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Ottobre 2019
eventiesagre.it
Ottobre 2019
Numero Evento: 21130051
Eventi Mostre
Luigi Veronelli
Camminare la Terra
Date:
Dal: 20/01/2015
Al: 24/02/2015
Dove:
Logo Comune
Viale Alemagna, 6
Lombardia - Italia
Contatti
Telefono: Comitato decennale Luigi Veronelli Tel:348 3512580
relazioni con la stampa: itaca comunicazione Tel:02 653635:
335 6347230:
Fonte
Sara Vitali
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
eventiesagre-maestri del gioiello

Luigi Veronelli
Camminare la Terra

Dal 20 gennaio al 24 febbraio 2015
Martedi/domenica dalle ore 10.30 alle 20.30
giovedi: dalle ore 10.30 alle 23.00. Lunedi: chiuso.
Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 - Milano (MI)

Luigi Veronelli - Milano

Due giorni in più per visitare la mostra Luigi Veronelli "Camminare la Terra" che si concluderà il 24 febbraio con un incontro "storico", proprio in Triennale, condotto da Sandro Giorgi in collaborazione con Live Wine tra due produttori molto amati da Gino: Lino Magra e Emidio Pepe.
Hanno entrambi superato il traguardo degli 80 anni e sono considerati, uno per il Barbacarlo dell'Oltrepò Pavese, l'altro per il Montepulciano d'Abruzzo, due simboli dell'enologia italiana.
Martedì 24 alle ore 16, si incontreranno per la prima volta.
Non potevamo auspicare una conclusione migliore della tappa milanese della mostra che da maggio a ottobre sarà trasferita a Bergamo nell'ex monastero di Astino.

Si apre con questa bella notizia l'ultima settimana della mostra ospitata da La Triennale di Milano e aperta tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 10,30 alle 20,30 e il giovedì, dalle 10,30 alle 23.


Luigi Veronelli
Camminare la Terra

Dal 20 gennaio al 22 24 febbraio 2015,
Martedi/domenica dalle ore 10.30 alle 20.30
giovedi: dalle ore 10.30 alle 23.00. Lunedi: chiuso.
Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 - Milano (MI)

Luigi Veronelli - Milano

I NO E L'IMPEGNO CIVILE - SEZIONE 1
Iniquo obbedire a leggi inique

Veronelli si è sempre dichiarato anarchico, in pubblico e in privato, e numerosi in questo senso sono gli appunti («A come liberazione dell’altro»), i promemoria inediti, oppure la sigla con cui si firmava negli ultimi anni di vita, una sorta di mandala. Parimenti, lo raccontano targhe apposte ai muri di circoli anarchici, come quella del Circolo Berneri di Massenzatico (Reggio Emilia). Alla fine della sua vita, stabilì rapporti con i centri sociali, facendo (scandalosamente) leva sulla voglia e sulla necessità di un cambiamento politico e culturale, testimoniato dal manifesto dei vari CriticalWine (presso La Chimica di Verona, il Leoncavallo di Milano, il Forte Prenestino di Roma, ad esempio) o da una appassionata lettera ai giovani estremi. Era anarchico soprattutto quando parlava di buoni prodotti (escludendo con rabbia i più rinomati e fasulli) o quando catalogava i vini (partendo da quelli di vignaioli “anonimi”). Lo esternava in tanti modi, concretizzando il suo impegno con cibi e bottiglie di vino, materia del “mio privilegio”. Veronelli ha sempre viaggiato con la penna e con il codice, leggendo molto attentamente le etichette e traendo dai documenti materia per un esposto alla magistratura o per un articolo di condanna: valga a titolo d’esempio quello contro la RAI per aver colpevolmente lasciato cadere nell’oblio la figura di Mario Soldati. Era questo un suo modo di puntualizzare che l’ordine non lo si riceve passivamente ma lo si contesta per crearne uno migliore. Tutta la sua vita è dunque costellata da querele, denunce (fatte e subite) e anche da una clamorosa condanna: nel 1957 la pubblicazione del libro del marchese De Sade Storielle, Racconti e Raccontini fu sequestrato per oscenità e nel 1961 subì il rogo, l’ultimo messo in atto dalla censura italiana.

Il boom economico e la cucina. SEZIONE 2
La gastronomia è l’atto del giudizio che separa ciò che è buono da ciò che buono non è

L’Italia comincia a riprendersi economicamente intorno alla metà degli anni Cinquanta, quando la ricostruzione postbellica dà il via a quello stato di benessere diffuso ai vari strati sociali che culminerà con il boom degli anni Sessanta. Il divario fra Nord e Sud, e fra città e campagne, permane ancora evidente, anche se a poco a poco si manifesteranno i segni di una progressiva ricomposizione. I nuovi consumi alimentari contribuiscono a delineare gli stili di vita e il gusto inteso come un insieme di preferenze, di tradizioni e abitudini trasmesse all’interno della società.
Veronelli lancia i 12 volumetti de La biblioteca del gastronomo e diventa in breve uno dei protagonisti nel definire il cibo e il gusto come marcatori di identità intesa anche, soprattutto, come differenza, cioè in rapporto agli altri. Nel caso specifico della gastronomia ciò appare con chiarezza: l’identità locale nasce in funzione dello scambio, nel momento in cui un prodotto o una ricetta si confrontano con culture e regimi diversi.
Emblematico, a questo proposito, il suo rapporto-confronto con Luigi Carnacina, ultimo sostenitore, come si evince dalla sua autobiografia À la carte (1957), di un approccio “globale” al tema della gastronomia (...).

Fa della sua cucina un luogo dove, circondato dagli oggetti cui è più affezionato (per esempio la zuppiera a forma di gallina, o il pentolone per bollito riservato al pranzo di Natale, o il coltellino da ossobuco) sperimenta, prova, modifica ricette che poi pubblica sulle testate cui collabora: i femminili Il giorno della donna, Amica, La donna, oppure riviste quali La domenica del Corriere.
A metà anni 90, suggerirà persino una pentola da forno in legno, detta sarcofago, testata e usata, per le zuppe in particolare, dal cuoco bergamasco Ezio Gritti.
Gli anni Sessanta segnano un grande fervore di editori, ricettari, testate e cuochi a segnare una battaglia (non sessista) fra uomini e donne. Le rivali di Carnacina-Veronelli sono Ada Boni e Il talismano della felicità, una gloria radiofonica (Lisa Biondi) e una agguerrita équipe di redattrici della Domus (Vera Rossi Lodomez e Il cucchiaio d’argento).
Tuttavia, proprio negli anni del boom economico, comincia anche a porsi il problema dei prodotti scomparsi o da riscoprire (...)

Il lungo viaggio in Italia. SEZIONE 3
Camminare la terra è esprimere il nostro vivere in continuo movimento

Dopo la fine della guerra, con le prime avvisaglie di una ripresa economica, riprendono i viaggi in Italia inaugurati durante il fascismo da Paolo Monelli con Il ghiottone errante (illustrato da Novello). Si pone l’esigenza di una nuova mappatura politica, culturale e gastronomica del territorio italiano. L’istituzione delle regioni a statuto ordinario e l’approvazione della legge elettorale (1968) segnano una svolta nella geogastronomia. Un paese da secoli abituato a gestire la penuria di cibo sembra scegliere l’ostentazione del consumo come lasciapassare per entrare di diritto nel novero delle nazioni prospere e moderne, mentre contemporaneamente si diffonde un immaginario di surplus e di occasioni per recuperare i ritardi del passato.
In quest’ottica, Mario Soldati fu indubbiamente un precursore dei tempi, un esploratore attento dei tesori enogastronomici del territorio, un infaticabile viaggiatore alla scoperta delle culture locali. (...)
Dopo Piovene (Viaggio in Italia), dopo Soldati, vengono i viaggi di Veronelli.
Il metodo è l’indagine, lo strumento il supporto cartaceo: taccuini, agende, carte geogastronomiche, interviste, servizi speciali, guide... Visite a contadini, mercati, artigiani, cantine, trattorie. La carta d’Italia è divisa in regioni ma ognuna di esse apre a una specifica parcellizzazione, antica e moderna ad un tempo. Un nuovo “giro d’Italia”, come raccontano i suoi articoli apparsi su Il Giorno, nasce sul modello di quello ciclistico, e finalizzato non al traguardo ma alla sosta e all’assaggio. Il forte legame con lo scrittore e giornalista sportivo Gianni Brera, anch’egli legato alla terra, a vini e cibi buoni, a uomini e storie, e alla cultura, porta all’ideazione del Primo Campionato Gastronomico Lombardo (1969) e a un giro gastronomico di Lombardia in cui Veronelli detta tutte le ricette (La pacciada, 1973). La sincera amicizia tra i due è testimoniata tra l'altro dalle divertenti caricature di Brera su Veronelli. (...)


Luigi Veronelli
Camminare la Terra

Dal 20 gennaio al 22 febbraio 2015,
Martedi/domenica dalle ore 10.30 alle 20.30
giovedi: dalle ore 10.30 alle 23.00. Lunedi: chiuso.
Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 - Milano (MI)

Luigi Veronelli - Milano

E' stata inaugurata martedì 20 gennaio alla Triennale di Milano la mostra "Camminare la Terra" che si ripropone di valorizzare l'opera e la figura del grande giornalista Luigi Veronelli scomparso nel dicembre 2004.
L'iniziativa è stato promossa dal Comitato Decvennale Luigi Veronelli proprio per ricordare con importanti iniziative il ruolo e l'opera di Veronelli, a dieci anni della morte.
L'associazione Go Wine fa parte, insieme ad altri enti, associazioni e aziende vinicole italiane, del Comitato Sostenitore che è stato istituito per accompagnare il lavoro dei proponenti.
LE OTTO SEZIONI DELLA MOSTRA:
• La sce
lta: editoria e giornalismo
Veronelli, editore negli anni ’50, pubblica da Lelio Basso al Marchese de Sade, poi i suoi primi periodici, Il Pensiero, I problemi del Socialismo e Il Gastronomo
• Il boom economico e la cucina
Il sodalizio con Luigi Carnacina, dal modello gastronomico francese alla cucina italiana, ricettari, oggetti, testate, giornalisti e cuochi.
• Il lungo viaggio in Italia
Complici Soldati e Brera, Veronelli percorre l’Italia, annotando su taccuini e carte gli incontri con contadini, nei campi e presso mercati, cantine, trattorie. Pioniere dell’identità territoriale e della dignità di un lavoro che grazie a lui diventa nobile.
• Il vino i vini
Leggi, disciplinari, scandali, la ricerca di Veronelli corre dalle cantine agli alambicchi. Compie una mappatura del territorio, identifica i produttori, apre di fatto la rivoluzione in un mondo che fino ad allora è arretrato, non noto e che Veronelli è capace di promuovere in modo coinvolgente al largo pubblico attraverso i media, vecchi e nuovi.
• La cantina di Veronelli
La cantina di Veronelli – fedele copia di quella realizzata tra il 1970 e il 1971, quando Veronelli si trasferì da Milano a Bergamo – racconta la sua storia. Un collezionista di nuovo conio: bottiglie da conservarsi per la memoria del vino. Con piacere e amore: «Bevitori, il catalogo è questo…».
• La Rai e L’Etichetta
Presentatore, intervistatore, anima di documentari e viaggi nel mondo del vino, sempre fedele al suo spirito critico, ha con la tv nazionale un rapporto strettissimo e non sempre semplice.
• I “no” e l’impegno civile
I NO di Veronelli a vino e olio industriali, alle multinazionali del cibo e delle bevande, all’icona dello chef stellato, ai prodotti definiti solo genericamente “tipici” che contrasta con le De.Co. (Denominazioni Comunali), il suo ultimo progetto lungimirante.

Ingresso libero

Per informazioni sulla Mostra:
-Comitato decennale Luigi Veronelli
Tel: 348 3512580
Mail: info@decennaleveronelli.it
-relazioni con la stampa: itaca comunicazione
Tel: 02 653635 - 335 6347230
Web: www.camminarelaterra.it
Mail: press@itacacomunicazione.it


Luigi Veronelli
Camminare la Terra

Dal 20 gennaio al 22 febbraio 2015
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6 - 20121 Milano (MI)

Luigi Veronelli - Milano

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Dopo l’uomo, il vino è il personaggio più capace di raccontare storie, di lanciare messaggi vasti e antichi, di presentarsi con i suoi documenti d’identità completi.

Cuore pulsante della mostra sara? la ricostruzione, parziale va da sé, della sua cantina, fedele copia di quella realizzata tra il 1970 e il 1971, quando Veronelli si trasferì da Milano a Bergamo, con la collaborazione dell’architetto e designer Silvio Coppola. Scavata nella roccia, sotto il giardino di casa, ha una superficie di 350/400 metri quadrati e si è “fatta" nel tempo (34 anni) senza soluzione di continuità. È giunta a contenere 70.000 bottiglie (ogni giorno ne entravano ed uscivano), in gran parte italiane e conservate in box quadrati di cemento per laterizi.

I visitatori della mostra avranno modo, attraverso particolari soluzioni adottate (e che ci piace per ora tenere nascoste) di vivere un’esperienza multisensoriale, cogliendo il fatto che per Veronelli quello che lui chiamava affettuosamente il suo “bunker” non era un “museo” dove collezionare asetticamente vini pregiati disposti in scaffali di legni particolarmente caldi, ma un luogo di lavoro dove assaggiava e, a distanza, riassaggiava i vini per conoscerli e capirli al meglio. Un ambiente dove il fascino è dato dall’essenzialità, pieno all’inverosimile di bottiglie, contraddistinto da un aroma forte di vini che si mescolano. «Borges parlava di una biblioteca così vasta che le torri che circondavano l’edificio, tutte uguali tra loro, erano la prima bianca e l’ultima nera. Entrare in questa cantina dà una sensazione analoga. I vini, tutti ugualmente grandi, anche se la loro fama è assolutamente diversa, sono il primo bianco e l’ultimo rosso»

(Gian Arturo Rota, Nichi Stefi, Luigi Veronelli. La vita è troppo corta per bere vini cattivi, Giunti-Slow Food 2012).



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2015-02-17 09:41:54
    Inserito da Cinzia
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