Re Nudo
Messa in Scena
di una Favola sull'Inganno
testo e regia di Alessandro Garzella
con Fabrizio Cassanelli , Irene Catuogno, Ivano Liberati, Francesca Mainetti, Chiara Pistoia, Francesca
Pompeo, Marco Selmi, Anna Teotti
liberamente ispirato a "I vestiti nuovi dell'imperatore" di Hans Christian Andersene a "1984"di George Orwell
venerdì 8 aprile ore 21.00
la Città del Teatro Cascina (pi)
domenica 10 aprile ore 21.00
Magazzino altri eventi Massa
Si conclude il percorso di ricerca che ha caratterizzato la produzione di un'opera di teatro politico positivamente discussa dal pubblico e dalla critica.
Re nudo di Alessandro Garzella sarà in scena, fuori programma, venerdì 8 aprile alla Città del Teatro di Cascina (pi) e domenica 10 aprile a Massa al Magazzino altri eventi come anteprima alla quarta edizione del Sottosopra festival
Re Nudo è una favola teatrale sulle patologie dei nostri tempi.
Un popolo e un re sono imprigionati da un potere occulto nell'arena mediatica di un varietà fanta politico che, processando gli ideali del novecento, ne ridicolizza i valori, assunti a simboli delle perversioni sociali d'una umanità sempre più egoisticamente sola e paradossale.
Re Nudo cerca di essere un'opera di sovversione poetica, la raffigurazione di una civiltà in declino spirituale, sottoposta a un trattamento genetico di massa volto a condizionare gli immaginari, desertificare le emozioni, contrapponendo alle vecchie utopie fascinazioni nuove: la realtà percepita, la semplificazione del pensiero, la simulazione virtuale, le visuali dell'inganno.
La favola si ispira a "1984" di Orwell, a "I vestiti nuovi dell'imperatore" di Andersen e ad alcune esperienze di vita particolarmente oppresse, accostando i frammenti di queste fonti per analogia, come fossero i numeri di un varietà che, vaneggiando sul potere dell'immaginazione, provoca domande per astrazioni e somiglianze, sollecitando similitudini, corrispondenze percettive che lasciano agli spettatori lo spazio della visione critica e il compito della composizione narrativa.
Un ruolo drammaturgico particolare è svolto dalla tecnologia che, seppur utilizzata nella forma più semplice possibile, qui rappresenta uno strumento d'assalto che oggi opprime la nostra vita quanto domani, forse, potrà renderla più libera e saggia.
"Lo spettacolo è un cabaret nero ed espressionista, una danza macabra che misura l'annientamento e il servilismo di un popolo di fronte a un re inetto e muto... è un assalto che procede per accumulo, un tentativo di snidare lo spettatore mostrando brechtianamente la grande macchina tecnologica della Storia e il totale spaesamento dell'individuo" Andrea Porcheddu Hystrio 3/2010
"Alessandro Garzella costruisce un teatro fortemente di parola in un ambiente virtuale tecnologico, un frullato dei nostri anni bui, un riassunto da rabbrividire, un concentrato che denuncia e nessuno salva, un patchwork dei peggiori anni della nostra vita: una marcia funebre ... il re (minuscolo) è un menomato quasi paralizzato in carrozzina, figura a metà strada tra il padre di Amleto senza nerbo ed un Ubu roi fumettistico che non parla, ma viene adorato come totem e figura di riferimento..." Tommaso Chimenti Scanner.it 18.1.2011
"Ottima la regia precisa, meticolosa e scandita con il metronomo, un impianto scenico tecnologico, suggestivo ed onirico, interpreti degni di locandine con nomi cubitali" Mauro Guidi teatro.org
Un circo mediatico che pullula di strani personaggi: un'attrice porno, un intellettuale contro tutto e tutti, un adulto-bambino discolo e zimbello al contempo, un re muto e immobile, un'attrice nerovestita che tanto ricorda una diva del cinema dei telefoni bianchi, e altri ne compariranno ancora. Marco Menini klpteatro.it 17.1.2011
I personaggi chiamano in causa provocatoriamente gli spettatori, i comportamenti sociali, di questo regno alla deriva sono esibiti come metafore del nostro marciume morale o dei disperati tentativi di uscirne Gilda Ciao klpteatro.it 3.6.2010
"A forza di esportare la democrazia, siamo rimasti senza" sentenzia uno dei prigionieri dell'arena mediatica in cui chi governa esercita violenza, si assicura amnistia, indulto, condono ed esibisce in televisione sciocchezze - semplificandone inoltre il linguaggio - per impedire il pensiero. Federico Raponi Liberazione 5.6.2010
La Città del Teatro via Toscoromagnola 656 Cascina - Pisa
Magazzino altri eventi via degli Oliveti 18 - Massa
(Sottosopra festival - Ass.to alla Cooperazione internazionale in collaborazione con Ass.to allla Cultura Provincia di Massa)
Roberta Rocco
Stampa & Comunicazione