iI Cielo Là Sù
di Massimo Totola
con Massimo Totola
e Guido Ruzzenenti
regia di Massimo Totola

venerdì 3 febbraio, ore 21
Teatro di Castelvecchio, Verona
sabato 4 febbraio, ore 21
Teatro S.Teresa, Verona
LO SPETTACOLO
La storia è quella di due uomini, un intellettuale ed un muratore, sprofondati in una sorta di abisso senza ritorno. Nel seminterrato di un condominio straniero i due, mentalmente e socialmente uno l'opposto dell'altro, si ritrovano a passare l'ultima notte dell'anno, insieme, tra gli schiamazzi e i festeggiamenti dei condomini. Posti a confronto, i due si raccontano, si scontrano. Dagli estremi si propagano scintille e lo spettacolo somiglia ad un'arena, in un gioco di doppi che è tragico, talora con passaggi di comico e grottesco. Uno spettacolo interessante per le tante e continue inferenze che attraversano il campo della storia, della politica, dell'esistenziale, dell'umano e portano dritto fino al cuore dell'individuo
Uno spettacolo carico ed acuto, abilmente interpretato da due dei migliori attori della scena locale e nazionale.
"un gioco di doppi,
tragico e comico,
che punta dritto al cuore"
LA REGIA
Lo splendido testo del polacco Slawomir Mrozek è la storia di due uomini che svelano sulla scena se stessi e il loro dramma esistenziale; una pièce in qualche modo crudele, amara, che raccontata in modo lucido, penetrante, costantemente difeso dall'opacizzante sentore del pietismo grazie a un forte uso di ironia e umorismo, le problematiche attualissime, pur essendo datata 1974, di chi è costretto a vivere lontano dalla propria terra, in condizioni di miseria ed emarginazione. Lo stesso autore, critico teatrale, regista e drammaturgo, di origine polacca, ha sperimentato egli stesso la condizione di esule e in questa sua opera ritrae questa "non esistenza". Problemi di integrazione, di identità, causati dal trovarsi separati da familiari e amici, sradicati da ogni tradizione e proiettati in un mondo che si muove e si agita seguendo modelli comportamentali completamente diversi dai propri. Un intellettuale esule per motivi politici (Massimo Totola) e un operaio emigrato per sfuggire alla miseria (Guido Ruzzenenti), parlano della propria meschina condizione, gridano il proprio rammarico, accarezzano sfuggevoli speranze, bevono fino ad ubriacarsi, si odiano e si vogliono bene ... accompagnati dalla voce profonda e malinconica di Tom Waits.
MASSIMO TOTOLA
Nasce il 13 novembre 1964. E' primogenito di quattro fratelli, in una famiglia dove si è sempre respirata aria d'Arte, musica e canto la madre e teatro il padre, con un atteggiamento inscindibile dal contesto sociale e politico in cui hanno vissuto e di cui facevano parte attivamente. Un atteggiamento che guiderà il percorso artistico e di vita di Massimo, dopo la scomparsa del padre-maestro nel 1987. Dalla creazione della "Compagnia Teatrale Giorgio Totola", fino a quando i quattro fratelli e la madre hanno preso strade differenti, Massimo prosegue il suo cammino rivolto alla RICERCA. Nel 1999, insieme a Maria Giuliana Gardoni, compagna anche di vita, crea l'Associazione Culturale "MAMAdanzateatro", che opera con corsi di danza e teatro, spettacoli, performance, organizzazione di eventi e spettacoli ... Collabora con diversi artisti nel campo del teatro, della musica, della danza, dell'opera, della poesia, della radio, pittori, scultori, fotografi ... Tiene laboratori teatrali per ragazzi, anche nelle scuole elementari, medie e superiori e per adulti (da un laboratorio nel 1997 nasce il "Gruppo Teatrale l'Incontro", con il quale continua a collaborare come coordinatore/regista). Ha partecipato a diversi corsi e stage teatrali. I suoi studi e le sue produzioni riguardano una forma espressiva che non può e non vuole essere unica: la si può definire "teatro totale", di cui fanno parte la performance, la declamazione di poesia, il reading, la scrittura di poesia e di testi da comporre in musica, il cantare e il suonare, la scultura, la scenografia, la pittura, la creazione grafica e musicale digitale, la fotografia ...
"Devo ringraziare sicuramente tutte le persone con cui ho lavorato, delle quali, loro consapevoli o meno, ho preso un pezzettino del loro fare ... sono fondamentalmente molto curioso, sento il bisogno di esserlo ... cerco di affrontare ogni esperienza nel miglior modo possibile lavorandoci parecchio ... magari per lasciare tanto "nel cassetto", ma sono LIBERO ... spero di aver lasciato e che lascerò questo: questo atteggiamento rispettoso, serio e LIBERO ... faticoso, ma è un bel faticare! ... aperto a molteplici esperienze d'Arte e di Vita ... spero di averlo lasciato a chiunque con cui "ho viaggiato" ... lasciarlo ai miei tre figli ... perchè abbiano un'alternativa importante a questo nulla che sempre di più ci divora ... grazie"