Teatro Mecenate
Dopo il tutto esaurito in platea
il Mecenate di Arezzo si apre all'arte contemporanea
con lo Shakespeare cancellato di Isgrò
Che una stagione teatrale registri un sold out in apertura è già un bel traguardo. Ma se alle ovazioni (quelle per Isa Danieli-L'abissina diretta da Ugo Chiti giovedì scorso), segue la gioia per un'opera d'arte che regge letteralmente un teatro rinnovato, si tratta quasi di un piccolo miracolo. Per di più se l'opera in questione viene donata alla città da uno dei maestri del contemporaneo, con un gesto da vero Mecenate, a cui il nuovo teatro aretino intitola il suo sipario.
Lo slancio verso la città di Arezzo si deve infatti al celebre artista Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937), particolarmente legato alla terra toscana, dopo la grande retrospettiva omaggio del Centro Luigi Pecci di Prato. Isgrò ha scelto di confrontarsi con William Shakespeare per il nuovo Teatro Mecenate, che apre ufficialmente i battenti venerdì 10 febbraio 2012. L'artista è intervenuto con le sue note cancellature sulla frase tratta da Come vi piace (As you like it): «È il mondo intero una ribalta e tutti gli uomini e le donne sono semplicemente attori». La citazione avvolge le due colonne del teatro alte sette metri, collocate ai lati del boccascena, in un'installazione permanente che l'artista siciliano ha deciso di donare al Comune di Arezzo, con un gesto propiziatore e realmente mecenatesco.
E se il mondo non è altro che un grande palcoscenico, per il Bardo e per Isgrò, l'Assessore alla Cultura del Comune di Arezzo è pronto a inaugurare il Teatro con parole concordi alla visione dei due grandi: ogni luogo può essere adatto alla mise en scene, se inondato di fantasia. «Concepire il teatro ? ha dichiarato infatti l'Assessore Pasquale Giuseppe Macrì ? non vuol dire abitare uno spazio fisico, ma realizzare programmazioni di eventi creativi, per goderne dello spettacolo pubblico in sedi varie, diffuse, nuove o perfino improvvisate».
Tra le difficoltà in cui versa il nostro Paese, Arezzo un luogo fisico per il suo teatro l'ha trovato, anzi ritrovato: uno spazio rinnovato, adiacente a un istituto scolastico, quello di via Dante, d'auspicio per un'integrazione tra studio canonico e formazione culturale in senso lato. A sottolineare l'intento formativo, non solo per i giovani, ma per un pubblico allargato, la matrice classica del nome del Teatro, intitolato a Gaio Cilnio Mecenate (68 - 8 a.C.), influente consigliere dell'imperatore Augusto. Aretino d'origine, Mecenate incoraggiò e sostenne un circolo di poeti e intellettuali tra cui Orazio, Properzio e Virgilio, contribuendo a dar lustro alla Roma augustea e a rendere immortale il proprio appellativo, sinonimo di liberalità e lungimiranza.
Il Teatro Mecenate nasce così sotto una buona stella, fregiandosi di questa prestigiosa collaborazione con Emilio Isgrò, esponente, tra i maggiori innovatori, del panorama artistico contemporaneo, nonché uomo di teatro e autore, tra l'altro, dell'Orestea di Gibellina, la monumentale trilogia siciliana rappresentata nel Bèlice per tre stagioni consecutive (1983-1985), ripubblicata di recente, insieme all'opera teatrale completa, dalla casa editrice Le Lettere.
L'installazione, concepita site specific da Isgrò e donata in permanenza al neonato Teatro Mecenate, riannoda i fili della lunga carriera dell'artista, poeta visivo, mente vivace dell'Arte Concettuale, inventore di un linguaggio inedito, la Cancellatura, nata oltre 45 anni fa. Celebre nel panorama espressivo internazionale, Isgrò, ha ideato il suo imponente lavoro per i lati del boccascena del teatro: due strutture cancellate, che suonano altresì come un omaggio al vecchio Cinema della città, il Politeama, in cui campeggiava la stessa citazione dalla commedia shakespeariana riportata oggi alla ribalta.
Il Comune di Arezzo, celebrando così la cultura contemporanea, ringrazia pubblicamente Emilio Isgrò per la disponibilità e la dedizione, nonché per la sua munifica generosità; esprime inoltre, in questa occasione, la propria attesa per una futura collaborazione con l'artista, in vista di una sua possibile mostra personale alla GCAC di Arezzo. Il Comune ringrazia, inoltre, Marco Bazzini (Direttore Artistico del Centro Pecci di Prato) per il proficuo contatto con Isgrò e per la volontà di partecipazione nel coordinare al meglio il futuro evento espositivo, in collaborazione con la galleria Boxart di Verona, attiva da anni in progetti di alto spessore culturale con l'artista.
Alla cerimonia d'inaugurazione, in programma per le ore 12.00 di venerdì 10, sarà il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani a tagliare il nastro tricolore, al fianco dell'Assessore alla Cultura Pasquale Giuseppe Macrì e alle altre autorità cittadine.
La conferenza stampa è prevista lo stesso giorno, per le ore 11.30, alla presenza dei coordinatori dell'evento: Fabio Migliorati (Direttore per le Attività Espositive) e Andrea Biagiotti (Direttore per le Attività Teatrali).
A solcare prossimamente il palco del Teatro sarà invece Karénina, in programma domenica 12 febbraio, una produzione del Teatro Franco Parenti di Milano, dal testo di Lev Tolstoj, per la regia di Giuseppe Bertolucci.
Info: Ufficio Cultura Comune di Arezzo, tel. 0575 377500, ufficiocultura@comune.arezzo.it