| Coordinate: |
Latitudine: 44° 48′ 0′′ N
Longitudine: 10° 20′ 0′′ E |
| Altitudine: |
55 m s.l.m. |
| Superficie: |
260 km² |
| Abitanti: |
175.789 / 31-12-05 |
| Densità: |
676 ab./km² |
| Frazioni: |
Alberi, Baganzola, Beneceto, Botteghino, Ca'Terzi, Calestani, Carignano, Carpaneto, Cartiera, Casalbaroncolo, Casalora di Ravadese, Case Capelli, Case Cocconi, Case Crostolo, Case Nuove, Case Rosse, Case Vecchie, Casino dalla Rosa, Casagnola, Castelletto, Castelnovo, Cervara, Chiozzola, Coloreto, Corcagnano, Eia, Fontanini, Gaione, Ghiaiata Nuova, Il Moro, La Catena, La Palazzina, Malandriano, Marano,Mariano,Marore, Martorano, Molino di Malandriano, Osteria San Martino, Panocchia, Paradigna, Pedrignano, Pilastrello, Pizzolese, Ponte, Porporano, Pozzetto Piccolo, Quercioli, Ravadese, Ronco Pascolo, Rosa, San Prospero, San Ruffino, Valera, Viarolo, Viazza, Vicofertile, Vicomero, Vigatto, Vigheffio, Vigolante. |
| Comuni contigui: |
Collecchio, Felino, Fontanellato, Fontevivo, Gattatico (RE), Langhirano, Lesignano de' Bagni, Mezzani, Montechiarugolo, Noceto, Sala Baganza, Sant'Ilario d'Enza (RE), Sorbolo, Torrile, Traversetolo, Trecasali |
| CAP: |
43100 |
| Prefisso tel: |
0521 |
| Codice ISTAT: |
034027 |
| Codice catasto: |
G337 |
| Nome abitanti: |
parmigiani (parmensi: gli abitanti della provincia) |
| Santo patrono: |
Sant’Ilario |
| Giorno festivo: |
13 gennaio |
Storia di Parma
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Indagini archeologiche hanno confermato l'ipotesi che Parma abbia avuto un impianto urbano anteriore all'insediamento dei Celti (VI secolo a.C.) e riconducibile ad ambiente di cultura etrusca, ma forse Parma era un centro abitato già nell'Età del bronzo. Riacquista conseguentemente consistenza la tesi di una derivazione del toponimo dai nomi documentati di tribù etrusche «Parmii» o «Parmnial». Secondo altri, invece, il nome deriva dalla voce latina parma/parmae, scudo rotondo che richiama la forma della città. Alcuni osservano che questo termine militare latino era probabilmente, a sua volta, di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.
Età romana
La derivazione dell'attuale nome venne in seguito conservata dalla colonia romana, fondata nel 183 a.C. da circa 2000 coloni Latini sul territorio dei Celti Anamari, sulla via Emilia da poco tracciata (che costituì il decumano della città). Il foro romano corrisponde all'attuale Piazza Garibaldi, è ancora visibile il cardo, con orientamento nord-sud (via Farini - via Cavour), e il decumano, con orientamento est-ovest (via Repubblica - via Mazzini - via D'Azeglio). Parma viene a collocarsi in una posizione strategica all'intersezione della strada consolare est-ovest con quelle preromane transappenniniche, dirette a Luni e al Tirreno da una parte, al Po e all'Adriatico dall'altra. Parma, ricostruita da Augusto dopo la distruzione del 44 a.C., raggiunge la sua massima espansione in età imperiale e nel I secolo d.C. ottiene il titolo di "Julia", per la fedeltà dimostrata verso Roma.
Tardo antico ed invasioni barbariche
A tre secoli di pace segue la guerra tra Costantino e Massenzio, che causa alla città incendi e devastazioni, tanto che, nel 377, l'imperatore Graziano decide di insediare nel territorio ormai totalmente spopolato una tribù di barbari vinti, i Taifali. Successivamente, nel 452, Parma viene saccheggiata da Attila, ma gli abitanti hanno il tempo di rifugiarsi sui monti dell'Appennino. Odoacre la divide tra i suoi fidi restaurando, o forse creando ex novo, un ponte, l'acquedotto e altre opere che contribuiscono alla rinascita della città. Successivamente la guerra gotica ha, come altrove, conseguenze drammatiche sulla demografia, tanto più che la città viene parzialmente distrutta dai Goti del re Totila. Alla cacciata dei Goti, Parma rifiorisce nuovamente durante il breve periodo bizantino (553-568) con Teodorico, nel quale la città viene soprannominata Chrysopolis (città d'oro), forse in ragione della presenza del Tesoro militare. Il ripopolamento e la ricostruzione sono in seguito assicurati dall'arrivo, nel 568, di un altro popolo germanico, i Longobardi, i quali occupano circa un terzo della superficie abitata, trasformando Parma in un centro militare e amministrativo con l'insediamento di un duca, capo militare e politico a un tempo. Nell'879 Carlomagno accorda al vescovo Guidobo il potere temporale sulla città e sui territori limitrofi.
Libero comune ed età moderna
Parma continua ad essere governata da una lunga serie di vescovi-conti fino a quando diviene libero comune, nel XII secolo. A quest'epoca risalgono le vestigia architettoniche più antiche come il Duomo, fondato dall'antipapa Onorio II, il vescovo Càdalo, signore della città, ed il Battistero. L'altro antipapa cittadino fu Clemente III, il vescovo Guiberto.
Viene governata da potenze straniere, in particolar modo Milano e la Francia, e nel 1513 viene annessa allo Stato della Chiesa da Papa Giulio II. Nel 1545 il Papa Paolo III crea il Ducato di Parma e Piacenza, destinandolo a suo figlio illegittimo Pier Luigi Farnese, i cui discendenti lo governano (a parte qualche interruzione) fino al 1731. In questo periodo Parma conosce una particolare fama per la sua scuola di pittura, con artisti del livello del Correggio e del Parmigianino. La magnificenza dei duchi favorisce la progettazione e la realizzazione di opere architettoniche, che daranno a Parma l'aspetto di piccola ma graziosa capitale italiana.
Settecento e Ottocento
Nel 1748 il ducato passa per discendenza femminile alla famiglia spagnola dei Borbone. Con la pace di Aquisgrana (1748), infatti, il fratello di Carlo I, Filippo - che sposerà Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV - diviene duca di Parma, Piacenza e Guastalla. Ai territori originali del Ducato si aggiunge così buona parte della Bassa reggiana. Grazie anche alle riforme del primo ministro Guillaume du Tillot, Parma vive uno dei suoi periodi di maggior splendore, arricchendosi di eleganti architetture neoclassiche, di nuove strutture urbane e di importanti istituzioni quali la Biblioteca Palatina, la Stamperia Reale diretta da Giambattista Bodoni, il primitivo nucleo del Museo Archeologico, formato dai reperti provenienti dagli scavi dell'antica "Veleia", la Quadreria, l'Orto botanico.
Il 21 marzo 1801 con il trattato di Madrid Napoleone Bonaparte annette il Ducato di Parma alla Francia. L'11 aprile 1814 il trattato di Fontainebleau, seguito all'abdicazione di Napoleone, restaura il ducato come Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidandolo, sotto la protezione dell'Austria, a Maria Luigia d'Austria. La duchessa attua un programma di sviluppo e di riforma delle strutture assistenziali e delle opere pubbliche, rinnovando anche la veste urbanistica e architettonica della città e potenziando le vie di comunicazione, con la realizzazione della strada Parma-La Spezia e di numerosi ponti. Maria Luigia d'Austria l"amata sovrana" del popolo parmense, regge le sorti del Ducato fino al 1847, quando viene riassegnato alla linea parmense dei Borbone, con Carlo III di Borbone (1849-1854). Dopo la sua morte, avvenuta per una pugnalata in città nel 1854, il Ducato passa al giovane figlio Roberto I di Borbone (1854–1859) mentre la madre, Louise d'Artois, figlia del Duca di Berry, ne assicura la reggenza fino al 9 giugno 1859.
Unità d'Italia e XX secolo
Il 15 settembre 1859 viene dichiarata decaduta la dinastia borbonica e Parma entra a far parte delle province dell'Emilia, rette da Carlo Farini. Nel 1860 tramite plebiscito il ducato passa al Regno di Sardegna, e quindi al Regno d'Italia. Con la costituzione dello stato unitario, Parma risentirà fortemente del declassamento da capitale di Stato a semplice capoluogo di provincia, con una grave crisi sociale ed economica. La recente assegnazione alla città di Parma della sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha rappresentato per molti cittadini e istituzioni l'occasione di un ritorno al ruolo più internazionale e prestigioso di piccola capitale europea.
Nonostante le pause imposte dalle crisi economiche (come quella del 1908), dalla prima guerra mondiale e dalle inquietudini politiche sociali del primo dopoguerra, in città lo spirito di rinnovamento del nuovo secolo è motore di grandi cambiamenti: vengono abbattuti i vecchi bastioni, si modifica l'assetto urbanistico del centro, dove nascono gli edifici più eleganti e prestigiosi, si rinnovano l'Oltretorrente e le più importanti arterie.
Parma viene ricordata nei tempi moderni per essere stata protagonista nel 1922 di uno dei rari episodi di resistenza antifascista dell'epoca, che le meritarono la fama di città "rossa", con l'erezione da parte di elementi comunisti delle "Barricate" al fine di impedire alle Camicie Nere di Italo Balbo l'accesso ai quartieri dell'Oltretorrente. Questo episodio viene ricordato anni più tardi, in pieno regime fascista, dopo la famosa trasvolata sull'Atlantico di Balbo, con una anonima scritta in dialetto parmigiano sui muri del lungoparma che ricorda all'eroe del regime che "ha passato l'Atlantico, ma non la Parma". Successivamente i quartieri dell'Oltretorrente, epicentro di quell'episodio, vengono bonificati, pur rappresentando ancora oggi la parte più tipicamente popolare e "bohemienne" della città. L'8 settembre 1943 Parma è teatro di scontri tra le truppe tedesche e quelle italiane, che si concludono con la perdita da parte italiana di undici militari. Dopo la presa della città i tedeschi devono affrontare una dura lotta partigiana in tutto il territorio parmense.
Dopoguerra
La liberazione di Parma avviene la mattina del 26 aprile, mentre il 9 maggio le formazioni partigiane sfilano in città tra la folla. Parma è una città Medaglia d'Oro della Resistenza, omaggio ai caduti nella lotta per la libertà, come alle vittime delle deportazioni e dei bombardamenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Parma
Stazione Metereologica: Passo Della Cisa, Italy:
Informazione meteo per Passo Della Cisa, Italy.
La situazione meteo è di 21 ore e 45 minuti fa, delle 11:55 UTC.
Temperature di -7 °C, temperatura di rugiada a -7 °C.
Pressione atmosferica di 1018 hPa.
Umidità relativa di 100.0%.
Nuvolosità: una visibilità verticale di 30 metro.
Visibilità totale di minore di 50 metro.
Attualmente gelo nebbia.

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