Infiorata del Corpus Domini
Domenica 26 giugno 2011
Domenica 26 Giugno 2011, festa del Corpus Domini si rinnova la tradizionale "infiorata" durante la quale vengono realizzati suggestivi tappeti floreali lungo l'antica via Tamburù. I Tappeti vengono ultimati per il passaggio della Processione e rimangono intatti per tutto il giorno.
La domenica del Corpus Domini, si rinnova ogni anno a Pievepelago la tradizione dell'" Infiorata " del Corpus Domini, durante la quale vengono realizzati suggestivi tappeti floreali lungo l'antica via Tamburù. Essendo una festa mobile, la ricorrenza varia ogni anno rispetto alla Pasqua. Le "Infiorate" più famose in Italia sono soprattutto in Lazio (Genzano) e Umbria (Spello), ma Pievepelago si è ritagliato in Emilia-Romagna un ruolo di primo piano passando dalle prime semplici composizioni di una ventina d'anni fa a tappeti sempre più complessi e validi artisticamente, con l'effimera bellezza di queste composizioni destinate a durare solo alcune ore.
Alle prime luci dell'alba del Corpus Domini, via Tamburù si anima: iniziano a lavorare coloro che sono incaricati di tracciare con gessi colorati i contorni dei disegni. Si procede poi a riempire meticolosamente gli spazi secondo gli schemi di colori prestabiliti, con l'accorgimento di bagnare con acqua i petali più leggeri affinchè il vento non li porti via (e questo dà l'idea della suggestiva precarietà dell'Infiorata).
Alle 12 transita la solenne processione e, nonostante questa strada sia abbastanza stretta, solo il sacerdote con l'Ostensorio calpesta il manto floreale, che resterà poi intatto fino a sera.
L'Infiorata di Pievepelago così come si svolge oggi non ha origine antichissime, contrariamente a quelle del Lazio (in particolare Genzano) risalenti al 1600 quando il Papa stesso incaricò alcuni pittori (tra cui anche il Bernini) di realizzare ogni anno, inizialmente il giorno di S. Pietro, un mosaico floreale.
La prima notizia sinora reperita dell'Infiorata pievarola risale al 21 giugno 1927 un cronista ha descritto la processione del Corpus Domini lungo le vie del paese "cosparse di olezzanti fiori freschi", mentre tutti i palazzi e le più umili case erano addobbate con arazzi, festoni e vasi di fiori e sempreverdi. Quella di cospargere la strada di fiori in occasione del transito delle processioni è un'usanza assai diffusa, ma a Pievepelago qualcuno pensò di disporre tali fiori in maniera più organica. Dalle prime semplici composizioni, una ventina d'anni fa s'iniziò a realizzare tappeti sempre più complessi e validi artisticamente, con l'effimera bellezza di queste composizioni destinate a durare solo alcune ore.
Come nasce l'Infiorata? Circa un mese prima del Corpus Domini gli Infioratori si ritrovano assieme (non vi è alcuna rivalità fra loro, come invece accade per altre importanti Infiorate), valutando concordemente come meglio organizzare la manifestazione. A seconda dell'andamento stagionale si decide l'acquisto comune di fiori dai mercati generali, cercando soprattutto di trovare abbastanza persone per riuscire a coprire di fiori l'intera via Tamburù.
Per gli infioratori il lavoro vero e proprio inizia tre-quattro giorni prima della festa: si recano nei dintorni del paese per raccogliere fiori e felci, percorrendo a volte diversi chilometri per trovare una particolare tonalità di colore. Vengono utilizzate diverse varietà di fiori, scelte naturalmente tra quelle non protette, come il maggiociondolo, l'acacia, la ginestra, la "palla di neve", le margherite, etc... che vengono conservate in umide cantine.
Alle prime luci dell'alba del Corpus Domini, via Tamburù si anima: iniziano a lavorare coloro che sono incaricati di tracciare con gessi colorati i contorni dei disegni, un lavoro non certo facile per il quale ci si avvale spesso di modelli precedentemente preparati. I soggetti dei tappeti sono prevalentemente religiosi, ma non sono mancati richiami a fatti di attualità, come la riappacificazione USA/URSS, la caduta del muro di Berlino, la visita del Papa a Modena del 1988 (con benedizione apostolica inviata dal Sommo Pontefice agli Infioratori pievaroli).
Terminato il disegno, s'iniziano a riempire meticolosamente gli spazi secondo gli schemi di colori prestabiliti, con l'accorgimento di bagnare con acqua i petali più leggeri affinchè il vento non li porti via (e questo dà l'idea della suggestiva precarietà... dell'Infiorata).
Dalle 10 alle 12 vi è il momento di maggior lavoro e di maggiore affluenza dei turisti che immortalano le fasi di realizzazione dei tappeti floreali. Mentre il tempo passa, cresce il ritmo di lavoro degli infioratori, che - ultimati i tappeti - cercano di fare in tempo a collegarli tra di loro con cornici e motivi ornamentali, creando così un unico lungo manto di fiori su via Tamburù.
Alle 12 transita la solenne processione e, nonostante questa strada sia abbastanza stretta, solo il sacerdote con l'Ostensorio calpesta il manto floreale, che resterà poi intatto fino a sera. Da qualche anno, per iniziativa della Pro Loco, le altre strade del capoluogo vengono addobbate con centinaia di rami di ginestra.
E' da sottolineare infine il carattere della spontaneità di questa manifestazione, che ricongiunge gli antichi sentimenti di un popolo felice per il ritorno della bella stagione con il profondo significato religioso del Corpus Domini, in un'unica multicolore e profumata festa.