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Eventi Musicali
dal 01/08/2011 ore 22.00
al 03/08/2011
 
Dove:
Maratea (PZ)
Basilicata - Italia
 
Per maggiori informazioni:
info eventoAss. PHONETICA tel. 080/3466501
 
 
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Scheda Evento

phonetica jazz festival Phonetica Jazz Festival

Maratea (PZ) 1/ 3 Agosto

Stando immersi nelle situazioni, a volte può sfuggirci la cognizione dell'attimo che volge, superato dall'incalzare degli eventi, e si è troppo occupati a "fare" le cose per avere il tempo e la lucidità di rifletterci su. Viviamo immersi in un continuum, un perpetuum mobile che invece percepiamo come immobile, mentre invece tutto si evolve di continuo, e con questo bisogna fare i conti. Tutto scorre, come notoriamente osservava Eraclito: la vita scorre, la storia scorre, "non puoi bagnarti due volte nello stesso fiume" (lo ricordava anche la formidabile pianista Myra Melford in un suo cd di molti anni fa): le cose mutano, pur conservando chiare indicazioni di ciò che furono, direttrici che vanno dal passato al futuro, ed il punto di congiunzione di tutto questo è proprio quel presente, a volte affollato e convulso, altre più sereno e riflessivo, che ci troviamo a vivere.

La consapevolezza di questa coesistenza di passato e futuro nel presente ci deve dare speranza e forza, e infonderci quella passione, quella curiosità che è l'essenza della vita stessa. L'arte può aiutarci, sotto questo aspetto, stimolare in noi quell'attenzione per gli avvenimenti che non possono ripetersi sempre uguali, sarebbe innaturale, un perseverare diabolico delle cose che può fare paura. L'arte non è un semplice passatempo, ma può trattare del tempo che passa, e di come passa. L'arte ci parla del momento che viviamo, del presente, e per farlo deve riferirsi sicuramente al passato, ma non può restare inchiodata a quel dato, deve anche azzardarsi ad ipotizzare il futuro.


A maggior ragione, se non dovesse piacerci - e a noi non piace tanto - questa epoca che stiamo vivendo, l'arte ci parlerà di un tempo parallelo, magari potenziale, e - forse - aiutarci a farlo passare, questo periodo che proprio non ci soddisfa. A farci capire che le cose cambiano, possono cambiare, e questo non deve farci paura. L'arte, la cultura, possono essere qualcosa dagli esiti concreti, persino qualcosa "con cui si mangia", a dispetto di chi pensi il contrario. E non può esistere, come è stato detto, cultura senza sviluppo: e che sviluppo sia, allora, che sia crescita: del territorio, del turismo, ma anche dei contenuti e delle coscienze! Ma senz'acqua la coltivazione e la crescita sono impresa ardua. Chi fa cultura, chi fa arte, oggi più che mai muore di fame, e anzitutto di sete. L'acqua è sempre più scarsa. L'anatra non nuota.

L'idea di "repertorio" nella musica è certamente un assunto di natura culturale, stabilisce appartenenze, familiarità, è radice che infonde linfa vitale, tradizione che dona forza al discorso artistico: e questo è il passato, nella sua accezione più nobile ed utile al presente. Ma il presente è quella cangiante miscela di passato e futuro di cui dicevamo prima, e se ne ignorassimo l'inevitabile aspetto fluido ("liquido", si potrebbe dire) che ne permette lo scorrimento, la freschezza portatrice di vita, commetteremmo un errore senza rimedio. Acqua e musica si somigliano, sono indispensabili per la vita del corpo e dello spirito, intridono di sé la nostra intera esistenza. Cristallizzandoci moriremmo, diverremmo statue di sale bibliche: e così accadrebbe all'arte, che ha sempre bisogno di soluzioni nuove, necessita appunto di diluire la sua essenza per continuare a scorrere nel suo alveo. Il repertorio allora non può diventare un alibi per giustificare la mancanza di fantasia e creatività, elementi che ogni buon artista deve coltivare e che della sua natura sono costitutivi. Ciò che oggi è classico in passato fu novità, a volte rottura col precedente: quindi, ciò che oggi è acquisito fu il futuro. Il silenzio, la tela bianca, il masso informe, il foglio vuoto non attendono altro che di esistere di nuova vita nelle mani degli artisti, prendere forma, volume, sonorità, narrazione, e trovare il loro posto nel mondo. Perciò oggi - un istante prima di domani, un attimo dopo ieri - possiamo suonare musiche che già esistono o che ancora non esistono, inventarle o reinventarle: ma farlo sempre come se fosse la prima volta, e pretendere di trovare quel filo rosso che le lega tra loro.

Ciascuno degli artisti partecipanti a questo quarto PHONETICA Jazz Festival - che qui è doveroso ringraziare perché, anche in un'edizione dai mezzi ristretti come quella di quest'anno, si è comunque reso disponibile con entusiasmo a partecipare - si ingegnerà allora a seguire questa falsariga, e ciascuno lo farà a suo modo, secondo la propria natura, in qualche maniera quasi prescindendo dal repertorio prescelto, considerando ciò che è già dato come pretesto, alla lettera etimologica: cioè come un testo preesistente all'invenzione finale, che immancabilmente scaturirà dal confronto tra l'artista e la materia attorno a sé. A patto però che sia un confronto sincero, non formulare, e che l'artista ogni volta si metta in gioco e suoni come se si trattasse dell'ultimo concerto della sua carriera. Si tratti di un brano di Verdi - e "Viva VERDI", allora, visto che siamo nel 150° anniversario dell'Unità di questo nostro arruffato ma sempre vitale Paese, per il quale auspichiamo finalmente un nuovo Risorgimento - o invece di Mozart, di Morricone, o della tradizione napoletana, di un blues, di un brano di Hendrix o dei Beatles, di una composizione originale o di una improvvisazione radicale, di musica assoluta o a confronto con la parola, in qualche modo la questione sul tavolo da affrontare e risolvere sarà sempre la stessa, e pure sempre nuova: alimentare nuova forza in questi organismi, versare in essi l'acqua della vita, quest'acqua così preziosa da scatenare contenziosi affaristici, o contese politiche. E così questo famoso jazz di cui tutti parlano (non sempre a proposito), quel jazz che "tutti quanti voglion fare", come cantavano i cats musicisti di strada ne "Gli Aristogatti" di disneyana memoria, quel jazz del quale Louis Armstrong diceva che "o sai già cos'è o non lo saprai mai", insomma: "Il Jazz", potrà continuare a scorrere libero ed in perenne divenire. Fiume in piena, e mai eguale a se stesso.

Aldo Bagnoni
Direttore artistico Phonetica Jazz Festival

PROGRAMMA 4° Edizione PHONETICA Jazz Festival

Ingresso libero

Maratea 29 maggio 2011 - Anteprima Festival
Chiesa di S. Vito - ore 21.00
Acqua vitae
spettacolo di jazz e poesia di Erika Dagnino e Stefano Pastor con Aldo Bagnoni
Erika Dagnino - voce recitante, testi
Stefano Pastor - violino, elettronica, voce recitante, testi
Aldo Bagnoni - batteria, percussioni, voce recitante, testi

Maratea 1 agosto 2011
Parco di Palazzo Tarantini - ore 22.00
Riccardo Arrighini solo
Riccardo Arrighini - pianoforte

Maratea 2 agosto 2011
Parco di Palazzo Tarantini - ore. 22.00
Trio di Salerno
Sandro Deidda - sax tenore e soprano
Guglielmo Guglielmi - pianoforte
Aldo Vigorito - contrabbasso

Maratea 3 agosto 2011
Piazza Buraglia - ore 12.00 e Piazza Mercato - ore 18.30
Interventi open air del Collettivo Mediterraneo Radicale
diretto da Pasquale Calò e Fabrizio Savino

Parco di Palazzo Tarantini - ore 22.00
Boris Savoldelli solo
Boris Savoldelli - voce, elettronica

a seguire
Orchestra Mediterraneo Radicale
diretta da Pasquale Calò e Fabrizio Savino
ospite Boris Savoldelli
Pasquale Calò - sax alto
Fabrizio Savino - chitarra
Simona Armenise - theremin, kaosillator
Aldo Bagnoni - batteria, percussioni
Tony Cattano - trombone
Enrico Elia - tastiere
Ignazio Narrow Leone - vj, elettronica
Michele Magno - chitarre, oggetti
Roberto Raciti - contrabbasso
Antonello Sorrentino - tromba
Cristina Napoletano - danza
Tommaso Procopio - danza
Boris Savoldelli - voce, elettronica

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Informazioni Turistiche Maratea
Informazioni Turistiche su Maratea:
Data ultimo aggiornamento 02/08/2011 08:42:01
Inserito da Monica
Attenzione!!!
Le notizie riportate in questa pagina sono state reperite su internet o gentilmente fornite da Enti Pubblici o Privati. Vi consigliamo di verificare date, orari e programmi, che potrebbero variare o non essere corretti, contattando gli organizzatori o visitando il sito ufficiale dell'evento.
Grazie Gianfranco & Monica
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