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Dicembre 2017
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Dicembre 2017
Numero Evento: 21138687
Teatro Teatro
Barriera Danza
7^ Stagione 2017/2018
Date
Dal: 26/11/2017
Al: 27/05/2018
Dove:
Logo Comune
Corso Vercelli, 141
Piemonte - Italia
Contatti
Cell.: 3388706798
Fonte
Compagnia di danza L'araba Fenice
Scheda Evento
Italcredi 15 giugno Nazionale
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Barriera Danza

7^ Stagione 2017/2018

Da Domenica 26 Novembre 2017 a Domenica 27 Maggio 2018 - dalle ore 16:00
Teatro Marchesa - Corso Vercelli, 141 - Torino (TO)

Barriera Danza - Torino

 

PRENDE IL VIA LA SETTIMA STAGIONE 2017-18
di
“BARRIERA DANZA”
A cura della Compagnia di Danza L’Araba Fenice

in collaborazione con la sesta Circoscrizione

al
TEATRO MARCHESA
(Auditorium Mauro Borghi)
In Corso Vercelli 141 – Torino

DOMENICA 26 NOVEMBRE ORE 16 e ORE 18
“BARRIERA DANZA APRE LE PORTE
ALLE SCUOLE DI DANZA DEL PIEMONTE”

INAUGURAZIONE
inizio in grande stile con la
COMPAGNIA “GIOVANE SCENA”
diretta da Daniela Chianini

presenta
“EAU DE BACH”
Coreografie Daniela Chianini, S.Tartaglione e A. Murdocco
Ingresso: Intero 10 Euro Ridotto: 8 Euro fino ai 12 anni
Per informazioni e Prenotazioni: 3388706798

La settima stagione “Barrieradanza” 2017/18 al Teatro Marchesa, organizzata dalla Compagnia di Danza L’Araba Fenice in collaborazione con la sesta Circoscrizione, prende il via Domenica alle ore 16 e alle ore 18 presentando la pregiata rassegna di danza che apre le porte alle scuole di danza del Piemonte.

IL CARTELLONE COMPLETO di “BARRIERADANZA” settima stagione 2017/18

Renè Renato Cosenza direttore artistico della stagione e della Compagnia di Danza L’Araba Fenice propone,  per quest’anno un cartellone novità che apre le porte alle scuole di danza del Piemonte.

L’inaugurazione prevede un inizio in grande stile avendo nuovamente invitato i ballerini della Compagnia “Giovane Scena” diretta da Daniela Chianini che si esibiscono con un omaggio al grande compositore Johann Sebastian Bach. Completano l’offerta del cartellone spettacoli realizzati da diverse scuole di prestigio del Piemonte.

Perché dedicare la stagione “BarrieraDanza” alle scuole?

Cerchiamo di sintetizzare il nostro pensiero, gli argomenti in gioco sono tanti ma si possono raggruppare in alcuni punti cardine:

Il futuro della Danza è certo, quello dei danzatori (Italiani) no.

I problemi del mondo della danza nascono, secondo noi,  da tre errate “visioni” del “sistema danza”: La mancanza di prospettive per il danzatore, la mancanza di formazione del genitore del futuro danzatore, la mancanza di una regolamentazione (e conseguente equiparazione universitaria dei titoli) dell’insegnamento della danza.

Le prospettive: finito il percorso di studi e fatte le prime esperienze “sul campo” giunge il momento di trovare un lavoro (o una sequenza di “ingaggi”) che consenta di mantenersi danzando.

Si cade spesso nel pressapochismo delle piccole, estemporanee ed inconsistenti “compagnie di danza” locali, create spesso più per soddisfare un personale bisogno di protagonismo che per costruire un futuro culturale.

Mancano le compagnie stabili, mancano le grandi produzioni. Manca il “grande” pubblico e manca l’aiuto statale che troviamo abbondante in altri settori del lavoro.

Bisognerebbe, almeno, iniziare dalla scuola ad “educare” i giovani alla cultura dello spettacolo dal vivo e della danza nello specifico e bisognerebbe destinare una parte di quegli  “ammortizzatori sociali” come la cassa integrazione ai lavoratori dello spettacolo che, ci sembra, abbiano la stessa dignità degli operai e degli impiegati.

Secondo punto: la formazione dei genitori.

“porto la bambina a danza perché così fa attività fisica!”

Riallacciandoci al concetto che bisogna iniziare dalla scuola dell’obbligo, anche coloro che sono già parte attiva della società andrebbero “educati” sulla reale valenza della danza, non come semplice disciplina sportiva ma come strumento di formazione.

Ultimamente la danza è percepita attraverso la televisione come una “sfida” o come uno strumento per vendere prodotti, con queste premesse la strada è tutta in salita. Bisogna ridare dignità alla danza come strumento di formazione caratteriale e sociale  affinchè i genitori ripongano e trasmettano la giusta fiducia ai propri figli che frequentano i corsi.

Bisognerebbe altresì far passare il concetto che la danza non ha sesso, il danzatore in una società machista è spesso visto come una persona problematica o dal sesso incerto e comunque “su una strada poco seria” rispetto a coloro che scelgono lavori “più adatti ai maschi”. Scardinare questi preconcetti è essenziale per il futuro della danza in Italia.

Le regole.

Il mondo della scuola ha regole perfino troppo estese e complesse; Il mondo dell’insegnamento della danza è di fatto quasi senza regole.

Finito il percorso di formazione i giovani danzatori spesso non trovano altra soluzione che  emigrare, cercando fortuna all’estero, o aprire una scuola. Non c’è nulla di male in ciò, ma con che capacità e con quali titoli legalmente riconosciuti lo fanno?

Avranno per le mani il destino fisico e morale di giovanissimi allievi, una grande responsabilità!.

Ci sono circa 17mila strutture popolate da 1,4 milioni di allievi, tra i 4 e i 20 anni, un vero esercito che cresce in modo sempre più numeroso e senza alcuna regolamentazione ma gli unici titoli riconosciuti dallo Stato per insegnare danza sono rilasciati dall'Accademia Nazionale di Danza, istituita nel 1948, e che con la legge 508/99 è entrata a pieno diritto nell'ambito dell'alta cultura, divenendo Istituto di Alta Formazione Artistica di livello universitario. Ciò significa che nessun percorso professionalizzante è sostenuto e riconosciuto dallo Stato per la formazione dei danzatori classici e contemporanei, tranne quello dell'Accademia Nazionale di Danza, unico istituto che possa rilasciare attualmente anche diplomi di danzatore riconosciuti dallo Stato.

Noi pensiamo che se da un lato bisogna regolamentare meglio e più compiutamente questo settore, magari con una parificazione a “titolo universitario” del diploma di danzatore, dall’altro si deve ampliare la possibilità di accesso all’acquisizione di questi titoli, aumentando il numero e la collocazione territoriale delle scuole in grado di rilasciare questi diplomi; Come primo passo si potrebbe aprire scuole e compagnie di danza in tutti i principali teatri pubblici cittadini. Se il diritto all’istruzione è sancito essere di tutti e di tutte le classi, deve esserlo anche per la danza.

Non siamo gli unici a pensarla così, citiamo due nomi illustri della danza Italiana:

“"Per fortuna esiste una giornata per ricordare la danza: i teatri oggi stanno svendendo gli spettacoli e gli artisti, per invogliare i ragazzi ad andare a teatro, non voglio essere retorico ma è un momento non felice per la danza in Italia, anche perché la qualità dei ballerini non è quella di un tempo", dice poi il ballerino Kledi Kadiu, all'AdnKronos che ha interpellato anche il coreografo Luciano Cannito, secondo il quale "l'arte della danza in Italia è sempre stata vissuta come un'attività del doposcuola o di intrattenimento, risente di un disagio culturale arcaico".

"la danza sta vivendo di rendita grazie al pubblico e agli insegnanti di ieri. I ragazzi oggi non fanno sacrifici e rinunce per la danza, non si studia più con la disciplina e la dedizione di prima, c'è sempre meno curiosità e non sono più affamati di danza come un tempo. I ragazzi che vogliono fare della danza il lavoro della loro vita dovrebbero trovarsi un lavoro qualsiasi, poi, se si dovesse presentare l'occasione, possono dedicarsi alla danza completamente, ma oggi come oggi è meglio trovare un lavoro diverso. Sarei ipocrita e finto a dire il contrario. Chi vuole fare il ballerino deve andare in teatro, io non vedo mai giovani che lo fanno, si impara tanto guardando gli spettacoli dal vivo e mi riferisco a tutti gli spettacoli, non solo a quelli classici".

"I direttori dei teatri fanno salti mortali per portare in Italia compagnie affermate, ma i giovani non rispondono positivamente e pretendono soltanto, mi riferisco sempre a chi studia danza - aggiunge Kledi - è logico che tutto ciò incida profondamente sulla crisi del settore della danza in Italia. Le scuole sono tantissime, ma tutti pensano a coltivare il proprio orticello; so che la crisi economica pesa molto sui giovani ballerini, però se si vuole fare questo lavoro bisogna fare sacrifici e rinunce, questo, almeno, è quello che ho fatto io", conclude il ballerino.

Per Cannito "la danza in Italia è un settore più vivo che mai ma solo dal punto di vista delle scuole. Sono tantissimi i giovani che la studiano ma viene spesso considerata un'arte che non ha la stessa dignità della lirica e della musica - afferma - Ciò fa sì che in Italia siano pochissimi i corpi di ballo e si stanno spegnendo le motivazioni perché si studi danza, preferendo l'estero. Se è vero che in termini di costi economici è un settore che risente della crisi, in termini di costo sociale è ancora più grave che sia penalizzata in questo modo perché dà senso e passione alla vita di molti ragazzi".

"La danza è l'unica forma d'arte che oggi può portare i ragazzi a teatro - continua il coreografo - Non capisco perché debba essere considerata una disciplina di serie B rispetto alla lirica, ad esempio. La società ha bisogno della danza, che oltre a creare un indotto culturale ed economico incredibile fa bene al corpo, crea disciplina e senso del dovere".

"La giornata mondiale della danza dovrebbe essere una giornata per fare interessare anche il mondo della politica a un'arte che sta cambiando la cultura e la società. In Italia ci sono solo quattro corpi di ballo, e con queste prospettive, sinceramente, mi chiedo cosa studino a fare i giovani ballerini", conclude Cannito”.

La Stagione prosegue con:

Per il mese di dicembre vede in scena per lo spettacolo di fine anno la Compagnia residente “L’Araba Fenice” domenica 31 presenterà il  varietà “Indovina chi sono” varietà dedicato al trasformismo.

Per le feste di Carnevale in scena “Galà di Danza”: sabato 20 febbraio con il Centro Danza Ciriè diretto da Federica Corgiat con uno spettacolo adatto a grandi e piccini.

A marzo: sabato 10 un nome ormai consolidato nella nostra stagione: La Nouvelle Maison De La Danse diretta da Carla e Cristina Perotti con “Invito alla Danza” un omaggio alla Danza Classica, Contemporanea e Moderna.

Ad aprile: sabato 14 e domenica 15 la terza edizione del Festival di Danza Orientale e Tribal Fusion: “Orchi-Dee nei Giardini d’Oriente” diretta da Delfina Sigot, mentre sabato 21 per la prima volta nella nostra stagione il Centro Studi Danza con sede a Canelli ( AT ) diretto da Luca Martini e Elena Schneider porteranno in scena “Dogs In The Rain” , sul tema dei senza tetto, più in generale sul tema del disadattamento nella nostra società e le difficoltà di inserimento razziale .

A Maggio: venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 a chiusura della stagione la Compagnia L’Araba Fenice ripropone a chiusura della stagione un loro musical andato in scena tre anni fa con “San Francesco: Fratello sole e Sorella Luna”

I prezzi per assistere agli spettacoli: Intero 10 euro e Ridotto fino ai 12 anni 8 Euro

Renè Renato Cosenza
3388706798
www.compagnialarabafenice.com
segreteria@compagnialarabafenice.com



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Data ultimo aggiornamento pagina 2017-11-21 16:43:00
Inserito da Michela Gesualdi
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