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Luglio 2017
eventiesagre.it
Luglio 2017
Numero Evento: 21160196
Eventi Festival
Eventi Mostre
Brescia Photo Festival
Un Nuovo Grande Festival Di Fotografia
Date
Dal: 07/03/2017
Al: 03/09/2017
Dove:
Logo Comune
Lombardia - Italia
Contatti
Fonte
Ufficio Stampa Studio Esseci
Scheda Evento
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Italcredi 15 giugno Nazionale
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ARTIGIANI AL CASTELLO ABBIATEGRASSO 2017

Brescia Photo Festival

Un Nuovo Grande Festival Di Fotografia

Da Martedì 07 Marzo a Domenica 03 Settembre 2017 -
Brescia (BS)

Brescia Photo Festival - Brescia

Nasce a Brescia un nuovo grande Festival di Fotografia
Prima mondiale di Steve McCurry,
il 70^ di Magnum, e ancora Garrubba, Lucas, gli Under 35 della prima
edizione del Premio Dondero, gli incontri con i grandi fotografi,
ma anche il “fuori festival” con altre mostre straordinarie
e spazio a chi cerca spazio.
Per un Festival di sicure ambizioni, diffuso in città


Il nuovo Brescia Photo Festival – a Brescia, dal 7 al 12 marzo - ha l’ambizione di porsi come evento annuale di livello internazionale dedicato alla fotografia. 
“Brescia Photo Festival 2017” sarà connotato da un tema di carattere generale– quest’anno individuato in People - che muterà anno dopo anno. 
Il Festival è promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Macof-Centro della fotografia italiana - con il sostegno di Comune di Brescia, MO.CA. e della Fondazione ASM - e la collaborazione di Silvana Editoriale e LABA, alla cui creatività si deve il logo e l’immagine coordinata del festival.
Massimo Minini, presidente di Fondazione Brescia Musei, anticipa che “si tratta di un progetto inclusivo, che vuole coinvolgere tutte le realtà cittadine. Mostre, workshop con i grandi fotografi, incontri e dibattiti sono previsti nella prima quindicina di marzo, mentre le esposizioni maggiori si protrarranno fino alla fine dell’estate e saranno ospitate al Museo di Santa Giulia e negli spazi dell’ex-tribunale, oggi MO.CA.”.
“Brescia – aggiunge Luigi Maria Di Corato, Direttore di Bresci Musei - ha sempre avuto un forte legame con la fotografia, prova ne sono le molteplici iniziative pubbliche e private in atto, oltre che una concentrazione di centri di alta formazione, associazioni, spazi espositivi, gallerie, collezionisti e professionisti di valore nazionale ed internazionale. Basti pensare che per un decennio si e` tenuta a Brescia, su iniziativa privata, una biennale internazionale di fotografia che ha portato in città alcune dei principali fotografi da tutto il mondo”.
“Proprio nel rispetto del nome Festival”, secondo Renato Corsini, “questa manifestazione non si deve limitare ad un momento espositivo, ma deve anche essere in grado di aggregare intorno a sé quanti, specialmente i giovani, desiderano confrontarsi con i grandi temi della fotografia”.
Il festival prevede due sedi principali, il Museo di Santa Giulia e il MA.CO, dove saranno radunate le principali esposizioni. Un ruolo importante avrà anche il “fuori festival” con un ricco programma di mostre nelle gallerie e in altri spazi privati della città, mentre al Cinema Eden sarà proietto un ciclo di film documentari con le biografie dei grandi fotografi.
“People”, il tema di questa prima edizione, permetterà un focus sulla rappresentazione della comunità umana in ogni sua forma e in un momento di particolare complessità come quello che stiamo vivendo. Dato il tema, grande spazio sarà dedicato al fotogiornalismo.
Per la prima di Brescia Photo Festiva si aprirà la prima mondiale di “Leggere”, inedita produzione made in Brescia, del mitico Steve McCurry
Luigi Di Corato non nasconde la soddisfazione per essere riuscito a portare a Brescia il grande fotografo statunitense con una mostra in prima assoluta al Santa Giulia, un evento che sicuramente poi girerà il mondo. La mostra è collegata alla fortunata serie di immagini che Mc Curry ha riunito in un magnifico volume, che è anche un best seller del settore a livello mondiale. Ma quelle pubblicate nel volume saranno solo alcune delle foto che popoleranno la più ampia mostra che McCurry proporrà a Brescia sul tema della lettura curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari, da Roberto Cotroneo. Un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Ma a connotare l’edizione 2017 sarà anche la concomitanza con un anniversario di rilievo nella storia della fotografia. Il riferimento è ai 70 anni della agenzia internazionale di fotogiornalismo Magnum Photo, che vede al suo interno alcuni tra i più grandi fotografi del mondo. 
“Brescia Photo Festival” sarà uno dei luoghi ufficiali per la celebrazione dell’anniversario in Italia, un evento internazionale di forte valenza culturale che coinvolgerà, oltre al Museo di Santa Giulia a Brescia, Camera - Centro Italiano della Fotografia di Torino e il Museo del Violino di Cremona.
I 70 anni di Magnum saranno ricordati con tre diverse mostre, oltre che con incontri, proiezioni ed eventi. 
La durata di questi tre gradi eventi Magnum traguarderà le date del Festival. Resteranno infatti aperti, in Santa Giulia e presso la sede della Camera di Commercio, sino al 3 settembre.
Si tratta di tre mostre che a pieno titolo meritano l’appellativo di evento. 
“Magnum First”, al Santa Giulia e sino al 3 settembre, ripropone, per la prima in Italia, le 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing accompagnate da alcuni scritti degli autori. Questa mostra è stata fortunosamente ritrovata nel 2006, ancora chiusa nelle sue casse, dopo essere stata dimenticata in una cantina di Innsbruck nel lontano 1956. Ora quell’autentico tesoro, restaurato, riemerge a Brescia per la gioia del pubblico.
“Magnum - La première fois” - stessa sede e medesime date -presenta i servizi che hanno reso celebri 20 grandissimi fotografi Magnum, con proiezioni e stampe originali. Curata da François Hébel, è stata presentata una sola volta al Festival di Arles nl 2012 dove ha ottenuto un grande successo.
Infine, presso la sede della Camera di Commercio di Brescia, sarà possibile ammirare per la prima volte le proiezioni di Brescia Photos, i tre reportage proprio su Brescia ed il suo territorio realizzati nel 2003 da tre celeberrimi reporter Magnum: Harry Gruyaert, Alex Majoli e Chris Steele-Perkins.
Non meno affascinanti le numerose proposte espositive del Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia) il cui comitato scientifico, presieduto da Gianni Berengo Gardin, ha voluto, coerentemente con il percorso finora individuato: privilegiare la Fotografia Italiana. Due le produzioni del Brescia Photo Festival per due novità assolute: la prima antologia mai realizzata sul lavoro di Caio Mario Garrubba dal titolo Nel mirino della storia, un omaggio doveroso ad un indiscusso maestro del fotogiornalismo italiano ed internazionale, che non ha avuto ancora riscontri e riconoscimenti adeguati, nonostante le prestigiose collaborazioni con Life e Der Spiegel. Inoltre, sarà anche presentata un’antologica di circa 200 immagini di Uliano Lucas, sicuramente uno dei testimoni più attenti degli ultimi 50 anni della storia della fotografia.
Brescia Photo Festival esordisce anche dando vita anche ad un nuovo Premio Internazionale per la fotografia intitolato a Mario Dondero. È riservato ai reportage inediti a tema sociale “dalla parte dell’uomo”. La giuria che esaminerà le opere è composta da Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Maddalena Dondero, Renato Corsini, Walter Guadagnini e Gianluigi Colin
“Brescia – chiosa Massimo Minini, presidente della Fondazione Brescia Musei - è sempre più città d’arte e cultura, dopo importanti investimenti per la valorizzazione del suo patrimonio museale, ora si concentra sulla contemporaneità, di cui la fotografia è un segno ineffabile e imprescindibile”.


Brescia Photo Festival - Brescia

Brescia Photo Festival 2017 People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12 marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre


Mostra
Magnum’s First
Brescia, Museo di Santa Giulia
7 marzo – 3 settembre


Direzione e coordinamento: Luigi Di Corato

A Brescia, in prima italiana,
le 87 foto della mostra“Gesicht der Zeit”
Il tesoro dimenticato di Magnum


La storia che sta dietro a questa mostra bresciana ha dell’incredibile. Nel 2006, in una cantina di Innsbruck a qualcuno venne la voglia di capire cosa ci fosse in un paio di casse ricoperte da polvere, lì abbandonate “da sempre”. Venne così alla luce un autentico tesoro. 
In quelle casse, a metà degli anni ’50 erano state infilate le immagini di quella che fu la prima mostra del gruppo Magnum e che, con il titolo “Gesicht der Zeit” (“La faccia del tempo”), tra il giugno 1955 e il febbraio 1956 era stata proposta in cinque città austriache. Verosimilmente le casse erano pronte per portare il loro contenuto alla sede successiva della mostra, ma qualcosa lo impedì. Vennero depositate in quella cantina e lì dimenticate.
Se il momento fosse stato diverso, viene da pensare che una storia come questa avrebbe potuto affascinare un giornalista scrittore come Joseph Roth e oggi ce la saremmo potuta ritrovare in “Ich zeichne das Gesicht der Zeit”, la raccolta dei suoi servizi giornalistici.

L’eccezionalità del ritrovamento riguarda innanzitutto il patrimonio di immagini originali ritornate alla luce, ma anche la possibilità, grazie alle didascalie e ai supporti anch’essi inseriti nelle casse, di rivedere la mostra esattamente così come l’hanno pensata gli stessi fotografi che di essa erano i protagonisti e come l’hanno ammirata gli austriaci all’epoca oltre sessanta anni fa.
Quel tesoro è stato affidato a laboratori di restauro ed è ora proposto nella mostra “Magnum’s first” che, in prima italiana, resta esposta a Brescia, al Museo di Santa Giulia (catalogo Silvana Editoriale) sino al 3 settembre, nell’ambito dei grandi appuntamenti internazionali di fotografia che derivano dalla prima edizione del «Brescia Photo Festival 2017” voluta da Luigi Di Corato, Direttore di Brescia Musei.
Magnum first si compone di 83 stampe vintage in bianco e nero accompagnate da otto testi di fotografia firmati da Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing.
Vi compaiono immagini che sono entrate nella storia della fotografia. Come il reportage dal Festival delle province basche di Robert Capa o le immagini della Dalmazia di Marc Riboud o quelle tratte dal Photographic Diary di Werner Bischof. Fanno parte dell’immaginario collettivo del ‘900, le 17 immagini scelte da Henri Cartier-Bresson per ricordare il funerale del Mahatma Gandhi. 
Altri lembi del mondo, così come lo avevano registrato appena prima della mostra, sono proposti da Ernst Haas “La terra dei Faraoni”, 1954), da Erich Lessing”Austria, Bambini viennesi”, 1954, Jean Marquis (Ungheria, 1954) e Inge Morath (Londra, Mayfair, 1954).
A ricordare il fortunate ritrovamento, anche le due casse dimenticate sono presenti in Santa Giulia.

www.bresciaphotofestival.com


Brescia Photo Festival - Brescia

Brescia Photo Festival 2017 People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12 marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre


Mostra
Magnum. La première fois – La prima volta
Brescia, Museo di Santa Giulia
7 marzo – 3 settembre


Direzione e coordinamento: Luigi Di Corato

Il « Momento magico » di 20 grandissimi autori di Magnum.
Raccontato con le loro foto ma anche con le loro parole


La prima volta è fortemente evocativa anche per i grandi della fotografia. E in questa mostra bresciana i “grandi” sono veramente tali, rispondendo ai nomi di Robert Capa, Cornell Capa, Abbas, Bruce Gilden, Christopher Anderson, Alex Webb, Chien-Chi Chang, Eli Reed, Harry Gruyaert, Olivia Arthur, David Alan Harvey, Thomas Hoepker, Richard Kalvar, Paolo Pellegrin, Gueorgui Pinkhassov, Jacob Aue Sobol, Larry Towell, Susan Meiselas, Bruno Barbey e Peter Marlow.
Per loro, il concetto di Prima volta, Première fois alla francese, sta ad individuare e indicare quel particolare attimo della vita professionale in cui l’artista prende distanza dai suoi maestri e inventa il suo linguaggio, la sua estetica, la sua grammatica
«La première fois - La prima volta” - è una mostra unica, prodotta appositamente per il Museo di Santa Giulia, dove si potrà ammirare sino al 3 settembre, nell’ambito dei grandi appuntamenti internazionali di fotografia che derivano dalla prima edizione del « Brescia Photo Festival 2017”. In essa, ciascuno dei 20 selezionatissimi fotografi di Magnum è presente con quel gruppo di immagini, quel preciso reportage che segna appunto il magico momento in cui l’abile fotografo si è evoluto a vero artista. Da abile coleottero a magnifica farfalla. 
Già nel 2012 « Les Rencontres d’Arles » avevano dato carta bianca ai fotografi della Magnum Photos per esprimere questo delicato momento passaggio presentando l’opera che li ha « singolarizzati » e che ha segnato un vero e proprio giro di boa nei loro percorsi artistici.
A Santa Giulia, in questa grande mostra (catalogo Silvana Editoriale), quella scelta viene attualizzata e proposta, per la prima volta, al pubblico italiano tramite stampe originali ed avvincenti proiezioni. Il percorso espositivo si sviluppa su 131 fotografie e 11 proiezioni.
Naturalmente non si tratta di una “parata” casuale. Ciascun artista presente, racconta in mostra, attraverso le immagine ma anche attraverso le sue parole, la sua Première fois, rivelando la ragione che lo a portato a individuare esattamente quelle immagini o non altre. 
Può trattarsi del superamento di particolari difficoltà tecniche o logistiche, della sensazione di aver trovato la perfetta congiunzione che trasforma una immagine di cronaca in un documento della Storia. O l’emozione di aver coltivato un’idea che mostra di funzionare persino di più dello sperato. Ogni uno dei reportage, ogni immagini selezionata per questa intensa esposizione segna quello che il loro autore individua come un suo personalissimo cambio di paradigma. E parole ed immagini trasmettono, in modo potente, questa emozione anche al visitatore.


Brescia Photo Festival - Brescia

Brescia Photo Festival 2017
People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12   marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre
 
Il Festival in città 

Nasce a Brescia un nuovo grande Festival di Fotografia
Prima mondiale di Steve McCurry,
il 70^ di Magnum,
 e ancora Garrubba, Lucas, i reporter della prima
edizione del Premio Dondero, gli incontri con i grandi fotografi,
ma anche “Il Festival in città” con altre mostre straordinarie
e spazio a chi cerca spazio.
Per un Festival di sicure ambizioni, diffuso in città
 
Il Festival prevede due sedi principali, il Museo di Santa Giulia e il MO.CA. dove saranno radunate le grandi mostre. Un ruolo importante avrà anche il “Il Festival in città” con un ricco programma di esposizioni nelle gallerie e in altri spazi privati della città, mentre al Cinema Eden sarà proietto un ciclo di film documentari con le biografie dei grandi fotografi.

EVENTI FESTIVAL IN CITTÀ

ACCADEMIA DI BELLE ARTI SANTA GIULIA DI BRESCIA
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA - VICOLO S. GIUSEPPE 5, BRESCIA
PASSAGES_PRIVATES 
A CURA DI CARLO SUSA E MASSIMO TANDARINI, CON IL CONTRIBUTO DI MARCO MAZZOLENI E MAURO PINI 
Inaugurazione: 07 marzo ore 11:00 
Durata: 07 marzo 2017 – 16 marzo 2017 

Poche cose come una serie di fotografie riescono esprimere la tensione, fondamentale nella vita di ogni persona, tra la piena coscienza dell'istante e la vocazione a continuare il percorso. La singola immagine che fissa l'istante interseca molti sguardi, è un incrocio di storie che viaggiano al nostro interno. Quando si guardano delle fotografie, sia che ci riguardino direttamente, sia che ci mostrino qualcosa di totalmente altro da noi, può accadere di percepire un appello. «Un appello rivolto all’osservatore, che gli chiede di raccontare o di immaginare cosa si potrebbe raccontare a partire da queste fotografie». «Non si sa in che contesto si trovi la persona raffigurata, di che paesaggio si tratti. È la Francia meridionale o l’Italia? Non si sa. E bisogna iniziare a pensare per ipotesi. Seguendo questa strada si giunge inevitabilmente alla finzione e al racconto» [W.G. Sebald]. Tale vocazione al racconto inevitabilmente si nutre non solo di quanto ci pare essere noto in quanto vediamo, ma anche da misteriose corrispondenze che vediamo tra forme, particolari, luci e colori che non ci capita mai di notare e intrecciare nella realtà. È la coscienza della pregnanza 
dell'istante. Nel momento in cui ci troviamo di fronte a immagini disposte in un certo ordine, ci disponiamo a escludere molte possibilità offerte dal singolo istante per costruire relazioni tra quelle che ci appaiono le tappe di un percorso. È a questo punto che percepiamo una tensione, una contrapposizione 'ortogonale' tra la contemplazione statica e il naturale impulso al cammino. E forse allora capiamo che è quello che ci accade costantemente, che quella tensione è fondamentalmente la vita. Di questa contrapposizione è figlia la selezione di immagini in mostra, le quali sono state 
concepite e realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, non come specifici punti d’arrivo ma come tappe di un percorso d’esame o formativo. In questo senso sono dei “passages”. Ma sono anche dei “privates”, in quanto riflesso - privato che diviene pubblico - del desiderio di trovare una relazione fra l’interiorità e la realtà. 
Il nostro invito è quello di incrociare i loro sguardi e di accompagnarli nel viaggio.

IMAGEACADEMY GALLERY - CORSO G. GARIBALDI 16, BRESCIA 
SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS 2016
A CURA DI MASSIMO REGGIA 
Inaugurazione: 07 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 07 marzo 2017 – 07 aprile 2017 
Selezione di venti opere vincitrici del Sony World Photography Awards 2016 e tratte dai progetti di fotografi professionisti di varie nazionalità. Questa edizione del prestigioso concorso mondiale, che ha raccolto oltre 230mila candidature, rappresenta un’occasione per i giovani fotografi che desiderano farsi conoscere per far decollare la propria carriera.

KANALIDARTE – VIA ALBERTO MARIO 55, BRESCIA
NOBUYOSHI ARAKI, ALAN BELCHER, VANESSA BEECROFT, MIRCEA CANTOR, GREGORY CREWDSON, JAN FABRE, NAN GOLDIN, CANDIDA HOFER, YASUMASA MORIMURA, ROBERT MAPPLETHORPE, STEVE MCCURRY, LUIGI ONTANI, CINDY SHERMAN, HIROSHI SUGIMOTO, MICHELE ZAZA, IL TEATRO DI NESSUNO
Inaugurazione: 7 marzo 2017, ore 18.30
Durata: 7 marzo – 13 maggio 2017
La mostra “Il Teatro di Nessuno” per la Galleria Kanalidarte a cura di Graziano Menolascina è una rassegna di fotografia d’artista che analizza e va a fondo attraverso l’opera fotografica, all’evoluzione identitaria dell’uomo contemporaneo. Metaforicamente crea un teatro fatto di ritratti in cui personaggi e situazioni celebrano e rappresentano le contraddizioni, le inquietudini e i rapporti interpersonali nel nostro tempo, la quotidianità e la sua parodia, l’erotismo, il sesso, gli orrori della guerra, i contrasti sociali, la contrapposizione politica, il mito dell’artista ed il culto della personalità e la morte si rincorrono nella vanità della posa fotografica. Centrata su opere di artisti di fama internazionale uniti nel loro lavoro dalle stesse tematiche. Nobuyoshi Araki, Alan Belcher, Vanessa Beecroft, Mircea Cantor, Gregory Crewdson, Jan Fabre, Nan Goldin, Candida Hofer, Yasumasa Morimura, Robert Mapplethorpe, Steve McCurry, Luigi Ontani, Cindy Sherman, Hiroshi Sugimoto, Michele Zaza.

MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA 
MARCELLA CAMPAGNANO, L’INVENZIONE DEL FEMMINILE 
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017
Marcella Campagnano (1941), si forma e studia Pittura all'Accademia di Brera a Milano, negli anni '60. Negli stessi anni assume anche la fotografia come strumento di indagine, sviluppando il suo lavoro in modo singolare entro il contesto più ampio della pratica femminista dei primi anni '70.
Nel 1974, con l'apporto di alcune amiche del suo gruppo di autocoscienza e del Collettivo femminista di Via Cherubini, mette in scena i diversi RUOLI imposti dal sociale alla figura femminile, trasformando il soggiorno di casa sua in un temporaneo, improvvisato set fotografico.
Appeso un pezzo di moquette grigia a una parete, la macchina fotografica fissa sul cavalletto, due sole lampade rivolte al soffitto per ottenere luce diffusa, uno specchio per controllare la propria immagine prima dello scatto, registra uno scanzonato e ironico gioco di travestimenti che è un atto di presa di coscienza e riflessione sull'improbabile identità femminile. Ne nasce la serie "L'Invenzione del Femminile: RUOLI ", una delle più acute intuizioni e dei più significativi lavori sull'identità e relativa rappresentazione, nella ricerca artistica degli anni '70 e nell'arte dell'Avanguardia Femminista. Successivamente Marcella Campagnano riprende a lavorare su "L'Invenzione del Femminile" con il ciclo REGALITA' in cui le amiche ritratte indossano abiti confezionati dall'artista con materiali poveri o di riciclo, che alludono a lontane figure regali. Il gioco delle rappresentazioni prende così le forme di un libero omaggio ai grandi protagonisti della storia della pittura e, travalicando il sogno stereotipico infantile della principessa, diventa potente affermazione dell'originaria "regalità" delle donne che, come scrive Marcella Campagnano, "affonda le radici nei miti delle Dee Madri e che è, per tradizione, di origine divina".

CAMILLA FILIPPI, PSYCHEDELIC BREAKFAST 
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017
Una parete in cucina. Un tavolo. Una tazza.
E una camera fotografica. Senza fronzoli e trucchi digitali.
Solo un corpo e le sue molteplici identità. Le sue invenzioni. I suoi atti poetici. Davanti ai nostri occhi: l’interpretazione dei sogni coscienti. Davanti a noi: una donna e i suoi gender. Sempre con una tazza in mano. Lei si chiama Camilla Filippi. Attrice. Artista visiva.
Una donna, con le sue rivelazioni. Qui con il suo diario in forma fotografica. Ora, davanti ai nostri occhi: per ricucire la direzione privata del narcisismo.
Tutto nasce da un’attitudine divenuta professione: il mestiere di attrice.
Camilla, come altre attrici della sua generazione, s’interroga da tempo sul ruolo linguistico dei social network, sul modo giusto di sfruttare l’onda fotografica dei media sul web. Cercava un senso dentro il margine astratto di Instagram, un’azione oltre la pura promozione, affinché le fotografie ampliassero la fisionomia degli abiti liquidi, captando il cuore performativo della trasformazione, il disegno estetico della sua inquadratura immaginata. Da qui un’idea, diventata sistema circolatorio del suo immaginario: ogni giorno un personaggio, ogni volta un’interpretazione aderente, il volto e il busto che si plasmano negli archetipi del singolo racconto. Non più l’attrice che mostra la persona ma una persona che reinventa le radici e i frutti di uno, cento, mille ruoli d’attrice. Uno scatto, una condivisione, una stampa, un’esposizione: l’inconsapevole leggerezza dell’essere artista. Essere artista in un sistema connettivo digitale. Essere artista attraverso la sintesi di una privata attitudine. Essere artista nell’indefinibile condizione del fluttuare.
L’atto fotografico si trasforma in un sistema biologico di ritmi esistenziali.
Un processo che nasce nell’istante in cui si accende la giornata: la prima colazione.
Da questo momento la prima colazione non sarà più la stessa.
Qualcuno direbbe, colazione da campioni.
Per la precisione, colazione da campionessa.

WUNDERKAMMER. LA STANZA DELLE MERAVIGLIE
A CURA DI SONIA LAMIA E GABRIELE CHIESA 
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017 
Mostra collettiva di opere fotografiche di artisti contemporanei italiani, composta da stampe di esclusiva manifattura analogica: sperimentazioni e rivisitazioni delle tecniche antiche ed alternative. Collotipia, oleotipia, resinotipia, ambrotipia, carbone, ferrotipia, platinotipia, gomma bicromatata, albumine, sali d’argento con viraggi, cianotipia, lumen print, lift-off, carta salata, van dyke. La tecnologia esclusivamente digitale si sta rivelando costituzionalmente insufficiente. I giovani “nativi digitali” più attenti e propensi alla comunicazione stanno constatando che qualcosa di fondamentale manca nelle nuove tecnologie, che alcune sensazioni, gesti, profumi, siano essenziali per innescare nel nostro cervello i processi di creatività, apprendimento, arte. Indietro non si torna. Nessuna romantica nostalgia: i conservatori reazionari guardano indietro; i visionari guardano avanti. Avanti non ci sono cose vecchie ma cose che funzionano, anche se sono antiche.

“GIVE PHOTOGRAPHY A CHANCE” 
Inaugurazione: 07 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 7 marzo 2017 – 30 luglio 2017 MO.CA
7 marzo 2017 – 29 aprile 2017 Planet Vigasio Gallery 
Perché lasciare aperte le porte delle gallerie? Perché mettere a disposizione di chiunque voglia esporre le proprie fotografie uno spazio di parete bianca, perché non fare selezione, perché non censurare, perché semplicemente aspettare che le stanze si riempiano di immagini fino a raggiungere la saturazione? Perché tutto questo? Il Brescia Photo Festival apre le porte a chiunque voglia mostrare il/i propri lavori: negli stessi spazi in cui hanno esposto i Maestri della Fotografia. Qualunque appassionato, qualunque fotoamatore, qualunque persona dotata di una macchina fotografica o di uno smartphone che creda nella necessità di restituire ad un largo pubblico le proprie opere, potrà farlo presentandosi a Brescia, dove avrà a disposizione una superficie in cui disporre le immagini realizzate. Perché la parete di uno spazio espositivo è un luogo di sovrapposizioni, di sperimentazioni in cui testare, senza alcuna censura, la duttilità del mezzo fotografico, la voglia e la necessità di allargare i propri osservatori critici, di confrontarsi con un luogo destinato alla lentezza dello sguardo. Ognuno di noi oggi può avere a disposizione infinite pareti digitali in cui mostrare il proprio modo di guardare e restituire il mondo, ma una galleria definisce un diverso rapporto con le immagini, frena inevitabilmente lo scorrere del tempo d’osservazione.

PACI CONTEMPORARY - VIA TRIESTE 48, BRESCIA
ERIC RONDEPIERRE, C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA 
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 18:30
Durata: 7 marzo – 30 settembre 2017
Ventun’ anni dopo la grande esposizione al MOMA di New York che l’aveva inserito tra i fotografi sperimentatori più all’avanguardia, un anno dopo la grande antologica a lui dedicata dal MEP di Parigi, la galleria Paci Contemporary è lieta di annunciare la mostra personale di ERIC RONDEPIERRE dal titolo “C’era una volta il cinema”. Il Solo Show avrà come oggetto gli storici bianchi e neri delle serie Annonces e Précis de décomposition, testimonianza di una fotografia cinematografica. Il lavoro di Rondepierre offre una visione enigmatica della realtà che, per quanto segnata da una grande forza sperimentatrice, sembra rievocare continuamente il fascino di epoche passate. I segni del tempo che affliggono e deformano la pellicola donano all’immagine un fascino e un potere inatteso, suggerendo quella condizione di instabilità che stimola l’immaginazione dello spettatore. In mostra saranno inoltre visibili anche alcuni dei suoi lavori più noti (Champs-Elysées, Confidence, Cent Titres,...) per la prima volta in grande formato, insieme alla celebre installazione Les 30 Étreintes.

PLANET VIGASIO PHOTO GALLERY – VIA PUSTERLA 3/A, BRESCIA 
LORENZO MERLO, PEOPLE OF ERITREA 
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 02 maggio 2017 – 02 luglio 2017
L’Eritrea e Lorenzo Merlo sono una “storia”. Così come lo sono i suoi viaggi in Cambogia, in Vietnam o negli Stati Uniti, solo per citarne qualcuno. Il rapporto con i paesi che visita non è mai solo quello di un, seppur colto ed attento, narratore imparziale: per lui documentare significa prima di tutto partecipare, significa osservare e conoscere fino in fondo la quotidiana straordinarietà di un luogo, viverlo dall’interno e condividerne la cultura. Il suo non è mai uno sguardo oggettivo e distaccato, ma piuttosto una presa di posizione, una capacità di racconto coinvolta e coinvolgente, attenta a rispettare ma anche a scegliere. Le sue immagini sono appunti di viaggio, piccoli capitoli di un diario metodico e puntuale che trovano spazio strada facendo fino a diventare racconto completo, senza ricercare superflui estetismi o insistite composizioni ma puntando dritto all’obbiettivo con l’obbiettivo, senza nascondersi dietro una macchina fotografica ma imponendo la sua discreta presenza. L’Eritrea è un paese che lo ha molto affascinato e non potrebbe che essere altrimenti. Lo ha percorso più volte e sempre ha voluto esserne testimone ed interprete, filtrandone la realtà attraverso la sua Leica. Lorenzo Merlo è un fotografo di genti, di umanità e di reazioni: sono le persone che lo interessano, sono i loro sguardi, i loro timori ed i loro sorrisi. I paesaggi e le architetture sono un supporto alla contestualizzazione, un semplice, seppur prezioso, accessorio alla storia che ha deciso di narrare. L’Eritrea, come tanti altri paesi, sarà soggetta a grandi cambiamenti e subirà un’evoluzione della quale non è ancora possibile valutare i tempi. Rimane una certezza: Lorenzo Merlo ha saputo raccontarne una parte con grande capacità di storicizzazione, con colta lucidità nel saperne individuare i caratteri salienti.

GALLERIA MASSIMO MININI – VIA APOLLONIO 68, BRESCIA 
GEORGES VANGERLOO, DALLA SCULTURA ALLA FOTOGRAFIA 
Inaugurazione: 8 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 8 marzo 2017 – 11 marzo 2017 
Le fotografie delle opere di Vantongerloo esposte presso la galleria Massimo Minini,
indagano il rapporto tra la bidimensionalità della fotografia e i modi della scultura. Si tratta di 29
fotografie tra studi, servizi da tavola, maquettes di architetture di interni, esterni, dipinti, disegni e
sculture: tutte immagini in cui l’artista ha voluto dare una lettura architettonica a forme che partono dalla scultura.

ALBA AREA GALLERY - CORSETTO SANT’AGATA 22, BRESCIA 
RADU GALLI, SIMONE ABRAMI, ELENA FEDERICI, ALESSANDRA DALL’ARA, SILVIA MARIOTTI, ALBERTO ZANCHETTA, UN OCCHIO FOTOGRAFICO PUÒ VEDERE TUTTO TRANNE SÉ STESSO
Inaugurazione: 10 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 10 marzo – 31 marzo 2017 
Anziché celarsi dietro l’obiettivo fotografico, Simone Abrami sceglie invece di mostrarsi allo spettatore, inscenando situazioni che denotano un forte valore scultoreo e performativo. Se l’immagine fotografica rivendica un ruolo attivo da parte dell’operatore che guarda il mondo attraverso l’otturatore, Elena Federici pone il fruitore in una situazione diametralmente opposta, in cui il desiderio voyeuristico è associato a un ruolo distruttivo, tale da vanificare la memoria che ogni pellicola custodisce. Facendo il verso al pittorialismo, Alessandra Dall’Ara sfrutta la riproduzione fotomeccanica per ritoccare i volti di donne ritratte tra il Seicento e l’Ottocento, sottoponendole a veri e propri interventi di cosmesi estetica. Spiccatamente rarefatta è l’opera di Silvia Mariotti che, come suo solito, scandaglia i contesti geografici per riconoscere in essi non solo sensibilità 

paesaggiste ma anche (e sempre) le loro implicazioni antropiche. Infine, Alberto Zanchetta, curatore della mostra, indaga la consuetudine – tipica di gran parte dell’arte contemporanea – di ricorrere a materiali preesistenti, passibili di essere reinventati e manipolati a piacimento; allo stesso tempo vanifica però ogni apporto artistico per mettere in evidenza un approccio archivistico, in cui una serie di fotografie anonime degli inizi del secolo scorso permettono di riflettere sull’incredibile sviluppo della rivoluzione industriale, e la conseguente “dismisura” tra l’individuo e la macchina. Uno degli intenti di «UN OCCHIO FOTOGRAFICO PUÒ VEDERE TUTTO TRANNE SE STESSO» è porre l’attenzione su ciò che è “autentico”, e ciò che invece è semplice “verosimiglianza”, perché non si può soltanto riprodurre e rappresentare il reale, è anche possibile creare una profonda relazione tra l’artista e il proprio mezzo espressivo.

LA STANZA DELLE BICICLETTE – SPAZIO PER LA FOTOGRAFIA – VIA DELLE BATTAGLIE 16, BRESCIA 
MONIKA BULAJ, NUR. APPUNTI AFGHANI
Inaugurazione: 10 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 10 marzo – 1 aprile 2017 
Un viaggio solitario con bus, taxi, cavalli, camion, a dorso di yak, dividendo il cibo, il sonno, la fatica, la fame, il freddo, i sussurri, il riso, la paura. Dal confine iraniano a quello cinese, armata solo di taccuino e Leica. Un mondo che dalla Maillart a Bouvier gli europei amarono, la culla del Sufismo e di un Islam tollerante che ora, dopo anni di presenza militare, si rinuncia a conoscere. Terra di poeti odiata dai Taliban, di sole abbacinante e cieli sconfinati, minacciata dallo scontro bipolare. Un Paese dove la donna è schiacciata dal tribalismo e l’oppio è la sola medicina dei poveri; dove si rischia la vita solo andando a scuola e in periferie disperate i bambini alle quattro del mattino vanno a prendere l’acqua. Ma un Paese capace di sorriso e ironia, rispettoso degli anziani, conscio che il futuro è nella scuola, per bambini che domani saranno uomini. Nel giardino luminoso dell’Afghanistan ho trovato focolai di speranza nei posti più insperati, nel fondo più nero della disperazione. 

APALAZZOGALLERY – PIAZZA TEBALDO BRUSATO 35, BRESCIA 
JASON SCHMIDT, ARTISTS 
Inaugurazione: 11 febbraio 2017 
Durata: 11 febbraio 2017 – 18 marzo 2017 

Durante gli ultimi vent’anni Jason Schmidt ha perseguito un ambizioso progetto fotografico, ritraendo oltre cinquecento tra i più importanti artisti internazionali a lui contemporanei nei rispettivi studi e durante l’installazione del loro lavoro.
APALAZZOGALLERY è lieta di presentare un’esposizione di ventitré ritratti d’artista di Jason Schmidt, datati tra il 2001 e il 2017. La raccolta include un ampio ventaglio di artisti noti quali John Baldassarri, Maurizio Cattelan, e artisti emergenti come Ryan Trecartin e Servane Mary.
Come per fotografi di generazione precedenti, noti per i lori lavori di ritrattistica, quali Man Ray, Hans Namuth e Ugo Mulas, le fotografie di Schmidt sono più che semplici ritratti. Le fotografie infatti sono segno della modalità con la quale gli artisti si approcciano al lavoro e al processo creativo. 
Ognuno dei ritratti esposti è un mondo a sé stante, che riguarda la mitologia e la metodologia dell’artista che divengono a loro volta il soggetto del lavoro stesso.

ASSOCIAZIONE ARTISTI BRESCIANI – VICOLO DELLE STELLE 4, BRESCIA
STUDENTI DIPARTIMENTO FOTOGRAFIA LABA, LO SGUARDO OLTRE 
A CURA DI GIOVANNA MAGRI E LORENZA DI CARNE 
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 18:00 
Durata: 11 marzo 2017 – 02 aprile 2017 
Il tema della mostra di opere degli studenti del dipartimento di Fotografia della LABA, intitolata Lo sguardo oltre, chiede ai giovani fotografi di interpretare il cambiamento in atto nei luoghi della loro vita. L'argomento può essere affrontato attraverso molteplici aspetti: sociale, relazionale, ideale, introspettivo, provocatorio, utopico, spaziale, come evoluzione, scambio. Del tutto libera è la scelta della forma: ciò che conta è la verità del sentire. Per “cambiamento” si intende ogni variazione dei modelli culturali, dello spazio e dei comportamenti umani. Il tema ha una connotazione di significato molto ampia. Viviamo un'epoca di grandi cambiamenti, forse irreversibili. Tutto scorre, scriveva già Eraclito. Un uomo non può immergersi due volte nello stesso fiume, perché non è mai lo stesso uomo, né il fiume è lo stesso fiume. Questo principio vale soprattutto per il mondo che ci circonda e che incessantemente muta: l'individuo e la sua personalità sono in continua, vitale metamorfosi. Nessuna società può impedire il cambiamento, che è la condizione naturale delle società umane. Il mutamento coinvolge oggi fattori complessi e di diversa natura: l’ambiente, la popolazione, le idee, gli eventi, l'innovazione culturale, l'azione umana, la tecnologia. L'argomento porta a riflessioni sull'esistenza, sulla cultura nell'epoca della società plurale, mai come oggi scorrente e fluida, nella quale le sfide del cambiamento possono suscitare, oltre che nuovi allarmi, nuove idee, nuovi pensieri, un nuovo sentire. Gli studenti, stimolati da un mondo in continuo movimento, attraverso la ricerca, la loro sensibilità e consapevolezza, danno origine a progetti artistici individuali che possono suggerire allo spettatore ulteriori nuove riflessioni.

GUSMERI FINE ART – VIA XX SETTEMBRE 58/A, BRESCIA 
KARIM EL MAKTAFI, POBEDA, IL GIORNO DELLA VITTORIA 
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 18:30 
Durata: 11 marzo 2017 – giugno 
8 maggio 1945, ore 23.01: la Germania firma la resa mettendo fine a un conflitto durato cinque anni, otto mesi e sette giorni. La seconda guerra mondiale lascia dietro di sé tra i 55 e i 60 milioni di morti. Di questi, almeno 28 milioni sono russi. Dal 1965, per celebrare questo avvenimento, ogni 9 maggio in tutti i paesi dell’Europa orientale si celebra il giorno della vittoria, Den’ pobedy. Negli anni successivi alla fine dell’Unione Sovietica, la celebrazione ha assunto anche toni di rivalsa diventando un momento di unità nazionale che riempie di orgoglio la grande maggioranza dei russi. Le foto di Karim el Maktafi fanno parte del progetto “Pobeda, il giorno della vittoria” e sono state scattate a Mosca il 9 maggio 2015. Attualmente il fotografo collabora con Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton. 
Gusmeri Fine art avrà il piacere di ospitare l’autore presso la galleria durante l’inaugurazione della mostra. 

IL BUNKER - VIA ODORICI 11, BRESCIA 
PASSO PASSO
A CURA DI ALBANO MORANDI E RENATO CORSINI 
Inaugurazione: 11 marzo ore 18:00
Durata: 07 marzo 2017 – 03 settembre 2017
Il lavoro svolto dalla scuola media Mompiani in collaborazione con gli studenti della LABA, unito all’archivio di un consolidato negozio di fotografia e alla ricerca di Mario De Carolis offrono spunti di riflessione su una parte di Brescia che storicamente rappresenta una delle sue anime più popolari. Il quartiere del Carmine e l’adiacente Corso Garibaldi sono da anni il contenitore di “people”, di culture, di religioni e di tradizioni difficilmente riscontrabili, in quantità così concentrate, in altre zone della città. Le immagini scattate all’interno di “negozio via Garibaldi 30” di Ennio Rassiotti e quelle presenti nel progetto “I CARMENI” sono in grado di raccontarci un processo di evoluzione della nostra società e del suo modo di porsi nei riguardi della fotografia. Una mostra/installazione che, negli intenti dei curatori, vuole anche essere l’identificazione e la valorizzazione di uno spazio espositivo alternativo, un luogo ricco di storia che per ubicazione e struttura merita un’attenzione del tutto particolare. 

MUSEO NAZIONALE DELLA FOTOGRAFIA – C.DA DEL CARMINE 2F, BRESCIA 
FRANK DITURI, MOSTRA NEL CASSETTO 
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17: 00
Durata: 11 marzo – 2 aprile 2017
Frank Dituri, fotografo statunitense, racconta con le proprie immagini “la sensazione e la presenza del tempo” anziché “i momenti decisivi”. L’immagine deve funzionare come uno specchio o una lente, e reindirizzare l’osservatore verso l’oltre, l’altro. 

ELEONORA MARTINA, UNTITLED. COME PIACE A ME
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 11 marzo – 2 aprile 2017
“Untitled. Come piace a me” è un racconto di frammenti di corpi, paesaggi e suggestioni, catturati attraverso immagini in bianco e nero in cui il tempo appare sospeso e rarefatto, immobile e poetico. 

MANUEL COLOMBO, WHO’S THAT GIRL? 
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 11 marzo – 2 aprile 
“Who's that girl?” è il racconto per immagini della storia di una donna che diventa consapevole di se stessa, che sceglie di abbandonare il ruolo di figlia, moglie e madre per essere qualcuno fuori dall'ombra degli uomini. L'attrice e modella si chiama Jane Alexander; il fotografo è Manuel Colombo. Insieme danno vita a una serie fotografica che cattura un momento cruciale dell'esistenza: quello della scelta consapevole. 

MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
PROTAGONISTI E PERCORSI DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA DEL SECONDO NOVECENTO
Durata: mostra permanente
Attraverso duecentocinquanta fotografie di quarantanove fra i maggiori protagonisti della fotografia italiana la collezione permanente del Macof offre una corposa testimonianza della storia della fotografia italiana del Secondo novecento.
Racconta la nascita di una nuova fotografia documentaria nell’Italia liberata dal fascismo del dopoguerra e ne restituisce i diversi volti: la fotografia d’informazione legata all’affermazione di una stampa libera e alla stagione del rotocalco; le esperienze dei fotoamatori che scoprono in questi anni la fotografia come racconto della realtà; i percorsi di giovani freelance del Gruppo romano della Realfoto e del bar Jamaica a Milano, che rileggono con la loro cultura e il loro impegno civile le poetiche della fotografia umanista francese. La mostra segue poi l’evoluzione del linguaggio della fotografia giornalistica nel corso degli anni, con i grandi reporter inviati dei rotocalchi e una nuova generazione di autori che si dedicano ad una quotidiana indagine dei cambiamenti del costume e della società, ed evidenzia così il passaggio dagli stilemi e dalle sensibilità “neorealiste” degli anni cinquanta a forme narrative nuove legate alla modernizzazione della società italiana.
I fotografi in mostra: Paola Agosti, Maria Vittoria Backhaus, Studio Ballo, Marina Ballo Charmet, Gian Paolo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Giovanna Borgese, Giuseppe Bruno, Romano Cagnoni, Lisetta Carmi, Alfa Castaldi, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Francesco Cito, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Tano D’Amico, Mario De Biasi, Mario Dondero, Franco Fontana, Federico Garolla, Caio Mario Garrubba, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Paolo Gioli, Frank Horvat, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Pepi Merisio, Nino Migliori, Ugo Mulas, Occhiomagico, Carlo Orsi, Giuseppe
Palmas, Federico Patellani, Gianni Pezzani, Franco Pinna, Piero Raffaelli, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Gianni Turillazzi, Massimo Vitali.

E ANCORA...

PHOTO – PHYSIONATRACE – PERFORMANCE E MOSTRA IN PROGRESS 
A CURA DI GABRIELE CHIESA
MOCA SPAZIO MAKERS HUB – VIA MORETTO 78, BRESCIA 
Durata: 23 marzo 2017 – 02 luglio 2017
Photo-Physionotrace propone l’interpretazione fotografica dell’antico procedimento pre-fotografico inventato da Gilles Louis Chrétien nel 1784. La silhouette si produce per proiezione diretta del profilo del soggetto. Pertanto il prelievo dell’immagine avviene senza fotocamera e senza obiettivi: solo ombra. L’impressione avviene su carta fotosensibile ai sali d’argento. Segue il tradizionale trattamento della fotografia analogica in bianco-nero. L’impronta fotografica del profilo è pronta in pochi minuti per essere montata ed esposta e/o consegnata. Photo-Physionotrace non è quindi solo un laboratorio o la dimostrazione di un processo, ma una mostra in progress che si arricchisce man mano con i ritratti presi in impronta fotografica diretta a tutte le persone che partecipano all’evento come attori protagonisti di una installazione fotografica in divenire.

“CYANOPEOPLE” – PERFORMANCE INSTALLATIVA
A CURA DI BRANCO OTTICO 
PIAZZA LOGGIA 
Inaugurazione: 29 aprile 2017
Il contributo di animazione e cultura fotografica proposto da “Branco Ottico” sviluppa il progetto che ha portato alla produzione della stampa fotografica cyanotype da negativo più grande al mondo realizzata in occasione di Phototrace Firenze 2015. Nel corso di Brescia Photo Festival 2017 si tenterà di realizzare un’opera fotografica collettiva che stabilisca il record del maggior numero possibile di soggetti protagonisti attivi.Si procederà all’impressione di un unico gigantesco mosaico di autoritratti, riuniti in un’unica matrice negativa che sarà stampata su un telo di 3x6 metri con l’antico processo fotografico cyanotype, inventato da Sir John Herschel nel 1842. In preparazione dell’evento, nel corso di Brescia Photo Festival 2017, chiunque potrà posare per un ritratto. Verrà infatti predisposta al MO.CA. una postazione che funzionerà come un chiosco fotografico automatico per la ripresa di fototessere. I ritratti saranno utilizzati per comporre la scritta PEOPLE su un negativo che verrà stampato a contatto su un telone foto - sensibilizzato. La performance avrà luogo nella tarda mattinata di sabato 29 aprile 2017 (domenica 30 aprile in caso di maltempo) in piazza della Loggia, a Brescia. L’azione fotografica comporterà l’intervento operativo di chi vorrà lasciare con le mani l’impronta della propria presenza sul gigantesco telo fotografico che verrà immediatamente trattato ed appeso in esposizione all’interno del MO.CA. in Via Moretto n. 78. 

THE GLOBAL T(W)EENS PROJECT – IL MIO SGUARDO È IL TUO FUTURO – MOSTRA 
VIVIEN ALLENDER
AREA ESPOSIZIONI PRESSO MO.CA., VIA MORETTO 78
Inaugurazione: 8 giugno 2017 ore 18:00
Durata: 8 giugno – 2 luglio 2017 
L’indagine artistica di Vivien Allender consiste nel ritrarre pre-adolescenti di vari paesi del mondo, allo scopo di coglierne, attraverso lo sguardo, la capacità di situarsi nello spazio presente e di immaginare il proprio futuro e quello della loro città. Serena Uberti, intravedendo la forte valenza sociale del progetto, ha affiancato alla dimensione dell’immagine, quella della parola, per dar voce ai giovani protagonisti. Urban Center Brescia riconosce in questa ricerca l’opportunità di acquisire, con i preadolescenti, un nuovo dinamico punto di vista sulla città, arricchendo così le proprie attività di partecipazione e dialogo con i cittadini. Saranno esposte più di 150 fotografie di ragazzi di diverse città, con una speciale sezione dedicata ai giovani bresciani, già coinvolti nell’evento del settembre scorso presso i giardini di Ambiente Parco e nella corte interna di Mo.Ca. La mostra rientra nel ciclo di iniziative del progetto “Moving Culture - Brescia, Culture in Movimento”.


Brescia Photo Festival - Brescia

 

Brescia Photo Festival 2017
People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12 marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre


Proiezioni cinematografiche
Brescia Photos Festival 
Al cinema

8 marzo – 8 luglio 2017

BRESCIAPHOTOFESTIVAL. AL CINEMA
In occasione della prima edizione del BRESCIA PHOTO FESTIVAL e delle mostre organizzate presso il Museo di Santa Giulia e Ma.Co.f. - Centro della fotografia italiana, il Nuovo Eden propone una rassegna dedicata ai grandi reporter, internazionali e italiani, che hanno fatto la storia della fotografia e del fotogiornalismo.
Esponenti della leggendaria Magnum Photos, fondata nel 1947, si alterneranno ad alcuni dei miti della fotografia italiana. 
Con Magnum si percorrerà un viaggio di più` di sessant’anni di storia, dal crollo delle Torri Gemelle di Steve McCurry al ritratto di Muhammad Ali di Thomas Hoepker; dalle proteste di Piazza Tienanmen fotografate da Stuart Franklin all’era gloriosa dei Beatles raccontata dai ritratti di David Hurn fino agli scatti rubati di Nixon e Krusciov, Marilyn Monroe, Margaret Thatcher, Miles Davis.
Foto iconiche e tante storie, storie dei “contatti” tra i fotografi e i loro soggetti. Storie raccontate dalle foto stesse e dalla voce dei loro creatori. Centinaia di scatti che hanno preceduto o seguito l’immagine scelta, che spesso fisserà un momento storico nella memoria collettiva.

Accanto ai racconti internazionali, le firme più celebri e acclamate del panorama fotografico italiano contemporaneo: da Basilico a Fontana, passando per Berengo Gardin e Scianna, raccontate in una serie di documentari per la regia di Giampiero d'Angeli. Poi un appuntamento speciale dedicato a Mario Dondero: la proiezione del documentario Calma e gesso di Marco Cruciani in occasione del Premio Dondero indetto da Ma.co.f. che verrà consegnato l’8 luglio 2017. Racconti per immagini, racconti di immagini. La grande fotografia al cinema.

Mercoledì 8 marzo, ore 21 
THOMAS HOEPKER – MUHAMMAD ALI 
Ha appena 24 anni ed è già una leggenda dello sport. Ha conquistato la cintura di campione mondiale dei pesi massimi di pugilato e l’ha difesa strenuamente, mettendo a tappeto un avversario granitico come Sonny Liston. È una figura di incredibile carisma, simbolo di rivalsa per un’intera generazione; mette la sua fama a servizio di tenaci battaglie per l’emancipazione e l’uguaglianza, diventando ben presto un campione in difesa dei diritti umani. Muhammad Ali è, nel 1966, l’uomo del momento. A evocare quei giorni il reporter tedesco Thomas Hoepker, autore con la propria Leica di una delle immagini simbolo del XX secolo. Ali guarda dritto in camera e sferra uno dei suoi portentosi diretti destri: il pugno si ferma a pochi millimetri dalla lente, restando impresso sulla pellicola con tutta la carica adrenalinica di uno strepitoso gesto sportivo.
GUY LE QUERREC – MILES DAVIS 
Sotto l’occhio attento della sua macchina fotografica sono passati tutti i più grandi. La regale Nina Simone e l’incontenibile Ray Charles; il nodoso Bill Evans, piegato in pose surreali sulla tastiera del pianoforte e l’inafferrabile Herbie Hancock. Guy Le Querrec ha dedicato gran parte della sua vita professionale ai giganti del jazz: provando a carpirne l’anima, l’essenza, la spiritualità. Stabilendo una silenziosa e fortissima complicità con ognuno di loro. In particolare con Miles Davis. Sono scatti unici quelli raccolti dal fotografo francese, che cattura sulla propria pellicola smorfie e impressioni, la fatica e l’estasi di un instancabile atleta della musica.
DAVID HURN – THE BEATLES 
Il fotografo che ha scattato una delle più storiche foto dei Beatles era più interessato a scattare foto alle orde di fans che li assediavano e li circondavano. Prevedendo se una foto del gruppo di Liverpool fosse più adatta per Vogue o per un’altra rivista, ritagliava inquadrature per un altro nuovo simbolo dell’epoca: i fans appassionati e in deliro, insomma la Beatlesmania. 
Una carriera che spazia dagli scenari di guerra in Ungheria, fino al festival dell’Isola di White.
Un uomo appassionato che per prima cosa crede nelle fotografie e nel loro valore. La sua passione è stata poi la leva per risvegliare un fotografo dalla grande sensibilità e umanità.

Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 19 aprile, ore 21
GABRIELE BASILICO: LO SPAZIO, LA CITTA’ E IL PAESAGGIO CONTEMPORANEO 

Documentario. 51’
Da Milano alla Francia, da Beirut alla Silicon Valley, dal porto di Genova a Mosca, Gabriele Basilico ci spiega come la “lentezza dello sguardo” sia fondamentale per comprendere e dare un senso ai luoghi. Basilico racconta se stesso e il proprio lavoro, di come le sue fotografie mettano al centro lo spazio, senza pregiudizi.
FERDINANDO SCIANNA: LA DIMENSIONE LETTERARIA DELLA FOTOGRAFIA COME MEZZO PER RIFLETTERSI NEL MONDO 
Documentario. 52’
Nel film dedicato a Ferdinando Scianna, il fotografo scava nella camera oscura della memoria attraverso le sue stesse fotografie e ritorna in Sicilia, dove incontra e fotografa dopo vent’anni la sua musa, la top model Marpessa. Scianna rivela come la fotografia non sia per lui soltanto un modo di vedere, ma anche di specchiarsi nel mondo, di sentire e di pensare la vita.
 
Mercoledì 17 maggio, ore 21
BRUCE GILDEN – YAKUZA 
Capelli impomatati, eleganti cappotti, pose esibite che ostentano arrogante sicurezza. Sigarette all’angolo della bocca, smorfie da duri: sguardi sferzanti e taglienti, minacciosi. L’iconografia è quella del classico mafioso, costruita con calcolo preciso. Quasi si trattasse di una farsa, del set di un film di Martin Scorsese. E invece è tutto vero. Il linguaggio del corpo comunica violenza, dramma. Ma anche la perversa ammirazione per modelli altri, lontani anni luce dalla propria cultura. Non siamo in uno sperduto paese della Sicilia e nemmeno tra le vie di Little Italy. Ma a Tokyo, nei meandri di una malavita tra le più sanguinarie al mondo.
Un cortocircuito documentato con straordinaria potenza dagli scatti di Bruce Gilden, che si sposta nel sottobosco di una società sommersa, che vive secondo regole che sfuggono alla morale comune. 
ELLIOTT ERWITT – NIXON/KRUSCIOV 
Mosca, Sokolniki Park. È il 24 luglio 1959. Ad incontrarsi non sono solo due leader politici: ma due sistemi di pensiero, due filosofie, due idee di vita diametralmente opposti. Da un lato Richard Nixon, all’epoca vice-presidente degli Stati Uniti, alfiere di una nazione lanciata nella fase del più espansivo e dirompente consumismo capitalista. Dall’altro Nikita Chruscëv, autorevole e autoritario leader dell’Unione Sovietica, orgoglioso portabandiera del modello comunista.
La cornice è quella surreale, ma in fondo altamente significativa della National American Exhibition, tentativo di avvicinamento tra i due blocchi in forma di fiera campionaria.
Un evento che ha segnato in modo decisivo il fluire della Storia. E che si è trasformato in icona della contemporaneità grazie all’occhio magico di Elliott Erwitt.
PETER MARLOW – MARGARET THATCHER 
È stata l’unica donna ad aver ricoperto il ruolo di primo ministro della Gran Bretagna. Ha preso per mano il suo Paese in un momento di gravissima crisi economica e, dunque, in un periodo di forti tensioni sociali: ha tenuto la barra del timone a tutta dritta, con un’autorevolezza che non ha mancato di trascendere nell’autoritarismo. Carattere deciso, scelte difficili quelle assunte da Margaret Thatcher. La Lady di Ferro.
A raccontare il carattere di Margaret Thatcher è Peter Marlow che ha viaggiato in Giappone e negli Stati Uniti, in Francia e ai Caraibi. Ma il suo soggetto preferito resta l’amata Gran Bretagna. Marlow è stato testimone delle battaglie dell’IRA a Belfast e attento osservatore della quotidianità inglese, ma soprattutto discreto e intenso ritrattista degli inquilini del civico dieci di Downing Street.

Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 7 giugno, ore 21
FRANCO FONTANA: IL COLORE E L’EMOZIONE COME MEZZI DI INTERPRETAZIONE E DI CONOSCENZA 
Documentario. 43’
Franco Fontana si racconta immergendosi nella città e nel paesaggio, che trasforma in spazio interiore dando alle forme, alla materia e alle ombre una forte potenza emotiva. Per lui il colore è sensazione filosofica, emozione, interpretazione e mezzo di conoscenza. Lasciando da parte ogni tentativo di narrazione e di descrizione, il suo lavoro mira a scuotere le abitudini mentali che rendono cieco il nostro sguardo.
GIANNI BERENGO GARDIN: I REPORTAGES E LE TRASFORMAZIONI DELLA NOSTRA SOCIETA’ 
Documentario. 55’
A partire dalla sua Venezia, Berengo Gardin rievoca i momenti vissuti e i suoi tanti reportage, come quelli sugli ospedali psichiatrici, il movimento del 1968, gli zingari. Da oltre cinquant’anni, il fotografo racconta con sguardo onesto e partecipe la trasformazione del nostro Paese e della società contemporanea, sempre con profondo rispetto e mettendo sullo stesso piano l’occhio, il cuore e la mente.
 
Mercoledì 21 giugno, ore 21
STUART FRANKLIN – PIAZZA TIENANMEN 
Beirut, 1983. Sul fronte del terribile scontro militare tra l’esercito israeliano e i guerriglieri dell’OLP. Bruxelles, 1985. Tra i sopravvissuti della tragedia dello stadio Heysel. Honduras, 1986. Perso nella giungla, nei meandri di una sanguinosa guerra civile che procede senza esclusione di colpi. Non c’è evento della Storia recente che non abbia conosciuto gli scatti di Stuart Franklin, tra i più grandi fotoreporter in attività.
Decine le immagini grazie alle quali Franklin ha consegnato all’eternità fatti, volti, persone. Le più emozionanti risalgono senza dubbio alla primavera del 1989. La morte di Hu Yaobang, tra i più fermi sostenitori della necessità di rinnovamento del Partito Comunista Cinese, spinge centinaia di studenti, intellettuali e semplici operai a scendere per le strade di Pechino: la protesta gonfia a vista d’occhio, nella richiesta al regime di maggiori libertà.
Stuart Franklin è a Piazza Tienanmen. La concitazione di quei giorni è raccontata nel suo straordinario lavoro di documentazione.
ABBAS ATTAR – RIVOLUZIONE IRANIANA 
Non c’è tensione internazionale, rivolta o movimento popolare che – a partire dagli Anni Settanta – non abbia documentato. Raccontando attraverso le sue straordinarie fotografie la guerra del Vietnam e la strenua battaglia contro l’apartheid in Sud Africa, il dramma del Biafra e le tensioni in Irlanda del Nord. Quando gli animi si sono accesi nel suo Iran, teatro della rivoluzione khomeinista, non ha potuto fare a meno di imbracciare la reflex. E scattare.
Abbas Attar è stato lucido testimone della nascita del regime degli ayatollah, evento di portata globale.
Per Abbas il momento clou di quella confusa stagione è segnato dall’occupazione dell’ambasciata americana a Teheran, simbolo della contrapposizione tra il nascente regime islamista e le ingerenze dell’Occidente nella politica dell’area mediorientale.
STEVE MCCURRY – 11 SETTEMBRE 
Steve McCurry, uno dei maestri più acclamati a livello internazionale, coglie il momento drammatico dove i destini della gente, e l'atmosfera della situazione, sono messi a fuoco. Racconterà agli spettatori come il fotografo riesce a trovare il punto di contatto fra lui e il soggetto, in particolar modo in rapporto alla vicenda dell’11 settembre. Le immagini che realizza a Ground Zero sono un testamento per l’eroismo dei cittadini di New York, «Si sentiva – afferma McCurry –  l’orrore e subito, istintivamente ho capito che la nostra vita non sarebbe stata mai più la stessa». 
Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 5 luglio, ore 21
CALMA E GESSO

Di Marco Curciani. Documentario. 130’
Scorrono immagini di città, luoghi, donne e uomini, storie partigiane, storie incredibili, storie vere. Scorrono foto in bianco e nero e diapositive a colori. Scorrono strade e paesaggi.
Siamo in viaggio con uno dei grandi maestri del fotogiornalismo mondiale e il documentario è un tentativo di raccontare l'avventurosa storia del fotoreporter Mario Dondero attraverso il suo presente in continuo movimento. Un percorso di quasi cinque anni trascorsi al fianco del fotografo seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, premiazioni, eventi vari e semplici passeggiate.
Da Corrado Stajano a Ermanno Rea, da Gianni Berengo Gardin a Uliano Lucas, da Vinicio Capossela a Don Andrea Gallo, in tanti nel film proveranno a raccontarcelo pieni di stima e grande amicizia, ma Mario è come sempre inafferrabile e sta già puntando verso una nuova meta con la sua Leica in spalla, perché sa benissimo che ci sarà sempre un prossimo futuro da non dimenticare.

Informazioni:
Ingresso: 3,00 euro

Nuovo Eden
Via Nino Bixio, 9 
25122 Brescia
www.nuovoeden.it 
info@nuovoeden.it
030.8379404


Brescia Photo Festival - Brescia

 

Due giorni bresciani per Steve McCurry
L'8 e il 9 luglio, a Santa Giulia e in città.
E, sempre il 9 luglio al MO.CA,
la premiazione dei vincitori del primo premio MARIO DONDERO


L’8 e il 9 luglio, Steve McCurry sarà a Brescia. Per una visita a “Leggere”, la grande mostra di sue opere dedicate al tema della lettura e dei luoghi della lettura, allestita in Santa Giulia. Ma anche per conoscere la città, i suoi luoghi e per incontrare i suoi estimatori.
McCurry è una star del mondo della fotografia. Molte sue immagini sono diventate icone universali. Tanto che è ormai comune vedere, nelle strade della vecchia Europa, dei “Madonnari” impegnati a trasporre su strade e piazze, con i loro gessetti, accanto all’immagine di qualche Madonna di Raffaello, la “Monna Lisa afghana”, la ragazza dagli occhi verdi e il velo, col mantello color ruggine, di McCurry. Testimonianza esplicita di una popolarità che ha traguardato da tempo i limiti del mondo della fotografia.
Pochi, pochissimi, sono oggi i fotografi la cui fama è paragonabile a quella di Steve McCurry, soprattutto in Italia. 
McCurry è un artista che ha definito le caratteristiche fondamentali del reportage moderno. 
Sulla sua carriera e sul successo dei suoi scatti indimenticabili, c'è poco da aggiungere, numerosissime le mostre in giro per il mondo e ancora più numerosi i riconoscimenti a livello internazionale. 
Dell’interesse che ogni sua mostra solleva, in ogni città dove le sue opere sono pesare, è confermata anche da “Leggere” che è a Brescia sino al 3 settembre, in prima mondiale.
La rassegna di sue immagini allestita negli spazi del Complesso di Santa Giulia, presenta circa 70 fotografie che ritraggono persone da tutto il mondo assorbite nell'atto intimo e universale del leggere. Le persone sono catturate dall'obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportare le persone in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell'uomo. Dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’ Asia orientale, dall’Afghanistan all’Italia, dall’Africa agli Stati Uniti: immagini vibranti e colorate documentano i momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Fortissimo nel lavoro di McCurry è il fascino per i volti della gente comune, in strada o tra la folla, lontano dalla realtà dello studio dove si eseguono ritratti posati con luce artificiale. 
Steve McCurry incontrerà i suoi estimatori presso l’Auditorium del Museo di Santa Giulia sabato 8 luglio alle ore 18.00 per una dialogo in diretta con il giornalista e fotografo Roberto Cotroneo e sarà una esperienza davvero memorabile. L’uomo è, oltre che un grande fotografo, un affascinante affabulatore. Il suo racconto fa entrare l’ascoltatore dentro i mondi e le situazioni che le sue immagini hanno saputo cogliere in modo potente. Ma c'è qualcosa che i soli scatti non possono comunque comunicare: la vita e le avventure professionali che si nascondono dietro alla carriera lunghissima di McCurry. E incontrarlo sarà una imperdibile occasione per svelarle. Così come essere resi partecipi dei suoi programmi per il futuro: camminare ancora per le strade del mondo scattando fotografie.
Steve McCurry. Leggere è curata da Biba Giacchetti e per la parte letteraria da Roberto Cotroneo ed è un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Non solo McCurry, però. Domenica 9 luglio alle ore 19.00 al MO.CA avrà luogo infatti la premiazione dei vincitori del primo Premio Mario Dondero di reportage contemporaneo.
Selezionate tra circa 800 immagini pervenute da tutta Italia, le fotografie prescelte dalla giuria composta da Maddalena Fossati Dondero, Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Renato Corsini, Gianluigi Colin e Walter Guadagnini, che sraranno anche protagonisti di una presentazione pubblica, verranno esposte in una mostra che si inaugura contemporaneamente alla premiazione.
Nell’esposizione saranno presenti anche gli scatti più significativi del grande maestro ed una serie di circa 30 ritratti eseguiti allo stesso dagli amici fotografi che così intendono rendergli omaggio.
Il premio Mario Dondero che ha come traccia indicativa il tema “dalla parte dell’uomo”, sponsorizzato da Planet Vigasio nell’ambito del Brescia Photo Festival, vuole anche essere un momento di indagine e riflessione sul contesto nel quale si muove la fotografia contemporanea di reportage sociale.
Al grande fotoreporter è infine dedicato l’appuntamento di mercoledì 5 luglio al cinema Nuovo Eden dove verrà proiettato il film “Calma e gesso”, di Marco Cruciani, un percorso di quasi cinque anni trascorsi al fianco del fotografo seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, premiazioni, eventi vari e semplici passeggiate.
Un tragitto di pensieri e di azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e mondiale vissuto in prima persona e in prima linea dagli anni '50 ad oggi. 
www.bresciaphotofestival.it 

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    Data ultimo aggiornamento pagina 2017-06-26 11:11:59
    Inserito da Michela Gesualdi
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