

Mirandola è un Comune Italiano di circa 24mila abitanti della provincia di Modena in Emilia-Romagna.
La tradizionale maschera della città è Mirandolina, protagonista della celebre opera teatrale "La locandiera" di Carlo Goldoni, che durante il carnevale incontra altre maschere modenesi come la famiglia Pavironica (Sandrone, Pulonia e Sgorghiègolo) di Modena, Tognone di San Felice sul Panaro e Tamburlano con la famiglia Fiascona di Fanano.
La Società di Franciacorta è un'associazione centenaria che gni anno organizza diverse manifestazioni e sfilate storico-folkloristiche legate al cosiddetto "Libero Principato di Franciacorta" e al suo corteo formato da principi, alti dignitari, ciambellani, ministri, generali e ammiragli.
Tradizionalmente, durante il terzo fine settimana di novembre il quartiere di Franciacorta dichiara la propria indipendenza e si dà alle feste. Viene inviata una delegazione presso il palazzo comunale per allacciare i rapporti diplomatici con l'amministrazione comunale, si celebra il matrimonio del Principe (ogni anno con una bella ragazza del quartiere, in passato con famose donne dello spettacolo). Al termine dei tre giorni di festeggiamento, il Principato è però costretto a dichiarare la bancarotta e a rinunciare all'indipendenza, non senza ripromettersi di ripeterla l'anno successivo.
Il primo Gennaio i bambini maschi vanno per le case, prima di mezzogiorno, e recitano in dialetto mirandolese la filastrocca "al Bón Cavdànn", augurando buon capodanno e cento anni e un giorno di buona salute, in cambio di una piccola mancia. Se la persona a cui si fanno gli auguri non è così convinta di concedere la mancia, il bambino prosegue la nenia dicendo di accontentarsi di ricevere oro o argento e, nel caso di nessuna mancia, conclude gli auguri nella speranza di trovare l'indomani il suo interlocutore "lòng dastés" (lungo disteso, ovvero morto).
Fra le tradizioni del passato vi era quella di ungere il bastocino appuntito durante il giovedì grasso, quando i bambini giravano per le case chiedendo pezzettini di grasso o lardo da infilare su uno spiedino, e altre tradizioni legate alla cultura rurale, durante la notte di San Giovanni o quella di Sant'Antonio Abate (quando gli animali della stalla parlano la lingua delle persone).
Il 1º novembre, in occasione del giorno dei morti, si usava preparare un letto nel caso in cui l'anima di un parente defunto avesse voluto tornare e dormire nella sua casa; in seguito, ci si reca nei cimiteri a raccontare alle lapidi dei propri cari quello che è avvenuto durante l'anno.
Quotidianamente i cittadini sono soliti passeggiare lungo il cosiddetto listone, una lunga pavimentazione di bolognini che attraversa l'intera lunghezza della centrale piazza della Costituente.
Nella giornata di sabato si svolge il tradizionale mercato settimanale (noto fin dal 1599), mentre al martedì vi è il mercato del formaggio (risalente al 1476) nei pressi del portico degli ortolani e al venerdì quello del pesce a fianco del Duomo. A metà maggio, in occasione della celebrazione del patrono San Possidonio, si svolge la cinquecentenaria fiera.
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