palazzi e monumenti cittadini Le ultime luci del giorno lasciano spazio a quelle di fiaccole e falò. Bracieri accesi e grandi fuochi rischiarano le facciate di pietra del centro storico di Gubbio. Le battistrangole, il canto del miserere, il crepitio della legna che brucia, le preghiere, il rumore dei passi sul selciato conferiscono alla processione caratteristiche di forte suggestione.