"LE LACRIME DI GEREMIA"
A VERONA LA PRIMA ITALIANA
DEL NUOVO LAVORO DEL COMPOSITORE TRENTINO CARLO GALANTE
Mercoledì 8 febbraio alle 20.30 nella Chiesa di San Fermo inferiore
per la rassegna "Musica e Arte Sacra" a Verona

Verona, 6 febbraio 2012 - È Verona, nell'ambito della rassegna "Musica e Arte sacra" organizzata e realizzata da I Virtuosi Italiani in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Museo Diocesano di Arte Sacra della Chiesa di San Fermo, ad ospitare mercoledì 8 febbraio alle 20.30 nella Chiesa di San Fermo inferiore (ingresso libero) la prima assoluta del nuovo lavoro del compositore trentino Carlo Galante, che ha già ricevuto numerose commissioni da orchestre come Rai di Roma e di Napoli, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Verdi di Milano, Pomeriggi musicali di Milano. Si tratta di "Le lacrime di Geremia", opera in forma di melologo per attore (Francesco Vitale), due voci femminili (Patrizia Polia soprano e Sylvia Vadimova mezzosoprano), clarinetto (Robert Gander) e quartetto d'archi (Glauco Bertagnin e Matteo Marzaro violini, Flavio Ghilardi viola, Leonardo Sapere violoncello) su testi del Profeta Geremia e di Andrea Kerbaker con la regia di Maria Paola Viano. Per informazioni tel. 045.8006411
È lo stesso Carlo Galante a raccontare il suo lavoro: «La suggestione provata nella lettura della prima delle Lamentazioni di Geremia, nella splendida versione latina della vulgata di San Gerolamo, è la scintilla che ha messo in moto l'idea stessa di questo lavoro. Le Lamentazioni sono un testo di infinita amarezza, che tratta della caduta e della disperazione di Gerusalemme, potente metafora della nostra condizione umana in perpetuo esilio nella sventura e nel dolore. Le parole di Geremia ne evocano altre, contemporanee, uscite dalla penna dello scrittore milanese Andrea Kerbaker in cui il profeta in qualche modo si reincarna in quattro emblematiche figure di "esiliati". Le quattro brevi storie quotidiane sottolineano l'attualità delle Lamentazioni, sia sotto il profilo reale che sotto quello metaforico. Sono, infatti, racconti contemporanei di altrettanti uomini che hanno perso la stella polare della loro esistenza e raccontano in prima persona i modi differenti in cui questo è avvenuto. Nel mettere in musica il formidabile dettato biblico di Geremia ho cercato un tono piuttosto semplice e chiaro, seppure intensamente partecipe, come si conviene a una "lettura" ad alta voce di un testo superbamente "classico"; invece per il testo di Kerbaker ho immaginato una musica drammaticamente sospesa e franta, a tratti quasi materica, altre volte evocatrice di luoghi lontani, perduti nella memoria».
Il concerto sarà diretto da Alberto Martini che per l'occasione lascia il ruolo di primo violino concertatore de I Virtuosi Italiani per salire sul podio.
Carlo Galante, nato a Trento nel 1959, si è diplomato in Composizione sotto la guida di Niccolò Castiglioni e Paolo Castaldi, presso il Conservatorio di Milano. Nel 1993 ha scritto il Dies Irae del Requiem per le Vittime della Mafia, realizzato nella Cattedrale di Palermo. Ha scritto per il teatro: le opere Byzanthium (Musica nel Nostro Tempo 1991); Corradino (Teatro Comunale di Bologna, 1992); Il combattimento con l'Angelo (Teatro Massimo di Palermo, 1997); Messer Lievesogno e la Porta Chiusa più volte rappresentato (Teatro Comunale di Bologna 1997; Teatro Palazzina Liberty, Milano 1998; Teatro Nuovo di Verona e Teatro Sociale di Trento, 2000); Ghost Cafè (Teatro Donizetti di Bergamo, 2000); Racconto di Natale (Teatro Comunale di Modena, 2002) e i balletti : Fandango (Teatro Filarmonico di Verona, 1992); Il fantasma di Canterville (Teatro Regio di Torino, 1995 e più volte riproposto); Notturno a Milano (Tardi in piazza Duomo) (Teatro Filarmonico di Verona 2004). Per l'Ensemble "Sentieri Selvaggi" ha scritto il brano "La formula del fi ore" che dà titolo al CD; altri lavori precedenti sono editi nel CD "Yeliel" (Tirreno). Recentemente ha registrato il "Sanctus" per la "Missa Solemnis Resurrectionis" del Giubileo 2000. Il CD "Enigma, la musica dei Tarocchi" (Rugginenti editore), su testi di Gabriela Fantato, è anche andato in scena in forma di spettacolo al Piccolo Teatro Studio di Milano e all'Accademia Filarmonica Romana nel 2000. Il suo ultimo CD, ESSENZA CARNALE, del 2003, su poesie di Alfredo De Palchi, è stato patrocinato dalla fondazione newyorkese "Sonia Raiziss Giop Charitable Foundation".
Ha composto nel 2004 per Enrico Dindo il concerto per violoncello Luna in Acquario eseguito al Teatro Ponchielli di Pavia e di prossima pubblicazione in cd. Ha scritto per il Teatro Regio di Torino e il Teatro stabile La Tempesta su libretto di Luca Fontana che ha debuttato al Teatro Carignano nel 2006. Su commissione della Fondazione "I Pomeriggi musicali" di Milano ha composto il brano sinfonico Percorso notturno con carillon che è stato eseguito sotto la guida di Corrado Rovaris nel febbraio del 2006. I "Violoncellisti della Scala" gli hanno richiesto il brano Due sono le porte del sogno suonato alla Scala nel maggio del 2006. Ha composto nel 2007 INRI passione secondo anonimo per soprano, attore e quartetto d'archi eseguita a Bolzano presso il Duomo di Gries.
La sua musica è stata eseguita più volte negli Stati Uniti, in Svizzera, Spagna, Brasile, Germania, Regno Unito, Francia.
Nel 2007 è stato eletto nella Sezione Lirica della SIAE. La sua musica è edita da Suvini Zerboni, B.&W. Italia e Sonzogno.
La seconda edizione della rassegna "Musica e Arte Sacra" prevede otto appuntamenti che dal 29 gennaio al 9 giugno 2012 porteranno in due dei luoghi di culto più cari ai veronesi, la Chiesa di San Fermo e la Basilica di San Zeno, toccanti pagine di musica sacra vocale e strumentale. Tra gli ospiti nomi di spicco come Paolo Fresu, Antonella Ruggiero, Anna Maria Castelli, Maria Laura Martorana. San Fermo è una delle costruzioni religiose più significative di Verona, composta da due edifici sovrapposti ma connessi. La chiesa inferiore fu eretta dai Benedettini tra il 1065 e il 1143, sui resti di un antico sacello dedicato ai SS. Fermo e Rustico; la chiesa superiore, coeva a quella inferiore, fu riedificata in stile gotico nel XIV sec. ad opera dei Francescani che erano subentrati ai monaci precedenti nel 1260. La Basilica di San Zeno, patrono di Verona, è considerata uno dei capolavori del romanico in Italia e tra i suoi tesori d'arte racchiude anche un capolavoro di Andrea Mantegna, la Pala di San Zeno.