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Settembre 2019
eventiesagre.it
Settembre 2019
Numero Evento: 16819
Eventi Mostre
Mostra Sant'efisio
Date:
Dal: 30/04/2008
Al: 15/05/2008
Dove:
Logo Comune
Sardegna - Italia
Contatti
Telefono: Telefono: 070490727 Fax: 07042091
Fonte
Daria Portale
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento

Mostra Sant'efisio - CagliariMostra Sant'Efisio "Martiri Gloriosu" 
( Da mercoledì 30 aprile 2008 fino a giovedì 15 maggio 2008 )

 Mostra  in onore di Sant'Efisio
MARTIRI GLORIOSU

Inaugurazione:  Mercoledì 30 aprile alle ore 18.00, alla presenza del Sindaco Emilio Floris e dell'Assessore a lla Cultura Giorgio Pellegrini , in occasione dell'apertura dei restaurati locali del sottopiano del Palazzo Civico di via Roma, a cura dell'Assessorato ai Lavori Pubblici.

La mostra dedicata al martire vuole ripercorrere le tracce dell'affezione della comunità sarda verso il Santo protettore, di carattere colto e popolare, sia di ispirazione folclorica che spirituale.

Il percorso espositivo si apre con un folto gruppo di bellissimi costumi a rappresentare la comunità sarda che festeggia e venera il Santo accogliendo il visitatore.

Seguono le pitture del tardo Settecento e dell'Ottocento. Fra queste ultime, vale la pena di segnalare un dipinto settecentesco, ritrovato nella chiesa cagliaritana di Santa Croce, le tele del Marghinotti e di quella tardo romantica del De Belly, nonché alcune opere anonime e suggestivamente di maniera.

Il Santo, raffigurato in ginocchio e in piedi, a cavallo o sopra una nube, è generalmente identificabile grazie al segno della Croce sulla mano destra.
Tra le statue, per lo più lignee e risalenti al secolo XVIII, spiccano quelle attribuibili al Lonis ed alla sua bottega, che ritraggono Efisio abbigliato in modo anacronistico, con baffi, pizzetto e posa baldanzosa.

Le numerose incisioni in esposizione, per la maggior parte, alludono all'intercessione del Santo in seguito all'attacco francese del 1793, rappresentando la flotta nemica schierata nel Golfo degli Angeli.

Di notevole interesse risultano, inoltre, gli oggetti devozionali come uno stendardo ricamato di particolare valore storico, gli ex voto e le Varitas, due insegne da processione in argento sbalzato.

La sezione dei documenti infine testimonia anche l'ampia produzione di scritti, tra cui novene, panegirici, canzoni in sardo, menù e brindisi, e attesta la fede religiosa, la consuetudine folcloristica e la secolare regolamentazione della Guardiania.

Le opere provengono da Chiese e Musei ecclesiastici di tutta la Sardegna e testimoniano la diffusione del culto del Santo Martire in tutta l'Isola.

Sono presenti, inoltre, oggetti e opere d'arte provenienti da collezioni private.

La mostra è finanziata dall'Assessorato comunale al Turismo, all'interno delle manifestazioni di Sant'Efisio.

MARTIRI GLORIOSU (Testo di Anna Maria Montaldo)

I popoli della cristianità hanno definito vividamente, con tutti i mezzi dell'arte, del rito religioso, della letteratura, l'incontro tra la potenza di Dio e la tensione di salvezza dell'uomo, rappresentato dal santo.

Come hanno rilevato storici e antropologi, soffermarsi su queste figure consente di cogliere, nel modo in cui raramente avviene attraverso altre testimonianze, la natura delle aspettative e delle speranze degli individui e delle collettività per la propria sopravvivenza immanente e per la vita eterna.

Questa mostra, come quella allestita nel 1996 nella Galleria Comunale d'Arte di Cagliari, ricostruisce le testimonianze che l'arte, colta e popolare, ha manifestato nei secoli verso Sant'Efisio "martiri gloriosu" e offre alla città e alla Sardegna un'occasione di affettuoso confronto con la propria memoria profonda.

Venerato nel corso dei secoli, invocato nei momenti difficili, celebrato ogni anno in occasione della sagra del Primo Maggio, Sant'Efisio vive nel cuore dei fedeli che attendono da Lui protezione e soccorso. Dalla sincera devozione popolare nasce il desiderio di lodarne le gesta e di contemplarne l'effigie nei luoghi di culto; così, grazie alla presenza di numerose testimonianze storico-artistiche, il gloriosissimo martire racconta ancora la propria storia.

Il nobile Efisio d'Elia, nato nella seconda metà del III secolo d.C., venne educato all'idolatria e, non ancora ventenne, condotto dalla madre nella città di Antiochia al cospetto di Diocleziano, che lo scelse come pretoriano e gli affidò un esercito con il compito di perseguitare i cristiani nelle terre italiche.

Giunto a destinazione, una notte il prode cavaliere rimase folgorato dalla visione della Croce e ricevette dal Signore l'ordine di diffondere la Sua dottrina tra i pagani. Così, indossata la spada della parola sotto lo stendardo della Croce, intraprese la divina missione in Sardegna.

L'imperatore, informato dallo stesso Efisio dell'avvenuta conversione, subito inviò nell'isola il giudice Julico, poi sostituito da Flaviano, per indurre il traditore ad abiurare il Cristianesimo; ma a nulla valsero le terribili sevizie alle quali fu sottoposto nel carcere cagliaritano di Stampace.

Infine, condannato alla decollazione, fu giustiziato in una zona identificata come "Nuras", forse l'antica città di Nora o una località sconosciuta nei dintorni di Cagliari.

Poco prima del martirio, egli si era rivolto a Dio implorandoLo di proteggere in eterno gli abitanti di quei luoghi dai nemici, dalle malattie, dalle carestie e dai pericoli del mare; ed è per questo che, nel corso dei secoli, i fedeli hanno invocato il Suo intervento miracoloso nelle preghiere individuali e corali.

Due sono le date fondamentali che riportano Efis Gloriosus al vertice della devozione popolare:

  • Il 1656, anno in cui i cagliaritani, prostrati dalla peste che affligge tutta l'Isola, chiedono l'intercessione del loro protettore e, in segno di ringraziamento per la scomparsa del male, la Municipalità compie il voto di celebrare in perpetuo la processione del Primo Maggio in suo onore.
  • Il 1793 quando, a causa dell'attacco dei francesi, la comunità civile e religiosa si appella ancora una volta al Grande Mediator perché liberi la città dall'imminente pericolo e, ricevuta la grazia, promette di celebrare una processione il Lunedì dell'Angelo di ogni anno.

Così, Efis diventa su liberadori de guerra e de peste ed il sempre più profondo fervore religioso, commistionandosi alla tradizione popolare ed alla festa di tono pagano, porta al proliferare dell'arte in Sua gloria: statue e dipinti, ma anche oggettistica, versi celebrativi e agiografie.

La mostra dedicata al martire sardo vuole ripercorrere le tracce di quest'affezione attraverso opere di carattere colto e popolare, sia di ispirazione folclorica che spirituale.

Il percorso espositivo si apre con un folto gruppo di bellissimi abiti tradizionali a rappresentare la comunità sarda che festeggia e venera il Santo accogliendo il visitatore.

Seguono le statue e le pitture del Settecento e dell'Ottocento. Fra queste ultime, vale la pena di segnalare un dipinto settecentesco, ritrovato nella chiesa cagliaritana di Santa Croce, le tele del Marghinotti e quella tardo romantica del De Belly, nonché alcune opere anonime e suggestivamente di maniera. Il Santo, raffigurato in ginocchio e in piedi, a cavallo o sopra una nube, è generalmente identificabile grazie al segno della croce sul palmo della mano destra.

Tra le statue, per lo più lignee e risalenti al secolo XVIII, spiccano quelle attribuibili al Lonis ed alla sua bottega, che ritraggono Efisio abbigliato in modo anacronistico, con baffi, pizzetto e posa baldanzosa.

Le numerose incisioni in esposizione, per la maggior parte, alludono all'intercessione del Santo in seguito all'attacco francese del 1793, rappresentando la flotta nemica schierata nel Golfo degli Angeli.

Di notevole interesse risultano, inoltre, gli oggetti devozionali come uno stendardo ricamato di particolare valore storico, gli ex voto, le insegne da processione in argento sbalzato e il libro con l'elenco dei Confratelli e Consorelle dell'Arciconfraternità di S.Efisio, redatto nel 1875.

La sezione dei documenti infine presenta le preziosissime carte originali dell'Archivio Storico Comunale di Cagliari tra le quali emergono gli atti relativi ai voti della Municipalità del 1656 e del 1793. E' presente, inoltre, l'ampia produzione di scritti: novene, panegirici, canzoni in sardo, menù e brindisi che attestano la fede religiosa, la consuetudine folcloristica e la secolare regolamentazione della Guardiania.

Dove:
Palazzo Civico via Roma - Sottopiano - ingresso Largo Carlo Felice

Orario:
dalle ore  10.00 alle  ore 19.00

Informazioni:

Galleria Comunale d'Arte
Largo Giuseppe Dessì, Giardini Pubblici, Cagliari
Telefono: 070490727 Fax: 07042091
e-mail:museicivicicagliari@tiscali.itmuseicivici@comune.cagliari.it



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2008-05-01 12:07:43
    Inserito da Monica
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