"IL CARCIOFO MORETTO"
Nome scientifico: CYNARA SCOLYMUS
Terreno preferito: siliceo argilloso, tipico dei calanchi, ben esposto al sole.
Il carciofo non è altro che il bocciolo dell'infiorescenza che si raccoglie immatura, cioè prima che sbocci, nel mese di maggio. I petali, o bratte, nel nostro "Moretto" terminano con acute spine di colore giallo.
Il "Moretto" è una varietà rustica, sulla quale non sono stati fatti interventi genetici, diversamente da altre, largamente coltivate nel bacino del Mediterraneo, e ciò ha consentito di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche e gli aromi originari.
La pianta si presenta come un cespuglio che può raggiungere un'altezza di 150 centimetri, il fusto è eretto con getti basali chiamati "carducci", che vengono usati per la riproduzione. Le foglie, verdi-grigiastre, sono pennatosette e intere, grandi e spinose, pendenti all'infuori.
Il principale nemico delle carciofaie è il topo di campagna (ARVICOLA COMUNE) che è ghiotto delle radici del carciofo. Si cerca di dissuaderlo, cospargendo cenere e creolina intorno alla pianta. In particolare quest'ultimo repellente, che è un prodotto chimico, si somministra con cautela nel modo seguente: dopo aver tagliato dei pezzetti di canna lunghi 25-30 centimetri, si conficcano per 10-15 cm. nel terreno lungo il perimetro della carciofaia e, con l'aiuto di un imbuto, si versa la creolina che imbibisce il terreno, impedendo ai topi di entrare.
DAL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
Redatto dal Comitato promotore della D. O. C. "IL MORETTO" Carciofo di Brisighella
[...] La zona di produzione della denominazione di origine controllata "Il Moretto" carciofo di Brisighella è così delimitata in cartografia 1:25.000 dai confini politici del Comune di Brisighella, che confina a: Nord-Est con il comune di Faenza, a Est con il comune di Castrocaro, a Sud-Est con il comune di Modigliana, a Sud con il comune di Marradi, a Ovest con il comune di Palazzuolo, a Nord-Ovest con il comune di Casola Valsenio e a Nord con il comune di Riolo Terme.
Caratteristiche di coltivazione
Le condizioni ambientali e di coltura delle carciofaie devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire ai carciofi le specifiche caratteristiche. I sesti di impianto devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche del bozzolo fiorale. L'impianto deve essere effettuato per via vegetativa prelevando da piante madri di carciofo un numero variabile, max. 20, getti vegetativi (carducci). La raccolta dei carciofi viene effettuata nel periodo primaverile, a mano preferibilmente nelle ore mattutine.
Caratteristiche al consumo
"Il Moretto" carciofo di Brisighella, all'atto dell'immissione al consumo fresco, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
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Colore: viola con riflessi dorati;
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Odore: di ortaggio carciofo fresco intenso e delicato al taglio;
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Aspetto: di ortaggio fresco turgido che, spezzato, presenta una rottura del bocciolo fiorale cristallina e non stopposa, con spine giallo nere ben formate e rigide;
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Sapore: con leggera sensazione di amaro carciofo-cardato tipica dei carciofi non selezionati e freschezza sellerina (sedano) [...]
IL CARCIOFO NELL'ALIMENTAZIONE E NELLA DIETA
Il "Moretto" si mangia crudo e leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il nostro "Brisighello", col quale si sposa molto bene, in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune. Nel "Brisighello" infatti, il consumatore avverte con chiarezza, fra i vari sentori, i profumi e i gusti del carciofo verde.
Il carciofo è importante nella dieta degli anemici perché ha un altissimo contenuto di ferro, così come avviene per gli spinaci. Giova agli stitici per il grande contenuto di cellulosa, entrando a far parte delle diete ad alto residuo. È utile ai diabetici per il bassissimo contenuto di zuccheri: sono presenti l'inulina e la mannite che però vengono bruciati molto più facilmente del glucosio e dello zucchero comune.
Le foglie, che sono molto amare, usate in decotti o tinture, facilitano la secrezione della bile, eludendo i fattori stimolanti la produzione di calcoli biliari. Proprio le foglie del carciofo sono la base per la produzione di tutti gli amari, tanto che un tempo, fino agli anni Trenta del secolo scorso, venivano tagliate dopo il raccolto, fatte essiccare, imballate e spedite in Germania per la produzione di amari.