La Processione del Caracolo
Caulonia (RC), 3 aprile 2010
Dopo una settimana di intensa preghiera, il sabato santo, per le vie cittadine si snoda una singolarissima processione, detta Caracolo, che per la serietà con la quale viene celebrata, richiama ogni anno fiumane di fedeli. Questa manifestazione sacra, il cui nome deriva dall'arabo "Karhara" e significa "girare", affonda le radici nel periodo in cui l'Italia era soggetta alla dominazione spagnola. il sabato santo, mentre una cupa atmosfera domina la cittadina, le due arciconfraternite, quella dell'Immacolata e quella del Rosario, si incontrano in un punto, detto "Buveri", dal quale unitamente si dipartono per percorrere le principali vie di Caulonia, accompagnate da una folla mesta ed orante, a lume di fiaccole al vento. Questa processione, secondo l'ancestrale significato, consiste in una attenta meditazione sulla Passione di Gesù Cristo e le statue che solennemente vengono portate in "giro" per il paese raffigurano gli ultimi momenti della vita terrena del figlio di Dio: il Cristo all'orto, il Cristo alla colonna, l'Ecce Homo, il Cristo carico della croce, il Crocifisso, il Cristo deposto dalla croce, la Vergine Addolorata e San Giovanni. Dopo una lunga peregrinazione, l'interminabile corteo sbuca nella piazza principale del paese su cui si affaccia la sua meta, la chiesa Matrice, centro del culto locale. L'attraversamento della piazza Mese richiede più di una ora e dà luogo ad un particolarissimo andirivieni, apparentemente asimmetrico ma in realtà rigorosamente scandito e programmato, al quale prendono parte, preceduti dalla banda, statue, fedeli, confratelli, aste e pennoni. Dopo l'ingresso nel tempio, il corteo si ricompone nella piazza, riattraversa una parte del paese ed, arrivato al "Buveri" in via Vincenzo Niutta, si divide riformando i due gruppi che all'inizio l'avevano composto, ognuno dei quali fa ritorno alla rispettiva confraternita. Ciò a Caulonia, da secoli, il sabato santo.