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Pinerolo   
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Piemonte   

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Pinerolo Piemonte, Italia"

Latitudine: 44° 53′ 0′′ N
Longitudine: 7° 20′ 0′′ E [1]
Altitudine: 376 m s.l.m.
Superficie: 50 km²
Abitanti: 34.264 31-12-04
Densità: 665 ab./km²
Frazioni: Gerbido, Riva, Abbadia Alpina, Talucco, Baudenasca, Costagrande
Comuni contigui: Cumiana, Pinasca, Frossasco, San Pietro Val Lemina, Roletto, Piscina, Scalenghe, Porte, Buriasco, San Secondo di Pinerolo, Osasco, Macello, Garzigliana,Cantalupa
CAP: 10064
Pref. tel: 0121
Codice ISTAT: 001191
Codice catasto: G674
Nome abitanti: pinerolesi
Santo patrono: San Donato
Giorno festivo: lunedì dopo l'ultima domenica del mese di Agosto

Storia Citato per la prima volta nel 981 con il nome Pinarolium (pineta) in un diploma di Ottone II con il quale si confermavano al vescovo di Torino le proprietà, i diritti e i privilegi sulla città goduti dai suoi predecessori. In questo periodo Pinerolo non era una vera e propria citta, bensì una Corte formata dai borghi di San Verano, San Pietro Val Lemina, San Maurizio (il borgo alto di Pinerolo) e San Donato(borgo basso). All'epoca, di tali villaggi San Verano era il più importante, trovandosi all'imbocco della Val Chisone. Nel fu 1064 la città fu ceduta ai benedettini dell'abbazia di San Verano, oggi Abbadia Alpina, per volere di Adelaide di Susa. Contro le rivendicazioni del vescovo di Torino, appoggiate da un diploma di Federico I, i pinerolesi insorsero in difesa dei benedettini, guadagnando così le libertà comunali.
Conobbe lotte e ribellioni sotto Tommaso I di Savoia che l'aveva occupata nel 1220 e forti contrasti con l'abbazia di San Verano la quale, nel 1243, rinunciò ai suoi diritti in favore di Amedeo IV di Savoia e del fratello Tommaso II di Savoia. Sotto Tommaso ed i suoi discendenti del ramo di Acaia ebbe pace e prosperità: eletta nel 1295 capitale dei loro possedimenti in Piemonte, rimase tale fino al'estinzione del ramo si Savoia-Acaia nel 1418, quando Amedeo VIII riunì in un solo Stato tutti i possessi dei Savoia in Italia e in Francia.
Subì la dominazione francese dal 1536 al 1574, e ne fu nuovamente occupata in virtù del trattato di Cherasco (1631). Il cardinale Richelieu affidò allora a Vauban, il più grande ingegnere francese dell'epoca, il compito di rendere Pinerolo una straordinaria fortezza destinata a garantire alla Francia il controllo dell'Italia settentrionale. A spese di continui espropri di beni e terreni dei cittadini, furono restaurate le mura cittadine, il castello venne ricostruito, la cittadella fu ampliata. Rimanevano alla città due sole porte, quella di Francia e quella di Torino. molti laboratori artigiani furono demoliti e gli operai furono trasferiti a Lione, la cui industria venne potenziata a scapito di quella pinerolese.
La fortezza di Pinerolo, il "Donjon", fu usata anche come prigione, dove Luigi XIV mandava i suoi nemici, tra i quali il misterioso personaggio noto come "Maschera di Ferro".
Pinerolo fu riconquistata da Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1696, ma prima di andarsene il Re Sole fece saltare la cittadella e il castello. Carlo Emanuele III ottenne da Benedetto XIV la nomina di Pinerolo a sede vescovile. Il commercio riprese quota, la popolazione passò da 5 mila a 7 mila abitanti e tornarono a fiorire gli ordini religiosi.
Nel 1801 il Piemonte fu annesso alla Francia e Pinerolo fu per l'ultima volta occupata da parte dei Francesi, fino al 1814 con la caduta di Napoleone e del suo impero ed il ritorno del Piemonte a Vittorio Emanuele I.
Nel 1821 ebbe inizio da Pinerolo il movimento insurrezionale capeggiato da Santorre di Santarosa e Guglielmo Moffa di Lisio, che preludeva al Risorgimento italiano.
Iniziò un periodo di sviluppo economico ed edilizio: ponti, strade, ferrovie (la linea Torino-Pinerolo è inaugurata nel 1854) che facilitano i commerci con la Liguria e con il resto della regione.
Nel 1848 fu fondata a Pinerolo la prima società di mutuo soccorso d'Italia, la "Società generale degli operai" creata per «l'unione, la fratellanza, il mutuo soccorso e la scambievole istruzione». Nel 1849 fu trasferita in città (proveniente da Venaria) la Scuola d'Applicazione di Cavalleria (soppressa nel 1945), ora sede, tra l'altro, del Museo nazionale dell'arma di cavalleria e del Museo di Arte Preistorica.
Dalle valli laterali affluì in città nuova popolazione: gli abitanti passarono da 12.000 nel 1819 a 18.000 nel 1890.
Partecipò attivamente alla Resistenza italiana.
Il dopoguerra vide un'ulteriore industrializzazione, con la nascita di nuovi stabilimenti. Negli ultimi anni, però, anche per compensare le difficoltà del settore industriale, la città ha puntato maggiormente sul turismo, avendo avuto un glorioso passato come capitale del principato del Piemonte dal 1295 al 1418.
Ha ospitato le gare di curling delle Olimpiadi Invernali del 2006 e dell'Universiade invernale 2007.

Luoghi di interesse Piazza Vittorio Veneto (più nota come Piazza Fontana): è il punto di ritrovo centrale dei pinerolesi; progettata nel 1738, venne realizzata spianando i fossati antistanti le mura seicentesche. Questa vasta area fu fino al 1830 la piazza d'armi della cittadina, una delle più estese d'Italia; oggi è sede dei mercati settimanali (mercoledì e sabato). Al suo interno sono collocate una fontana con vasca monoblocco in pietra di Malanaggio e la statua in marmo dedica al generale Filippo Brignone, eroe di Palestro, opera di Odoardo Tabacchi (1879).
Sul lato nord di Piazza Vittorio Veneto si affaccia il Palazzo del Comune: originamente arsenale della fortezza cittadina, negli anni del fascismo ne venne ristrutturata la facciata e costruita la torre civica. Ospita il Museo Civico (cimeli bodoniani, armi, monete, dipinti ottocenteschi di scuola locale) e la notevole Biblioteca Comunale Alliaudi (oltre 100.000 volumi, manoscritti, incunaboli, e un prezioso fondo di libri rari).
Sul lato est si trova Palazzo Vittone, dal nome dell'architetto Bernardo Antonio Vittone, allievo di Filippo Juvara, che lo progettò nel 1740. Fu commissionato dal re Carlo Emanuele III per accogliervi l'Ospizio dei Catecumeni. Dal 1816 fu poi destinato a collegio municipale, poi vescovile ed infine dal 1867 collegio civico. Oggi è sede di importanti musei ed istituzioni culturali.
Numerose sono le case medievali: tra di esse, il Palazzo dei Principi d'Acaia o Castel Nuovo, costruito nel 1318 e più tardi modificato; la quattrocentesca Casa del Senato; la Casa del Vicario, costruzione in cotto del XVI secolo.
Il Duomo, dedicato a San Donato e già ricordato nel 1044, ripreso nei secoli XV, XVI e XVIII e ancora restaurato nel XIX, si presenta in forme gotiche con tre rosoni e tre portali in facciata dei quali quello centrale sormontato da un'alta ghimberga. Nell'interno conserva acquasantiere gotiche e il coro, un pulpito e un leggio in legno, intagliato nel '600. Il campanile, del 1425, è rimasto incompiuto.
La chiesa di San Maurizio, già ricordata nel 1078, venne ricostruita nel 1470 e restaurata nel 1897: ha un campanile tardo romanico del 1336 e conserva affreschi del XV secolo, una Assunzione di Petrini e una Natività della Vergine di Beaumont e vi pregò il futuro papa Pio XI ancora ragazzo. Attiguo alla parte posteriore della chiesa, e rivolto in direzione opposta, è il santuario della Madonna delle Grazie (XVI secolo), che sorge in posizione panoramica.
Del 1438, e in parte conservata con il campanile coevo, è la chiesa di San Domenico, che ha resti di affreschi del XV secolo.
Alcune chiese barocche sono quelle di San Rocco, a una navata con presbiterio ellittico, eretta nel 1744 da Giuseppe Gerolamo Buniva: la sagrestia è attribuita a Bernardo Vittone, quella di San Giuseppe, ora sconsacrata e usata come sala da concerti intitolata a Italo Tajo, ma precedentemente sede di un monastero gesuita. Del XIX secolo sono il Teatro Sociale (1842) e il Tempio Valdese (1855-60), edificato dopo l'editto di emancipazione di Carlo Alberto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pinerolo

 


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