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Genova Liguria, Italia"
Coordinate: Latitudine: 44° 24′ 39′′ N
Longitudine: 8° 55′ 56′′ E
Altitudine: 20 m s.l.m.
Superficie: 243 km²
Abitanti: 618.438 / 31-03-06
Densità: 2.553 ab./km²
Frazioni: Acquasanta, Vesima 
Comuni contigui: Arenzano, Bargagli, Bogliasco, Bosio (AL), Campomorone, Ceranesi, Davagna, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant'Olcese, Sassello (SV), Serra Riccò, Sori, Tiglieto, Urbe (SV)
CAP: 16100
Prefisso tel: 010
Codice ISTAT: 010025
Codice catasto: D969 
Nome abitanti: genovesi (in dialetto: zeneixi
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 24 giugno 

 

Genova (Zena in dialetto genovese) è un comune di 618.438 abitanti, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria.
La sua area metropolitana ha una popolazione di circa 800.000 abitanti e il suo porto è uno dei maggiori del mar Mediterraneo.

Parte del suo centro storico fa parte dal luglio 2006 dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO (vedi dettaglio).

Città dal glorioso passato, capitale del Genovesato, forte di antiche tradizioni, è stata definita la Superba.

Tale la definì il poeta Petrarca che scrisse regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del mare.

Come una città marmorea (solida come il marmo dei suoi palazzi) la vide Giosuè Carducci che nelle sue Odi barbare scrisse: Superba ardeva di lumi e cantici / nel mar morenti lontano Genova / al vespro lunare dal suo / arco marmoreo di palagi.

 

Signori del mare, mercanti, guerrieri

La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia.

Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori.

Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.

Il detto - di un poeta anonimo - "Genuensis ergo mercator", ossia "Genovesi quindi mercanti" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale che andava dall'Iraq alle Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il Mediterraneo occidentale e il Mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio.

Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.

Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante.
Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dall'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna.

 

Il vessillo cittadino

La bandiera di Genova è costituita dalla croce rossa in campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù Cristo, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - sovverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero Bizantino.

La simbologia del Salvifico vessillo della vera croce - come Jacopo da Varagine indicò la croce di San Giorgio - determinò nel medioevo, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociate cristiane.

L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio.

Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel mar Mediterraneo; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al doge un tributo annuale.

Il secolo successivo tale privilegio fu concesso anche ai lombardi, come riferisce lo storico Francesco Maria Accinelli (E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna).

L'Inghilterra e la città di Londra, ma anche Milano e la Regione Lombardia battono tuttora bandiera di San Giorgio.

 

Origine e derivati del nome

L'origine del nome di Genova è assai complessa: la leggenda Romana vuole Genova derivare dal dio Giano.
La tesi protostorica più accreditata comunque fa risalire il nome al termine celtoligure Genua ovvero mascella data la sua predisposizione geografica come sbocco naturale sul mare di conformazione arcuata simile appunto a quella parte del corpo.

A corroborare questa evidenza è il fatto che la maggioranza dei linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome (la posizione geografica e la forma di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricorda non a caso quella di Genova).
Secondo altre versioni il nome potrebbe avere presumibilmente una radice indo-europea (genu = ginocchio). Questo ultimo caso comunque allo stesso modo del precedente sarebbe riferimento della posizione della città rispetto alla costa del Mar Ligure, le attuali riviere liguri oppure della morfologia del promontorio sul quale oggi si trova il quartiere del molo.

Comunque la tradizionale fedeltà e alleanza della popolazione Genuate con Roma, risalente alle guerre puniche, ha reso inevitabile che successivamente nella storia di Genova in epoca medievale la tesi Romana venisse presa in tale considerazione e che la città assumesse il nome latino di Ianua derivandolo direttamente da Giano bifronte, in latino Janus, dio del passaggio.
Gli antichi lo consideravano come iniziatore dell'uso della moneta nella società, Giano era protettore di tutti i passaggi e fra di essi anche della porta di casa, o della città.

Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo. Nella Cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae.
La teoria della "porta" la si ritrova nell'importanza data a questo tipo di transito: ogni portale veniva infatti decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi.

L'immagine ambivalente di Giano bifronte, che guarda al passato e vede il futuro, Genova - città proiettata al futuro ma che sa guardare al proprio passato - la restituirà sempre, anche nei suoi simboli, in particolare nel Grifone - con la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra - nella propria vocazione di luogo di servizi, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Genova


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