AL TEATRO DELLE ARTI LA BOTTEGA S. LAZZARO PRESENTA
"NON TI PAGO"
IL MEGLIO DI EDUARDO SUL
TERRAZZO DEL MITO
Venerdì 16 Aprile ore 21.00, al Teatro delle Arti, la Compagnia Bottega S. Lazzaro porterà in scena "Non ti pago", commedia in tre atti di Eduardo De Filippo, per la regia di Matteo Salsano. Personaggi e interpreti: Ferdinando Quagliulo( Rosario Battista)Concetta, sua moglie (Maria Guadagno); Stella, loro figlia (Selene Cantarella); Aglietiello, uomo di fiducia in casa Quagliuolo (Ciro Marigliano); Margherita, cameriera (Giovanna Memoli); Mario Bertolini (Alfredo De Simone); Erminia, sua zia (Adriana Pagano); Vittorio Frungillo (Vincenzo Pellegrino); Luigi Frungillo (Giuseppe Cuozzo); Carmela, popolana (Rossella Natella); Don Raffaele Console, prete (Gerardo Carrato); Lorenzo Strumillo, avvocato (Domenico Galizia). I costumi sono della Bottega S. Lazzaro, molto curate le scene firmate da Giuseppe Natella. Tecnici scene, suoni e luci: Salvatore Acconciagioco, Francesco Giunti e Raffaele Sguazzo. "Grande passione, ma soprattutto grande apprensione, ci hanno accompagnato durante la costruzione e la messa in scena di questo testo - spiega il regista, Matteo Salsano - Passione derivante dall'amore e dal rispetto verso un grande Teatro quale è appunto il Teatro di Eduardo, apprensione in quanto il passaggio tecnico da tutto ciò, alla rappresentazione, nasconde un'infinità di insidie, sapevamo perfettamente di lavorare su di un materiale che tanto ha fatto penare anche ad attori professionisti. Interiorizzare i concetti, i rapporti tra i vari personaggi e tra i personaggi e lo spazio scenico, sono stati punti fermi, i concetti base sui quali si è focalizzata l'attenzione e lo studio degli attori. Il puro e semplice naturalismo non ci interessava, cosa molto più impegnativa invece e verso cui abbiamo concentrato il nostro lavoro e quel "vero-simile" tanto caro ad Eduardo. La variante nella nostra messa in scena è l'ambientazione, si è trasferito il tutto all'esterno, su quel terrazzo, soleggiato e pieno di fiori, descritto dall'autore nelle note di inizio testo. Ci è sembrato che quell'ariosità quella solarità, ben si fondeva alla girandola tragicomica del testo". Arcinoto il soggetto: Ferdinando Quagliuolo è il gestore di un botteghino del lotto. Gioca sempre e non azzecca mai un numero, mentre il suo impiegato, Procopio Bertolini, vince sempre. Anzi ora, per colmo, vince una quaterna che gli ha dato in sogno proprio il padre di Ferdinando. Il gestore del botteghino del lotto si rifiuta di pagargli la quaterna e si tiene la cartella perché considera sua la vincita. Secondo lui, suo padre ha sbagliato persona, poiché il Bertolini abita proprio nella casa dove abitava lui quando suo padre era ancora vivo. Ricorre anche all'avvocato e al prete nel tentativo di trovare appoggi alla sua tesi, ma alla fine è costretto a ridare la cartella all'impiegato. Chiede aiuto, allora, al proprio padre, rivolgendosi al quadro appeso al muro. E questo aiuto pare proprio che arrivi: ogni volta infatti che l'impiegato Procopio tenta di incassare la vincita, gli arriva una disgrazia. Alla fine anche lui si arrende e vuole ridare il biglietto a Ferdinando. Ma tutto finisce bene: Procopio sposa la figlia di Ferdinando - che non gliela voleva concedere proprio per la rabbia che gli causavano le sue continue vincite - e la vincita rimane così in famiglia. Biglietto unico: ingresso euro 10,00.