Festa di San Sebastiano
20 gennaio e 18 agosto 2011
Mistretta (ME)
Sebastiano nasce a Milano da madre milanese sposata ad un funzionario romano della Gallia meridionale. Entra nelle guardie pretoriane, raggiungendo ben presto alte cariche. È, quindi, chiamato a far parte delle guardie personali degli imperatori Diocleziano e Massimiliano, cui fu molto gradito per la sua fedeltà e lealtà. Grazie a questa fiducia imperiale e alle alte cariche raggiunte, riesce a diffondere il messaggio cristiano tra le famiglie nobili e i magistrati, fino a convertire il prefetto di Roma. Lo zelo per la diffusione della dottrina cristiana unito a quello per l'assistenza ai carcerati e alla sepoltura dei martiri non passano inosservati. Chiamato a giudizio dagli imperatori fu condannato a morte mediante il supplizio delle frecce. Di notte alcuni cristiani si recarono sul posto per dargli sepoltura e si accorsero che era miracolosamente vivo, riacquistata la salute decise di dichiarare pubblicamente la sua fede in Cristo. In seguito per ordine di Diocleziano fu ucciso, probabilmente tra la fine del III sec. e l'inizio del IV sec. mediante flagellazione e il suo corpo fu gettato in una cloaca.
La festività di S. Sebastiano martire è celebrata dal mondo occidentale il 20 gennaio e dal mondo orientale il 18 agosto.
In Sicilia e, quindi, a Mistretta il culto del Martire sembra che sia stato introdotto nell'anno 1063 e la devozione a S. Sebastiano si accrebbe tra 1625 e il 1630, quando s'invocò la sua intercessione per fermare la terribile epidemia di peste che affliggeva l'Isola.
A MISTRETTA i l venti gennaio la festa di S. Sebastiano viene celebrata forse in tono minore, ma si tratta ugualmente di un giorno di vacanza per tutti; non vi è la stessa partecipazione di forestieri e di emigrati, mancano l'addobbo di luci o i fuochi d'artificio così come vengono realizzati in estate, non si effettua la caratteristica raccolta dei "miracoli", ma i mistrettesi non rinunciano alla processione. Malgrado le condizioni climatiche (se è necessario viene preventivamente spalata la neve), si compie un giro veloce, sempre a piedi scalzi, anche se l'itinerario prevede un circuito ridotto che tocca le maggiori vie e trascura quelle strette e ripide della parte vecchia, dove si cela l'insidia del ghiaccio, rimanendo comunque l'obbligo della corsa finale.
La "festa ranni" o la "festa di vutu" di agosto è invece massimamente partecipata; i mistrettesi che risiedono altrove (Nord Italia, Svizzera, Belgio, Germania...) vi tornano quasi tutti, specialmente se sono "purtanti", deputati al gravoso ma atteso compito di "stari sutta 'a vara".
La mattina si svolge il "giro dei Miracoli". Il Comitato si avvia insieme alla banda musicale, con in testa lo stendardo processionale che viene tenuto ben teso da due bambini che stringono i nastri laterali, compie un giro che vede un itinerario sempre diverso, secondo l'anticipata prenotazione dei fedeli che offrono gli ex-voto e la più agevole successione per il ritiro degli stessi. In genere questi sono costituiti da oggetti d'oro e da ceri, le singolari cere di grandi dimensioni appositamente prodotte a Mistretta; si forma così una processione che si reca ufficialmente in chiesa per la consegna al santo delle promesse.
Il momento di attesa pomeridiano è impegnato dai giochi; fino a mezzo secolo fa era d'obbligo "la ntinna a palu", il palo della cuccagna su cui occorreva salire per afferrare i premi in natura. Oggi permane la consuetudine di effettuare, davanti alla chiesa, il gioco di "pignati", che consiste nel rompere - da fermi, ad occhi bendati e con una lunga pertica - gli orcioli appesi ad un filo. Iniziata la processione che porterà in giro per le vie del paese, la preziosa e grande macchina processionale (la Vara) trasportata a spalla che spesso percorrerà tratti di corsa, vengono sparati dei mortaretti. La procesione fa il giro del paese per tutto il pomeriggio percorrendo tratti a gran corsa fino a giungere in serata nuovamente nella Chiesa da dove era partita. Tutta la vara è illuminata da centinaia di lucine, la varetta è illuminata dai ceri, il corso principale è illuminato a festa con mille luci: il gioco di luci che si viene a creare è suggestivo. La festa si conclude con i fuochi d'artificio e con uno spettacolo in piazza, dopo che tra la commozione generale il Santo rientra in chiesa mentre la banda comunale intona le tradizionali marce della festa.