eventi sagre e mercatini Eventi di Primavera
Eventi
Sagre
Feste
Folklore
Enogastronomici
EnoMusicali
Festival
Fiere
Storici
Halloween
Raduni
Culturali
Musicali
Spettacolo
Cinema
Cena Spettacolo
Mostre
San Valentino
8 Marzo
Corsi
Mostra Mercato
Sportivi
Religiosi
Beneficenza
Annunci
Vari
Fiere
Teatro
Mercatini
Natale
Presepi
Capodanno
Carnevale
Pasqua
Sfilate
Concorsi
Itinerari
Da Visitare
Ricette
Artisti
Viaggi e Vacanze
Comuni
NEWSLETTER
GALLERY
Siti Utili
Eventi Oggi
Elenco Completo
Ultimi Inseriti
I Nostri Banner
Pasqua
Processioni
Il Tuo Evento Su Radio Italia Anni 60
Sienalibri

EVENTIESAGRE (D)
è un marchio depositato
ogni suo utilizzo non
autorizzato non è ammesso

Informazioni su
eventiesagre.it

Responsabile del sito:

Gianfranco Greco
telefono 0541.1831757
mobile 392.1013346
fax 0541.1831757

Eventi e Sagre di
Greco Gianfranco
Via P. Giordani, 2
47900 Rimini RN

info@eventiesagre.it
P.IVA: 03225620404

Provider sevizio housing: Guest

La tua Pubblicità
su eventiesagre.it

Site Map XML
URL List TXT

CSS Valido!

Valid XHTML 1.0 Transitional

[Valid RSS]

Eventi -> Mostre -> Liguria -> GE - > Genova

Link sponsorizzati:
Hotel Ombretta Mare a Marebello di Rimini
ATTENZIONE!!! Evento Passato. Se hai informazioni in merito alla prossima edizione o aggiornamenti, contattaci all'indirizzo mail segnalazione@eventiesagre.it
Eventi Mostre

I colori del Mediterraneo
al Palazzo Ducale di Genova

dal 25/11/2010
al 01/05/2011
 
Dove:
stemma del comune di Genova
Genova (GE)
Liguria - Italia
 
Per maggiori informazioni:
info eventotel. 0422.429999
 
Immagine:
Gustave Courbet: La spiaggia a Palavas, 1868
 
Fonte:
Studio Esseci
 
| | |
Scheda Evento

MEDITERRANEO
Da Courbet a Monet a Matisse
Genova, Palazzo Ducale
27 novembre 2010 - 1 maggio 2011

mediterraneo

INVITO
Vernice per la Stampa
giovedì 25 novembre
ore 11.00

con possibilità di visita sino alle ore 15.00
Alle ore 12.00
visita guidata dal Curatore
Genova, Palazzo Ducale


Palazzo Ducale a Genova propone, dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011, "Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse": 80 sceltissimi dipinti, provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, per rivivere il fascino che il Mediterraneo, la sua luce e il suo colore ebbero, assieme al suo immediato entroterra provenzale, su almeno cinque generazioni di artisti, dalla metà del Settecento e sino ai primi quattro decenni del Novecento, passando ovviamente attraverso la grande stagione impressionista.
La mostra, curata da Marco Goldin, è promossa dal Comune di Genova, dalla Fondazione Palazzo Ducale e da Linea d'ombra, con il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta in qualità di sponsor principale e il supporto fondamentale di Costa Crociere.

"Dipingere il mare, la sua vastità, l'idea che dell'infinito e tuttavia anche della prossimità vi s'inscrive, è cosa - afferma Marco Goldin, curatore della grande mostra - che nel XIX secolo assume una rilevanza difficilmente dimenticabile. Se a nord sono le visioni fortemente spirituali di Friedrich o le tempeste baluginanti e magmatiche di Turner, a sud la costa del Mediterraneo, e naturalmente il suo immediato entroterra provenzale, sono il punto d'incontro di più generazioni di pittori francesi, sicuramente cinque, che dall'ambito del classicismo prima e del realismo poi, si tendono fino alla dissoluzione del colore nella materia mirabile di Bonnard quasi al confine con la metà del XX secolo".
La mostra di Palazzo Ducale vuole studiare questo itinerario magico dentro il colore, che a Van Gogh fece così scrivere: «Colore cangiante, non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perché il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia.» Eppure la costa del Mediterraneo francese si impose con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio in quell'inizio di XIX secolo, proprio nel momento in cui Pierre-Henri de Valenciennes pubblicava il suo celebre trattato sulla rappresentazione della natura. Perdurava l'idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell'antichità e in primo luogo alla romanità. Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all'antico, dominava la pittura.
Un contributo fondamentale a un primo cambiamento, dopo i vasti quadri settecenteschi con la città e il porto di Tolone di Joseph Vernet prestati dal Louvre e poi quelli di Hubert Robert a Valchiusa da cui la mostra prende le mosse, venne da Gustave Courbet, che nel piccolo villaggio di pescatori di Palavas, a sud di Montpellier, dipinse alcuni dei suoi capolavori. In mostra ve ne sono un paio, a sancire il drastico cambiamento di rotta che pone l'uomo, o il suo essere assente, davanti alla grandezza del mare. A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di Émile Loubon, con i suoi quadri realizzati attorno a Marsiglia, Antibes e Nizza. Così come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli. La cosiddetta scuola di Marsiglia che si staglia a metà secolo con la volontà di descrivere il reale con tutta la sua forza di presentazione e dichiarazione.
A questo primo tempo della mostra ne succede un secondo, quello in cui alcuni grandi dell'impressionismo danno conto, in molti quadri sublimi, delle loro visite, o lunghi soggiorni, in Provenza e lungo la costa del Mediterraneo. Da Cézanne a Monet, da Renoir a Boudin a Van Gogh. Cézanne che dalla fine degli anni sessanta coltiva quello spazio, sia esso il mare o il bosco, come la nascita di una continua, sempre nuova bellezza. Renoir che proprio vicino a Cézanne dipinge, nel 1882, scorci bellissimi di natura all'Estaque. E in mostra a Palazzo Ducale vi sono due capolavori realizzati proprio da Cézanne e Renoir all'inizio del 1882, quando il secondo lascia la Sicilia per raggiungere all'Estaque Cézanne che dipinge. E giunto da poco lì realizza, fianco a fianco all'amico pittore, il cavalletto fissato un po' più in basso rispetto all'altro, il quadro più cézanniano della sua storia e certamente uno dei più bei paesaggi tra i suoi. Inquadrando la piccola valle, le rocce e il cielo mentre Cézanne, un poco più su, scavalca con lo sguardo le rocce stesse, inquadrando l'azzurra e non scalfibile distesa del mare.
E ancora i due soggiorni di Monet, presente con una decina di opere, nel 1884 a Bordighera e nel 1888 ad Antibes, quando il mare è come un tappeto di pietre preziose. O Boudin, che solo pochi anni dopo rincorre la scia di Monet davanti al Forte di Antibes, aprendosi a una visione che torna quasi vicina a quella della realtà di Courbet. E poi i due anni provenzali di Van Gogh, tra i primi salici nell'impatto del sole e i campi di grano. Ognuno di questi pittori approfondisce il suo mondo, nell'inesausto cammino tra il colore e la costruzione con il colore.
Anni cui seguono quelli del post impressionismo, che hanno soprattutto in Signac tra Saint-Tropez e Antibes la loro punta di diamante. Ma anche Van Rijsselberghe, Cross, Valtat, Guillaumin, Manguin, Camoin solo per dire di alcuni. E dentro una luce precipuamente francese stanno quei quadri che Edvard Munch dipinse a Nizza, nel corso di un periodo di convalescenza, tra 1891 e 1892, quadri quasi tutti in mano privata. Da farci comprendere come l'impatto con la luce del Mediterraneo non sia invano per nessuno, solo se consideriamo che Munch, quando scende a Nizza, è già diventato il Munch che tutti abbiamo in mente. E pur tuttavia la pressione della luce e del colore sulla sua pittura non lo lasciano mai indifferente.
La sezione dedicata alla pittura dei Fauves è certamente assai significativa, con quadri di autori quali Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, in quel loro indicare come il Mediterraneo, soltanto pochi decenni dopo, sia cosa ormai completamente diversa rispetto alle visioni di Courbet. Già pienamente dentro la modernità di un secolo che si veniva appena aprendo. E semmai chiudendo dentro ampie zone di colore quella che era stata la dispersione del colore di Monet sul mare davanti ad Antibes nel 1888.
E poi nella regione provenzale, e sulle rive del Mediterraneo, la presenza, a XX secolo ampiamente iniziato, di Felix Vallotton, Chaïme Soutine e Pierre Bonnard, il pittore che più di ogni altro ha saputo consegnare la strabiliante lezione di Monet al secolo nuovo. Nella partecipazione che il colore fa dello spazio e del tempo. Nel rendere quello spazio e quel tempo realtà solo della pittura. Dove non è più la descrizione dei luoghi mediterranei e provenzali, ma piuttosto la dimensione della visione ininterrotta.

Info e prenotazioni: www.lineadombra.it
Ufficio Stampa Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura


MEDITERRANEO
Da Courbet a Monet a Matisse

Genova, Palazzo Ducale
27 novembre 2010 - 1 maggio 2011

immagine_101117155813

Sabato 27 novembre, a Genov a
Maratona per l'inaugurazione di "Mediterraneo" a Palazzo Ducale
6 ore di arte, concerti e spettacoli in una grande festa
con Goldin, Antonella Ruggiero + PFM, Gianni Mura e tanti altri

Il 27 novembre, dalle 18 al nuovo giorno con una maratona di arte, musica, giornalismo e approfondimenti. Tutto intorno alla grande mostra " Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse " che proprio il 27 si apre alla visita del pubblico al Palazzo Ducale di Genova. L'attesissima esposizione è dedicata a due secoli di pittura francese, dalla metà del Settecento alla metà del Novecento, condotta sulle rive di quel mare e nel suo immediato entroterra provenzale. E' una straordinaria mostra sul colore, dal Settecento di Vernet e Robert, all'Ottocento di Courbet, Monet, Van Gogh, Renoir, Cézanne e Munch fino al Novecento di Braque e Matisse.

Per l'apertura della mostra-evento, il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sarà teatro, dalle 18 all'una di notte, di alcuni importanti appuntamenti, riservati a coloro che saranno in possesso del biglietto d'ingresso alla mostra, che eccezionalmente per quella giornata chiuderà appunto all'una della notte. Dalle ore 17 e fino alla chiusura, il biglietto d'ingresso sarà tra l'altro ridotto per tutti.

La volontà di Marco Goldin, curatore della mostra promossa dal Comune di Genova, dalla Fondazione Palazzo Ducale e da Linea d'ombra, con il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta in qualità di sponsor principale e con il contributo fondamentale di Costa Crociere, è quella di trasformare la giornata di apertura dell'esposizione in una grande festa. Il modello è stato offerto dalla recente analoga iniziativa che Linea d'ombra ha promosso a Rimini in occasione dell'apertura della fortunatissima " Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon ", salutata nella giornata da oltre tremila persone.

Il programma prenderà il via alle 18. Nel Salone del Maggior Consiglio, Gianni Mura, il principale giornalista sportivo italiano, da oltre quarant'anni inviato al Tour de France, dialogherà con Marco Goldin, curatore della mostra. Sarà un incontro tutto manubrio e tubolari visto che Goldin è, oltre che critico d'arte, un appassionato e praticante di ciclismo. Tema: "I paesaggi di Van Gogh, Monet e Cézanne al tempo del Tour de France ", un inedito punto di vista sui più affascinanti paesaggi del sud della Francia, dai campi di lavanda in Camargue al monte Ventoux, mitica salita del Tour tra l'altro presente in un quadro del pittore d'inizio Ottocento Bidauld.

Alle 19, il Quartetto Desueto in concerto. Tema " I Mari lontani ". Giacomo e Mauro Da Ros, Aldo Betto e Cesare Ceschin, tra chitarre, basso e fiati tra cui spicca il sax di Ceschin, alla scoperta dei ritmi caraibici da un lato e dall'altro seguendo il filo di affascinanti canzoni scritte in proprio e dedicate al tema del mare.

Alle 20, Marco Goldin racconta la mostra " Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse ". Seguendo una consuetudine che negli ultimi dieci anni lo ha portato a presentare le sue mostre con grande successo e partecipazione di pubblico nei principali teatri italiani, lo storico dell'arte trevigiano introduce temi e motivi dell'esposizione, con la consueta capacità di descrivere i quadri attraverso le parole. Ad accompagnarlo sul palco, l'attore Gilberto Colla che leggerà brani dalle lettere di Van Gogh, Monet e Cézanne oltre a Renzo Ruggieri alla fisarmonica e Piero Salvatori al violoncello.

L'arte della pittura lascerà il palcoscenico, alle 21.30, all'arte della musica.

Il programma prevede, in anteprima assoluta, un grande evento musicale: per la prima volta insieme Antonella Ruggiero e la PFM. Lo storico gruppo italiano unito a una delle voci magiche della canzone d'autore italiana per un inedito Omaggio a Fabrizio De Andrè. E con i brani di De Andrè, Ruggiero e PFM proporranno anche dalle riletture di qualche classico dei rispettivi repertori, in un concerto che promette di essere un'autentica sorpresa nel segno della meraviglia.

Intanto e poi, la mostra resterà aperta alla visita, avendo a disposizione anche il curatore.

Per prenotazioni e informazioni:
tel. 0422.429999, biglietto@lineadombra.it
Info: www.lineadombra.it.

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo


Mediterraneo
Da Corot a Monet a Matisse

Genova, Palazzo Ducale
27 novembre 2010 - 1 maggio 2011

Vernice per la Stampa: 25 novembre 2010, dalle ore 11.30

gustave_courbet_genova

La sfida impossibile, la prova del fuoco: questo è stato il Mediterraneo, con la sua luce e i suoi colori, per almeno cinque generazioni di artisti, tutti calamitati in Riviera a catturare con i pennelli le magie che si creano all'infrangersi della luce sul movimento dell'acqua. E non solo l'acqua del grande mare, ma anche il suo immediato entroterra, aspro e rigoglioso al tempo stesso, lucente di un sole abbagliante che per esempio Van Gogh ha immortalato in quadri celebri, così come Cézanne.

"Mediterraneo da Corot a Monet a Matisse" è la grande mostra che riunisce il meglio di quelle sfide, i magnifici capolavori che esse hanno generato. Circa ottanta le opere che, dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011, brilleranno a Palazzo Ducale, concesse da molti musei sia europei che americani, oltre che da gelosissime collezioni private.
A promuoverla sono il Comune di Genova, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Linea d'ombra, con la cura scientifica di Marco Goldin e la collaborazione del Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta, storico partner del critico veneto.

Le cinque generazioni iniziano da quella, subito dopo metà Settecento, con l'opera di Joseph Vernet e Hubert Robert, ancora nell'ambito del classicismo, poi quella cresciuta intorno a Courbet e Corot, all'insegna del realismo, che hanno poi vissuto il formarsi, il crescere e il superamento dell'impression con Monet, Cézanne, Renoir, Van Gogh, e ancora cercato nuove strade con Signac, o nell'inedito Munch, i Fauves, rappresentatati nel titolo della mostra da Matisse, e poi Derain, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, fino alle prove brucianti di Nicolas de Stael a metà XX secolo, a conclusione quindi di ben duecento anni di pittura davanti al Mediterraneo.

Tutto intorno a un tema che fu un rovello: rappresentare l'apparente semplicità del blu del Mediterraneo: "Colore cangiante, non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perché il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia", come scrisse Van Gogh. Ma anche rappresentare quel verde specchiato di cielo dell'entroterra.

Rispetto alle visioni fortemente spirituali di Friedrich o alle tempeste baluginanti e magmatiche di Turner nei mari del Nord, il Mediterraneo si è imposto con notevole ritardo nella percezione che i pittori avevano del paesaggio tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del successivo.

Proprio nel momento in cui Pierre - Henri de Valenciennes pubblicava il suo celebre trattato sulla rappresentazione della natura, perdurava l'idea che la nozione del Mediterraneo fosse stretta al senso dell'antichità e in primo luogo alla romanità. Per cui il riferimento alla coste italiane, quali luoghi deputati di questo riandare all'antico, dominava la pittura.

Un contributo fondamentale a un primo cambiamento venne da Camille Corot, che nella primavera del 1834 scendendo per la seconda volta verso l'Italia, percorse la strada costiera da Marsiglia a Genova, dipingendo tra l'altro nella città ligure una manciata di quadri molto belli. Il breve transito in Provenza convinse Corot a ritornare due anni più tardi assieme all'amico pittore Prosper Marilhat, così da dipingere alcune vedute della zona di Avignone assai significative. A questo tempo del realismo si possono certamente ascrivere anche le opere di Félix Ziem e di Émile Loubon, con i loro quadri realizzati attorno a Marsiglia, Antibes e Nizza. Così come quelli di Paul Guigou e Adolphe Monticelli, ovviamente assieme a quelli meravigliosi di Gustave Courbet specialmente dipinti nel piccolo villaggio di pescatori di Palavas, vicino Montpellier.

A questo primo tempo della mostra ne succede un secondo, quello in cui alcuni grandi dell'impressionismo danno conto, in molti quadri sublimi, delle loro visite, o lunghi soggiorni, in Provenza e lungo la costa del Mediterraneo. Da Cézanne a Monet, da Renoir a Boudin a Van Gogh. Cézanne che dagli anni settanta coltiva quello spazio, sia esso il mare, il bosco o la Sainte-Victoire, come la nascita di una continua, sempre nuova bellezza. Renoir che proprio vicino a Cézanne dipinge, tra 1882 e 1883, rari e però bellissimi scorci di natura, prima che sia quel suo tempo più tardo di brillante frammentazione del colore. E ancora i due soggiorni di Monet, nel 1884 a Bordighera e nel 1888 tra Antibes e Menton, quando il mare è come un tappeto di pietre preziose. E poi i due anni provenzali di Van Gogh.

Anni cui seguono immediatamente quelli del post impressionismo, che hanno soprattutto in Signac tra Saint-Tropez e Antibes la loro punta di diamante. Ma anche Van Rijsselberghe, Cross, Valtat, Guillaumin, Manguin, Camoin solo per dire di alcuni. E dentro una luce precipuamente francese stanno quei quadri che Edvard Munch dipinse a Nizza, nel corso di un periodo di convalescenza, tra 1891 e 1892, quadri quasi tutti oggi in mano privata.

La sezione dedicata alla pittura dei Fauves è certamente una tra le più interessanti, dal momento che vi saranno compresi, con quadri celebri e fondamentali, autori quali Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, in quel loro indicare come il Mediterraneo, soltanto pochi decenni dopo, sia cosa quasi completamente diversa rispetto alle visioni di Courbet. Già pienamente dentro la modernità di un secolo che si veniva appena aprendo. E che nella regione provenzale, e sulle rive del Mediterraneo, proseguirà con gli esempi in mostra di Felix Vallotton, Chaïme Soutine e Pierre Bonnard, il pittore che più di ogni altro ha saputo consegnare la strabiliante lezione di Monet al secolo nuovo. Prima che sia la lacerazione anche psicologica del mare visto dalle mura di Antibes da De Stael.

Ufficio Stampa
Studio Esseci di Sergio Campagnolo
Ufficio Stampa Genova Palazzo Ducale
Fondazione per la Cultura
Camilla Talfani - Massimo Sorci - Isabella Bernardin
Aggiungi Questo evento al Tuo calendario Google
Versione Stampabile
Informazioni Turistiche Genova
Informazioni Turistiche su Genova:
Data ultimo aggiornamento 22/11/2010 13:38:27
Inserito da Cinzia
Attenzione!!!
Le notizie riportate in questa pagina sono state reperite su internet o gentilmente fornite da Enti Pubblici o Privati. Vi consigliamo di verificare date, orari e programmi, che potrebbero variare o non essere corretti, contattando gli organizzatori o visitando il sito ufficiale dell'evento.
Grazie Gianfranco & Monica
(C) 2009-2010 eventiesagre.it - Eventi Fiere Mercatini Sagre Mostre Manifestazioni e Ricette tipiche in Italia! - Privacy & Policy - Email: info@eventiesagre.it - Gianfry '70