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SUA MAESTA' TOPINAMBOUR Festeggia a Carignano dal 9 all'11 ottobre la 18° Sagra dei Ciapinabò Nel secondo week end di ottobre a Carignano la Sagra del Ciapinabò presenta la sua diciottesima edizione, tornando a mettere in mostra, il prodotto tipico del territorio: il "Ciapinabò", detto anche (alla francese) "Topinambour", tubero dalle molteplici proprietà terapeutiche e dagli svariati utilizzi in cucina. Un viaggio alla scoperta del prezioso tubero nell'incantevole cornice della seicentesca città di Carignano. Un appuntamento per la delizia del palato, realizzato con l'antica tradizione di un paese, che tutti gli anni si rinnova nel realizzare un evento ormai vicino al ventennale. LA SAGRA Venerdì 9 ottobre alle ore 17 si inaugura la sagra. Per le vie del paese un percorso dedicato ai colori ed ai sapori del territorio, allestita un' ampia esposizione di tapinambour e di stand con prodotti tipici dove assaporare menù degustazione preparati come l'antica tradizione prevede. Alle 18 in Piazza Savoia è in programma la VI Mostra della razza Frisona, mentre dalle 19 è prevista la degustazione di ciapinabò con bagna cauda. Per i buongustai alle 20, presso l'ex Palazzo Comunale, la "Cena Degustazione", dove su prenotazione si possono gustare le delizie preparate rigorosamente con tapinambour (Prenotazioni al n. 011/9697201 - 334/6885244). Sabato 10 prosegue la mostra della razza Frisona, dalle ore 12 e per tutta la giornata degustazioni di ciapinabò con bagna cauda. Verso sera si rinnova l'appuntamento rivolto ai buongustai: ci si trova questa volta in piazza Carlo Alberto per la "Cena Degustazione" rigorosamente a base di ciapinabò: peperoni con bagna cauda, vol-au-vent al ciapinabò, cotechino con purea al ciapinabò, riso mantecato al ciapinabò, arrosto con ciapinabò e patate, bunet con ciapinabò caramellati (la degustazione è alle ore 20 su prenotazione tel.011/9697201 - 334/6885244).) Domenica 11 in piazza San Giovanni ed in piazza Savoia è prevista per le ore 11 la dimostrazione "L'arte di fare il formaggio", ovvero la pratica della trasformazione del latte in prodotti caseari. Dalle 12 alle 19 in piazza Carlo Alberto sono disponibili degustazioni di Ciapinabò con bagna cauda. Alle ore 15 in Via Umberto I, Via Carlo Alberto e Via Silvio Pellico si può ammirare la rievocazione della Transumanza dei pastori dai monti del Ravè alle valli della Quadronda. Molte le attività collaterali: antichi mestieri, sfilate in costume, musiche occitane e mucica dal vivo. Presenti inoltre due gruppi folkloristici, il primo arriva dalla Francia con il gruppo "La Cappellina" mentre dalla Germania è presente il gruppo di Baden Baden (Città gemellata enogastronomicamente). STORIA DELLA PIANTA Proviene dal Canada e dalle grandi praterie degli Stati Uniti l'umile Topinambur, Helianthus tuberosus o "Fior di Sole", l'erbacea perenne che nel mese di ottobre illumina di un giallo solare gli incolti urbani, le campagne e i giardini non sfalciati. Dal nome comune italiano di "Patata Selvatica" e da quello anglosassone di "Carciofo di Gerusalemme" deduciamo la bontà al palato dell'Helianthus: infatti, l'enorme quantità di fusti si genera da un tubero sotterraneo, di forma spesso irregolare e bitorzoluta, talora più liscia e rotondeggiante, rivestito di una buccia sottile di colore marrone chiaro, spesso rosato all'interno. La pianta appartenente alla famiglia delle Compositae, tribù delle Heliantheae, come tutte le altre specie del genere Helianthus, è caratterizzata da una grande rusticità. Ogni pianta, se isolata, può produrre tre o quattro chili di tuberi che raggiungono il loro massimo volume in autunno inoltrato. Il ciapinabò era coltivato in passato per la produzione di foraggio, utilizzabile verde o insilato e per i suoi tuberi "surrogato della patata" per l'alimentazione animale ed umana. Il tubero oggi è impiegato in cucina con svariati utilizzi: come una patata, fritto o bollito, mentre tagliato a fettine sottilissime si può gustare crudo in insalata. E' indicato per la dieta dei diabetici grazie ad un tasso di glucosio quasi nullo, pur contenendo il 15% di glucidi. Il topinambur si presta ottimamente alla produzione di inulina (un fruttano, polisaccaride del fruttosio) che ha già destato un forte interesse in altri Paesi della Comunità europea. Il settore agroindustriale di prima trasformazione (in particolare quello saccarifero) sta infatti attraversando una fase di ridefinizione, sia per la necessità di migliorare lo sfruttamento degli impianti, sia per la spinta alla promozione e diversificazione dei prodotti finiti. Il Topinambur tollera quasi tutti i tipi di suoli, a esclusione di quelli troppo compatti e umidi. Prima della messa a dimora dei tuberi, si concima il terreno con un fertilizzante complesso ternario ricco di potassio. I tuberi vanno posti in posizione soleggiata, alla distanza di circa 50 centimetri l'uno dall'altro e a 8-10 centimetri di profondità. È una specie con poche esigenze: nel corso della coltivazione gli occorre solo l'irrigazione di soccorso quando il terreno è molto asciutto. PROPRIETA' TERAPEUTICHE Il Ciapinabò viene impiegato nell'alimentazione dei diabetici, in quella dei bambini e delle persone anziane, nonché nei regimi ipocalorici degli obesi per il suo potere disinfettante sull'intestino. Favorisce la digestione ed ha carattere di blando purgante. I tuberi contengono anche vitamine A e C, e si sostiene che favoriscano la secrezione lattea delle puerpere. E' utilizzato sotto forma di impacchi per alcuni processi infiammatori. Inoltre fusti e tuberi della pianta contengono alte quantità di carboidrati, per lo più a forma chimica semplice, come l'Inulina, facilmente idrolizzabile ed utilizzabile in vario modo a scopo industriale, principalmente per ottenere dolcificanti naturali, componenti dietetici ad elevato contenuto di fibra. L'Inulina risulta anche inclusa dal 1994 nel sistema delle quote zucchero dell'UE. Il programma completo della Sagra è consultabile su: www.comune.carignano.to.it Per informazioni: Comitato Manifestazioni Carignano Tel. 011 9697201 - 334.6885244 e-mail: brunetto.roberto@libero.it
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