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Studio Esseci Scheda Evento
COSA FA LA MIA ANIMA MENTRE STO LAVORANDO?* *Fischli&Weiss, 2000, collezione Consolandi La mostra, attraverso una selezione delle straordinarie opere dell'importante collezione Consolandi, ripercorre le principali tendenze dell'arte contemporanea nazionale e internazionale dagli anni Cinquanta ad oggi, dando prova della grande sensibilità e lungimiranza e dello spiccato intuito di Paolo Consolandi . "Come diceva Paolo Consolandi: Collezionare arte contemporanea significa non avere nostalgia del passato, ed è con questo criterio che ha scelto di interagire col suo tempo. La sua intuizione - afferma Francesca Pasini curatrice della mostra con Angela Vettese - si è sempre rivolta allo stato nascente delle ricerche, così troviamo le opere germinali di Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo... ma anche la foto della prima performance di Vanessa Beecroft, la mano trafitta da una matita dell'indisciplinato studente Maurizio Cattelan, i primi lavori di Alberto Garutti, Stefano Arienti, Grazia Toderi, Elisabetta Di Maggio le lettere inviate da Sabrina Mezzaqui a Massimo Minini, prima di conoscerlo, prima di fare da lui la prima mostra, i ricami di esordio di Francesco Vezzoli. E poi Tacita Dean, Gabriel Orozco, Luca Vitone, Mark Dion, Roni Horn, Mona Hatoum, Cornelia Parker. Maestri acclamati come Gerhard Richter, Jannis Kounellis, Thomas Hirschhorn, Andy Warhol, Mike Kelly, Marina Abramovic, Thomas Struth, Rebecca Horn, Cindy Sherman, Anish Kapoor, hanno avviato, nella sua collezione, dialoghi a distanza ravvicinata con giovani quali Gianni Caravaggio, Sabrina Torelli, Francesco Gennari, Luca Trevisani, Dacia Manto, Jan Tweedy. Come scrive Angela Vettese (Sole 24 ore, 2010), "Gusto Consolandi ne ha avuto, e molto. Ma per poterlo coltivare ha fatto le valigie almeno dieci volte l'anno: per visitare una fiera a Miami, una mostra a Istanbul o una galleria di Parigi. Ha capito - con umiltà insospettabile data la personalità da ammiraglio - che non si nasce imparati in fatto d'arte e tantomeno riguardo al contemporaneo, che il senso pieno dell'oggi lo si impara vivendo, viaggiando, e sapendo che non si avrà abbastanza tempo". Nato a Milano nel 1921 e notaio di professione, Paolo Consolandi inizia a comprare arte negli anni Cinquanta, al fianco della moglie Franca, archeologa. Intima e personale, ma al tempo stesso profondamente animata da senso civico, la collezione è stata sempre un monito anche per le istituzioni pubbliche: come un dire "questo si può fare". Si può cercare di seguire il presente a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. Analogie cronologiche e di intuizione critica affiancano dunque la collezione privata (Consolandi) a quella pubblica (MAGA) istituendo confronti e paralleli interessanti che dicono moltissimo sull'energia culturale che permeava l'Italia all'indomani della seconda guerra quando entrambe vedono la propria nascita.
Data ultimo aggiornamento 25/10/2010 16:50:45
Inserito da Monica
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