In mostra alla galleria the Apartment
"Fire/Ash"
di
Davide Stasino
25 maggio-15 luglio 2012
Inaugurazione venerdì 25 maggio ore 18.30
con la presenza dell'artista
Se il fuoco è la prima traccia di civiltà che Prometeo dona all'umanità, permettendole di plasmare e trasfigurare il mondo, la cenere ne è il risultato : Fire/Ash. Fuoco/Cenere. Fire/Ash. Energia vitale/Nichilismo romantico. Fire/Ash. Vita/ Morte. "Fire/Ash" è il titolo della mostra personale di Davide Stasino , giovane pittore e videomaker napoletano, che sarà inaugurata alla galleria the Apartment venerdì 25 maggio alle ore 18.30. Testo critico di Mario Franco.
Davide Stasino, classe 1978, è un giovane talento nato dalla scuola di Gianni Pisani e maturato in atipiche esperienze tra manipolazioni "Post Human" e l'uso tradizionale della pittura. In questa esposizione, oggetto dei suoi dipinti è ancora una volta il corpo, unica forma di vera attrazione e di mistero per l'artista: "non mi interessa dipingere altro, perché tutto è dentro di noi".
"Davide Stasino sembra ossessionato dal tema del corpo, che esplora con modalità espressionista e con indubbio talento figurativo(...).Ogni organo, ogni muscolo, ogni arto, astratto dal suo contesto e rimodellato dalla pittura, acquista un valore simbolico che rimanda al potenziale vitale che si cela oltre le apparenze di lividi corpi deformati e "destrutturati" nella loro composizione atomica, come fatti di un denso ma aereo pulviscolo, ritratti in un gioco di rimandi esoterici provenienti da un repertorio iconologico che non disdegna l'universo punk, cinematografico e fumettistico" , spiega il giornalista Mario Franco nel testo critico "Davide Stasino, tra reale e immaginario" .
I dipinti dell'artista sono racconti di corpi, fuoco e cenere (Fire /Ash), ritratti di un uomo incerto, enigmatico, potenziale. In esposizione alla galleria the Apartment dal 25 maggio al 15 luglio 2012.
the Apartment
Vico Belledonne a Chiaia 6 , Napoli 80121
Tel.+39 081/412350
www.theartapartment.com
Testo critico
Davide Stasino tra reale e immaginario
MARIO FRANCO
Davide Stasino sembra ossessionato dal tema del corpo, che esplora con modalità espressionista e con indubbio talento figurativo. Stasino analizza parti della struttura umana, riproducendone forme e colore, sangue e putredine, con uno stile maturato in atipiche esperienze tra manipolazioni "Post/Human" e l'uso "tradizionale" della pittura che processa l'immagine evidenziando campi energetici celati dietro lo schermo della quotidianità. Ogni organo, ogni muscolo, ogni arto, astratto dal suo contesto e rimodellato dalla pittura, acquista un valore simbolico che rimanda al potenziale vitale che si cela oltre le apparenze di lividi corpi deformati e "destrutturati" nella loro composizione atomica, come fatti di un denso ma aereo pulviscolo, ritratti in un gioco di rimandi esoterici provenienti da un repertorio iconologico che non disdegna l'universo punk, cinematografico e fumettistico. Il pittore, come un regista che mette in scena stravaganti innovazioni linguistiche che si concentrano sull'aspetto materico della rappresentazione, pone in rapporto dialettico l'uomo con natura e storia. Ancor oggi l'uomo è sempre il termine di riferimento dei contrasti. L'incessante sviluppo tecnologico minaccia di cambiarlo, trasformandolo in qualcosa di alieno. In un futuro prossimo chi nascerà programmato geneticamente e chi con un patrimonio genetico naturale? Davide Stasino affronta il problema proponendo una sintesi di domande: il post-umano inteso come assenza di demarcazioni nette e differenze essenziali tra umani e macchine. Tra meccanismo cibernetico e organismo biologico, l'uomo è ancora umano. Diverso, incerto, indefinibile o ancora da definire. Uomo insicuro che vive in un'età d'incertezza. Le figure violacee e schizzate di rosso (sangue?) di Stasino ripropongono uno dei più dibattuti nodi del pensiero contemporaneo: l'incompletezza biologica dell'uomo, il suo desiderio (bisogno) di protesi meccaniche, chimiche, plastiche. Nei dipinti di Stasino la messa in crisi del dualismo natura-cultura ai fini della comprensione dell'umano è parte di un nuovo umanesimo non antropocentrico che pone l'uomo nel suo rapporto strutturale con la metamorfosi. La superficie magmatica dei suoi quadri suggerisce simulacri imperfetti di un originale destituito di senso, che ha perduto la sua funzione e la sua relazione con il tempo e lo spazio. La stessa contrapposizione "fuoco - cenere" sembra non contraddire «quella specie di cancellazione generalizzata della morte che segna la nostra società in modo abbastanza tragico» (Roland Barthes); ma essa rimanda anche a ubiquità: ossia alla perdita di un'identità salda sostituita con lo sdoppiamento tra corpo e immagine, uno specchio attraverso il quale si entra in una nuova nozione di corpo. Un corpo che degenera e deflagra non più scandito da un passato, un presente, un futuro. Se il fuoco è la prima traccia di civiltà che Prometeo dona all'umanità, permettendole di plasmare e trasfigurare il mondo, la cenere ne è il risultato. Nel bianco e nero sfumato e polveroso della rappresentazione cinerea, Stasino ci indica una via di fuga dalla metafisica e dai suoi corollari morali per tentare la via di un nuovo nichilismo malinconico, dove, però, si nasconde un enigma: una rivelazione che rimane oscura pur nella sua lacerante evidenza. Altre immagini si susseguono su grandi dimensioni e l'elemento antropomorfico si presenta come una polverizzazione irregolare che sembra restia a comporsi in un quadro omogeneo. Rilevante è l'assenza di una dimensione ambientale o paesaggistica, a favore di una visione fenomenica e figurale che azzera ogni carattere referenziale e privilegia uno spazio di natura inconscia, delirante, irrazionale, un orizzonte visivo come luogo di conflitto, un'alterità dinamica che polarizza l'attenzione solo sui corpi, sui loro brandelli, sulla loro consunzione. Questa economia visiva costruisce una nuova prospettiva, un'intensità del visibile, una connessione tra inconscio e figure dell'immaginario, come se tutto il mondo circostante fosse spinto "fuori campo", subalterno alle figure corporee che acquistano una pregnanza espressiva e comunicativa, con una forza pittorica e materica dirompente, fondata sull'eterogeneità e sulla fusione di pigmenti aggrumati quanto rarefatti. La confusione fra il piano della realtà e quello dell'immaginazione, che ha sempre affascinato ogni artista, qui acquista un'inquietante illusorietà, l'impossibilità di distinguere tra reale e immaginario.
Biografia Davide Stasino
Davide Stasino è nato a Napoli nel 1978.
Si laurea in pittura all'Accademia delle Belle Arti di Napoli con il Prof.Gianni Pisani,conseguendo poi la specializzazione in arti visive.
Mostre personali
2009 "Disfacimento" Franco Riccardo artivisive, Napoli
2006 "N0-identity" Galleria d'arte Serio, Napoli
Mostre collettive
2009 Art Verona
2008 Volti dell'inquietitudine - Lanificio 25,Napoli
Premio Profilo d'Arte-Finalista,Museo della Permanente ,Milano
Shakespeare enters Gomorra - Suor Orsola Benincasa, Napoli
2007 Santa Barbara open ad free project - CasaLionis
Museo Archeologico di Senorbi - Cagliari
Rifiuto - emergenza rifiuti in Campania - La.Na. , Napoli
2005 La settimana dell'Arte - Galleria San Lorenzo - Santa Giusta
Solid Art - Palazzo Genovese Salerno
2004 Televisione Arma di distrazione di massa - Goethe Institut, Napoli
Giovani Pittori - Accademia Nazionale di San Luca, Roma
Ufficio stampa e comunicazione the Apartment
Barbara Migliardi