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Studio Esseci Scheda Evento
Pasqualino Rossi. Sarà la prima Mostra Verde d'Italia A Serra San Quirico, il paese-presepe delle Marche, si realizza un sogno di Federico Zeri Quella dedicata a Pasqualino Rossi, grande e sino ad oggi quasi "segreto" interprete del Barocco, sarà la prima "mostra verde" d'Italia. Non poteva che essere così dato che a promuoverla è, insieme al Comune di Serra San Quirico e alla Comunità Montana Esino-Frasassi, il Consorzio Marcheverdi. Verrà ospitarla nella sede del Parco Naturale regionale Gola della Rossa e di Frasassi nel paesino di Serra San Quirico, il paese-presepe che si inerpica nel contesto del cuore più verde delle Marche, all'interno di un Parco, quello naturale regionale della Rossa-Frasassi, tra i più belli e incontaminati d'Italia. Costruire l'economia verde in una delle regioni più industrializzate d'Italia, valorizzare i migliori talenti e lo straordinario patrimonio ambientale e culturale del territorio: è stata ed è questa la sfida e la passione del Consorzio Marcheverdi. Sfida che oggi continua con la scoperta di questo protagonista del barocco, nel cuore verde delle Marche. Questo progetto di mostra è stato condiviso dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona, provincia che vanta nel Parco della Gola della Rossa una delle più vaste aree protette della regione. E proprio il paese - presepe di Serra San Quirico è il cuore di questo parco, dove è possibile ammirare il volo dell'Aquila Reale o il meraviglioso teatro delle Grotte di Frasassi. La mostra di Serra San Quirico sarà all'insegna dell'ambiente e della sostenibilità : ogni struttura o prodotto di questa mostra sarà ecologico, così come la ristorazione sarà rigorosamente a Km. 0, valorizzando la ricca e variegata tradizione enogastronomica del territorio. L'allestimento studiato da Guidobaldi prevedendo l'impiego di essenze lignee del territorio, con l'utilizzo di vernici esclusivamente naturali. Gli elementi di supporto, i pannelli e tutti i materiali allestitivi sono stati studiati per essere riutilizzati e quindi durare nel tempo. L'illuminazione della mostra sarà garantita da corpi illuminanti scelti tra quelli a minor consumo energetico o da led. Tutti i materiali promozionali saranno gestiti, ogni qual volta possibile, per via elettronica (in modo da evitare utilizzo di carta) o, se cartacei, saranno stampati su carta riciclata. L'editore del catalogo, Silvana Editoriale di Cinisello Balsamo, è stato scelto non solo per la sua posizione di leadership nazionale nella editoria d'arte ma anche per esser stato il primo grande editore d'arte ad utilizzare, rigorosamente, carta ecologica certificata FSC per tutte le sue pubblicazioni. Persino gli addobbi floreali predisposti per l'inaugurazione proverranno dai boschi e dai prati del territorio, escludendo naturalmente ogni specie protetta tutto con l'aiuto e la supervisione dei guardiaparco. Non mancheranno altre sorprese, pensate per i grandi o per i più piccoli, pensate per far vivere la meraviglia della natura. Ogni visitatore di questa mostra, sarà un ideale ambasciatore di questa vasta porzione del territorio appenninico marchigiano (che quest'anno ha festeggiano i dieci anni dalla nascita del Parco), diffondendo i valori tradizionali della gente che vi abita e l'impegno fattivo per una economia autenticamente sostenibile. Ai bambini verranno consegnati al termine della visita, una piantina di corbezzolo o altra essenza arbustiva presente nelle pendici dei rilievi del territorio, da piantare nel giardino di casa o in vaso. Il Consorzio Marcheverdi metterà a dimora, a partire dal prossimo autunno, oltre diecimila esemplari di essenze arboree e arbustive tipiche della flora locale. La nuova foresta, crescendo, riuscirà a trasformare zone del territorio brulle in angoli di Paradiso. Angoli che garantiranno un importante contributo al contenimento delle emissioni di CO2, definite dal protocollo di Kyoto. Per finire una parte del ricavato, tolti i diritti di legge (ovvero la SIAE) è finalizzato a finanziare il "Sentiero Pasqualino Rossi" in un'area prospiciente l'abitato di Serra S. Quirico, nei pressi della Torre del Cassero.
Pasqualino Rossi. Sarà la prima Mostra Verde d'Italia A Serra San Quirico, il paese-presepe delle Marche, si realizza un sogno di Federico Zeri Per quasi tre secoli di lui non si è saputo, anzi scritto, nulla. La sua produzione, proprio per l'alto livello qualitativo, era "emigrata" verso le più diverse, illustri paternità : Carracci, Correggio, Crespi. Tutt'al più egli veniva ricordato come uno dei tanti che si erano applicati alla "pittura di genere" in voga tra Seicento Settecento. Ma fu solo nel 1974 che un appassionato ricercatore d'archivio, Clemente Faccioli, restituì un volto documentario al pittore. Il suo nome non era rimasto del tutto ignoto; e già nell'Ottocento un altro studioso, nelle Marche, aveva trovato le carte che consentivano di confermargli tre pale d'altare a Fabriano. C'è un luogo dove il nome di Pasqualino Rossi non è mai stato cancellato: Serra San Quirico, il piccolo paese-presepe abbarbicato nell'alta Val d'Esino, a pochi chilometri dalle celebri Grotte di Frassassi. Qui, nel tessuto urbano perfettamente medioevale, è incastonata una sontuosa gemma del barocco, la chiesa di Santa Lucia, una basilica romana in formato ridotto trasportata tra viuzze del Trecento. In Santa Lucia, il potere dell'Ordine Silvestriniano volle dare un forte segno inviandovi lo scultore francese Leonard Chailleau, italianizzato in monsù Leonardo Scaglia, a trasformare in un abbagliante palcoscenico sacro il trionfo di un Ordine universale retto da abati di queste vallate. In un travolgente rutilare d'oro, di stucchi, putti e festoni, le storie dei Santi sono raccontate dagli interpreti più in voga nella Roma dell'epoca, dal Cavalier d'Arpino al Romanelli. Ma il posto d'onore venne riservato a Pasqualino Rossi, incaricato di raccontare la storia della santa titolare, la vergine Lucia, riservandole l'intera abside; segno di una particolare considerazione, che non salvò comunque l'artista dall'oblio. Frutto di questa particolare sensibilità furono soprattutto i piccoli quadri da collezione con soggetti di genere, quali la Scuola di cucito e la Scuola di lettura, oppure le seducenti immagini con la Sacra Famiglia segnate da un intimismo toccante, nelle quali si stempera una dolcezza sentimentale che riscatta l'ispirazione naturalistica; opere per lungo tempo nascoste, appunto, sotto i nomi di Correggio, di Annibale Carracci e di Giuseppe Maria Crespi. La mostra, curata da Anna Maria Ambrosini Massari e Angelo Mazza e coordinata da Fabio Marcelli e Marta Paraventi (catalogo Silvana Editoriale), dopo aver presentato i grandi soggetti sacri della chiesa di Santa Lucia, dà conto, in modo particolare, di questa produzione di Pasqualino Rossi. Le sue opere "da cavalletto" sono raffrontate con quelle di altri maestri del Seicento, dal veneto Pietro Vecchia ad altri dell'ambiente romano dei Bamboccianti, fino ai modelli di Monsù Bernardo e di Antonio Amorosi, contemporanei di Pasqualino Rossi, e infine di Pier Leone Ghezzi, e ancora, ma in pieno Settecento, di Pietro Longhi e di Giuseppe Maria Crespi, artista, quest'ultimo, frequentemente confuso con il pittore vicentino. à certamente la migliore celebrazione cui Pasqualino Rossi potesse aspirare. "Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco".
Data ultimo aggiornamento 27/02/2009 03:40:50
Inserito da Gianfranco
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