Stagione teatrale 2009 2010
TEATRO VERDI
MONTE SAN SAVINO
Comune di Monte San Savino - Regione Toscana -
Provincia di Arezzo - Officine della Cultura
Rete Teatrale Aretina - Arezzo Teatri DOC - Monteutility srl
LINEA BLU
giovedì 18 marzo, ore 21.15
TEATRO STABILE DI GROSSETO
L'ECCEZIONE E LA REGOLA
di Bertolt Brecht
adattamento e regia di Alessandro Gatto
con Sabrina Chiozzotto, Francesco Tozzi, Sara Peppola, Alessandro Gatto, Natascia Lauto.
scene Grazia Catocci, costumi Irma Gabbolini e Bruna Palmucci, musiche Marco Bucci
Un minimo gesto, un minimo spostamento della prospettiva onomastica, un gioco di parole quasi impercettibile e "L'eccezione e la regola" di Bertolt Brecht, infrangendo l'originaria funzione copulativo-coordinante della quinta lettera del nostro alfabeto, diventa, grazie all'intelligente intervento drammaturgico di Gesualdi e Trono, un nuovo e provocatorio dramma, cioè L'eccezione è la regola il cui titolo, si badi, non tradisce affatto l'idea di base che spinse lo scrittore tedesco ma, bensì, ne amplifica le potenzialità semantiche e l'implicito, innegabile desiderio di giustizia. "L'eccezione e la regola"di Bertolt Brecht andrà in scena giovedì 18 marzo alle ore 21,15 al Teatro Verdi di Monte San Savino. In quest'opera teatrale Bertolt Brecht affronta la questione del capitalismo, opponendo un mercante, che vuole concludere un affare tanto buono quando difficile a realizzarsi, e un portatore del deserto, assoldato per trasportare la merce, e poi, dopo il licenziamento della guida locale, costretto a indicare la strada da percorrere. Più che in altre opere qui Brecht fa stringente l'aspetto di parabola edificante, o meglio demistificatoria, riprendendo il tema del cacciatore e della preda in chiave di conflitto di classe. L'antitesi tra lo sfruttato e lo sfruttatore, ci suggerisce l'autore, sarà sempre a senso unico: trionfo del potente, morte per il servo. In questo caso, il rapporto potere-pena si fa ancor più feroce: se da una parte il potere ha sempre ragione, qui Brecht conduce lo spettatore verso una visione edificante dello sfruttato, una visione che abbandona totalmente qualsiasi realismo, a favore di una conduzione idealizzata del tema, quasi mistificata, che termina nell'atto di sopruso per eccellenza, il decreto di morte. Non serve che questo assassinio sia compiuto per paura: è il potere a determinare le leggi di condanna e repressione quando si vede minacciato.
Anche il bigliettodi questo spettacolo, come di tutti quelli che fanno parte della Rete Teatrale Aretina, è già acquistabile on-lineall'indirizzo http://rta.ticka.it.
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