Beata Panacea
Quarona (VC), il 4 maggio 2012
Il primo venerdì di maggio si ricorda la Beata Panacea con un pellegrinaggio a Ghemme dove i quaronesi portano un grande cero dipinto a mano in dono alla pastorella e ricevono dagli abitanti di Ghemme il "pane dell'amicizia" e il vino benedetto, segno di fratellanza e quale sostentamento prima del rientro a piedi (tradizione inalterata e ancora oggi praticata). La Panacea, nata nel 1368 a Quarona da madre ghemmese e padre di Cadarafagno (Breia) ancora bambina rimase orfana della madre e, affidata dal padre alla matrigna, fu umiliata e maltrattata fino all'uccisione (con tre fusi nel capo e due nella gola) avvenuta il 1° maggio del 1383 sul Monte Tucri mentre era al pascolo. Sul luogo del martirio fu eretta una chiesa a memoria della giovane e un'altra a Quarona nel luogo in cui i buoi che trainavano il carro funebre si bloccarono.