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Teatro
dal 11/03/2010
al 31/03/2010
 
Dove:
stemma del comune di Busto Arsizio
Busto Arsizio (VA)
Lombardia - Italia
 
Per maggiori informazioni:
info eventoIl Teatro Sociale Srl
tel. 0331 679000 fax 0331 637289
 
Fonte:
Ufficio stampa teatro Sociale Busto
 
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Scheda Evento
TEATRO SOCIALE DI BUSTO ARSIZIO

CALENDARIO MARZO 2010
Spettacoli teatrali

Giovedì 11 marzo 2010, ore 9.30 e ore 11.00 [in "Sala grande"]
Venerdì 12 marzo 2010, ore 10.00 e ore 21.00

ALLA SCOPERTA DELLA LIRICA: IL MEGLIO DE "IL BARBIERE DI SIVIGLIA"
musica di Gioacchino Rossini; libretto di Cesare Sterbini
con l'orchestra Microkosmos; direttore Fabio Gallazzi

violini: Lada Bronina, Carmelo Patti, Margarita Egorova, Alessia Rosini, Stella Colombo, Niccolò Steffanini, Carlo Battioli, Mattia Berrini, Anna Satta; viole: Matteo Lipari, Patrizia De Santis, Ian Psegodschi; violoncelli: Christine Cullen, Kandis Davis, Valentina Conte; contrabbassi: Luigi Correnti, Alberto Martini; chitarra: Marco Longhi; ottavino&flauto traverso: Anna Bazueva; oboe: Daniele Scanziani; clarinetto: Silvia Boaretto; fagotto: Fausto Polloni; corni: Marco Consoli, Marco Pizzimenti; tromba: Mauro Brunini; percussioni: Massimiliano Varotto

personaggi: Figaro, il barbiere baritono: Davide Rocca; Il Conte d'Almaviva - tenore: Edoardo Francesconi; Rosina, pupilla di Bartolo - soprano: Patrizia Bergolisse; don Bartolo - baritono: Alberto Luraghi; Basilio, maestro di musica - basso: Stefano Almasio; Berta, cameriera di Bartolo - soprano: Nicoletta Strano

voce narrante: Danilo Lamperti

concerto
«Tutti mi chiedono, / tutti mi vogliono, / donne, ragazzi, / vecchi, fanciulle: Qua la parrucca / Presto la barba / Qua la sanguigna / Presto il biglietto». Così Gioacchino Rossini, nel 1816, consegnava a futura memoria il personaggio del fantasioso e sempre attivo Figaro, protagonista dell'opera buffa in due atti "Il barbiere di Siviglia", su libretto di Cesare Sterbini e su soggetto di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. L'allegra cavatina "Largo il factotum della città" all'inizio del primo atto, insieme con l'ouverture "Ecco ridente in cielo" e l'aria "La calunnia è un venticello", sono, infatti, tra i brani più popolari del capolavoro rossiniano, considerato oggi uno dei più grandi successi del teatro musicale italiano.

Le briose e giocose invenzioni in note ideate dal compositore pesarese, ma anche l'avvincente trama con la sua contrastata storia d'amore tra il conte d'Almaviva e la bella Rosina, fanno di quest'opera un buon viatico per avvicinare i più giovani al mondo, magico e affascinante, del melodramma. Nasce da queste considerazioni il progetto "Alla scoperta della lirica: Il meglio de Il barbiere di Siviglia", che vedrà salire sul palco l'orchestra Microkosmos e il suo direttore, il maestro Fabio Gallazzi, con il narratore Danilo Lamperti e un qualificato cast di cantanti lirici.

La lezione-concerto propone una presentazione degli strumenti musicali e dei registri vocali (basso, tenore, contrasto, soprano), nonché l'ascolto della trama e di arie scelte come i brani "All'idea di quel metallo" o "Una voce poco fa".

Oltre 1600 sono gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, provenienti da Busto Arsizio e dai paesi limitrofi, che varcheranno la soglia della sala di piazza Plebiscito per le tre repliche mattutine in programma, cui seguirà, nella serata di venerdì 12 marzo, un concerto aperto al pubblico. Un'ottima occasione, questa, per immergersi nelle atmosfere senza tempo di un'opera che ebbe tra i suoi estimatori personaggi del calibro di Ludwig van Beethoven, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Stendhal e Giuseppe Verdi.

Al concerto serale di venerdì 12 marzo sarà presente l' associazione onlus Kay La - Amici di Suor Marcella , con uno stand e una mostra fotografica. Verranno raccolti fondi in favore della ricostruzione di Haiti , la cui popolazione è stata colpita lo scorso gennaio da un violento terremoto.

Per saperne di più

Il progetto "Alla scoperta della lirica: il meglio de Il barbiere di Siviglia"

L'associazione onlus Kay La - Amici di suor Marcella

Ingresso: libero e gratuito

Informazioni: Fabio Gallazzi - Circolo accademico culturale di Vanzaghello, cell. 347.2307202, gallazzi2@libero.it

Nota: L'appuntamento è promosso dalla Provincia di Varese, con il sostegno della Bcc-Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate e in collaborazione con il Comune di Busto Arsizio, l'Ufficio scolastico provinciale di Varese, la fondazione Labus-Pullè, il «Circolo accademico culturale» di Vanzaghello e il marchio L'ILOpera© (Interdisciplinary Learning Opera)

[Sala riservata dal Comune di Busto Arsizio]

Giovedì 11 marzo 2010, ore 21.00 [al ridotto "Luigi Pirandello"]

«...TRIESTE HA UNA SCONTROSA/GRAZIA. SE PIACE/ È COME UN RAGAZZACCIO ASPRO E VORACE... »

dalla produzione poetica di Umberto Saba

con gli "Attori del teatro Sociale"
regia e guida storica di Delia Cajelli
conferenza-spettacolo

La città di Trieste è sfondo, scenario e, nel caso della raccolta "Trieste e una donna" (1910-'12), anche "personaggio protagonista" del "Canzoniere", opera in versi, pubblicata in versione definitiva nel 1961, che segue tutto l'itinerario poetico e umano di Umberto Saba (1883-1957). In queste pagine, di forte tensione diaristica, il centro giuliano viene ritratto quale spazio della memoria individuale e collettiva, specchio di un mondo di sentimenti e di affetti, ma anche come osservatorio privilegiato di quella che lo stesso poeta chiama la «calda vita» e porto sicuro di un'esistenza sconvolta dalla tempesta della storia (lo scrittore era di origini ebree e nel 1938, quando vennero promulgate le leggi razziali, fu costretto all'esilio). Il mare, le cose semplici e concrete, gli uomini e le donne per le strade e nelle piazze della città vecchia, ma anche nei brulicanti vicoli e nei fumosi caffè del porto, sono il teatro di una poesia introspettiva, che canta il senso della vita e delle passioni umane, ma anche i temi della privazione e della sofferenza interiore.

La «triestinità» del Canzoniere sabiano si respira anche nella lingua, che mescola forme letterarie rare a espressioni quotidiane e battute popolari.

Tra le poesie estrapolate da questa avvincente «biografia letteraria», dominata dal colore azzurro del mare e del cielo friulano, gli attori del teatro Sociale proporranno, tra l'altro, la lettura drammatizzata di "Trieste" (lirica dalla quale prende il titolo l'appuntamento), "Città vecchia", "Tre vie", "Caffè Tergeste", "Il molo", "La casa della mia nutrice", "Da un colle" e "Una strana bottega d'antiquario". Verranno, inoltre, presentati i versi dedicati alla consorte Lina e alla figlia Linuccia, pietre angolari di poesie quali "A mia moglie", "L'ultima tenerezza", "Ed amai nuovamente" e "Ritratto della mia bambina". L'incontro permetterà di confrontarsi, poi, con poesie conosciute come "Goal", "La capra", "La gatta" ed "Ulisse". Non mancherà, infine, un raffronto con altri due importanti scrittori la cui vita fu legata a Trieste: Italo Svevo e James Joyce.

Ingresso: posto unico E 8.00, ridotto [giovani fino ai 21 anni; ultra 65enni; militari; soci TCI; Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone] E 6.00

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: L'appuntamento si inserisce nel ciclo di incontri "Perché tu mi dici: poeta?", promosso dall'associazione culturale "Educarte", con il patrocinio e il contributo economico della Fondazione comunitaria del Varesotto

[produzione interna]

Lunedì 15 marzo 2010, ore 10.15
Martedì 16 marzo 2010, ore 20.30 [in "Sala grande"]

TUTTI ALLEGRAMENTE INSIEME A PINOCCHIO
dal romanzo "Le avventure di Pinocchio" di Collodi

con gli allievi del primo corso di "Officina della creatività"
e con la partecipazione straordinaria degli "Attori del teatro Sociale" (Gerry Franceschini, Ada Garufi e Mario Piciollo)

adattamento scenico e regia di Delia Cajelli
coreografie di Elisa Vai
scelte musicali a cura di Anita Romano
costumi di Rossana Ferrari e Lia Ballarati
luci di Maurizio Aspes
favola per bambini

«Naso di legno, cuore di stagno, [...] «scarpe di zuppa e pan bagnato», [...] «vestitino di carta colorato»: il burattino di legno più famoso del mondo sale sul palco. La storia è quella nata sul finire dell'Ottocento dalla penna del giornalista toscano Carlo Lorenzini, detto Collodi, e oggi considerata uno dei capisaldi della letteratura per l'infanzia. Imbattutosi per caso in un ceppo di legno, il buon Geppetto, falegname di un piccolo paese toscano, decide di fare un «pupazzetto» da tenere con sé, per compagnia. Una volta terminato il lavoro, l'anziano artigiano scopre che la sua creazione è in grado di parlare, muoversi e combinare tanti, tantissimi guai. Inizia così il racconto di una lunga serie di tragicomiche peripezie e di monellerie da manuale, che porteranno un dispettoso, capriccioso, irriverente e inaffidabile «ceppo di legno animato» a trasformarsi in «un ragazzino perbene».

Con il burattino di Collodi, lo spettacolo vedrà in scena tutti i suoi indimenticabili compagni d'avventura: dal benevolo Geppetto al saggio Grillo parlante, dall'amabile Fatina dai capelli turchini all'orribile e cattivissimo Mangiafuoco, senza dimenticare Lucignolo, compagno di sventure nel Paese dei balocchi, e il Gatto e la Volpe, forse la più famosa coppia di «briganti» della letteratura.

Tra gli episodi al centro della riduzione scenica: la divertente scena della nascita di Pinocchio, gli incontri della marionetta con i tanti personaggi che, tra bugie e fughe, lo condurranno verso la crescita, l'esperienza del teatro dei burattini, il viaggio nel paese dei balocchi e il racconto delle lunghe ore nel ventre della balena, prima dell'inizio di una nuova vita.

Lo spettacolo sarà corredato da una mostra tesa a ripercorrere la fortuna del capolavoro collodiano, a partire dal 1883 (data della sua prima pubblicazione a volume), attraverso esemplari storici, libri illustrati, traduzioni e saggi critici conservati presso la Biblioteca civica di Busto Arsizio. L'esposizione, a cura di Loredana Vaccani, allinea una quarantina di volumi, suddivisi in cinque sezioni, tra i quali si segnala un'edizione antica, datata 1912, con illustrazioni di Carlo Chiostri.

Ingresso libero e gratuito (la replica di lunedì 15 marzo, riservata ai bambini delle scuole elementari cittadine, registra il sold out)

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: lo spettacolo chiude il primo anno del corso di didattica teatrale per bambini delle scuole primarie, tenuto dall'associazione culturale "Educarte" e previsto dalla convenzione triennale stipulata, nella primavera del 2009, tra la società "Il teatro Sociale srl" e l'Amministrazione comunale di Busto Arsizio. Il progetto formativo proseguirà con l'allestimento di altri due classici della letteratura per l'infanzia, "Cuore" di Edmondo De Amicis e "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry

[produzione interna]

giovedì 18 febbraio 2010 - ore 11.00 [in "Sala grande"]

«C'E' QUALCOSA DI NUOVO OGGI NEL SOLE, / ANZI D'ANTICO...»

dalla produzione poetica di Giovanni Pascoli
con gli Attori del teatro Sociale
regia e guida storica di Delia Cajelli
conferenza-spettacolo

«Il fanciullino eterno che vede tutto con meraviglia, tutto come la prima volta: [...] sogna, parla alle bestie e agli alberi [...] alle nuvole. [...] Popola l'ombra di fantasmi e il cielo di dei. Impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare». E' questo il poeta secondo quanto Giovanni Pascoli (1855-1912) scrive nella prosa "Il fanciullino", pubblicata nel 1897 sulla rivista culturale "Il Marzocco" e riedita nel 1903 sul volume "Miei pensieri di varia umanità" . Da queste considerazioni, nasce l'attenzione dello scrittore romagnolo per la cosiddetta «poetica delle piccole cose», della quale massimi esempi si hanno nelle raccolte "Mirycae" (1891-1903), "Primi poemetti" (1897-1907) e "Canti di Castelvecchio" (1903-1912). Giovanni Pascoli si fa, dunque, cantore della semplicità e della genuinità della vita campestre, della quale offre suggestivi ritratti di gusto impressionistico in poesie quali "Lavandare" e "Novembre", ma dà anche voce al calore degli affetti familiari, visti come «nido» protettivo. In molte sue liriche, da "X Agosto" a "La cavallina storna", da "La voce" a "Aquilone", ricorrono, inoltre, i temi della tragedia familiare e del ricordo dei «cari morti», rivisitati attraverso la chiave della «memoria emotiva».

L'incontro, per la cui costruzione scenica è stata utilizzata la biografia "Lungo la vita di Giovanni Pascoli" della sorella Maria, offrirà anche l'occasione per avvicinarsi ad aspetti poco conosciuti del poeta decadentista, come la sua permanenza a Messina, durante il terremoto del 1908, e l'avventura politica nelle file del socialismo.

Ingresso: posto unico E 6.00

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: L'appuntamento, riservato agli studenti dell'Ipc "Pietro Verri" di Busto Arsizio, si inserisce nel ciclo di incontri "Perché tu mi dici: poeta?", promosso dall'associazione culturale "Educarte", con il patrocinio e il contributo economico della Fondazione comunitaria del Varesotto

[produzione interna]

Giovedì 25 marzo 2010, ore 21.00 [al ridotto "Luigi Pirandello"]

«LASCIATEMI COSÌ/COME UNA/COSA/POSATA/IN UN/ANGOLO E DIMENTICATA...»

dalla produzione poetica di Giuseppe Ungaretti

con gli "Attori del teatro Sociale"
regia e guida storica di Delia Cajelli
conferenza-spettacolo

«Incomincio il "Porto sepolto", dal primo giorno della mia vita in trincea, e quel giorno era il [...]Natale del 1915, e io ero sul Carso, sul Monte di San Michele. Ho passato quella notte coricato nel fango, di faccia al nemico che stava più in alto di noi ed era cento volte più armato di noi. Nelle trincee, quasi sempre nelle trincee. [...] per un anno si svolsero i combattimenti». Così Giuseppe Ungaretti (1888-1970) ricorda la genesi del suo primo libro di poesie, il "Porto sepolto", pubblicato nel 1916, in edizione limitata a ottanta copie, presso una tipografia di Udine e rieditato nel 1923 dalla Stamperia Apuana di La Spezia, sempre per interessamento dell'amico Ettore Serra. In queste trentatré liriche, così come nelle sezioni "Naufragi" e "Girovago" della raccolta "L'allegria" (1919 e -1931), tutte riunite nel volume "Vita di un uomo" (1969), Giuseppe Ungaretti narra l'esperienza della prima guerra mondiale, da lui stesso vissuta come soldato semplice presso il XIX Battaglione di fanteria.

Scritti su «cartoline in franchigia, margini di vecchi giornali, spazi bianchi di care lettere ricevute», i versi ungarettiani dal fronte, sempre corredati da una data e dall'indicazione di un luogo, hanno il sapore delle pagine di un diario intimo; sono il racconto della vita un uomo solo, in mezzo a tanti uomini soli, costretto a vivere, giorno e notte, a contatto con l'odio e la violenza, a sperimentare l'esperienza della caducità della vita umana e della riduzione di ogni spazio della propria esistenza a maceria, «brandello di muro» ("San Martino del Carso").

Da un punto stilistico, il verso è frammentato, il linguaggio scarno, la parola sillabata e carica di «un'intensità straordinaria di significato», la punteggiatura quasi inesistente, così da esprimere la condizione di fragilità e di inquietudine esistenziale che la guerra porta sempre con sé. Un'inquietudine che Giuseppe Ungaretti espresse magistralmente nella poesia «Soldati» del 1918: «Si sta / come d'autunno / sugli alberi / le foglie».

Ingresso: posto unico E 8.00, ridotto [giovani fino ai 21 anni; ultra 65enni; militari; soci TCI; Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone] E 6.00

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: L'appuntamento si inserisce nel ciclo di incontri "Perché tu mi dici: poeta?", promosso dall'associazione culturale "Educarte", con il patrocinio e il contributo economico della Fondazione comunitaria del Varesotto

[produzione interna]

Domenica 21 marzo 2010, ore 16.30 [al ridotto "Luigi Pirandello"]

CONCERTO DI PRIMAVERA

musiche di Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Leonard Bernstein, Wolfgang Amadeus Mozart, Jaques Offenbach, Davide Scazzosi e Antonio Vivaldi

con la «Kinder Orchestra»; direttore: Davide Scazzosi

flauto traverso: Micol Iannetta, Chiara Turano; clarinetto: Francesca Grassi, Giorgio Noè, Federico Dani Sansugaro; pianoforte: Elisabetta Paganini; tastiera: Monica Castoldi; violini primi: Alessio Garabelli, Tommaso Pozzi, Fabio Scazzosi, Lorena Vezzaro; violini secondi: Eleonora Ferioli, Erica Guzzo, Lucia Guzzo, Cecilia Puglisi, Gioele Mancuso, Mattia Turano, Silvia Zanoli; violoncello: Veronica Belloli, Giulia Gallazzi, Matteo Montagnana, Federico Orsini, Fabio Rosso;percussioni: Andrea De Bernardi, Filippo Milani

concerto

Sono più di una ventina, tutti di età inferiore ai diciassette anni. Suonano pianoforte, violino, violoncello, flauto traverso, clarinetto, tastiera e percussioni. Li accomuna un sogno: diventare, da grandi, professionisti della musica. Si tratta dei componenti della "Kinder Orchestra", formazione di tipo classico completa, a partecipazione gratuita, fondata nel 2005 dal maestro Fabio Gallazzi con l'obiettivo di far sperimentare ai giovani allievi strumentisti l'importante esperienza formativa della «musica d'insieme». Il "Concerto di primavera", rivolto ai bambini e ai loro genitori, si aprirà con le note gioiose e dai colori argentini dell'«Inno alla gioia» di Ludwig van Beethoven, adattamento del quarto e ultimo movimento della "Nona sinfonia", composto nel 1823 per musicare l'omonimo testo del poeta tedesco Friedrich von Schiller, idealistico messaggio di pace e di fratellanza tra gli uomini che è stato adottato come inno ufficiale dal Consiglio d'Europa nel 1972 e dall'Unione europea dal 1986.

Il concerto proseguirà con l'ascolto di una selezione di musiche composte da autori classici quali Johann Sebastian Bach, Leonard Bernstein, Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Vivaldi, riadattate per l'organico e le potenzialità tecniche dei giovani esecutori in scena, per concludersi con il ritmo trascinante e meraviglioso del "Can can" di Jacques Offenbach, scritto nel 1858 per l'operetta «Orphée aux Enfers» e diventato uno dei balli-simbolo del Moulin Rouge e dell'atmosfera bohémienne della Belle époque parigina.

Durante l'appuntamento verranno, inoltre, eseguiti due brani ideati dal direttore Davide Scazzosi -un vivace "Kider valzer" e un raffinato "Andante per pianoforte e orchestra"-, la cui scrittura musicale intende valorizzare il livello di conoscenza e le capacità esecutive di ogni singolo strumentista in scena.

Ingresso libero e gratuito

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: L'appuntamento è promosso dall'associazione culturale "Educarte" di Busto Arsizio e dal "Circolo accademico culturale" di Vanzaghello

[Sala riservata dall'associazione culturale "Educarte"]

Mercoledì 31 marzo 2010, ore 21.00 [al Santuario di santa Maria di piazza]

«DONNA DEL PARADISO, LO TUO FIGLIOLO E' PRISO»

con gli Attori del teatro Sociale

e con la partecipazione della "Star Dance" di Turbigo
e degli allievi del II corso di Officina della creatività
adattamento scenico e regia di Delia Cajelli
musiche dal vivo a cura di Marco Carraro (organo) e Tina Mancuso (voce solista)
produzione: associazione culturale Educarte-Teatro Sociale
sacra rappresentazione

«Donna del Paradiso, lo tuo figliolo è priso»: è l'incipit della lauda duecentesca "Pianto della Madonna" di Iacopone da Todi a dare il titolo alla sacra rappresentazione sulla vita della Beata Vergine Maria che il teatro Sociale propone, in collaborazione con la Parrocchia prepositurale di san Giovanni Battista, in occasione della Pasqua 2010.

L'appuntamento, su testo e per la regia di Delia Cajelli, prende spunto da alcune delle più importanti opere, appartenenti alla letteratura sacra e non, che hanno tratteggiato la figura di Maria di Nazareth: dai Vangeli di Luca, Giovanni e Matteo all'intenso dramma teatrale "Annuncio a Maria" di Paul Claudel, da una selezione di poesie mariane scritte da Giovanni Pascoli, Giuseppe Ungaretti e Karol Wojtyla al recente libro "In nome della Madre" di Erri De Luca, senza dimenticare la bellissima "Preghiera di san Bernardino alla Vergine", con cui Dante Alighieri apre il canto trentatreesimo del "Paradiso".

La giovinezza nell'ebraica Galilea, l'annunciazione da parte dell'arcangelo Gabriele, il chiacchiericcio corrosivo della gente che parla d'adulterio, il matrimonio con Giuseppe, il viaggio fino a Betlemme, la nascita di Gesù in una stalla sono solo alcuni dei quadri scenici che compongono «Donna del Paradiso, lo tuo figliolo è priso». Ne emerge il ritratto di una donna, dal destino speciale: umana nella sua quotidianità, nella dimensione di sposa e madre amorevole, ma miracolo vivente della verginità che si fa carne. Maria di Nazareth è, per usare le parole di Erri De Luca, un'«operaia della divinità», che porta in grembo, senza seme, un figlio che è suo, ma che è anche di Dio. Un figlio dal destino già segnato in partenza, condannato a morire in croce, tra le lacrime della madre, come racconta Iacopone da Todi: «Figlio bianco e vermiglio, figlio senza simiglio, figlio, e a ccui m'apiglio? Figlio, pur m'ài lassato! Figlio bianco e biondo, figlio volto iocondo, figlio, perché t'à el mondo, figlio, cusì sprezzato? Figlio dolc'e placente, figlio de la dolente, figlio àte la gente mala mente trattato».

Ingresso: libero e gratuito

Informazioni: teatro Sociale di Busto Arsizio, tel. 0331.679000

Nota: Lo spettacolo si inserisce nel cartellone di "BA Teatro", rassegna che riunisce, sotto l'egida e con il contributo economico del Comune di Busto Arsizio, riunisce i cartelloni di Palkettostage International theatre productions e dei teatri Manzoni, San Giovanni Bosco e Sociale. Palcoscenico della rappresentazione sarà il santuario di Santa Maria di piazza in Busto Arsizio, piccolo gioiello rinascimentale, di impianto bramantesco, che al suo interno accoglie opere di Gaudenzio Ferrari e Bernardino Luini

[BA Teatro - Stagione cittadina 2009/2010]

Informazioni al pubblico:
Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 8, 21052 Busto Arsizio (Varese)
tel. 0331 679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, www.teatrosociale.it.

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Informazioni Turistiche su Busto Arsizio:
Data ultimo aggiornamento 18/03/2010 09:42:37
Inserito da Monica
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Grazie Gianfranco & Monica
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