Siamo nel secolo scorso, il filosofo Teodorico Moretti Costanzi, apre idealmente le porte del suo Palazzo al pubblico. Suggestioni, storie e drammi attendono il visitatore in un viaggio che, attraverso singolari avvenimenti che risalgono alle epoche più disparate, che qui sembrano ancora essere in corso, lo condurrà a ritroso sino al 21 giugno del 217 a.C., il giorno in cui si svolse la Battaglia del Trasimeno.
La vicenda parte dalle ricerche del professore sulla storia della sua famiglia proprietaria del Palazzo del Capra. È proprio il Palazzo che diventa teatro, un teatro particolare in cui il professore ricostruisce i passaggi di una vicenda che ci permette di scoprire alcuni degli elementi chiave degli studi sulla battaglia annibalica.
In ogni ala del Palazzo il pubblico è chiamato ad assistere a vicende e ricostruzioni di avvenimenti storici accaduti al suo interno o nelle sue vicinanze. Attori di questo singolare spettacolo sono lo stesso Professore, e gli spettri di ospiti illustri: alcuni, forse meno conosciuti, sono avi del padrone di casa; altri sono personaggi storici noti a tutti, del calibro del generale cartaginese Annibale Barca e del console romano Caio Flaminio. Lo spettacolo è costruito per stadi successivi, come del resto sembra essere strutturata la stessa architettura del Palazzo. Ogni livello appartiene a un differente periodo: si va dalla sala in cui nel secolo scorso viveva il Professore, al diciassettesimo secolo quando la sua antenata Veronica abitò e morì in modo cruento nel Palazzo, all'anno 217 a.C., anno in cui fu combattuta la Battaglia del Trasimeno tra le truppe di Annibale e quelle di Flamino. I comandanti dei due eserciti sono i protagonisti principali dell'epilogo. In particolare Flaminio, insieme alla consorte, con il contributo determinante della testimonianza del generale cartaginese, uscirà finalmente dal suo lungo riserbo e chiarirà la sua posizione.
Lo spettacolo, di Tommaso Urselli, sarà diretto da Roberto Biselli del Teatro di Sacco. (E.M.)