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Fonte:
Elena Toffoletto Scheda Evento
COMPAGNIA NAZIONALE RAFFAELE PAGANINI Giovedì 16 febbraio 2012- ore 21.00 Con: Raffaele Paganini L'opera musicale Un americano a Parigi di George Gershwin (1928) e la sua felicissima versione cinematografica curata da Vincente Minnelli nel 1950-51 (punto di riferimento per il rapporto cinema/danza e che, tra l'altro, compie sessant'anni esatti) sono oggi praticamente inscindibili nell'immaginario del pubblico, al punto che risulta quasi impossibile, in un'ulteriore trasposizione, non tenerne conto, sia pure a livello di semplice citazione. COMPAGNIA NAZIONALE RAFFAELE PAGANINI L'attuale elaborazione drammaturgica per balletto curata da Riccardo Reim per la coreografia di Luigi Martelletta e l'interpretazione di Raffaele Paganini (senz'altro il ballerino italiano più adatto - per la sua formazione e la sua storia - a ricoprire tale ruolo) segue quindi il doppio binario dell'opera originale e della sua versione per il grande schermo (attingendovi in parte per la costruzione di una 'trama') al quale però si aggiunge - come una sorta di 'chiave di lettura' - un terzo elemento, ovvero il dato biografico (usato anche in modo 'onirico', non soltanto meramente cronachistico) riguardante George Gershwin, lui stesso, neppure trentenne, giovane "americano a Parigi" - dove effettivamente soggiornò - abbagliato dalla cultura europea, amante della tradizione classica, pazzamente invaghito della musica di Maurice Ravel... Un americano a Parigi diviene così anche un'indagine su ciò che costituisce il processo creativo in un musicista fortemente anomalo come Gershwin, capace di una sintesi unica e irripetibile tra le musiche di estrazione popolare e quelle di tradizione più nobile, riuscendo come nessun altro a fonderle in una miscela di immenso fascino. Questo sovrapporre (e la vicenda biografica lo consente in pieno) autore e protagonista permette di utilizzare (come del resto già il film, sia pure 'timidamente' fa) altre melodie gershwiniane più o meno famose (da Want' Em You Can't Get'Em a Rialto Ripples fino alle celeberrime Rhapsody in Blue, The Man I Love, Summertime...) come bagaglio'mentale' (o meglio, interiore) dell'artista, al di là delle pastoie cronologiche... Un altro aspetto importante di questa versione a balletto dell'opera di Gershwin (tra l'altro, la prima in Italia) è l'attenzione all'atmosfera davvero irripetibile della Parigi degli ultimi Anni Venti, quando la capitale francese era di fatto la capitale culturale d'Europa e forse del mondo: una Parigi ancora memore della grande stagione impressionista e già percorsa dai primi fremiti dell'esistenzialismo, che verrà qui resa (anche scenograficamente, con numerose citazioni pittoriche) con lo sguardo 'innocente' ed entusiasta del protagonista e del suo 'innamoramento' giovanile per la cultura d'oltreoceano, di cui avverte in sé le radici. Orari: dalle 21.00 Telefono per informazioni: 0421/270069
Data ultimo aggiornamento 25/01/2012 09:01:37
Inserito da Cinzia
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Grazie Gianfranco & Monica
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