La Contesa dello Stivale
Filottrano (AN) dal 4 al 7 agosto 2011
Centro storico - h. 18-24
Nel mese d'Aprile 1466 da Spinello Spinelli da Nardi, Giudice delle cause Civili, e Criminali della Curia della Marca Anconitana, fu data sentenza di condanna contro la citt di Osimo, e molti popolari di essi, li quali a piedi e a cavallo con altri soldati stipendiati dal Conte Federico d'Urbino armata mano, e ostilmente scorsero contro alcuni poderi esistenti nel distretto Montefilottrano d'ordine del Magistrato, e Consiglieri di detta Città, depredando molti bovi, cavalle e altri animali con far prigionieri Gentilone di Bongiovanni ecc.. ecc..
Così ricordava il grande storico osimano Luigi Martorelli nella "Storia di Osimo" (1705) il fatto avvenuto tra Osimani e Filottranesi presso "lu passu grande" precisamente vicino il Ponte di S. Domenico oggi comunemente chiamato Ponte Musone, zona di confine tra Osimo e Filottrano (Il Martorelli indica dove è stato modernamente fabbricato il bel Ponte di Pietra). La sopra citata nota del Mortorelli si riferisce alla condanna degli Osimani per aver saccheggiato in territorio Filottranese, ma per ragioni campanilistiche non parla che un Filottranese fu sul punto di catturare un cavaliere Osimano, che però riuscì a svincolarsi lasciando nelle mani del filottranese uno "stivale".
Lo stivale divenne così simbolo della rivalsa ed ogni anno i giovani filottranesi lo portavano in giro per le vie del paese su di un cavallo, un fantoccio di paglia che calzava lo storico stivale.Dopo vari giri veniva dato alle fiamme e lo stivale conservato per l'anno successivo.Da allora ogni anno, la prima domenica di Agosto, si rievoca la celebrazione con sfilata in costume, corsa e stafetta tra le contrade, sbandieratori, a Filottrano si rivive l'atmosfera delle antiche Taverne
Le REGOLE della CONTESA
Per la "Contesa dello Stivale" si effettua una corsa a staffetta tra le contrade rappresentate da una squadra di sei corridori con torce. I concorrenti devono essere tutti Filottranesi preferibilmente contradaioli; possono essere anche di sesso femminile purchè idonei fisicamente.
Gli staffettisti gareggiano col costume della contrada, pantaloncini e scarpe idonee alla corsa, senza copricapo nè calzamaglia e portano una torcia, fatta di stracci, pece e cera, che deve rimanere accesa lungo l'intero percorso.
Qualora per scorretto uso la torcia si spegnesse, il concorrente deve provvedere alla sua immediata riaccensione, nei punti prestabiliti, pena la squalifica dell'intera squadra.
La Contrada vincitrice della staffetta ha l'onore di dar fuoco al fantoccio di paglia che rappresenta l'ignoto cavaliere osimano che si fece sfilare lo stivale fuggendo; e di conservare per un anno intero lo stemma dello Stivale, come simbolo di vittoria sulle altre Contrade.