TEATRO CRAL ENI LIVORNO
Viale Ippolito Nievo 38 Tel 0586 401308
III STAGIONE di MUSICA da CAMERA
ottobre 2009 aprile2010
7 concerti sui diversi linguaggi e modi espressivi della musica da camera
Alle ore 20.15 precederà un'introduzione all'ascolto.
La serata terminerà con un buffet

giovedì 11 marzo ore 21.00
Fulvia Bertoli mezzosoprano e Open Ensemble:
Daniele Fredianelli pianoforte - Renata Sfriso violino
Riccardo Masi viola - Giovanni Bacchelli violoncello
Un programma tutto romantico
J.Brahms(1833-1897) Quartetto in Do minore, op 60per pianoforte, violino, viola e violoncello
Il giovane Brahmsera innamorato della vedova del suo amico, Clara Wieck Schumann, una brillante musicista e compositrice che avrebbe potuto essere a pieno diritto l'anima gemella intellettuale e musicale di Brahms. La frustrazione di Brahms per l'impossibilità del loro amore ha quasi certamente segnato il carattere del quartetto opera 60, lavoro nato in gioventù e terminato a 45 anni. In una lettera al suo editore, al momento della sua pubblicazione, Brahms tracciò un parallelo tra questa sua musica e "I dolori del giovane Werther" di Goethe, la storia di un giovane che si suicida a causa del suo amore, non corrisposto, per una donna sposata. Opera sapiente di un genio ormai completamente padrone della tecnica compositiva, traboccante di sentimenti impetuosi e appassionati.
F.Schubert (1797-1828) "Auf den Sieg der Deutschen",D 81per mezzosoprano, violino, viola e violoncello
La sconfitta di Napoleone nella battaglia di Lipsia, mosse Schubert appena sedicenne a lasciare testimonianza della potente gioia della rinascita che segue la fine dell'incubo della guerra e la ritrovata autonomia di un popolo con un canto di liberazione.
A. Borodin(1833-1887)Tre Romanzeper mezzo soprano, violoncello e pianoforte
Tre amabilissime romanze, fedeli alla semplicità della canzone popolare, prevedono la presenza del violoncello che col suo timbro caldo accentua i momenti di languore o il gioco danzante e sa parlare il linguaggio del canto senza rubargli la parola. Il pianoforte, nel suo affascinante ruolo di "guida dei sentimenti" sostiene la voce che si libra nella cantabilità dall'anima inconfondibilmente russa di Borodin.
J.BrahmsZwei Gesänge, Op 91per contralto, viola e pianoforte
Una volta Brahms scrisse a Clara Wieck Schumann che il compositore di Lieder deve ispirarsi alla canzone popolare, ma queste due melodie opera 91, dai testi densi di significato, quasi introversi, non hanno nessuna ingenuità. Accanto al timbro medio del contralto, si affianca la viola che le è profondamente affine e il pianoforte. Nel primo canto il narratore ascolta con amore la natura, il sussurro del vento e degli uccelli nel sonno del mondo e in questo ambiente romantico si chiede quando i suoi desideri saranno placati. Il secondo canto, introdotto da una ninna nanna tedesca, ci avvicina alla sacra natività : Maria chiede al vento di calmarsi perché il bambino possa riposare perché sopporta il peso delle pene del mondo.
F.Schubert"Ständchen", D 921per contralto, violino, viola, violoncello e pianoforte
Questo splendido Lied, scritto da Schubert un anno prima dalla sua precocissima scomparsa, esiste in due versioni col coro maschile a quattro voci in dialogo con la voce solista e col coro femminile sempre a quattro voci.
In questa trascrizione, gli archi prendono il ruolo del coro, mentre il pianoforte conserva la sua parte originale insieme alla voce. Ne deriva un colore nuovo, senza tagli del testo in quanto il coro e la voce solista si fanno costantemente eco.
Fulvia Bertoli, laureata in lingua e letteratura tedesca e diplomata in canto presso l'Istituto Mascagni di Livorno,dal 1996 ha partecipato in ruoli di rilievo o protagonistici a molte produzioni dei teatri di tradizione a Livorno, Lucca,Opera di Roma, San Carlo di Napoli. Ha effettuato tournées all'estero in Giappone, in Germania, al Festival di Wiesbaden. Si dedica anche al repertorio oratoriale, liederistico e da camera. Ha collaborato con "Europa Galante" e col "Concerto Italiano". I componenti dell'Open Ensemble, nell'arco della loro attività, hanno condiviso esperienze d'orchestra, di musica da camera e di insegnamento. Per coronare il loro rapporto di amicizia e stima, si sono costituiti in quartetto (pianoforte, violino, viola e violoncello) scegliendo un nome che stesse ad indicare la loro intenzione di valorizzare le ampie possibilità di questo insieme strumentale. L'Open, infatti, propone sia il repertorio dei grandi compositori che trascrizioni o pagine poco conosciute, in tutte le varianti di organico possibili, da un solo strumento a tutti e quattro. In coerenza con quest'ottica collabora volentieri con altri musicisti ed artisti.