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Fonte:
Francesca Referza Scheda Evento
a cura di Francesca Referza opening: giovedì 8 ottobre ore 20 orari di apertura: 12 labours in 7 days for the fantastic 4 potrebbe essere il divertente titolo di un film in cui gli attori sono gli stessi artisti. In effetti il titolo della mostra, curata da Francesca Referza, non è altro che il risultato ottenuto dall'unione dei titoli di tre opere in mostra: 12 fatiche di Alvise Bittente (Venezia, 1973), in transito di Alexander Costello (Londra, 1976) e I fantastici 4 di T-Yong Chung (Tae-Gu, Corea del Sud, 1977). La mostra gioca con i numeri: dai 12 episodi della mitologia antica che riguardano le imprese compiute dall'eroe Eracle, ridisegnate in modo originale dal veneziano Bittente ai 7 giorni della settimana impiegati da Alex Costello per analizzare, con la serietà di un vero cronista inglese, i meccanismi attraverso i quali è possibile parlare di living painting a proposito di ciò che accade dentro l'inquadratura fissa su una fermata del tram e stavolta i fantastici 4 possono anche stare a guardare, perché sono gli artisti a lavorare per loro, una volta tanto! Mescolando dunque moderni supereroi di fumetti, imprese di mitologica memoria e lenta e apparentemente inutile cronaca di una uggiosa giornata metropolitana, abbiamo ideato il titolo di un film che suona epico, ma il cui contenuto è tutto costruito sul gioco. In tutti i lavori in mostra, in effetti, si assiste ad una sorta di ludico e sistematico ribaltamento dei contenuti. Music box (2009) l'ultimo ed inedito video di T-Yong Chung è un po' il biglietto da visita della collettiva perché accoglie il visitatore all'ingresso comunicandogli con immediatezza ed ironia l'umore giocoso e irriverente che sta alla base della progettazione di tutta la mostra.
Ogni mattina - ha scritto Alexander Costello a proposito di In transito (2006-2008) - mi preparavo un caffè, seduto sul balcone e guardavo la gente che aspettava il tram. Nel tempo ho considerato la fermata del tram come una 'tela vivente' e le persone in piedi come i soggetti di una scena (live painting) in progress. Quando un tram arrivava la tela tornava 'pulita' (come un etch-a-game-sketch) e una nuova scena ricominciava daccapo. Mi sono interessato a come il comportamento appreso nell'interazione sociale presenti costantemente semplici e minime composizioni all'interno di uno spazio, senza la necessità di coreografie. Le persone, attraverso riflessi incondizionati, scelgono di stare in particolari luoghi dettati da una tacita, ma assimilata combinazione di regole sociali riguardanti lo spazio personale, il collocamento tra gli oggetti e il linguaggio del corpo. Poiché questa osservazione è andata avanti per giorni, ho individuato modelli ricorrenti nello spazio come una scena (live painting), ed è diventato possibile prevedere dove la gente si sarebbe collocata sulla base di un particolare insieme di regole mescolate che ho ricavato in maniera personale. A quel punto ho cominciato a registrare e commentare manipolando scherzosamente il risultato complessivo di ogni composizione, nonostante, in sostanza, tutto fosse fuori dal mio controllo. Tuesday dots, Tuesday no.4, Tuesday verticals, Friday no.23 e Friday spots sono solo alcuni dei 39 risultati visivi in formato cartolina di In transito, video composto da 7 giorni di cronaca registrata dall'artista giorno dopo giorno, dal lunedì alla domenica, dal balcone della propria stanza milanese. Ne I fantastici 4 di T-Yong Chung non si assiste a nulla di eroico, come effettivamente il riferimento ai 4 protagonisti dei fumetti farebbe presupporre. Quelli compiuti dai 4 personaggi individuati dall'artista sono dei gesti minimi, frutto dell'applicazione di semplici e ripetitivi gesti quotidiani e di piccoli giochi di abilità. Credo che tutti noi abbiamo delle capacità che vengono abbandonate perché non servono nella nostra quotidianità. Invece, proprio queste capacità per me sono fantastiche e originali, sono da recuperare - aveva dichiarato in un'intervista proposito del video I fantastici 4. Analogamente nei due brevissimi video dal titolo Music box e Hand play, si assiste a dei movimenti minimi, giochi che, invece di essere virtuali, sono letteralmente 'manuali'. Così, con una semplice manipolazione di immagini riprese dalla finestra, in Hand play T-Yong Chung ci fa assistere ad un inedito video gioco manuale. Testo di Francesca Referza info:
Data ultimo aggiornamento 06/10/2009 12:35:55
Inserito da Monica
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Grazie Gianfranco & Monica
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