Col patrocinio del Comune
della Proloco di Corridonia (Mc)
SLOW FOOD Corridonia
ha il piacere di presentare
Sabato 4 luglio 2009
Eduardo de Filippo:
Teatro, Poesia e ragu
Divagazioni a due tra palcoscenico e fornelli
Con Anna e Antonio Sommella
Serata di Teatro con cena alla maniera di Eduardo
Tutti i dettagli nella locandina allegata
* * *
Teatro, poesia e ragù
(Divagazioni partenopee tra palcoscenico e fornelli)
L'idea per questo spettacolo mi nacque una prima volta quando - ed erano già passati due anni dalla sua pubblicazione - mi capitò tra le mani il libro "Si cucine cumme vogl'i'" scritto da Isabella Quarantotti che è la moglie del grande Eduardo De Filippo.
Ma non si trattava di un qualunque libro di cucina. Le quartine di «Si cucine cumme vogli'i», Eduardo le aveva scritte verso la metà degli anni sessanta; ne aveva anche parlato più volte ad Isabella, però non glielo aveva mai mostrato: "Non è un libro di cucina con le ricette" - diceva - "perciò è difficile."
Lei l'ha letto solo dopo la sua morte e le è sembrato tanto affascinante da pensare di farne lo spunto per descrivere i piatti preferiti dal grande drammaturgo, le pietanze conosciute e amate fin dall'infanzia e che lui aveva descritto con la sua poesia.
Lui aveva sempre voluto sul palcoscenico tavole imbandite con cibo vero da mangiare, pastasciutta al ragù, cappone, capretto al forno, frittata di cipolle, il caffè: e allora perché non servirsi di questa "scusa" per riproporre quelle scene delle sue commedie in cui aveva voluto il cibo come coprotagonista o comparsa accompagnandole con la descrizione di quel cibo, di com'è fatto, di come si cucina?
Cominciai così a cercare nelle commedie del Maestro tutto quello che avesse a che fare con la tradizione gastronomica napoletana e tutte le situazioni sceniche in cui la scenografia fosse fatta anche di "roba da mangiare". Avevo raccolto parecchio materiale ed avevo quasi l'intero spettacolo in mente e sulla carta ma i sentieri della vita svoltano quando meno te l'aspetti e misi da parte tutto per dedicarmi ad altri progetti.
Dopo il trasferimento a Pollenza, in mancanza di una Compagnia e mentre costruivo il cosa ed il come di nuovi spettacoli, mi venne l'idea di proporre un "one man show" tirando fuori dal cassetto il ricchissimo materiale "teatral/culinario" messo insieme qualche anno prima.
In pochi giorni lo spettacolo prendeva la sua forma, monologhi e dialoghi trovavano la loro esatta collocazione e prendevano corpo i tenui brani musicali dell'accompagnamento.
"Natale in casa Cupiello" (1933). Luca, al suo risveglio, sorbisce un caffè che per sua stessa dichiarazione "fete 'e scarrafune", Il figlio Nennillo accetta di "sosersi" dal letto solo a patto che gli sia servita 'a zuppa 'e latte, il pranzo di Natale ha risvolti tragici ancor prima di cominciare (Concetta si ferirà alla testa inseguendo il capitone in fuga, Ninuccia litigherà definitivamente col marito, e Luca sarà colto da un grave malore). Intorno al malato - nel terzo atto - si riuniscono parenti ed amici ai quali il portinaio Raffaele serve caffè a josa mentre Luca - in un momento di lucidità racconta di una sua gran mangiata di fagioli.
"Non ti pago" (1940). Ferdinando Quagliuolo, all'inizio del consueto pranzo domenicale - che ha preparato con le sue stesse mani - e mentre lui stesso distribuisce porzioni di pasta al ragù, annuncia ai convitati - abituali ed occasionali - il fidanzamento di sua figlia Stella con Procopio Bertolini, commesso nel suo banco Lotto, da lui maledetto poiché ha incassato una quaterna dettatagli in sogno dal padre....dello stesso Ferdinando Quagliuolo.
"Napoli milionaria" (1945). Gennaro Jovine ritorna dalla guerra proprio mentra sta per iniziare il pranzo di festeggiamento per il compleanno di Enrico Settebellizze, ambiguo socio di Donn'Amalia Jovine, Gennaro cerca di raccontare le sue peripezie ma nessuno lo ascolta: intanto arrivano vino, contorni e capretto al forno con le patate.
"Questi fantasmi" (1946). Il rito del caffè viene solennemente decantato da Pasquale Lojacono all'immaginario prof. Santanna .
"Filumena Marturano" (1946) Il tavolo centrale, nella stanza da pranzo, è apparecchiato per due coperti, con un certo gusto ed anche ricercatezza: non vi manca un «centro» di rose rosse freschissime. Primavera inoltrata: quasi estate. à l'imbrunire. Le ultime luci del giorno dileguano per il terrazzo. In piedi, quasi sulla soglia della camera da letto, le braccia conserte, in atto di sfida, sta Filumena Marturano. Indossa una candida e lunga camicia da notte......
"Sabato, domenica e lunedì" (1959). I tre giorni del titolo sono quelli durante i quali si esaurisce la vicenda che è significativamente accompagnata da uno speciale coprotagonista: il ragù. Quella sublime salsa di cui la protagonista stessa - proprio all'inizio del primo atto - spiega il segreto.
"Il ragù domenicale in casa Priore è quasi un rito cui partecipano parenti e amici di famiglia, è una cerimonia con precise regole di gesti, di parole, di pause che vanno rispettate" à Eduardo stesso a dirci quanto "sia fondamentale la scena del pranzo ai fini della commedia, per i caratteri, per i sentimenti umani, e per il costume" perciò essa "deve essere concentrata in modo perfetto". La tavola è vitale perché segna dunque il momento magico domenicale: il rito del ragù di Donna Rosa Priore.
"Il cilindro" (1965). Bettina ha preparato 'nu ruoto 'e patane con patate, cipolle e pomodori - che manda a cuocere nel forno del pizzaiolo all'angolo del vicolo - destinato ad essere mangiato in scena nel finale della commedia.
Antonio Sommella