Alzata del Maggio e Festa di Sant'Antonio
Nella piccola frazione di Isola Fossara la Festa di Sant'Antonio, che si celebra celebra ogni anno il 13 giugno, si mescola ad una profonda tradizione popolare
I due faggi tagliati nella prima domenica di giugno vengono uniti in un unico tronco detto " Maggio " e danno il via ai festeggiamenti folkloristici del pomeriggio, con la consueta " sagra della lumaca ".
Breve descrizione della festa tratta dal libro di Bruno Cenni "Il Maggio di S. Antonio a Isola Fossara e i Ceri di Gubbio" - 1987: "....Una festa folklorica che ha come protagonisti gli abitanti della piccola Comunità di Isola Fossara, legata per ragioni storiche, politiche e religiose alla vicina città di Gubbio.
I protagonisti sono tutti uniti inscindibilmente al rito del Maggio e al culto cristiano-devozionale di Sant' Antonio di Padova, che ad Isola scandisce il ritmo di inizio e fine di un anno e che vede riuniti per l'occasione, in una unione oserei dire mistica, i paesani che ritornano al loro antico focolare, alla loro terra e agli affetti più cari.
Tornano per vivere insieme i momenti di questo arcano e silenzioso rito che si perde nei tempi del mondo antico e nella matrice del popolo umbro.
Le irte e selvagge balze di Monte Catria, sono le custodi parsimoniose che celano all'occhio del profano il rituale del taglio del «Maggio», della «Giunta» e della «Cima» e del loro trasporto su pendii scoscesi, balze strapiombanti in un iter coodificato da capogiro, sia nel fitto intrico di boschi di faggio che nei prati ampi e spaziosi tersi dal vento che fanno da sfondo naturale ad una ritualità religiosa antichissima espressa in una miriade di segni folk-lorici.
La meta tanto sudata è arrivare con i tronchi integri al paese pronti per poter proseguire in un secondo momento, sempre tramite una liturgia codi-ficata nel tempo ma contaminata dalla ritualità cristiana, dedicando il rito, devozionalmente e protezionisticamente, al santo patrono di Isola che è S. Antonio di Padova. Con l'inalberazione a fianco della chiesetta del Paese del grande, altissimo e linearissimo tronco del maggio che svetterà a perpendicolo sino al giorno di S. Pietro e nel tentativo di scalata in solitària di esso in questa solennità religiosa, possiamo sottolineare l'esaltazione del giovane che forte e audace dimostra la sua piena maturità. Ciò è senza ombra di dubbio la dimostrazione di un rito di passaggio dalla adolescenza alla maturità e l'ammissione tacita nella comunità adulta del paese.
La liturgia cristiana della messa, della processione e del bacio della reliquia sono la dimostrazione della devozionalita di una comunità legata attorno al santo patrono.
Il «Maggio» e Sant' Antonio sono un'unità inscindibile per gli Isolani ed anche il nucleo delle loro radici culturali, storico-socio-esistenziali.
Da una attenta analisi comparata tra questa festa, il Maggio di San Pellegrino e i Ceri di Gubbio possiamo dopo ben tredici anni di lavoro dedurre che le tre feste citate provengono dalla stessa Archeomatrice. Il Maggio di Sant' Antonio a Isola Fossara è l'archetipo meno contaminato e chiarissima è la sua tipologia, cioè un rito di fertilità o rito fallico agreste unito ad un rito di passaggio, spettacolare per lo scenario naturale ove avviene e per l'iter da capogiro dei tronchi trasportati; quello di San Pellegrinoin piccolo ne è anche esso un esempio chiaro e quasi identico.
La festa dei Ceri di Gubbio, pur anche essa con una serie infinita di contaminazioni e manipolazioni folkloriche cristiano-medioevali, rinascimentali e moderne proviene dallo stesso Archetipo.
Identici sono i rituali nella prima parte di queste feste, mentre diversificati sono nella seconda parte, ma pur sempre rimane evidente l'atto reale di propiziazione e di «alzata» o «inalberazione» momento culminante della festa di questi simboli svettanti al cielo.
Auspici favorevoli per un buon anno si chiedono con il «Maggio» e per una maschia esistenzialità nell'albero di «Bedollo» entrambi a Isola. A Gubbio è un auspicio propiziatorio protezionistico al Santo patrono Ubaldo, che vigila di lassù la sua città e gli atti quotidiani degli eugubini.
Tre presenze folkloriche svolgentesi vicinissime, e nello spazio temporale annuale, pur autoignorantesi sino a pochi anni fa, continuano a vivere ancora affondando le loro radici nel mondo preromano, Umbro, di derivazione indoeuropea.
Anche se studiosi futuri potranno approfondire il problema di altre feste simili e fare nuove comparazioni, mi rimarrà la gioia di aver documentato per la comunità regionale Umbra si pregevole festa".
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Isola Fossara
tel 334.3697821
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