LE PANICELLE DI SAN BIAGIO
Taranta Peligna (CH), 03 febbraio 2012
In occasione della festa di San Biagio - 3 febbraio, protettore della gola e dei lanieri, a Taranta Peligna, ogni anno, si ripete un rito che risale al XVI secolo, legato alla tradizione della lavorazione della lana. Il Paese, fin dal Medio Evo, è noto per la lavorazione artigianale dei tessuti in lana e soprattutto per la realizzazione delle famose "tarante", coperte di lana, senza "dritto" e "rovescio", caratterizzate da decori floreali o geometrici, a più colori e belle frange annodate a mano. Per questa diffusa attività, la devozione a San Biagio, protettore dei cardatori di lana, è sempre stata profonda e sentita.
Dal giorno precedente la festa, tutti i tarantolesi sono coinvolti nella lunga e laboriosa preparazione delle " panicelle ", piccoli pani, a base di farina ed acqua, dalla forma di mano benedicente. Le forme vengono posizionate su degli assi chiamati piatene e portati a cuocere al forno del paese in processione da ragazze e ragazzi in costume tipico; dopo la cottura e la benedizione, i pani vengono distribuiti ai fedeli, che li mangiano con devozione o li conservano al fine di ottenere protezione contro il mal di gola. Al termine della funzione religiosa, è consuetudine farsi benedire la gola dal sacerdote che pone sotto il mento due candele incrociate.